Finalmente è stato approvato dal Consiglio regionale l’atto amministrativo di ampliamento del Parco naturale regionale del Mont Avic. È da 5 anni che si discuteva di questo allargamento, proposto da un comitato di cittadini proprietari di terreni nel comune di Fénis, convinti della possibilità di tutela e valorizzazione dei loro pascoli e alpeggi e dell’opportunità di sviluppo del territorio attraverso forme di turismo naturalistico in aree protette e correttamente gestite.
La bozza di deliberazione era già pronta nella primavera del 2021, grazie all’azione dell’allora Assessora Minelli, ma poi è rimasta assurdamente ferma per ben due anni, nonostante ci fossero già le risorse finanziarie necessarie, l’assenso dei proprietari e del comune di Fénis per alcune particelle del suo territorio, l’accordo del Parco e degli uffici regionali competenti. Un ritardo tutto politico che ha origine nell’antica e persistente diffidenza di alcuni eletti in Consiglio nei confronti delle aree naturali protette e di tutto ciò che è riconducibile all’iniziativa popolare.
In questi due anni le consigliere di PCP hanno più volte sollecitato la conclusione dell’iter, intervenendo con cinque iniziative consiliari, fra cui un ordine del giorno approvato a dicembre, all’unanimità, che ha stabilito un termine preciso per l’approvazione, il 31 marzo, anche se la Giunta voleva rimandare ulteriormente.
Il Parco regionale del Mont Avic è stato istituito nel 1989, grazie alla donazione alla Regione, da parte del gruppo FIAT, di una vasta area situata nel comune di Champdepraz, con il vincolo di realizzare un’area protetta preservando e valorizzando una delle zone più selvagge della regione.
Dai primi 1604 ettari del primo nucleo, si è passati nel 2003 a 5747 ha, con l’allargamento sul comune di Champorcher che ne aveva fatto richiesta; ora si arriva ad una superficie di 7296 ha.
Un percorso di crescita che non è concluso, visto che già tra il 2019 e il 2021 erano state avviate interlocuzioni anche con i comuni limitrofi di Châtillon, Pontey, Chambave allo scopo di valutare il loro interesse a entrare nel Parco, che si erano poi interrotte ma che dovranno sicuramente essere riprese, vista la disponibilità anche recentemente manifestata da vari amministratori dei comuni citati.
La realtà del Parco, che ha migliorato l’attrattività di Champdepraz e Champorcher, è il successo di una corretta impostazione di un turismo ambientale e naturalistico che dovrebbe diventare la bussola delle politiche turistiche regionali.