L’Assemblea era convocata per approvare il Rendiconto generale 2024l’Assestamento al bilancio di previsione 2025 e la seconda variazione al bilancio 2025-2027 della Regione. All’esame c’erano anche altri disegni di legge e varie relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti. Per quanto riguarda le iniziative ispettive PCP ne aveva depositate 19, tra question time, interrogazioni, interpellanze e mozioni, di cui 9 a mia prima firma o a firma congiunta. Nessuna è stata discussa per motivi di tempo. Tutto è rinviato all’ultimo consiglio del 22, 23, 24 luglio.

L’Assestamento di bilancio poggiava su un tesoretto di 277 milioni di euro, che è stato investito a poche settimane dalla fine della legislatura e che sarà integrato fra pochi giorni da altri 85 milioni della terza variazione di bilancio. Una somma considerevole indice innanzitutto di una incapacità di spesa e che non può non far pensare anche ad una manovra preelettoraleLa Regione ha molte risorse che si dovrebbero trasformare in un sostegno ai cittadini in difficoltà e come volano all’economia, che invece vanno in avanzo. 

Riporto una sintesi del mio intervento in aula e allego la versione integrale.

Ci troviamo di fronte ad una sorta di bulimia legislativa: non è stata ancora approvata la seconda variazione di bilancio che ne arriva un’altra a rinforzo, senza parlare del profluvio di disegni di legge scaricati negli ultimi giorni. Il tesoretto stanziato con questa manovra, agli sgoccioli della Legislatura, denota mancanza di lungimiranza, perché da una parte riguarda finanziamenti attesi da tempo, e dall’altra richieste spuntate all’ultimo minuto, di cui non si è capita né la ratio né l’urgenza. Sorge un dubbio: che questa pioggia di milioni si possa ricondurre in buona parte all’inizio della campagna elettorale? Alcuni stanziamenti sono importanti, necessari e attesi da tempo come l’auditorium della biblioteca di Châtillon; la messa in sicurezza di ponti noti per l’alto numero di suicidi; il recupero di due edifici a Fontainemore, richiesta di tanti anni fa, dimenticata, e su cui esprimo l’auspicio che la futura amministrazione sappia opportunamente valorizzare. Non condividiamo invece certi finanziamenti come quello al Col Ranzola, di cui ad oggi non conosciamo ancora la precisa funzione (strada? sentiero? collegamento ciclopedonale?), ma a cui viene destinata una cifra molto alta. Sui 50 milioni per gli impianti a fune in varie località, in Commissione non si è saputo praticamente quasi nulla se non alla fine della Legislatura: una procedura poco corretta visto anche il peso delle risorse allocate che avrebbe meritato una più ampia trattazione. Su vari articoli abbiamo depositato specifici ordini del giorno, collegati alla nostra azione in Consiglio. Non voteremo il Dl nel suo complesso.»

Ho depositato 4 ordini del giorno, sull’ampliamento del Parco del Mont Avic, sulla scuola secondaria di Pont-St-Martin, sulla valorizzazione delle mura romane, sul censimento delle barriere architettoniche. Sono stati respinti, assieme a tutti gli altri presentati dalla minoranza. Durante l’esame in aula ho votato una decina di articoli che riguardavano abbattimento di barriere architettoniche, contributi ad Arpa per il monitoraggio delle acque, interventi a tutela del lago di Lod a Chamois, trasferimenti a comuni per edilizia scolastica e per gestione delle risorse idriche, oltre a quelli citati sopra come importanti. Nel complesso il voto è stato di astensione. L’ultima seduta di Consiglio di questa legislatura si terrà nei giorni 22, 23, 24 luglio; ci saranno vari disegni e proposte di legge e tutte le iniziative ispettive rimaste indiscusse dai consigli precedenti. L’auspicio è di esaurire tutti i punti. Cosa non scontata.