REFERENDUM CONSULTIVO
Nella seduta consiliare dell’11 gennaio 2023, come sapete, l’Assemblea regionale ha deliberato di non approvare – con 26 voti contrari (UV, AV-VdAU, SA, GM, Lega VdA, PlA), 7 astensioni (FP-PD, FI) e 2 a favore (PCP) – losvolgimento del referendum consultivo di iniziativa popolare sulla proposta di legge n. 58 del nostro gruppo in materia di elezione del Consiglio regionale della Valle d’Aosta. Ha votato contro anche il consigliere Restano che aveva firmato la richiesta di referendum; si sono astenuti due consiglieri che avevano firmato la richiesta direferendum Marquis e Baccega, e anche i 5 ex consiglieri di PCP, che sono stati eletti con un programma che chiedeva esplicitamente l’elezione diretta del Presidente e della sua maggioranza e la doppia preferenza di genere (e il capogruppo Crétier è arrivato ad accusarci di trasformismo!).
Molto in questi giorni si è scritto sulla bocciatura del referendum, anche con delle evidenti inesattezze, e avetesicuramente letto i nostri commenti sugli organi di informazione. Riteniamo che la decisione presa dal Consiglio sia particolarmente grave, in primo luogo perché si è scelto di impedire scientemente ai cittadini valdostanidi esercitare un diritto garantito dallo Statuto e dalla legge regionale n.19 del 2003, sia perché si è ritenuto di non far esprimere la loro posizione su un tema di grande importanza qual è la legge elettorale. Lemotivazioni adottate per votare contro il referendum sono state ora pretestuose e strumentali, ora deboli einconsistenti. Siamo profondamente amareggiate per l’atteggiamento del Consiglio regionale che in larghissima maggioranza si è espresso non solo contro il referendum, ma anche mettendo in discussione più in generale gli istituti di democrazia diretta. Riportiamo qui una sintesi dei nostri interventi in aula.
«La riforma del sistema elettorale è sicuramente sentita tant’è vero che, sul tema, ci sono anche altre due proposte di legge già depositate e altre non formalizzate, ma rese pubbliche – ha evidenziato Chiara-. Sarebbe stato benefin dal mese di luglio prenderne atto e procedere alla indizione delle consultazioni. Si sarebbe fatto il referendum nello scorso mese di novembre e ora il Consiglio potrebbe essere al lavoro per predisporre la legge regionale. È, invece, mancata la volontà politica di decidere e si è avviata una lunga e discutibile fasedi approfondimento in prima Commissione, che in realtà, ai sensi della legge, non avrebbe compiti istruttori rispetto ad una richiesta di referendum consultivo. Ci sono state molte forzature. Prima, quella di chiedere unparere alla Commissione per i procedimenti referendari, che ha giustamente respinto la richiesta, perché non è competente in materia. E poi la successiva forzatura della richiesta di un parere ad un costituzionalista, individuato unilateralmente, senza che fosse scelto e concordato con tutta la Commissione sulla base di più proposte. Noi abbiamo chiesto ad un altro costituzionalista di pari grado di esprimere le sue valutazioni e da questo parere abbiamo avuto conferma della piena legittimità e ammissibilità dellarichiesta di referendum consultivo. Oggi, a ben otto mesi di distanza dal deposito della richiesta di referendum consultivo, il Consiglio deve prendere una decisione. Il nostro giudizio sulla deliberazione proposta dalPresidente del Consiglio è sostanzialmente positivo. Il documento ripercorre i fondamenti normativi e il percorso che è stato fatto, richiama i contenuti dei pareri che sono stati richiesti ai costituzionalisti e nei tre ultimi commi della premessa apre la strada allo svolgimento del referendum consultivo, non essendo emersi ostacoli ostativi né di tipo procedurale né di tipo giuridico. Manca però la parte deliberativa che spetta oggi al Consiglio. A noi pare chela scelta migliore più utile sia quella di formulare tre quesiti su tre aspetti essenziali della normativa elettorale. Abbiamo quindi predisposto un emendamento con i tre quesiti: “Siete voi favorevoli alla approvazione da parte del Consiglio regionale di una legge di riforma del sistema elettorale regionale che recepisca il principio dellaelezione diretta della maggioranza e del Presidente della Regione?”; “Siete voi favorevoli alla approvazione da parte del Consiglio regionale di una legge di riforma del sistema elettorale regionale che preveda un premio di maggioranza per la lista o la coalizione vincente?”; “Siete voi favorevoli alla approvazione da parte del Consiglioregionale di una legge di riforma del sistema elettorale regionale che preveda la possibilità di un voto di preferenza perentrambi i generi?”. Non è naturalmente un prendere o lasciare, vanno bene anche altre formulazioni, però è evidente che non si può votare la deliberazione in assenza del quesito o dei quesiti.»
Erika ha ricordato: «Non stiamo votando la legge sulla riforma elettorale, ma per decidere se fare o meno un referendum, per sentire il parere della popolazione. Ricordo poi che noi abbiamo depositato la legge nove mesi fa e, a parte Forza Italia e delle slides generiche del PD, nessuno ha presentato altro e oggi tutti parlano di “una priorità”. Mi sembra che si stiano prendendo in giro i valdostani. La partecipazione è il momento più alto in cui la politica si esprime e noi, non solo non ci sentiamo sminuite nel nostro ruolo, ma accogliamo con interesse e ascoltiamo quei cittadini che attraverso la costituzione di comitati, nelle loro associazioni o come gruppi organizzati portano iniziative specifiche dando di fatto il loro contributo attivo, evidenziando criticità e sollecitando l’azione politica e per questo li ringraziamo. In questo senso porto solo due esempi: l’azione di Valle Virtuosa che ha bloccato la costruzione del pirogassificatore e il comitato “Discarica sicura” che ha fatto emergere le criticità delladiscarica di Pompiod. L’iniziativa referendaria è stata sostenuta da tanti valdostani che non appartengono al nostro schieramento e che mai ne faranno parte. Rispedisco quindi al mittente le accuse della ricerca di nuovi “adepti”come detto da Caveri. Rispetto all’accusa di trasformismo invece lanciata dal consigliere Cretier, lo invito a rileggersi il programma che lui e gli altri quattro hanno completamente abbandonato e disatteso (ospedale, cimebianche, riforma elettorale…). Noi continuiamo a essere chiare e coerenti.»
Il Consiglio ha poi approvato la Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, un documento pianificatorio che declina le azioni che la Valle d’Aosta deve assumere nei prossimi anni per realizzare gli obiettivi dell’Agenda 2030 ONU, il Green deal europeo, la Strategia nazionale di sviluppo sostenibile. Ci siamo astenute perché ildocumento finale è generico e poco concreto, privo di una chiara impostazione politica, ciò dimostrato dal fatto che mentre si scrivono obiettivi e principi poi si compiono scelte che sono in totale contraddizione, come appare evidente dalla sintesi dei nostri interventi in aula.
«Questa strategia regionale è un atto dovuto che deriva dalla strategia nazionale per lo sviluppo, emanazionedell’Agenda 2030 approvata dall’ONU nel 2015 – ha evidenziato Chiara -. La Giunta ha avviato i lavori nel 2019, i tempi di elaborazione si sono poi dilatati, dovendosi dotare anche di una cornice entro cui indirizzare i fondi europei. Questo nuovo documento segue l’impostazione del quadro strategico approvato nel 2021 aggiornato a novembre 2022. L’obiettivo di una “Valle d’Aosta più verde” parla di efficientamento energetico e diabbattimento dei consumi da fonte fossile ma non è assolutamente convincente e presenta dati errati e fuorvianti. Il capitolo dell’energia è fondamentale per uno sviluppo sostenibile ma il documento non è all’altezza della sfida che abbiamo di fronte. Per quanto riguarda la biodiversità, il dato sulle aree naturaliprotette ci dice che occupano solo il 13%, del territorio, una percentuale complessivamente bassa che migliora solo se includiamo le zone inserite in area “Natura 2000”. Ma allora, bisogna considerare queste aree davvero come zone di protezione e, ricordo, che anche l’area del Vallone delle Cime Bianche, su cui siinsiste per la realizzazione di impianti, è inserita nell’elenco. Per quanto riguarda i rifiuti, si prevede di arrivare all’80% di raccolta differenziata e al 60% di riciclo di materia, ma si parte già con un grave handicap dalmomento che gli obiettivi precedenti non erano stati raggiunti, e gli obiettivi della tariffa puntuale e dell’ATO unico sono stati spostati alla data di scadenza del Piano rifiuti. Le considerazioni sui rifiuti speciali sono poi molto generiche e permangono forti preoccupazioni su Chalamy e Pompiod. Anche per quanto riguardal’obiettivo di una “Valle d’Aosta più connessa” si parla di mobilità e trasporti evidenziando solo che bisogna incrementare il trasporto pubblico locale e migliorare l’intermodalità, senza nulla dire, ad esempio, sulla ferrovia. In una strategia con un orizzonte decennale si sarebbe potuto dire e fare di più. Infine, a propositodell’obiettivo VdA più vicina ai cittadini, non si può ignorare il tema della partecipazione popolare alleprincipali scelte politiche e amministrative, che non è certo valorizzata: oggi con la bocciatura del referendum ne abbiamo avuto un ben triste esempio. Nei Cantoni svizzeri l’iniziativa legislativa popolare e i referendum sono il pane quotidiano, qui si fa di tutto per mortificare la partecipazionepopolare! Manca anche la chiarezza e la coerenza degli obiettivi dal momento che il Quadro strategico regionale hacontenuti differenziati rispetto a quelli della Strategia, con conseguenti ricadute operative sulle azioni da porre in essere. Insomma, a fronte di un grosso lavoro degli uffici, è mancata la parte politica di indirizzo e di scelta e per questo non possiamo esprimere una valutazione e un voto positivo.»
Erika ha sottolineato che «il Quadro strategico regionale di Sviluppo sostenibile 2030 è una cornice programmatica unitaria che parla dello sviluppo sostenibile, inteso nelle sue diverse accezioni – ambientale, sociale ed economica – e, dopo un’analisi di contesto, si punta molto sui meccanismi di governance che dovranno accompagnare l’attuazione degli indirizzi emersi al fine di migliorare l’utilizzo e il coordinamento delle politiche. Perquesto assume grande rilievo il potenziamento delle capacità amministrative della Regione, come pure delle amministrazioni locali, per dare continuità, costituendo presìdi stabili di professionalità e competenze ed evitando leeccessive esternalizzazioni che non aiutano a qualificare le strutture dell’Ente. Ecco, i buoni propositi deldocumento appaiono in aperto contrasto con le politiche portate avanti dall’Amministrazione e purtroppo i dati evidenziati nelle tabelle in cui sono presentati gli indicatori specifici e i valori aggiornati a livello regionale non ci consegnano una bella fotografia della nostra regione. Rispetto al dato nazionale risulta che: la speranza di vita alla nascita risulta essere minore, abbiamo uno dei più bassi tassi di copertura vaccinale antinfluenzale sugli over 65, un tasso molto elevato di ospedalizzazioni e di accessi al Pronto soccorso, una elevataemigrazione ospedaliera, una percentuale più alta di abbandono scolastico, una minore competenza alfabetica, una quota più elevata di persone con al massimo la licenza media, una consistente riduzione della rappresentanzapolitica delle donne e un divario occupazionale di genere più elevato. Il documento che ci viene presentato oggi racchiude quindi un grosso lavoro di analisi che ci consegna un quadro dettagliato della Valle d’Aosta ma è del tuttoprivo delle strategie per dare delle risposte. Manca la visione.»
È stato poi approvato all’unanimità il disegno di legge che contiene disposizioni organizzative temporanee eurgenti in materia di reclutamento di personale da parte dell’azienda USL della Valle d’Aosta oltre che di organizzazione del sistema sanitario regionale e di formazione in ambito sanitario.
Sul testo è stato depositato un emendamento dal gruppo PCP, che è stato respinto dall’Aula con voto contrario diPLA, LEGA, UV, gruppo misto e AV-VDA UNIE e astensione di FP-PD e FI.
Erika intervenendo ha definito il disegno di legge «necessario, anche se lo diciamo con rammarico. Da autonomista,pensare che si vada ad intaccare uno dei principi del nostro particolarismo ci lascia con l’amaro in bocca. D’altraparte, ci rendiamo conto della grande emergenza che sta interessando la sanità valdostana e nazionale etogliere dei vincoli può aiutare il reperimento di personale. Questa è una legge di emergenza, della”disperazione”, pensata in modo sperimentale che, immagino, potrà essere modificata in futuro adeguandola ai mutamenti della situazione. La carenza di personale non è legata al solo all’accertamento del francese maanche ad altri gap importanti, come la difficoltà legata alla progressione di carriera e il fatto di avere un vecchio presidio ospedaliero. Questa legge insieme all’indennità di attrattività e ad altre misure potrà facilitare il reperimento di ulteriori risorse. Tuttavia noi crediamo che ci voglia più coraggio e per questo abbiamo presentato un emendamento, costruito e condiviso con il gruppo di Valle d’Aosta Aperta, con cui si dà l’opportunità anche a chi non ha passato lo sbarramento della lingua francese di poter essere assunto a tempo indeterminato ispirato sia al principio di non discriminazione sia perché riteniamo questa modifica più appetibile per ilreclutamento di personale. Questo a tutela del diritto costituzionale alla salute ma anche per limitare le forme di precariato. Precarizzazione che non pare trovare una motivata e adeguata giustificazione nell’obbiettivodella tutela della minoranza francofona. Voteremo comunque la norma che riteniamo migliorativa ma chiediamo più coraggio al Governo affinché limiti il più possibile i vincoli alle assunzioni. Chi verrà in Valle d’Aosta quandosenza vincoli e con la possibilità di progressione di carriera può essere assunto ovunque? Grazie alla clausola valutativa vedremo i riscontri, maquesta norma zoppa per noi inciderà ben poco»
Le nostre iniziative ispettive all’ordine del giorno di questo consiglio erano 6: 1 question time, 2 interrogazioni,3 interpellanze.
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA: Esternalizzazione della Saison culturelle (Erika, Chiara)
Erika intervenendo sull’esternalizzazione della gestione tecnico amministrativa e artistica del teatro Splendor e della Saison Culturelle 2023-2024 ha evidenziato come «nella delibera si parla di carenza di personale e di elasticità operativa rispetto alle esigenze della domanda, mancanza di una struttura autonoma e responsabilizzata rispetto agli obiettivi dell’ente pubblico, difficoltà a sviluppare specifiche professionalità e competenze tecniche sia direzionali sia operative. Si evidenzia inoltre che, a fronte di una terra storicamente vocata alla propria cultura etradizione, non corrisponde una pari vivacità dell’attività imprenditoriale privata nel settore dello spettacolo dal vivo. Quando si è discusso del DEFR si è parlato dell’importanza della Saison e della grande competenza che c’è attorno al confezionamento di questa rassegna, senza nemmeno accennare a possibili esternalizzazioni: come mai a distanza di così poco tempo c’è stato un così forte cambio di impostazione operativa?» L’Assessore ai beni culturali Jean-Pierre Guichardaz, in risposta, ha ricordato che «è stato approvato il 28 dicembre 2022 un progetto che prevede un appalto pubblico di servizi per la gestione del Teatro e delle attività artistico-teatrali delladurata di 2 anni di primo affidamento, con previsione espressa della facoltà di ripetizione del servizio per ulteriori 2 anni. La Regione non sta dunque concedendo il Teatro Splendor ad un soggetto privato autorizzandolo, sulla base di un contratto di servizio, ad organizzare una “sua” stagione culturale, da cui ricavare gli introiti a remunerazione del proprio operato. Sta cercando di acquisire in blocco una serie di servizi restando l’organizzatrice della Saison, di modo da sfruttare le possibilità del mercato e compensare la carenza interna di personale. Quindi in realtà si sta lavorando ad un modello che produca, per quanto possibile, lo stesso risultato operando però non, o non maggioritariamente, con personale interno. Non serviva, quindi, un cambio del DEFR inquanto non c’è un sostanziale cambio di impostazione.» Nella replica Erika si è detta «ancora più stupita che nel DEFR non si sia detto nulla visto che era già dall’aprile 2022 che si stavano facendo delle riflessioni. Ieri,esaminando la Strategia di sviluppo sostenibile, si è parlato della necessità di costituire presìdi stabili di professionalità e competenze evitando eccessive esternalizzazioni: mi sembra che si scrivano delle cose neipiani strategici e poi si faccia altro con le delibere di Giunta.»
INTERROGAZIONE: Destinazione derrate alimentari acquistate per la Coppa del mondo di sci annullata (Chiara, Erika)
Già a novembre con una question time avevamo chiesto chiarimenti sulla destinazione degli alimentiacquistati e non utilizzati per i pasti dei partecipanti alle gare di Coppa del mondo di sci e suggerendo che fossero donati ad associazioni di aiuto e assistenza a persone in difficoltà. L’assessore ci aveva detto che il Comitato organizzatore aveva lasciato tutti i prodotti nella disponibilità dello chef incaricato della preparazione cheavrebbe molto probabilmente provveduto nel senso da noi auspicato. Abbiamo quindi chiesto di essereaggiornati. In breve le azioni previste sono le seguenti: 1) saranno organizzate cene di beneficenza dall’Ecolehotelière volte alla raccolta di fondi. 2) saranno organizzate cene di solidarietà da parte di enti del Terzo settore per minori temporaneamente allontanati dalle loro famiglie e ospitati in comunità di accoglienza, per donnevittime di violenza ospiti della Casa Rifugio, per persone con disabilità che vivono nelle case-famiglia. 3) una parte delle derrate alimentari saranno messe a disposizione di mense solidali gestite dalla Fondazione Caritas e dall’associazione Jole Castiglioni legata alla parrocchia di Saint Vincent. Valutiamo positivamente che si siascelto di andare nella direzione che avevamo indicato a novembre. Quello che non ci è del tutto chiaro, comenon lo era stato a novembre, è il ruolo che la Regione ha avuto in tutto ciò. Nella prima risposta l’Assessore aveva fatto riferimento esclusivamente al Comitato organizzatore e allo chef responsabile della preparazione pasti, tralasciando completamente il ruolo della Regione. Ora appare invece chiaro che la Regione è parte attiva nel progetto denominato “Coppa del mondo della solidarietà”, promosso da Fondazione comunitaria con la collaborazione dell’Ecole hotelière. Già a novembre si sarebbe dovuto chiarire che le scelte circa la destinazione del cibo non utilizzato non dipendevano esclusivamente dallo chef Buillas, come pensavamo, ma riguardavano anche la Regione, che ha sborsato fior di quattrini per il mancato evento.
INTERROGAZIONE: Notizie in merito al contratto preliminare di acquisto da parte di CVA di una societàspecializzata in impianti fotovoltaici (Chiara, Erika)
Abbiamo appreso da fonti di stampa che la CVA ha siglato un contratto preliminare con la Sistemi Rinnovabili Srl di Milano per l’acquisizione di tale società, tramite un corrispettivo di 340 milioni di euro e che tale azienda sarebbe attiva nel campo della produzione di energia tramite il fotovoltaico con impianti operativi di 42 megawatt e altri megawatt da realizzare attraverso nuovi progetti; in questo modo l’operazione porterebbe CVA a triplicare la sua attuale produzione di energia da fotovoltaico ed eolico. Non è chiaro sel’operazione comporterebbe un semplice trasferimento di impianti o aumenterebbe significativamente laproduzione di fotovoltaico e se le competenze di Sistemi rinnovabili potrebbero essere messe a frutto per una produzione del fotovoltaico in Valle. Abbiamo quindi chiesto chiarimenti su questi aspetti e anche quali sono gliuffici della Regione o di Finaosta che monitorano e collaborano con l’attività di CVA e garantiscono una interlocuzione regolare con i vertici della azienda.
L’assessore Caveri per l’ennesima volta ci ha ricordato che la CVA non è più soggetta alla legge Madia e ai suoi vincoli e neppure alla legge regionale 20/2016 che discende dalla Madia, che opera sul mercato come una qualsiasi altra società e che la Regione non può e non deve intervenire nelle scelte aziendali (ma CVA resta una società partecipata pubblica al 100%!). Ha comunque detto che CVA ha “informato” la Giunta e ha aggiunto che l’investimento nel fotovoltaico permetterà di mettere in sicurezza CVA dalle difficoltà derivanti dalla mancanza di acqua, ciò che comporta la necessità di diversificare gli investimenti. Per quanto riguarda gliimpianti di Sistemi Rinnovabili ha detto che una parte sono già attivi e una parte da costruire, si prevede diarrivare a 441 megawatt entro il 2026. Sottolineando ancora che l’uscita dalla Madia non comporta più specificicontrolli regionali, ha affermato che le strutture regionali del Dipartimento società partecipate e del Dipartimento energia sono in contatto con la società, ma non è ammissibile “alcuna ingerenza gestionale“.Per quanto riguarda le competenze della società acquisita per lo sviluppo del fotovoltaico in VdA ha liquidato la questione dicendo che se si vorranno fare investimenti nel campo del fotovoltaico si potrà usufruire di tali competenze ma la SR ha già detto che non ritiene la Vda interessante in questo senso per lesue caratteristiche fisiche. In replica Chiara ha evidenziato che CVA non è soggetta alla Madia, ma appartiene interamente ai valdostani che devono essere informati ufficialmente delle scelte operative più significative eche è necessario un monitoraggio preciso e costante delle sue attività e politiche industriali da parte della Regione, che deve attrezzarsi per questo. Tutte le società partecipate (tranne forse il Casino’) messe insiemevalgono il peso di CVA e quindi non è normale che la Regione unico azionista non segua direttamente, costantemente e con comunicazione pubblica le azioni della società.
INTERPELLANZA: Condizioni di lavoro del personale dei Vigili del fuoco (Erika, Chiara)
Con questa interpellanza chiedevamo se corrisponde al vero l’affermazione di uno “pessimo stato della Caserma “E. Mortara” riportata nel comunicato stampa del tre dicembre scorso, sottoscritto da CONAPO, SAVT e CGIL, quali siano le criticità segnalate ancora da risolvere e il relativo cronoprogramma dei lavori previsti perrisolverle e gli intendimenti futuri per migliorare le condizioni di lavoro del personale del Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco. Erika nell’illustrazione ha evidenziato come dopo i problemi riferiti alla sfera retributiva e previdenziale,nell’ultimo comunicato si parli alche dei problemi che impattano fortemente soprattutto sulle condizioni di lavoro come adesempio la mancanza di acqua calda da mesi in svariate zone della Caserma e i servizi igienici in larga parteinutilizzabili. Sottolineato l’importante ruolo svolto dagli uomini di questo Corpo in tema di soccorso e sicurezza per la collettività e la delicatezza del loro lavoro è necessario che questi professionisti possano lavorare in condizioniadeguate. Il Presidente Lavevaz nella risposta ha dichiarato che secondo le strutture di Marzi le condizioni della Caserma non siano complessivamente riconducibili ad un pessimo stato della stessa. Ha inoltre dichiarato che l’acqua calda mancava solo nel locale mensa e che questa, dopo 8 mesi, è stata ripristinata. La manutenzione ordinaria e straordinaria dal 2002 ad oggi è costata complessivamente 6 milioni di euro e si stanno ultimando i lavori di copertura dei piazzali e riqualificazione dei piazzali pari a 600 mila euro. Per il futuro si sta quindi valutando la copertura della palazzina vecchia e si sottolinea che nel solo 2022 gli interventi presso la struttura sono stati 52. Erika nella risposta ha evidenziato che evidentemente si hanno concezioni diverse del pessimo stato visto che le condizioni esterne di balconi pericolanti e degli intonaci si vedono dalla statale. Vi sono poi crepe presenti nella struttura sopra i garage dei mezzi, nei bagni vi sono piastrelle rotte eanche lì evidenti crepe. Infiltrazioni d’acqua sia in alcune camere sia nei sotterranei, problemi con i portoni e portedi uscita dei mezzi ad Aosta. La giustificazione poi che sia stata la cucina per mesi senza acqua calda noncambia il problema, ma solo che le pessime condizioni di lavoro non fossero per i Vigili, ma per il personale della stessa. Bene che si pensi ad un progetto di riqualificazione energetica visto che già nel 2018 si segnalava la necessità di una realizzazione di isolamento termo acustico dei locali destinati a stazionamento del personale.Indagheremo poi sulle motivazioni dell’elisuperficie mai utilizzata e chiederemo tutta la documentazione per vederci chiaro.
INTERPELLANZA: servizio di trasporto pubblico notturno Aosta-Pont-Saint-Martin (Chiara, Erika)
Siamo ritornati per la terza volta sulla razionalizzazione del trasporto pubblico notturno Aosta/Courmayeur e Aosta/Pont-Saint-Martin e sull’indagine online effettuata dalla Regione nel periodo 20 maggio – 31 luglio2022. Dalla documentazione da noi acquisita presso il Dipartimento trasporti risultano 550 questionari – non 1534 come evidenziato dal Presidente Lavevaz -, dalla lettura dei quali non trova pieno riscontro la “valutazione assolutamente positiva” riferita dal Presidente. Siamo rimaste sconcertate dalla scelta del Governo distabilizzare per tutto il 2023 il trasporto pubblico notturno “Aosta/Pont-Saint-Martin/Aosta senza alcunamodifica rispetto al periodo di sperimentazione (364 giorni, 6 corse/die, totale gratuità), dal momento che i dati hanno evidenziato che, per alcune corse e in alcuni giorni della settimana, il numero di utenti è pari azero e, per altre, di poche unità, mentre gli autobus, utilizzati in prevalenza dagli studenti, di giorno sono spesso al limite della capienza quando addirittura non la superano. Ma la cosa assurda è che dopo aver deliberato di stabilizzare il servizio il 30 novembre 2022 e aver predisposto il 9 dicembre l’impegno di spesa per circa 290 mila euro, il 29 dicembre la Regione abbia emesso un laconico comunicato per annunciare che dal giorno successivo il servizio sarebbe “terminato”. Abbiamo quindi diffuso immediatamente una nota per esternare ilnostro stupore e il giorno dopo il Presidente ha chiarito che la richiesta di sospendere il servizio era giuntadirettamente dalla ditta aggiudicataria, per sopraggiunte criticità. Con l’interpellanza abbiamo quindi chiesto all’Assessore di sapere: quanti sono effettivamente i questionari compilati e analizzati e dove è possibile reperire la documentazione; per quale motivo non è stata prevista una domanda specifica per verificarel’utilizzo del servizio da parte del compilatore; con quale criterio si è deciso di prevedere la stabilizzazione del trasporto notturno gratuito sette giorni su sette per 364 giorni annui; se è intenzione provvedere a unarazionalizzazione di questo servizio, del costo di circa 290 mila euro, sulla base di un’analisi più ragionata e approfondita dei dati di utilizzo delle singole corse, prevedendo l’introduzione di una tariffazione adeguata, evitando così l’anomalia per cui il servizio è a pagamento per chi lo utilizza per andare a scuola ed è invece gratuito per chi se ne serve per motivi di svago; ma anche di avere chiarimenti circa la decisione di terminare il servizio notturno. Il Presidente della Regione ha precisato che i questionari sui quali è statafatta l‘analisi sono stati 1534, di cui 498 compilati integralmente e 1036 compilati parzialmente. L’analisi dei dati è stata fatta sulla piattaforma regionale, “LimeSurvey che è progettata per analizzare e rendere disponibili i risultati delle indagini. Per quanto riguarda la mancanza di una domanda per verificare l’utilizzo del servizio da parte del compilatore, il Presidente della Regione ha osservato che a parere degli uffici, il questionario non necessitava di una specifica domanda, in quanto la risposta è implicita in molte domande proposte. Ha detto che il servizio di trasporto notturno è stato momentaneamente sospeso. La ditta che lo eseguiva ha manifestato una serie di criticità; innanzitutto l’annoso problema della mancanza di autisti. In secondo luogo ci sono stati seriproblemi di ordine pubblico legati a episodi di vandalismo con il conseguente blocco del mezzo per essere sottoposto ad una profonda manutenzione. Ha detto inoltre che si spera di riattivare al più presto questo servizio di utilità sociale.
Chiara ha osservato che se si fa un questionario è per avere delle risposte che permettano di decidere comegestire meglio il servizio, altrimenti non serve a niente. Le risposte e i commenti che abbiamo visionato dimostrano che molti compilatori non hanno neanche capito che si trattava di un’indagine di gradimento delservizio notturno. Inoltre, sarebbe stato opportuno e necessario chiedere anche il parere degli autisti. Sul problema della carenza di autisti che condiziona l’erogazione del servizio di trasporto in generale, ci chiediamo se la ditta in questione se ne sia accorta solo dopo aver accettato di effettuare la prestazione… Ma soprattutto l’Amministrazione avrebbe dovuto compiere una scelta decidendo una razionalizzazione delservizio notturno, sulla base dei dati di frequenza, magari mantenendolo solo nei fine settimana e nei giornifestivi e introducendo una tariffa adeguata. Infine, per quanto riguarda la sospensione, troviamo assurdo che sia la ditta a decidere la chiusura del servizio, peraltro dopo averlo accettato solo il mese precedente.