“Che differenza c’è fra condurre le trattative per individuare Presidente, Giunta e Programma prima del voto o nelle tre settimane successive?”
Questa domanda del segretario del PD, Luca Tonino, è stata la più emblematica della inedita serata pubblica di confronto tra Rete Civica e PD che si è tenuta presso il salone BCC giovedì sera. Preoccupato di salvaguardare il ruolo dei corpi intermedi, cioè dei partiti, il Segretario del PD ha semplicemente dimenticato il ruolo degli elettori.
Se si realizzasse la proposta di legge depositata dal PD si continuerebbe ad andare a votare senza conoscere prima aspetti fondamentali: la persona cui si intende affidare la guida del Governo, il numero degli assessorati che devono comporre la Giunta e la loro articolazione.
Insomma, un voto al buio lasciando ai partiti la possibilità di sbizzarrirsi nel rito della “trattativa” delle tre settimane successive al voto per formare la Giunta, perseverando nel prendere per il naso gli elettori.
Notevole anche il ragionamento di Fulvio Centoz: si è sforzato di evidenziare che il PD non propone l’elezione diretta del presidente, cosa che sicuramente garantirebbe una maggiore trasparenza e stabilità, perché ad avviso del suo Partito non ci sono le condizioni per trovare 18 voti in Consiglio regionale. Una impostazione rinunciataria solo perché non si vuole fare una battaglia culturale e politica, non si vuole disturbare l’UV e perché non si vuole ricorrere al voto degli elettori, come dimostrato con il rifiuto del referendum consultivo.
Da segnalare infine l’intervento di Chiara Minelli che ha evidenziato come la famosa Commissione speciale del Consiglio regionale, proposta a gennaio per elaborare la proposta di riforma, non sia mai stata varata, e che la Prima Commissione non ancora avviato alcun approfondimento sui vari progetti di legge, due dei quali depositati oltre un anno fa. Siamo a metà giugno e l’impegno di redigere in Commissione una bozza di proposta di riforma entro la fine di luglio, per poi votarla in Aula in autunno, appare già fortemente in bilico.