Nelle ultime settimane i media sono stati invasi da un imponente battage pubblicitario sugli ottimi risultati di esercizio di CVA.
I dati presentati sono certamente di grande effetto, ma siamo proprio sicuri che vada tutto bene?
Nel 2022 la produzione di CVA è diminuita di un terzo rispetto al 2020, eppure i ricavi sono aumentati. Questo significa che cittadini e aziende che hanno comprato energia da CVA hanno pagato di più a causa del sistema perverso e speculativo che lega il prezzo dell’energia al costo del gas.
A fronte di questi incrementi che hanno messo in forte difficoltà famiglie e imprese, CVA – che ne ha ampiamente beneficiato – non ha fatto e non fa abbastanza per il contenimento dei prezzi ai clienti e, come già avevamo denunciato, anche lo sconto praticato alle utenze valdostane sul mercato libero è modesto.
Sconcerta anche la scelta, che emerge dal Piano Strategico, di puntare ad un aumento di produzione da fotovoltaico fuori regione senza tener delle potenzialità locali. Come evidenziato dal Piano Energetico Regionale per il 2030 in Valle sarebbe infatti possibile installare impianti fotovoltaici per una potenza di 400 MW. Una produzione che permetterebbe di coprire il fabbisogno di riscaldamento e di consumi domestici di gran parte della popolazione.
Nessun accenno infine sul tema delle Comunità Energetiche Rinnovabili, che potrebbero coinvolgere migliaia di persone in una produzione di energia pulita e economica, diffusa sul territorio, e per la cui costituzione il know-how della CVA sarebbe prezioso.
È paradossale che una società totalmente pubblica pianifichi e decida le sue politiche energetiche senza tener conto del bene della comunità valdostana e che il Consiglio Regionale, che pure ne ha nominato i vertici, non abbia voce in capitolo sulle sue politiche aziendali.