Un attacco all’Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea in Valle d’Aosta.
Da chi? Dalla Lega?
No, dall’Assessore del PD Guichardaz che, in piena estate e senza il minimo contradditorio, senza degnarsi di alzare il telefono, ha deciso in modo unilaterale, comunicandolo con una PEC, di ridurre da due a uno gli insegnanti distaccati presso l’Istituto, costringendo di fatto una delle più importanti istituzioni culturali valdostane alla chiusura.
Di conseguenza, il Consiglio Direttivo dell’Istituto, riunitosi in via d’urgenza il 31 luglio, ha rassegnato in blocco le proprie dimissioni a decorrere dal 1 settembre, se non vengono accolte le seguenti richieste:
  • La conferma dei due distacchi;
  • Il versamento del contributo annuale previsto per legge;
  • L’impegno ad una modifica della lr 6/2012 al fine di valorizzare il ruolo dell’Istituto nella società valdostana.
Una decisione di questo tipo denota una concezione verticistica e autoritaria dei rapporti tra la Regione e le istituzioni indipendenti, che va a ledere profondamente l’autonomia e l’indipendenza scientifica e culturale dell’Istituto stesso, proprio quando il Consiglio regionale ha approvato, il 2 agosto scorso, una legge regionale volta a celebrare l’80 anniversario della Resistenza, in cui il ruolo dell’Istituto, non solo scientifico e culturale, ma anche operativo, è fondamentale.
Rete Civica si associa all’appello dell’Anpi, di alcuni sindacati e di altre forze politiche che hanno già manifestato la propria solidarietà all’Istituto che, se la Regione non tornerà indietro rispetto alle decisioni arroganti di un suo Assessore, cesserà di esistere nella sua forma attuale, riducendosi ad essere un ufficio regionale privo di ogni autonomia decisionale.
Proprio quando è più che mai necessario un richiamo ai valori fondamentali della Resistenza quale fondamento dello Stato repubblicano e dell’autonomia valdostana.