Un’ultima osservazione in campo energetico riguarda il punto sull’idrogeno. L’idea di utilizzare l’idrogeno per il trasporto pubblico è sbagliata, non solo secondo noi ma anche secondo molti autorevoli esperti, e cerco di spiegare perché.

Qualche anno fa vi era l’opinione corrente che le batterie sarebbero state adatte solo per mezzi leggeri come le automobili, mentre per tutti i mezzi pesanti sarebbe stato necessario utilizzare tecnologie basate sull’idrogeno. Nel frattempo però le batterie hanno fatto passi da gigante per cui ora la batteria con 400-500 KWh consente ad un autobus di percorrere da 300 a 400 km senza dover ricaricare. Per cui è stabilito che le batterie riescono a soddisfare le esigenze del trasporto pubblico urbano ed extraurbano. L’utilizzo dell’idrogeno nel TPL è quindi da escludere perché energeticamente sarebbe un grande spreco. L’idrogeno è un vettore di energia preziosissimo, ma bisogna utilizzarlo laddove non ci sono altre possibilità di immagazzinare energia in modo più efficace. Per esempio nell’aviazione o nel trasporto marittimo. L’idrogeno però è ancora più prezioso nell’industria metallurgica, siderurgica e chimica: saranno questi i maggiori consumatori di idrogeno, anche in sostituzione del gas. Quindi pensiamo ad un utilizzo dell’idrogeno alla Cogne per esempio, ma non per gli autobus come invece afferma il Defr. Tutti gli esperti ci dicono oggi che non possiamo permetterci di sprecare l’idrogeno nei trasporti terrestri.

Presentiamo oggi un emendamento soppressivo sulla previsione Defr di utilizzare idrogeno nel TPL.

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