La questione delle concessioni per le derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico è un tema di straordinaria rilevanza sia per la politica energetica regionale, sia per un principio autonomista. Attualmente noi, che pure siamo Regione Autonoma, siamo rimasti l’unica Regione in Italia che non può legiferare in materia di derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico. Tutte le altre Regioni lo possono fare, ne hanno la competenza ed anche l’obbligo, e invece noi no. E’ paradossale! Per poterlo fare, per poter approvare una legge regionale in materia di concessioni occorre prima che sia definita e varata una Norma di attuazione dello Statuto. Una Norma di cui si parla ormai da quasi un decennio, di cui avevamo visto una bozza elaborata dalla Commissione paritetica nel lontano 2019, ma che è rimasta impantanata nelle crisi politiche nazionali e regionali. Una bozza della cui evoluzione oggi sappiamo poco. Nel testo del 2019 c’era un principio fondamentale. Si affermava infatti che nel trasferire alla Regione Autonoma la competenza a legiferare in materia di concessioni si indicava una griglia di possibilità nelle procedure da seguire, fra cui la possibilità della riassegnazione delle concessioni rilasciate a suo tempo dalla Regione, e in scadenza, anche senza gare se ciò avveniva a favore di una società interamente pubblica e operante al servizio del territorio regionale. A nostro avviso nel Defr sulla Norma di attuazione e sui suoi contenuti non c’è una formulazione sufficientemente netta e determinata. E’ una questione cruciale e quindi su questo punto proporremo un Ordine del giorno affinché ci sia un impegno preciso per arrivare presto alla Norma e con precisi contenuti.