Il Consiglio di metà novembre, inizialmente convocato per le giornate di mercoledì e giovedì, è andato avanti fino a venerdì sera. All’ordine del giorno figuravano 63 punti, ne sono stati affrontati soltanto 6, poiché era in esame il DEFR, Documento di economia e finanza regionale, che in sostanza contiene gli indirizzi programmatici per il triennio 2024-2026, con un orizzonte che va alla fine della legislatura e oltre. Un documento che secondo le indicazioni nazionali dovrebbe essere approvato entro il mese di giugno, con le linee del programma da realizzare poi attraverso il bilancio di previsione. Già ad aprile avevamo depositato una mozione per chiedere che entro la scadenza di giugno il Consiglio potesse ricevere il DEFR, esaminarlo e fare proposte. La mozione discussa con grande ritardo era stata bocciata, ma il Presidente della Regione aveva annunciato che il Documento sarebbe arrivato a luglio, ciò che avrebbe rappresentato comunque un passo avanti (dal 2016, anno in cui il DEFR è stato introdotto, non è mai successo che non lo si discutesse a ridosso del Bilancio…). Risultato: la Giunta lo ha inviato al Consiglio il 29 settembre e ha approvato il Bilancio la settimana precedente il Consiglio di inizio novembre, prima che l’Assemblea discutesse il DEFR! Non solo, i consiglieri di opposizione hanno ricevuto i documenti del Bilancio a Consiglio iniziato, documenti che però il 6 novembre sono stati prima illustrati ai sindacati e alle associazioni di categoria. Un atteggiamento che costituisce un problema dal punto di vista istituzionale e che vede mortificati il ruolo e le prerogative del Consiglio. In Aula tutti i gruppi di opposizione hanno protestato per la modalità del tutto irrispettosa della Giunta e della maggioranza, una maggioranza che vede un Presidente del Consiglio, eletto nella lista di PCP, che dovrebbe avere a cuore il rispetto dell’Assemblea da lui presieduta e del lavoro della minoranza.
Prima della discussione del DEFR abbiamo analizzato un disegno di legge per il reclutamento dei segretari degli enti locali approvato con 19 voti a favore (UV, FP-PD, AV-VdAU, PlA, SA) e 15 astensioni (Lega VdA, RV, PCP, FI, GM). Nella discussione è intervenuta Erika evidenziando le criticità dell’atto. Si tratta di «un disegno di legge atteso, di cui c’è assoluto bisogno vista l’emergenza della situazione dei segretari comunali. Ne riconosciamo quindi il valore di urgenza e la volontà di superare i vari interventi “tampone” di questi anni, ma c’è un problema di metodo: è stato istituito un gruppo di lavoro formato dal Consiglio Valle e dal Cpel, che si sta confrontando su queste tematiche ma che si è visto scaricare questo provvedimento senza averlo potuto esaminare preventivamente, proprio nel momento in cui si stava ragionando anche sulla creazione di un albo unico della dirigenza e da cui ci si allontana ulteriormente con questo disegno di legge. Aver poi ridotto le lauree al solo settore giuridico complicherà la situazione in un panorama di candidati che non è quello che si aspettavano i sindaci: allargarlo alle discipline tecniche e specialistiche, come da loro richiesto, avrebbe ampliato la platea dei potenziali candidati che abbiamo paura non saranno moltissimi vista la complessità e responsabilità di questa figura. Con uno degli emendamenti della maggioranza, si va a sanare in parte la situazione dei segretari di parte seconda che in questi anni hanno operato negli enti locali, ma al contempo si crea una nuova disparità di trattamento. Mancano poi le risposte poste in Commissione a seguito dell’audizione della rappresentanza dei segretari di parte prima che evidenziavano profili di illegittimità e dei rappresentanti dei segretari di parte seconda che rilevavano la difficoltà nella preparazione di concorsi o partecipazioni a corsi. Se volevamo rispondere ad una situazione di emergenza, alcune suggestioni che ci sono arrivate dall’esterno potevano essere colte. Non è arrivato il momento di intervenire anche sull’organizzazione e non limitare la modifica della legge 6 all’eliminazione del solo obbligo di convenzione, ma prevedendo forme incentivanti anche per la fusione dei Comuni? Ancora una volta questa maggioranza punta al ribasso e chissà se risolverà il problema o ne creerà invece di nuovi.»
Siamo passati quindi alla discussione sul DEFR 2024-2026
Il nostro gruppo ha votato contro il DEFR, che non sarà fonte di indirizzi per il Bilancio di previsione, già confezionato. Un Bilancio caratterizzato da una forte componente di ordinaria amministrazione, che contiene poche scelte ed in gran parte non condivisibili. La maggioranza intende proseguire nel progetto di ampliamento dell’attuale Ospedale risalente al 1942, vuol realizzare la seconda canna al Tunnel del Monte Bianco, pensa a nuove strade in alta montagna e a piste intervallive, intende realizzare un impianto devastante nel vallone di Cime Bianche, è in grave ritardo rispetto all’obiettivo della transizione energetica verso una Valle d’Aosta fossil fuel free. Sul piano sociale gravi le carenze di azioni e ostilità anche rispetto a norme di contrasto alla povertà e salario minimo. Alleghiamo il testo dei nostri interventi.
Abbiamo cercato di formulare proposte costruttive e modifiche migliorative in vari settori presentando 14 ordini del giorno e 10 emendamenti. Sono stati tutti respinti con un atteggiamento pregiudiziale. Una chiara “scelta” che ha visto non solo gli autonomisti cassare in blocco tutte le proposte, ma anche il gruppo FP-PD, che non ha votato nemmeno la richiesta di sollecitare le parti politiche nazionali sulla misura del salario minimo (per cui il PD valdostano ha organizzato una raccolta firme!) e l’emendamento sull’Aeroporto, che chiedeva di abbandonare l’idea dei voli commerciali, su cui il Presidente Bertin ha costruito buona parte della sua azione politica in tempi che appaiono lontani anni luce. Una totale chiusura che in realtà è rivelatrice di un atteggiamento difensivo, tipico di chi teme il confronto e si dimostra arrogante e superficiale. Qui di seguito una breve sintesi degli ordini del giorno.
Ordini del giorno respinti
L’Assemblea ha respinto (con 18 astensioni, UV, FP-PD, AV-VdAU, PlA, SA; 14 voti a favore, PCP, Lega VdA, RV, FI, GM) l’ordine del giorno che chiedeva la predisposizione di un nuovo Piano assunzionale per il personale del Comparto unico.
L’avvio di uno studio e di un monitoraggio del ghiacciaio di Valtournenche (lato italiano del Plateau Rosà), proposto, è stato respinto con 31 astensioni (UV, FP-PD, AV-VdAU, PlA, SA, Lega VdA, RV, FI, GM) e 2 voti a favore (PCP).
La richiesta di adottare uno schema di norma di attuazione per le concessioni idroelettriche che confermi la formulazione trasmessa alla Regione nel 2019, e cioè quella di riassegnare le concessioni senza gara a società interamente pubbliche che operino per la transizione energetica del territorio valdostano (come CVA), è stata respinta con 2 voti a favore, 21 astensioni e 11 voti contrari.
L’impegno ad organizzare un incontro con gli amministratori dei Comuni limitrofi al Parco del Mont Avic per approfondire il tema dell’ampliamento è stato respinto con 23 astensioni e 9 voti a favore.
Con 15 voti a favore (PCP, Lega VdA, RV, FI, GM) e 19 astensioni (UV, FP-PD, AV-VdAU, PlA, SA) è stato respinto l’ordine del giorno che chiedeva di riferire in Commissione sulla situazione degli impianti a fune e della definizione delle priorità di realizzazione dei principali interventi strategici.
L’ordine del giorno con cui si sollecitava una relazione dettagliata sui problemi in tema di edilizia scolastica e il relativo piano degli interventi previsti è stato respinto con 19 astensioni della maggioranza e 15 voti a favore delle opposizioni.
Predisporre apposita normativa per inserire gli interventi di orientamento, mobilità e autonomia personale nei Livelli essenziali di assistenza regionali per le persone ipo e non vedenti: questo quanto chiesto al Governo con l’ordine del giorno che è stato respinto con 18 astensioni della maggioranza e 14 voti a favore delle opposizioni.
Con 19 astensioni della maggioranza e 13 voti a favore delle opposizioni, è stato respinto l’ordine del giorno con cui si chiedeva al Governo l’adozione di misure straordinarie per la riduzione delle liste di attesa.
Accrescere le opportunità di partecipazione alla vita sociale e culturale delle persone con disabilità, anche attraverso servizi di trasporto adeguati, allocando specifiche risorse finanziarie nel prossimo bilancio di previsione: era quanto proposto da un ordine del giorno respinto con 18 astensioni della maggioranza e 14 voti a favore delle opposizioni.
Respinto (con 3 voti contrari, 27 astensioni e 2 voti a favore) l’ordine del giorno che invitava a presentare in Commissione una relazione sui salari applicati ai dipendenti assunti a seguito di appalti legati a servizi regionali e a promuovere in tutte le sedi istituzionali le iniziative per assicurare una retribuzione minima dignitosa e adeguata per tutti i lavoratori.
L’ordine del giorno che impegnava il Governo a predisporre un progetto finalizzato alla piena inclusione delle persone con disabilità in attività sportive, turistiche, ricreative e culturali non centrate solo sugli sport invernali è stato respinto con 19 astensioni (UV, FP-PD, AV-VdAU, PlA, SA) e 14 voti a favore (PCP, Lega VdA, RV, FI, GM).
Respinto anche l’ultimo ordine del giorno di PCP (19 a stensioni della maggioranza e 14 a favore delle opposizioni) che chiedeva di predisporre, acquisendo il parere delle organizzazioni sindacali, misure urgenti di contrasto alla povertà e di individuare maggiori risorse nel prossimo bilancio finanziario.
Ordini del giorno ritirati
Abbiamo ritirato due ordini del giorno: corso di specializzazione per il sostegno didattico presso l’Università della Valle d’Aosta (ci è stato detto che il corso all’UniVda sarà riproposto a partire dal prossimo anno accademico); pagamento delle funzioni per le attività aggiuntive di insegnamento (secondo l’assessore tali pagamenti sono previsti e con tempistiche strette, ogni due mesi).
I 10 emendamenti, tutti respinti invece prevedevano:
Emendamento n. 1: inserimento dell’impegno di portare a conclusione gli interventi legislativi ed economici per equiparare il sistema previdenziale del Corpo Forestale Valdostano e del Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco a quelli dei relativi corpi nazionali.
Emendamento n. 2: “Tunnel Monte Bianco“: abolire la frase “seria presa in carico della seconda canna al Tunnel del Monte Bianco”, per proseguire sulla linea che era stata tracciata dal 1999 al 2012 dalle varie risoluzioni approvate dal Consiglio, riassumibile in tre punti: 1) no al raddoppio del Tunnel; 2) riduzione del traffico di Tir rispetto alla situazione precedente al 1999; 3) necessità di trasferire sui corridoi ferroviari il trasporto merci attraverso le Alpi, mettendo in atto le azioni opportune – anche in collaborazione con i Comuni del versante francese interessati dalla presenza del Tunnel – per ridurre progressivamente il traffico pesante che attraversa le valli del Monte Bianco, fonte costante di pericolo, di congestione e di inquinamento”.
Emendamento n. 3: prevedere la creazione dell’ente strumentale per la gestione dei servizi oggi gestiti dalla Società di Servizi Valle d’Aosta S.p.A. solo dopo aver affrontato le modalità di passaggio del personale per tutelare gli attuali dipendenti.
Emendamento n. 4: inserimento del principio di abbandono o comunque di una profonda revisione del progetto di autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario.
Emendamento n. 5: “Idrogeno nel TPL“: abolizione del capoverso che prevede l’introduzione del vettore idrogeno nel trasporto pubblico locale. Riteniamo che si debba pensare all’idrogeno non per autobus e treni ma semmai per usi industriali (es. Cogne)
Emendamento n. 6: esplicitazione del divieto dello sviluppo del settore del volo commerciale rispetto all’Aeroporto.
Emendamento n. 7: previsione di uno studio per l’implementazione degli indirizzi d’istruzione tecnico-professionale, in accordo con il Dipartimento Politiche del lavoro e della formazione, senza attendere la riforma del governo Meloni.
Emendamento n. 8: “Recupero umido”. Non essendo stata finanziata con i fondi PNRR la proposta di realizzazione di un impianto per il recupero dell’umido si chiedeva di intervenire con fondi regionali individuati nel Bilancio di previsione 2024-2026”
Emendamento n. 9: “CVA: esplicitare gli obiettivi strategici per la CVA, unica società controllata dalla Regione per cui il Defr non li specifica. Ne abbiamo indicati 6:
–mantenimento e incremento dei livelli di occupazione e di produzione aziendale nel territorio regionale;
–garanzia di dedicare priorità nell’allocazione del budget di investimenti alle opere di manutenzione degli impianti nel territorio regionale nonché alla prevenzione del degrado ambientale in conseguenza del cambiamento climatico;
–sostegno all’azione della Regione per la definizione di una normativa nell’utilizzo delle acque pubbliche a scopo idroelettrico che preveda l’individuazione di specifiche e particolari procedure per la riassegnazione delle concessioni per grandi derivazioni per le società interamente pubbliche
–ammodernamento della rete di distribuzione elettrica regionale;
-attenzione al territorio valdostano ed alla sua transizione energetica attraverso investimenti per lo sviluppo del fotovoltaico in Valle d’Aosta utilizzando estesamente tetti, tettoie e altre coperture, impegnandosi a sostegno del progetto di sviluppo delle comunità di energia rinnovabile, investendo nelle infrastrutture per la mobilità elettrica;
-collaborazione con l’amministrazione regionale nella individuazione di nuovi percorsi formativi per la creazione di figure professionali richieste dal mercato.”
Emendamento n. 10: soppressione del punto “l’avvio dell’iter autorizzatorio di fattibilità tecnico-economica per il collegamento intervallivo ‘Cime bianche’“. Tale formulazione è di fatto l’inizio della progettazione vera e propria, ma lo studio propedeutico per la realizzabilità del collegamento, concluso e reso noto a marzo 2023, non è stato esaminato e valutato in Consiglio, nonostante la centralità dello stesso, che è stata ribadita in tutti i DEFR dal 2020 al 2023. Formulazione dunque inaccettabile, che tuttavia è stata votata anche dai 5 consiglieri ex PCP, eletti con un programma che su Cime Bianche prevedeva l’impegno degli eletti a mantenere l’integrità del Vallone.
Avevamo depositato per questa seduta 1 question time, 1 interrogazione a risposta scritta, 5 interrogazioni, 3 interpellanze, tutti rinviati al prossimo consiglio del 22 e 23 novembre.