In questa seduta del Consiglio Valle erano all’ordine del giorno tre disegni di legge, in materia di disciplina e gestione delle tasse automobilistiche (favorevoli), uno sulla disciplina delle attività trasfusionali e della produzione di farmaci emoderivati (favorevoli) e un terzo sulle disposizioni organizzative per assicurare la regolare erogazione e la qualità dei livelli assistenziali di assistenza nel sistema regionale (astenute).

In apertura della prima giornata dei lavori, Chiara è intervenuta sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio riguardo all’80esimo anniversario della Dichiarazione di Chivasso (vedi allegato)

Intervento Dichiarazione di Chivasso (PDF 84Kb)

Le nostre iniziative in totale sono state 12, una question time, 5 interrogazioni, 6 interpellanze.

Question time: Modifiche alla normativa regionale in materia di affitti brevi alla luce delle novità legislative introdotte a livello nazionale (Erika, Chiara)

Erika ha ricordato che «la legge di conversione del “decreto anticipi” (n. 191/2023) dello scorso 15 dicembre contiene nuove disposizioni sugli affitti brevi, prevedendo anche l’istituzione di un Codice identificativo nazionale (Cin) per le unità immobiliari destinate a contratti di locazione per finalità turistiche e per locazioni brevi. Invece, la legge regionale 11/2023 sulle locazioni brevi ha da poco introdotto il Codice identificativo regionale (Cir). Chiediamo di conoscere le novità rispetto alle assegnazioni dei Cir e Cin alla luce normativa nazionale recentemente introdotta.» L’Assessore Grosjacques, ha evidenziato che «le disposizioni nazionali dovranno essere applicate a decorrere da una data non ancora determinata. La locazione turistica attiene al diritto civile, ma contestualmente il turismo è di competenza esclusiva delle Regioni, quindi doveva esserci un processo di riforma improntato alla leale collaborazione. La legge regionale sugli affitti brevi è stata approvata dal Consiglio Valle nel pieno rispetto della legislazione nazionale vigente ancora oggi e nel corso delle prossime settimane verranno verificati eventuali modificazioni o integrazioni alla legge 11/2023 e eventualmente la sussistenza dell’impugnazione davanti alla Corte costituzionale di quelle disposizioni che appaiono lesive delle prerogative che la Costituzione e lo Statuto speciale attribuiscono alla Valle d’Aosta in materia di turismo.» «La leale collaborazione dovrebbe esserci sempre, ma ci dovrebbe anche essere il buon senso da parte del legislatore regionale visto che, al momento dell’approvazione della legge, sapevamo della questione del Cin e non è sostenibile paragonarsi ad altre Regioni, tenuto conto che la Lombardia è da 5 anni che assegna i Cir e non da novembre 2023 come la nostra Regione – ha replicato Erika -. Tutto questo porterà ad un maggior carico di lavoro per i Comuni e un aumento di burocrazia per i cittadini.

Interrogazione: Situazione relativa al personale in forze presso gli uffici INAIL e INPS di Aosta e Verrès (Chiara)

La situazione degli uffici dell’Ispettorato del lavoro di Aosta, che probabilmente sarà accorpato a quello di Torino, dell’Inail e dell’Inps (Aosta e Verrès), che sono in sofferenza di personale da tempo e non vengono scelti come sede di servizio da coloro che hanno passato le selezioni nazionali, è sempre più critica e preoccupante. La problematica era stata affrontata dal Governo regionale in occasione della visita in Valle della Ministra Calderone, ma poi non se ne è più saputo niente e dalle nostre informazioni a fine dicembre erano programmati altri pensionamenti senza sostituzioniAbbiamo chiesto di conoscere se e quali successive interlocuzioni con il Ministero e con le sedi nazionali degli enti citati sono avvenute nell’ultimo mese; se e quali risposte sono giunte dalla Ministra Calderone; qual è l’attuale situazione riguardo al personale in forze presso gli uffici INAIL e INPS (uffici di Aosta e Verrès). Il Presidente Testolin ha risposto che le interlocuzioni con Roma e in particolare con la segreteria della Ministra sono pressoché settimanali, che la carenza di personale non è un problema solo della nostra regione ma riguarda tutto il Paese e che la Giunta ha chiesto di poter effettuare concorsi regionali riservati. Però risposte concrete non ne sono al momento arrivate. Una soluzione, che abbiamo caldeggiato, è quella di permettere il comando (come richiesto anche durante una riunione del Consiglio per le politiche del Lavoro dal direttore dell’Inail di Aosta) di alcuni dipendenti del comparto unico regionale presso gli uffici di Inail e Inps. Al momento sembra che tale comando sia stato autorizzato solo dall’USL, nonostante la disponibilità anche di alcuni dipendenti regionali e comunali. Abbiamo chiesto al Presidente di seguire la questione, visto che i disagi per i cittadini sono parecchi e soprattutto che con la chiusura dell’ufficio dell’ispettorato del lavoro si creano condizioni negative per la sicurezza dei lavoratori.

Interrogazione: Notizie sullo stato del dossier volto alla risoluzione delle problematiche relative al Corpo valdostano dei Vigili del fuoco e al Corpo forestale (Erika)

Con questa interrogazione chiedevamo lo stato dell’arte rispetto alle modifiche da apportare alla legge regionale 22/2010 e alla revisione della legge regionale 37/1986, alle interlocuzioni con la Commissione Paritetica e il Ministero dell’Interno per colmare le differenze economiche e previdenziali e i dati riferiti alla carenza di organico del Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco. Il presidente Testolin ha ricordato vi siano state quattro riunioni dopo il 13 aprile (19/05, 3/07, 28/07 e 20/09) per la revisione delle leggi senza una risoluzione vista la non condivisione da parte delle organizzazioni sindacali sulla costituzione o meno del comparto soccorso e sicurezza. Vi sarà una nuova riunione il prossimo 28 dicembre. Per quanto riguarda la Commissione Paritetica è stato costituito un tavolo di lavoro informale a livello ministeriale con l’INPS per reperire alcuni dati sulla platea di dipendenti interessati e sulla quantificazione del differenziale contributivo a carico della Regione. Infine per quanto riguarda l’organico del Corpo regionale dei Vigili del Fuoco il fabbisogno di personale per il triennio 24/26 riporta un’esigenza di sette capi squadra, sette capi reparto e sedici Vigili del fuoco. Erika ha evidenziato che quindi, a differenza di quanto asserito dal presidente in occasione di Santa Barbara non vi sia stata nessuna intensificazione degli incontri e soprattutto a distanza di un anno, non vi sono novità rispetto al comparto sicurezza. Sull’equiparazione torniamo a parlare di conteggi, di fatto asserendo che il milione e 800 mila euro messo a bilancio potrebbe non essere sufficiente. Mentre rispetto all’organico i conti non tornano. Anche perché nel momento in cui uno fa un passaggio di carriera, libera un posto.

Interrogazione: Dichiarazioni rese dal Presidente della Regione all’assemblea dei maestri di sci con riferimento ai collegamenti intervallivi (Chiara)

Il Presidente Testolin, intervenendo all’assemblea regionale dei maestri di sci il 5 dicembre scorso, ha dichiarato: “‘Sui grandi progetti strategiciper gli impianti a fune, compreso quello delle Cime Bianche tra i comprensori del Cervino e del Monterosa Ski, ‘abbiamo bisogno dell’appoggio di chi vive la montagna, di chi può continuare a tenere una famiglia a vivere a 1800 metri, a continuare a far sciare i figli sulle nostre piste, a continuare a far studiare i ragazzi nelle nostre scuole (…). L’appello che l’amministrazione chiede a voi tutti è di sensibilizzare chi si oppone a questi progetti e chi cerca di mettere i bastoni tra le ruote’ alle grandi opere’(Agenzia DIRE). Abbiamo quindi chiesto di conoscere se le dichiarazioni riportate dagli organi di stampa corrispondono al vero e se rientra nei compiti di un Presidente fare propaganda e proselitismo per progetti di collegamenti intervallivi e impianti, come quello di Cime Bianche, di cui deve ancora essere verificata la sostenibilità ambientale, economica e giuridica. Lo studio per il collegamento, costato 400 mila euro, infatti non è mai stato oggetto di discussione delle commissioni e del Consiglio. Testolin ha risposto che lo svecchiamento degli impianti di risalita è propedeutico a far rimanere la gente nelle testate di valle e che il compito di una amministrazione è fare gli interessi dei suoi cittadini. Ha ribadito che l’intento del Governo è chiaro, come lo è il Defr. Ha sostenuto che la nostra realtà montana ha bisogno di fare scelte per impianti a quote più alte e che il Governo valuta positivamente ogni iniziativa che porta a migliorare la vita dei valdostani. Ha poi ripetuto il solito ritornello del nostro approccio ideologico a questo tema che ci porta a bollare come irrealizzabile il collegamento di Cime Bianche e ha detto che loro sono invece per un confronto senza pregiudizi (sic!). Chiara ha replicato che in buona sostanza a nessuna delle domande il Presidente ha dato risposta e che non ci si può permettere di fare propaganda e inviti urbi et orbi a sostenere un progetto su cui esistono all’interno del consiglio posizioni diverse e non c’è mai stata nessuna valutazione complessiva. Così come non c’è stata su altri collegamenti intervallivi non meglio identificati. Le dichiarazioni che leggiamo sui giornali o ascoltiamo alla radio e alla tv, i toni imbonitori e di incitamento che vengono usati sono quindi fuori luogo, soprattutto in assemblee pubbliche che vengono utilizzate quali vetrine per i propri scopi. Sull’appello ai Maestri di sci, sorge spontanea una domanda: senza il collegamento di Cime bianche i figli dei valdostani non potranno più sciare sulle nostre piste? Frequentare le nostre scuole? Abbiamo visto però come hanno accolto l’appello Maestri di sci del calibro di Hervé Barmasse, e la cosa un po’ ci conforta, perché abbiamo motivo di credere che l’incitamento al pensiero unico non passa, la gente per fortuna si informa, cerca di capire e non si fida ciecamente di quanto le viene detto da parte di chi ha a disposizione mezzi potenti e vetrine scintillanti per lanciare appelli.

Interrogazione: Studi relativi all’opportunità di realizzare la pista denominata “Gran Becca” e all’effettuazione delle gare di Coppa del Mondo nel periodo autunnale (Chiara)

Ricordato il recente annullamento delle gare di Coppa del mondo di sci nell’ambito del Matterhorn Cervino Speed Opening e preso atto delle dichiarazioni sia del Presidente della Regione e di vari Assessori, sia dei vertici della Cervino s.p.a. sull’intenzione di riproporre il prossimo anno la disponibilità ad organizzare le gare di Coppa del mondo nel periodo autunnale, nonostante da più parti si siano sollevate perplessità anche sulla scelta temporale oltre che su numerosi altri aspetti evidenziati, abbiamo chiesto se sono stati prodotti accurati studi o approfondimenti preventivi riguardo all’opportunità di realizzare la pista denominata Gran Becca, con partenza a 3800 m. s.l.m. e arrivo a 2865 m. s.l.m., e di effettuare le gare di Coppa del mondo nel periodo autunnale, mese di novembre. L’Assessore Bertschy ha risposto che la risposta più concreta consiste nel fatto che la pista è stata omologata e per arrivare a questa omologazione è stato fatto un lungo percorso che ha previsto molte verifiche, accorgimenti tecnici, un lavoro di preparazione minuzioso e accurato. Ha aggiunto che la scelta di fare le gare di Coppa nella zona del Ventina e in quel preciso periodo è dipesa dalla volontà di fare una competizione internazionale in un luogo utilizzato già da molti anni. E anche perché il Canada ha rinunciato alle gare di sci alpino. Ha puntualizzato che fino al 2023 non ci sono state critiche a questo progetto, poi improvvisamente è divampata la polemica, soprattutto per le ruspe sul ghiacciaio, ma è una pratica che si fa da decenni. Chiara ha replicato che l’omologazione della pista non può essere adotta come risposta, non si capisce se gli studi richiesti ci sono stati oppure no. Sull’opportunità della scelta, criticata anche da molti atleti ed esperti, le perplessità restano intatte, in particolare riguardo agli interventi sul ghiacciaio che è in sofferenza, come tutti i ghiacciai valdostani: l’Arpa ha appena comunicato che in 22 anni la Valle d’Aosta ha perso 32 ghiacciai. Fare le gare a novembre, a quell’altitudine, con le condizioni meteo che si possono avere a quasi 4000 metri è un azzardo.

 

Interrogazione: Notizie in merito al conferimento degli incarichi di funzione organizzativa e di funzione professionale-personale da parte dell’Azienda USL della Valle d’Aosta (Erika)

Con questa interrogazione avere notizie rispetto ai 12 incarichi di funzione presso l’AUSL (il numero di persone che hanno partecipato alla selezione, quante di queste avessero già ricoperto l’incarico nella stessa funzione nell’anno precedente e fossero in possesso di laurea, notizie rispetto all’incarico COD. IFO_2 con funzioni, non omogenee e slegate fra loro e quali sono le azioni messe in campo per una reale di rotazione del personale in incarichi apicali). L’Assessore Marzi riguardo al numero di persone che ha informato che sono pervenute 12 candidature e tutti i candidati avevano ricoperto l’incarico nell’anno precedente, di questi i laureati sono cinque. L’incarico Cod ifo_2 prevede le funzioni attribuite dall’Atto aziendale alla struttura complessa affari generali e legali dell’area tecnico amministrativa e sono coerenti con quelle della struttura. Rispetto alla rotazione del personale, le raccomandazioni del presidente dell’Anac del 2021, sono dirette ed incarichi apicali tra i quali non rientrano gli incarichi oggetto della selezione. Erika ha evidenziato come sia particolare che per incarichi di oltre 10mila euro in più partecipino solo il numero di persone previste, che queste siano esattamente quelle dell’anno precedente e che non vi siano due candidature per un incarico. Il fatto poi che 7 persone, nel caso di selezione nel 2024 non avrebbero potuto partecipare perché senza laurea pone un problema sul riconoscimento dei titoli e sulla visione di questa maggioranza che si scandalizza per l’abbandono scolastico, ma poi di fatto lo incentiva. Sinceramente non comprendiamo il minestrone fatto per quella figura che si occupa di CUP, front office, ma è anche la persona che assegna ferie o permessi ai dipendenti del dipartimento materno infantile e a quello della salute mentale in totale contrasto con tutti gli altri dipartimenti. Non riteniamo infine corretta l’interpretazione sulla raccomandazione contro la corruzione soprattutto quando l’incarico è riferito alla gestione di procedure sensibili (gestione appalti, risorse umane…)

Interrogazione: Interventi atti ad evitare la chiusura del traforo del Gran San Bernardo (Erika)

È stata nuovamente portata all’attenzione dell’Aula la questione del dossier del traforo del Gran San Bernardo visto che si è appreso da fonti stampa, che nel mese di maggio la Societé du tunnel du Grand-Saint-Bernard (Tgsb) ha inviato al Presidente Testolin una lettera evidenziando le criticità che sta attraversando la Sitrasb per i lavori intrapresi nel traforo. Erika ha quindi chiesto di conoscere i contenuti della lettera inviata dal Presidente della Tgsb e se vi siano stati incontri a seguito di questa nota, quando e con chi; se la società Sistrasb abbia fornito novità rispetto a questo dossier – e in particolare al pagamento delle fatture sollecitate da Tsgb – e quali siano le intenzioni dell’Amministrazione per evitare la chiusura del traforo del Gran San Bernardo e cercare di reinstaurare un clima collaborativo tra le due società concessionarie. Il presidente Testolin ha evidenziato che «Seguiamo costantemente la situazione, in stretto rapporto con la società Sitrasb (nelle cui competenze e responsabilità rientrano gli aspetti societari ed operativi della questione) e con i Ministeri delle infrastrutture e dei trasporti e degli esteri per quanto riguarda gli aspetti concernenti la concessione e i rapporti tra Italia e Svizzera. Per realizzare gli interventi necessari per la sicurezza, la società concessionaria sta lavorando di concerto con il Ministero per il riconoscimento degli interventi attraverso la proroga della concessione, già sottoposta alla Commissione europea per l’acquisizione della pronuncia di compatibilità con le norme del Trattato. Al momento si è in attesa di acquisire il riscontro alla notifica formalizzata lo scorso mese di ottobre.» «I lavori, in alternativa alla rideterminazione del termine concessorio, potrebbero essere valutati al fine di un riconoscimento di un valore di subentro: l’attuale quadro regolatorio nazionale e comunitario, nel superare i preesistenti schemi di convenzione relativi alle concessioni autostradali, contempla infatti espressamente il recupero degli oneri d’investimento sostenuti e non ammortizzati al termine della concessione. Un’altra possibilità è l’attivazione di un eventuale specifico finanziamento. L’ultimo incontro si è tenuto lo scorso giovedì 14 dicembre, convocato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Oltre a Sitrasb, ha assistito in videoconferenza all’incontro, coordinato dal Viceministro Rixi, anche l’Amministrazione regionale. Analogo incontro si era tenuto il 14 novembre scorso. Il Presidente di Sitrasb ha dato conto di questi incontri e dell’avvio di una procedura che permetterà di trovare una soluzione e le necessarie coperture finanziarie per l’inizio dei lavori di rifacimento della soletta del traforo. Ci sono tutte le opportunità per trovare una soluzione congiuntaErika ha replicato evidenziando che nella lettera del maggio 2023 il Presidente del Tsgb si diceva molto preoccupato e chiedeva delle risposte al Governo regionale. Risposte che ad oggi non ci sono e per il quale non sappiamo nemmeno ancora se la soluzione sarà un onere di subentro o un finanziamento ad hoc. Come sempre si è perso molto tempo e si scaricano sugli altri responsabilità proprie.

Interpellanza: Attuazione delle politiche finalizzate alla riduzione del transito dei Tir attraverso il territorio regionale e le vallate alpine (Chiara)

In una recente conferenza pubblica svoltasi ad Aosta il prof. Marc Lazar ha reso noto un messaggio del Ministro francese dei Trasporti in cui si afferma che le priorità per il Governo francese rispetto ai collegamenti Italia-Francia sono la riapertura della linea ferroviaria storica attraverso la Val di Susa e la Maurienne e la realizzazione della nuova linea ferroviaria di alta capacità Lyon- Torino. In un’altra recente conferenza, svoltasi ad Aosta, l’ing. Giancarlo Bertalero, membro dell’Osservatorio dei traffici transalpini della Commissione Europea, ha evidenziato che la politica dell’Unione Europea ha come obiettivo il trasferimento dalla gomma alla ferrovia di importanti quote del trasporto merci attraverso le Alpi e che, per quanto riguarda la direttrice del  Monte Bianco, le politiche europee determinano a lungo termine una previsione di riduzione del transito dei Tir della metà rispetto ai transiti attuali. Svizzera e Austria già hanno assunto provvedimenti per contenere e limitare i Tir in transito. Dopo l’incendio e la tragedia del marzo 1999, il Consiglio regionale della Valle d’Aosta si è più volte espresso per una riduzione del transito dei Tir, chiedendo anche, in particolare con la Risoluzione del 7 marzo 2002, approvata all’unanimità, una “riduzione di almeno il 50% del numero dei mezzi pesanti rispetto alla situazione antecedente il 24 marzo 1999”. Una regione alpina e turistica come la Valle d’Aosta subisce un grave danno in termini di pericolo, inquinamento, congestionamento, costi di manutenzione prodotti da un intenso transito di Tir a lunga percorrenza, che trasportano merci non aventi né origine né destinazione nel nostro territorio. Abbiamo chiesto al Governo che cosa intende fare, utilizzando le prerogative della Regione autonoma, per assecondare e favorire politiche di riduzione del transito dei Tir attraverso il nostro territorio e attraverso le vallate alpine; quali misure concrete sono allo studio, che tengano anche conto di quanto già previsto in Svizzera ed in Austria; se sono in essere contatti e concertazioni per definire tali misure con i Comuni della Valle di Chamonix che da tempo si battono per una riduzione del transito dei Tir e che vedono l’inserimento della vallata nel Patrimonio Unesco come una occasione di valorizzazione locale e di eliminazione del traffico pesante. Il Presidente Testolin ha risposto che la riapertura del Fréus non ha tempi certi, che la Torino Lione non è molto ben vista soprattutto dagli ambientalisti, che di trasferimento delle merci su rotaia si parla da tempo ma non è al momento la soluzione più efficiente. Ha sottolineato che proprio Bertalero ha confermato che i volumi del traffico sono tornati ai livelli pre Covid e che il passaggio alle rotaie è molto lontano. Secondo Testolin ci può essere coesistenza delle due soluzioni di trasporto (gomma/ferro). Ha confermato di essere a favore di una canna per ogni senso di marcia e ha affermato che l’inquinamento del territorio poco dipende dal transito dei Tir, ma piuttosto dal riscaldamento domestico. Ha concluso dicendo che se nel lungo periodo il traffico su gomma diminuirà si potranno fare altri ragionamenti (sic!). Chiara ha replicato che le risposte non sono state per nulla soddisfacenti: c’è una sottovalutazione del problema, non si vuole cogliere l’opportunità di sgravare la Valle d’Aosta da almeno una parte di traffico dannoso e pericoloso e si inseguono le richieste di altri soggetti che hanno interesse principalmente al profitto. Nulla è stato detto riguardo alla candidatura Unesco, a cui pure la Regione sta lavorando da anni con il Dipartimento Ambiente. C’è schizofrenia fra quanto alcuni settori dell’amministrazione cercano di portare avanti con documenti e azioni mirate e quanto in altri settori si persegue. C’è una miopia preoccupante e una mancanza di lungimiranza sconcertante nelle azioni del Governo, che tra l’altro non tiene in nessun conto decisioni prese dal Consiglio, anche all’unanimità.

 

Interpellanza: Motivazione della mancata presa in carico da parte della Regione della manutenzione sraordinaria dell’ex Hotel Stendhal nel comune di Bard (Erika)

Siamo tornati a parlare della gestione dell’Hôtel Stendhal a seguito delle non risposte avute nel consiglio scorso. In particolare abbiamo chiesto se durante l’evento FantasyBard siano state ospitate/alloggiate delle persone presso e chi ha gestito l’ospitalità, se in altre occasioni nell’arco del 2022 e 2023 siano state ospitate/alloggiate delle persone nella suddetta struttura e chi ha gestito l’ospitalità e le motivazioni per cui non è stata la Regione a farsi carico della manutenzione straordinaria per i lavori di efficientamento energetico e per la rifunzionalizzazione vista la convenzione del 2009. L’assessore Guichardaz ha evidenziato che l’Hôtel Stendhal è stato ceduto all’amministrazione comunale di Bard il 6 giugno 2023 quindi l’associazione non ha notizie dopo questa data. Nel periodo precedente la struttura è stata utilizzata dall’associazione Forte di Bard per depositare coreografie o materiali. Rispetto alla manutenzione straordinaria visto la cessione questa spetta al Comune. Erika nella replica ha evidenziato come sia anomalo che un’amministrazione comunale si faccia carico di tutto quando vi è una convenzione che prevede la responsabilità da parte della Regione. Anche rispetto all’ospitalità cercheremo di vederci più chiaro.

Interpellanza: Azioni volte ad evitare ulteriori ritardi nella liquidazione anticipata dell’incremento dell’indennità di vacanza contrattuale 2022/2024 per i docenti delle scuole valdostane (Erika)

Erika ha chiesto notizie rispetto all’erogazione ai docenti dell’indennità di vacanza contrattuale per il triennio 2022/2024, prevista dall’art. 3 del Decreto-Legge 145/2023. L’assessore Guichardaz ha spiegato la genesi di questa indennità che non è altro che un anticipo di somme dovute per il 2024 che non solo sono difficili da conteggiare, ma che mettendole nella busta paga di dicembre non fanno che penalizzare i docenti facendoli scattare di aliquota. Si è detto anche stupito della reazione dei sindacati che anziché segnalare ritardi potevano chiedere la rateizzazione di questo anticipo in tranche in modo da non penalizzare troppo i docenti. L’amministrazione comunque provvederà all’erogazione con lo stipendio di gennaio. Rispetto ad altri ritardi segnalati dalle organizzazioni sindacali (adeguamento delle buste paga all’anzianità di servizio, determinazione del numero di posti previsti per i prossimi concorsi e percorsi abilitanti) la Sovraintendenza agli Studi non ritiene allo stato attuale ve ne siano. Erika ha sottolineato di voler approfondire e ritornare con future iniziative rispetto a questa tematica perché qualcosa non torna nella replica dell’assessore.

 

Interpellanza: Strada intervalliva tra Brusson e Gressoney-Saint-Jean attraverso il Col Ranzola, a valere sul fondo FOSMIT (Chiara)

A novembre la Giunta regionale ha individuato tra gli interventi a valere sul Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit) la riqualificazione della strada intervalliva del Col Ranzola tra Gressoney-St-Jean e Brusson per una spesa totale di circa 4,7 milioni di euro (2,9 in capo al Fondo). Secondo quanto riportato nella delibera, i due Comuni intenderebbero invece realizzare una pista poderale per collegare la zona di arrivo della seggiovia Weissmatten con la strada poderale esistente che giunge fino all’alpeggio Fenêtre a Brusson. L’intervento, in territorio di “elevata acclività”, richiederà imponenti scavi e riporti sui versanti oltre a varie opere di sostegno. Abbiamo quindi interpellato il Governo per conoscere la ragione per cui nella delibera si prevede la riqualificazione della strada intervalliva comunale visto che, allo stato attuale, non esiste alcun collegamento da riqualificare; quali criteri o valutazioni hanno portato ad individuare questa opera quale intervento “per la valorizzazione delle migliori iniziative in materia di tutela delle qualità ambientali”; quali altri possibili interventi da finanziare attraverso il Fosmit siano stati presi in considerazione e di conseguenza ritenuti meno meritevoli; quali atti formali sono stati compiuti dalle Giunte o dai Consigli comunali di Brusson e Gressoney-Saint-Jean alla data del 27 novembre 2023. L’Assessore Caveri ha detto che si tratta di un tema all’attenzione dei due Comuni da molti anni e il progetto nasce da lettere e incontri con le due Amministrazioni. La realizzazione di una pista poderale (quindi ufficialmente non per ora una strada, ma…) ha finalità agricola, turistica e di protezione civile. L’intervento mira a garantire un collegamento tra due accessi viari già esistenti per favorire la ripresa delle attività agricole ed economiche anche per preservare il territorio e contrastare lo spopolamento. Ha parlato della necessità di avere sulle Alpi una natura addomesticata. La pista poderale consentirebbe il controllo di un’ampia fascia di bosco di protezione per la prevenzione da dissesti idrogeologici e in particolare da fenomeni valanghivi. L’opera sarà suddivisa in stralci funzionali, inizialmente per servire gli alpeggi esistenti e successivamente completare il tracciato. Non trattandosi un bando, ma di una scelta discrezionale del Governo non è stata effettuata una graduatoria, ma sono stati individuati interventi ritenuti rilevanti per lo sviluppo di un determinato territorio. La scheda del progetto è stata inviata al Dipartimento per gli affari regionali e per le autonomie e si è in attesa dell’adozione del decreto di finanziamentoIl Comune di Gressoney-Saint-Jean, in accordo con l’Amministrazione di Brusson, ha affidato uno studio di fattibilità dell’intervento consegnato a ottobre scorso. A conclusione dell’istruttoria del Dipartimento, qualora l’intervento fosse ammissibile a finanziamento, i Comuni procederanno con l’adozione degli atti di rispettiva competenza. Caveri ha affermato che immaginare una pista di questo genere è totalmente coerente con una logica di sviluppo delle vallate: l’idea di avere un’arteria che possa rompere l’isolamento è un’esigenza significativa e quindi ogni critica è accettata ma bisogna sempre essere logici nelle determinazioni. Chiara di fronte all’ennesima accusa di essere “quella del no” ha replicato che noi siamo per il “sì” ad un ambiente da valorizzare, ma abbiamo un’idea diversa di valorizzazione da quella della maggioranza. Si parla di “natura addomesticata” ma bisogna decidere a quali livelli! Questo intervento, nei termini in cui è stato posto, appare insensato, perché non si parla solo di servire degli alpeggi ma di fare un collegamento tra Gressoney-St-Jean e Brusson, che non sono esattamente realtà marginali bisognose di sviluppo, e non sono neppure testate di valle come sostenuto dall’Assessore. Si sostiene che l’intervento è utile per l’escursionismo e il cicloturismo: abbiamo centinaia di km di strade poderali, ma un problema irrisolto: quello della percorribilità e delle relative responsabilità delle poderali, su cui c’è un tavolo aperto ma di cui non si sa più nulla. Bisognerebbe risolvere questa situazione prima di pensare a nuove strade poderali. Noi riteniamo che si potevano prendere in considerazione altri interventi: se questa costosa e discutibilissima opera sarà realizzata e si arriverà al via vai di motori, sicuramente le parole di Tolstoj, che transitò lassù e che sono riportate in quel luogo, risulteranno nostalgiche e racconteranno di un luogo irriconoscibile.

Interpellanza: Garanzia del servizio di trasporto pubblico locale Champoluc-Crest attraverso mezzi sostitutivi nei periodi di sospensione per manutenzioni programmate della telecabina (Chiara)

A metà novembre ci è stato illustrato in Quarta Commissione l’atto amministrativo riguardante il trasporto pubblico con telecabina Champoluc – Crest in comune di Ayas. In quella occasione, tra le altre informazioni, è emerso che i servizi sostitutivi sarebbero attivati anche in caso di sospensione del servizio di trasporto per manutenzione ordinaria programmata. Un’affermazione di cui ho chiesto due volte conferma perché non mi risultava fosse così. Ho poi avuto conferma che il servizio di trasporto sostitutivo è previsto solo per il protrarsi delle operazioni di rilevanti manutenzioni straordinarie (o per altre cause di forza maggiore). Per quanto riguarda il servizio di TPL della telecabina Champoluc-Crest, secondo quanto stabilito dal contratto di servizio “la Società avrà diritto ad effettuare una o più interruzioni dell’esercizio per eseguire la manutenzione programmata per la quale si prevede un impegno complessivo massimo annuale di un mese, preferibilmente nel periodo autunnale, per facilitare gli spostamenti dei residenti e degli operatori”. Ora, il TPL ferroviario o su gomma viene garantito, correttamente, quando c’è una sospensione del servizio – anche per periodi limitati e per manutenzioni – e sono di conseguenza previsti servizi sostitutivi. Per il TPL su gomma e ferro i criteri di frequenza delle corse e degli orari tengono conto principalmente delle esigenze dei fruitori dei servizi quali pendolari, studenti, lavoratori, piuttosto che dei flussi turistici e anche questo ci sembra corretto. Ma ciò non avviene allo stesso modo per il trasporto pubblico Champoluc-Crest. Ci risulta infatti che la maggioranza degli utenti e operatori turistici, che abitano o gestiscono attività in quota, ritiene più funzionale la chiusura per le operazioni di manutenzione programmata nel mese di maggio, piuttosto che ad ottobre, tenuto conto che le prospettive turistiche sono attualmente migliori in autunno rispetto alla primavera inoltrata. Fino al 2018 il periodo di manutenzione programmata avveniva in primavera e durante il rifacimento della telecabina era stato approntato un servizio sostitutivo con mezzi fuoristrada. Abbiamo chiesto all’Assessore competente 1) se condivide la necessità di garantire il servizio di TPL Champoluc – Crest, attraverso mezzi sostitutivi, anche nei periodi di sospensione per la manutenzione programmata della telecabina 2) se c’è l’intenzione di rivedere il periodo in cui effettuare tale manutenzione, in accordo con la società Monterosa, i residenti e gli operatori turistici che gestiscono attività in quota; 3) se la proposta di Atto amministrativo concernente il TPL al Crest sia stata illustrata agli utenti di quello specifico servizio. Le risposte di Bertschy sono state insoddisfacenti e anche sorprendenti: l’assessore ha infatti detto di non ravvisare l’esigenza di rivedere l’organizzazione di questo TPL, che però non è stato illustrato agli utenti ma solo al Comune, il quale rappresenta comunque gli interessi dei cittadini (mah…). Ha aggiunto che si è lavorato per migliorare il servizio a fronte di immutate tariffe per i passeggeri, cosa che peraltro Chiara aveva rilevato nell’illustrazione, ma non ha preso in considerazione la richiesta di discutere e spostare il periodo della manutenzione programmata in primavera. Eppure dalle informazioni che abbiamo raccolto 24 su 25 utenti interpellati hanno chiesto tale modifica, e fra questi ben 12 operatori turistici su 13, segno che una esigenza c’è, checché ne dica l’Assessore.