Il primo Consiglio del 2024 ha affrontato un ordine del giorno di 62 punti. Il nostro gruppo ha presentato 15 iniziative: 1 question time, 1 interrogazione a risposta scritta, 4 interrogazioni, 6 interpellanze, 3 mozioni.
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA: Notizie in merito ad un eventuale procedimento disciplinare nei confronti di un docente (Erika, Chiara)
Erika riportando le notizie stampa locali e nazionali che hanno ripreso un post pubblicato via social lo scorso 22 dicembre da un docente valdostano che, oltre a utilizzare il turpiloquio, parlava di “dare fuoco” agli studenti maleducati, augurando loro una “broncopolmonite fulminante”, dichiarazioni gravi, lesive dell’immagine della scuola valdostana, ha chiesto cosa stia facendo in merito la Sovraintendenza agli studi. L’assessore Jean-Pierre Guichardaz ha riferito che «domenica 6 gennaio (alle 21:52) la Sovraintendente agli studi ha ricevuto la segnalazione del post e ha provveduto ad inoltrarla al dirigente scolastico dell’Istituto Maria Adelaide e a sentirlo telefonicamente chiedendogli di contattare tempestivamente il docente e di fargli rimuovere il post offensivo sostituendolo con delle scuse pubbliche. A fine mattinata del 7 gennaio il post è stato rimosso e il professore ha provveduto a scusarsi pubblicamente attraverso una mail inviata alla sede Rai. Il dirigente scolastico, come previsto dalla normativa vigente, ha poi provveduto ad avviare l’indagine istruttoria preliminare, a seguito della quale valuterà se trasmettere gli atti all’Ufficio provvedimenti disciplinari del Dipartimento Sovraintendenza agli studi – politiche educative, qualora la sanzione da comminare dovesse prevedere una sospensione dal servizio e dallo stipendio superiore ai 10 giorni con i termini e le garanzie stabiliti dal Codice disciplinare. Nella replica Erika ha evidenziato che «non bisogna minimizzare l’accaduto e le scuse di questo docente, peraltro contenenti un subdolo attacco alla sensibilità, non bastano. Si tratta di un messaggio aggressivo e violento e riteniamo che sarebbe utile programmare una visita ispettiva per capire la capacità di gestione delle classi e garantire i minori che sono a contatto con questo docente in attesa del procedimento disciplinare.»
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA: Informazione sull’eventuale condivisione del Governo dell’iniziativa con Gianluigi Paragone organizzata dalla Presidenza del Consiglio (Chiara)
Il 20 novembre scorso Chiara aveva depositato questa interrogazione per sapere se il Governo avesse condiviso con l’ufficio di Presidenza l’inopportuna e sconcertante serata per la presentazione dell’ultimo libro di Gianluigi Paragone (con relativa vendita), fondatore di Italexit, vicino a Casa Pound e a Vox. La risposta è arrivata dopo 29 giorni, ben oltre i termini regolamentari, e consta di 4 parole: “la risposta è negativa”. Chiara ha chiesto al Presidente Bertin, che è garante delle attività del Consiglio, se ritiene consona questa tempistica per una tale risposta, che nei fatti è una presa in giro. Pas de réponses.
INTERROGAZIONE: Ricadute dell’attività della Società raccordo autostradale Valle d’Aosta sul bilancio regionale (Chiara)
In alcuni servizi giornalistici sulle società a partecipazione pubblica operanti in Italia, comparsi nelle scorse settimane, è stata evidenziata la situazione anomala di RAV s.p.a., società per azioni che gestisce il Raccordo Autostradale Valdostano da Aosta al tunnel del Monte Bianco, che presenterebbe da vari anni bilanci costantemente in rosso. La Regione possiede il 42% delle azioni RAV e la Giunta regionale designa il Presidente di tale Società. Al fine di verificare se le notizie diffuse sono fondate e comprendere la situazione reale abbiamo chiesto se gli ultimi cinque bilanci della società RAV s.p.a. si sono chiusi in attivo o in perdita e con quali entità; quali sono le ricadute, in positivo o in negativo, dell’attività della RAV s.p.a. sul bilancio regionale; se corrisponde al vero che RAV s.p.a. deve realizzare lavori di manutenzione straordinaria, sulla autostrada che gestisce, per 84 milioni di euro. Il Presidente Testolin ha risposto che solo nel 2022 la Rav ha chiuso in attivo (utile di 5 milioni) mentre dal 2028 al 2021 si sono sempre registrate perdite. La Società ha comunicato che i bilanci scontano il consistente investimento per la realizzazione dell’autostrada stessa (ammortamento stimabile in 17 milioni annui!). Il traffico è contenuto e ci sono mancati e ritardati riconoscimenti tariffari che non permettono una gestione in positivo. Non ci sono ricadute contabili dirette per l’azionista Regione, che però è obbligata ad accantonare, in misura proporzionale alla quota di partecipazione, importi in apposito fondo vincolato del bilancio di previsione dell’anno successivo. Il fondo perdite al momento del Rendiconto 2022 è di oltre 13 milioni. Sono previsti nuovi lavori sull’infrastruttura in particolare sul fronte della sicurezza dei ponti e viadotti per 120 milioni di euro. Chiara in replica ha detto che i dati forniti saranno oggetto di analisi e riflessione anche perché RAV è solo un pezzo di un sistema di infrastrutture per la mobilità e il trasporto che andrebbe rivisto criticamente. E’ rilevante sapere che RAV è costantemente in passivo, nonostante i pedaggi che pratica. Occorre valutare la sostenibilità di un’opera che è stata realizzata non senza perplessità e opposizioni.
INTERROGAZIONE: Apertura di alcune piste nel comprensorio sciistico di Pila e ampliamento del bacino del Leissé (Erika)
Alla luce delle dichiarazioni rese dal presidente della Società Pila in cui ha dichiarato che il giorno dell’apertura (7.12.2023) il 70% delle piste era aperto e il 17.12.2023 tutte le piste erano aperte ad eccezione del Grimondet, di quanto scritto nel progetto della telecabina Pila-Couis sull’apertura della pista 27 nella stagione invernale e sul piano strategico della Pila che prevede un enorme ampliamento del lago del Leissé, Erika ha chiesto di conoscere le piste chiuse in data 7.12 e 18.12.2023, le intenzioni sull’apertura della pista 27 (Platta de Grevon) e le motivazioni della chiusura della 26 (Plan Praz), 3 (Gorraz) e 4 (Plan Perdu), coperte da innevamento artificiale. Lo stato dell’arte rispetto all’ampliamento del bacino del Leissé (studio, autorizzazioni, finanziamento …). L’assessore Bertschy ha dichiarato che in data 7.12 erano chiuse 16 piste e qualche raccordo, mentre in data 18.12 le piste chiuse erano 12 e qualche raccordo. Rispetto alla 27 della Platta de Grevon la cantierizzazione dei lavori non permettono l’apertura della pista per tutta la stagione, mentre sulle piste con l’innevamento programmato le temperature e nel caso di Plan Praz anche l’altitudine non hanno permesso un livello di sicurezza tale da poterle aprire. Sull’ampliamento del lago del Leissé per ora è stato solo condotto uno studio di fattibilità, ma attualmente ci sono solo interlocuzioni avanzate con l’ufficio demanio idrico per le autorizzazioni. Per la realizzazione dell’opera è comunque necessaria una variante del PRGC. Erika nella replica ha rilevato che rispetto quindi alle dichiarazioni del Presidente della Pila le piste chiuse al 7 e al 18.12 erano molte di più, a fronte di un biglietto che non era in alcun modo ridotto. Un brutto modo di far promozione. Rispetto alla pista 27 della Platta evidenziamo la distanza da quanto scritto nel progetto, anche se già si poteva capire quest’estate quando il tappeto è stato completamente smontato e portato via. Plan Perdu e la Gorraz invece sono state da poco aperte, ma rileviamo che già nei primi giorni dell’anno si potevano vedere grandi cumuli di neve non stesi, mentre per la 26 (Plan-Praz) è dal 2020 praticamente che è chiusa eppure nel marzo 2021 il sindaco di Gressan chiedeva addirittura di ripensare al collegamento stradale (opera dal costo tra i 400 mila e i 600mila euro secondo uno studio del maggio 2009) che taglierebbe la ferrovia del Drink. Sul bacino del Leissé rileviamo che ancora una volta si cita lo studio di Arpa senza rendersi conto che la priorità dovrebbe essere l’irriguo e il potabile e ampliare quel bacino poco servirà per questi utilizzi, mentre vi saranno interferenze con il golf, citato nel piano di sviluppo turistico del Comune.
INTERROGAZIONE: Disservizi al Pronto soccorso dell’ospedale Parini (Erika)
Abbiamo di nuovo posto attenzione alla situazione del Pronto Soccorso chiedendo se vengono forniti i pasti ai pazienti stazionati in attesa di un letto, i dati totali delle segnalazioni inviate dai cittadini all’URP, i disservizi maggiormente segnalati e i tempi di risposta dell’Azienda USL. L’assessore Marzi ha fatto una lunghissima premessa inutile dopo di che brevemente ha risposto che i pasti non vengono forniti in ps, come in nessun ps d’Italia, non essendo reparti di degenza. Per i pazienti in attesa di un letto il pasto invece viene fornito, prendendo i numeri dei pazienti ogni mattina. I pasti non possono essere somministrati ai pazienti in corso di accertamenti o a cui è stato prescritto il digiuno a causa dei farmaci somministrati. Rispetto alle segnalazioni all’URP non posso fornire i dati del 2023 perché sono ancora in corso di elaborazione dall’AUSL. Nel 2022 invece le segnalazioni all’URP sono state circa 15.000 e la maggioranza (3240) riguardano rimborsi o pagamenti rateali, mentre i reclami sono circa 641. I restanti sono da riferirsi a prenotazioni e ticket. Tempi medi variano, ma cerca di fornire risposte nei 30gg. Spesso le segnalazioni non si riferiscono a disservizi, ma semplicemente al percepito dei pazienti. Erika nella replica ha fatto notare che pochi mesi prima l’assessore rispetto ai pasti aveva risposto in maniera totalmente differente e anche rispetto a quanto da lui evidenziato ha riferito che sono molte le segnalazioni di pazienti con traumi, in attesa di letti in ortopedia, a cui non è stato somministrato il pasto, persone che stanno in ps anche 30 ore, malati che hanno subito laringectomie totali a cui è stato detto di non poter fornire il pasto per ab ingestis. Non torna quindi la risposta data dall’assessore. Rispetto alle segnalazioni all’URP il fatto che non si conoscano i numeri dopo 10 giorni dalla chiusura dell’anno vuol dire che non sono gestite in modo analitico, ma si continua con la stampa della mail e la risposta, senza avere una visione generale. Molte persone poi ormai
INTERROGAZIONE: Recupero a fini solidaristici delle derrate alimentari acquistate per il Cervino Speed Opening 2023 (Chiara)
A novembre le gare di Coppa del mondo di sci – Matterhorn Cervino Speed Opening non si sono disputate, così come era avvenuto anche per l’edizione 2022, e si è riproposto il problema delle derrate alimentari acquistate e dei cibi preparati. Lo scorso anno, anche dietro nostra sollecitazione, una parte del cibo era stata donata a enti umanitari per la distribuzione a cittadini in difficoltà, e altri alimenti erano serviti a preparare all’Ecole Hôtelière delle cene di solidarietà il cui ricavato era andato in beneficenza. Quest’anno, non avendo visto nulla di ciò nella risposta ad un accesso agli atti sulle spese complessive per lo svolgimento della Coppa del mondo, abbiamo chiesto se effettivamente non sono state previste modalità di recupero del cibo a fini solidaristici, o distribuzioni a enti caritatevoli e, in caso di risposta affermativa, quali ne sono state le ragioni. L’Assessore Grosjacques ha risposto che, facendo tesoro dell’esperienza del 2022, buona parte del cibo e delle preparazioni, la cui gestione era stata affidata allo chef Griffa, è stata consumata dagli operatori e volontari impegnati nelle operazioni di smontaggio e smantellamento delle strutture usate per l’evento, alcuni alimenti confezionati sono stati ritirati dalle aziende fornitrici senza costi, una parte ancora è stata utilizzata per i pasti dell’Ecole. Alcuni enti benefici sono stati contattati da Griffa per la donazione del cibo, ma soltanto le suore di San Giuseppe hanno risposto positivamente. Chiara ha replicato che forti della precedente esperienza si sarebbe forse dovuto accordarsi preventivamente per la consegna con enti come la Caritas e l’Emporio Quotidiamo, perché quest’ultimo in particolare chiede regolarmente cibi freschi per la sua attività ed è singolare che non abbia accettato l’offerta. Da una rapida ricognizione non ci risulta però che sia stato contattato. Chiara ha chiesto con accesso agli atti l’elenco degli enti contattati, le tempistiche e le risposte.
INTERPELLANZA: Mancato interpello per la rappresentanza nel Consiglio di amministrazione del Parco del Mont Avic di tutte le associazioni ambientaliste riconosciute dal Ministero con sede in Valle d’Aosta (Chiara)
A novembre con decreto del Presidente della Giunta è stato ricostituito il CdA del Parco del Mont Avic, che era in scadenza. La norma stabilisce che fra i membri ce ne sia anche uno designato dalle associazioni ambientaliste più rappresentative, le quali devono essere riconosciute dal Ministero ed avere una sede operativa sul territorio regionale. Le associazioni contattate dal Dipartimento Ambiente per tale designazione sono state 6: CAI, Legambiente, Endas, FAI, Società geografica italiana, WWF. Quest’ultima però attualmente non ha una sede in Valle e quindi è poi stata esclusa. Dalle nostre informazioni però risulta che altre due associazioni riconosciute a livello nazionale e con sede in Valle non sono state contattate: FIAB e Codacons. Ne abbiamo chiesto quindi la ragione e abbiamo domandato anche se la Regione condivide l’esigenza di redigere un elenco, aggiornato periodicamente, delle associazioni ambientaliste riconosciute e in possesso dei requisiti per la rappresentatività, in modo da garantire l’oggettività dei criteri. L’Assessore Sapinet ha risposto che l’individuazione delle associazioni è avvenuta come gli anni precedenti facendo delle verifiche, da cui è emerso che il WWF non ha attualmente una sede in Valle (a noi risulta che è il WWF, contattato, che ha comunicato l’assenza di sede, e va beh…) e che FIAB è presente solo come FIAB à Vélo, e come tale non è riconosciuta a livello nazionale (mah…); per quanto riguarda Codacons, la stessa è principalmente una associazione di difesa dei diritti dei consumatori, quindi si è ritenuto di privilegiare quelle più marcatamente ambientaliste. Sul secondo quesito l’Assessore ha detto che la necessità di redigere l’elenco e di tenerlo aggiornato è condivisibile e si sta operando in tal senso, ma ha aggiunto che lo stesso afferisce esclusivamente alla nomina per il Parco del Mont Avic, perché per altre designazioni, ad esempio l’Osservatorio dei rifiuti, il requisito del riconoscimento ministeriale non sussiste. Chiara ha replicato esprimendo perplessità per l’esclusione di FIAB, che è una associazione sicuramente rappresentativa, e che è diretta emanazione in Valle d’Aosta della FIAB nazionale; inoltre ha ricordato che CODACONS è il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori, una delle associazioni che più spesso vengono sentite dal Consiglio, quindi è strano che non la si sia contattata. Ha poi puntualizzato che da parte nostra non c’è preclusione nei confronti della nuova nomina del rappresentante delle associazioni ambientaliste e che anzi le rotazioni sono auspicabili, a tutti i livelli, anche apicali, e in senso più generale. Ha infine rimarcato che è positiva la condivisione della necessità di un elenco aggiornato.
INTERPELLANZA: Collaborazione tra la regione e il Département de la Haute-Savoie per la riduzione dell’impatto del traffico merci in transito attraverso il tunnel del Monte Bianco (Chiara)
Più volte abbiamo sottolineato la necessità di un monitoraggio delle ricadute ambientali ed economiche durante i mesi di inattività del tunnel, che è stato chiuso dal 16 ottobre al 15 dicembre. Il Presidente della Regione ha affermato che Arpa VdA era stata invitata a incrementare il monitoraggio della qualità dell’aria e che ci sarebbe stata una collaborazione con l’omologa Agenzia francese della valle dell’Arve. Abbiamo quindi chiesto quali dati sono stati raccolti sulle ricadute economiche e sulla qualità dell’aria in Valle d’Aosta e nella Valle dell’Arve in relazione ai mesi di chiusura del traforo; se esiste una omogeneità di valutazioni tra la Valle d’Aosta e il Département de la Haute-Savoie su tali ricadute; che cosa si intende fare per intensificare la collaborazione con il Département per ridurre l’impatto del traffico merci in transito attraverso le due vallate alpine e il tunnel del Monte Bianco. Il Presidente ha risposto che lo studio sugli effetti economici della chiusura, effettuato dall’Università della Valle d’Aosta, è in corso di realizzazione e sarà pronto a 6 mesi dall’affidamento (quindi ad aprile). Ad oggi l’Arpa ha comunicato che le rilevazioni avvengono nelle stazioni di misura della qualità dell’aria a Entrèves, a 1.330 metri, e a Les Bossons (FR) a 1.005 metri. I primi dati rilevati da Arpa, attestano che, ovviamente, entrambi gli inquinanti sono diminuiti in corrispondenza della chiusura del traforo, con una flessione più marcata sul versante valdostano, dato che la stazione di Entrèves è puramente dedicata alla rilevazione degli inquinanti del traffico del traforo, mentre la stazione di Les Bossons rileva anche emissioni dovute al traffico locale e al riscaldamento domestico. Nelle due stazioni di rilevamento sono stati programmati campionamenti particolari per la determinazione analitica di altre sostanze inquinanti contenute nel particolato. Sono stati previsti tre periodi di indagine: uno prima della chiusura e uno durante (sono in corso le analisi), mentre il terzo a seguito della riapertura, per cui i campionamenti sono in corso. I risultati delle misure e delle analisi di laboratorio saranno oggetto di confronto ed elaborazione comune con quelli ottenuti nei territori coinvolti sui versanti italo-francesi. La redazione del rapporto tecnico è prevista verosimilmente per la fine di marzo/metà aprile. L’Arpa informa anche che, nel corso del 2024, sarà attuata una campagna di monitoraggio anche nel centro abitato di Courmayeur, in modo da disporre dei dati di un intero anno solare per meglio valutare l’esposizione della popolazione ai principali inquinanti atmosferici. Secondo il Presidente la Regione e il Département collaborano da sempre per lo sviluppo delle loro comunità. Ha affermato che la riduzione dell’impatto del traffico merci è un argomento che può avere innumerevoli declinazioni che vanno dalla sicurezza della circolazione per la quale la realizzazione della seconda canna è indiscutibilmente la soluzione migliore, al miglioramento delle caratteristiche dei mezzi di trasporto e al traforo del Monte Bianco circolano solo mezzi all’avanguardia. Chiara ha replicato che sarebbe importante capire se ci sarà la volontà di fare una valutazione congiunta tra Valle d’Aosta e Savoia riguardo alle ricadute economico-ambientali. Se così non fosse, non sarebbe positivo: questo Governo parla sempre della collaborazione transfrontaliera, ma quando questa non sembra essere in linea con le scelte della maggioranza, pare rifuggirla. Non c’è una volontà di operare per la riduzione del transito dei Tir, al contrario: ma la politica dell’Unione europea va nella direzione di trasferire le merci dalla gomma alla rotaia e la Valle d’Aosta dovrebbe essere parte attiva e non passiva di un cambiamento. Soprattutto se crediamo nell’obiettivo di raggiungere il “fossil fuel free” entro il 2040, così come approvato da questo Consiglio.
INTERPELLANZA: Effetti dell’introduzione delle Posizioni di particolare responsabilità (PPR) nell’ambito delle strutture regionali (Erika)
Erika ha nuovamente chiesto informazioni sulle PPR della Regione che prenderanno dai 10.000 ai 18.000 in più all’anno ed in particolare se verranno soppresse delle strutture dirigenziali o variate le pesature dei dirigenti a partire dalle nomine delle PPR; se con l’arrivo delle PPR verranno quindi soppresse le PPO e se ai Capi dei servizi di segreteria delle Istituzioni Scolastiche, esclusi dalla delibera sulle PPR, verrà all’attribuito un diverso inquadramento facendoli diventare DSGA. Il presidente Testolin ha evidenziato che non esiste un automatismo tra restituzione di una posizione di particolare responsabilità e la soppressione di una struttura dirigenziale non essendo la prima sostitutiva della seconda, ma uno strumento organizzativo funzionale alla responsabilizzazione e valorizzazione dei funzionari e all’efficientamento ed una maggiore agilità dell’amministrazione regionale stessa. I dirigenti non perdono delle funzioni, ma la gestione diretta di alcuni procedimenti per recuperare spazi di tempo da dedicare al presidio di altre funzioni a loro assegnate. Quindi la PPR non riduce il peso della struttura dirigenziale ma la valorizza. Dal 31 marzo le PPO attualmente esistenti saranno soppresse. Rispetto alle PPR presso le istituzioni scolastiche, la decisione è stata rimandata per avere il tempo di effettuare una pesatura corretta e non per trasformare la figura dei CSS in DSGA, evidenziando come a livello statale la remunerazione di queste figure sia inferiore alle nostre PPR. Erika nella replica ha evidenziato come quanto detto sia in contrasto con lo studio Bocconi visto che il modello organizzativo prevedeva che l’introduzione delle PPR andasse di pari passo alla riduzione dei dirigenti, ma anche con il buon senso visto che risorse umane, quote di bilancio e competenze vengono assegnate alle PPR di fatto alleggerendo le competenze dei dirigenti. Unica nota chiara è la soppressione delle PPO. Mentre sui Capi di Servizi di Segreteria ancora una volta non si capisce la particolarità e l’importanza di questa figura, parlando di firma congiunta degli atti con i Dirigenti scolastici e non capendo la complessità della loro attività che spazia dalla materia giuridica, all’ambito contabile, passando per le competenze negoziali, relazionali e di organizzazione dell’ufficio di segreteria e di tutto il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, alle competenze in materia fiscale, fino alla gestione dei beni mobili e degli inventari, alle procedure del PNRR…
INTERPELLANZA: Sistema integrato 0/6 anni, rapporto docenti/alunni e criteri di attribuzione delle cattedre delle scuole dell’infanzia e primarie (Erika)
Alla luce delle nuove iscrizioni per l’anno scolastico 2024/25 abbiamo chiesto di conoscere quali siano le intenzioni dell’amministrazione rispetto al sistema integrato 0/6 e alla sua valorizzazione, le risultanze degli studi relativi agli organici dell’infanzia e della primaria per rivedere il rapporto docenti/alunni o i criteri di attribuzione delle cattedre e promuovere un organico di diritto più vicino alle esigenze della scuola e come si intenda procedere rispetto all’assunzione dei collaboratori scolastici (bidelli) e quindi intervenire per risolvere questo annoso problema. L’assessore Guichardaz ha messo in atto diverse azioni per la valorizzazione dello 0-6: un docente in distacco all’USAS, un assegnista di ricerca dell’Univda per facilitare la messa a sistema delle pratiche, una formazione congiunta di educatori ed insegnanti, un convegno di approfondimento e uscite organizzate per approfondire esperienze fuori valle – tutto questo attraverso il coordinamento del tavolo di lavoro interistituzionale sul sistema integrato 0-6. Il 20/12/2023 è stato siglato il nuovo Protocollo d’intesa per gli anticipi alla scuola dell’infanzia che prevede di conteggiare nell’organico di diritto anche gli anticipatari di gennaio, mentre si sta ancora valutando la possibilità di modificare gli attuali parametri per l’assegnazione dei docenti tendo conto che con sezioni da 12 a 22 bambini sono assegnati 2 docenti. Rispetto ai bidelli la Regione ha stanziato maggiori risorse ai Comuni e Unités per l’eventuale assunzione attraverso i progetti di inclusione attiva (PIA) e avviato un confronto con i sindaci per valutare il piano di dimensionamento 2024/27. Erika ha evidenziato come le decisioni vadano prese prima dell’avvio delle iscrizioni per poter permettere anche ai genitori e dirigenti di fare delle valutazioni. Dove poi si è attivata una sperimentazione sullo 0-6 non è possibile che nell’assegnazione dell’organico non vengano conteggiati i fuori zona, rischiando in caso contrario di vanificare tutti gli sforzi didattici messi in piedi. Rispetto alla soluzione trovata sui bidelli credo sia evidente che è una soluzione tampone che fra l’altro non permette a tutti i plessi di avere questo personale e soprattutto vi è anche una disparità di trattamento visto che non sono ben individuate le mansioni a cui devono far fronte questi lavoratori. Questo problema deve essere affrontato al più presto.
INTERPELLANZA: Motivi della tempistica di adozione della Dgr 1528/2023 per il mantenimento della concessione della funicolare di Saint-Vincent (Chiara)
Qualche tempo fa, ad ottobre, avevamo portato all’attenzione del Consiglio il tema del rinnovo della concessione della funicolare di Saint-Vincent, o meglio dell’ascensore inclinato Fons salutis, che ci risultava scaduta ad aprile. L’assessore ci aveva risposto: “la concessione non deve essere rinnovata in quanto vigente e non decaduta. Noi approveremo con una delibera il rinnovo adesso che il Comune ha fatto la richiesta per la revisione generale; tra l’altro il contributo è in corso di erogazione. Non avendo dichiarato decaduta la concessione, si procederà con apposita delibera, come è successo già per un altro impianto.” La risposta aveva sollevato perplessità perché la normativa dice una cosa diversa e la concessione può essere rilasciata solo se ci sono giustificati motivi da presentare prime della scadenza. Il comune aveva presentato un documento il 12 aprile 2023 e proprio a quel testo si fa riferimento nella Dgr del 18 dicembre che concede il rinnovo, ma sono passati più di otto mesi, e i motivi avanzati per la mancata revisione dell’impianto riguardano la pandemia e i l’aumento dei costi a causa della guerra, che non sono stati adottati per la richiesta di rinnovo della concessione per gli impianti al Col de Joux…Abbiamo quindi chiesto perché si è aspettato tanto per fare la delibera, quali sono i reali “giustificati motivi” e perché non sono inseriti in delibera. L’assessore ha risposto che la Dgr se è arrivata in Giunta è perché ha superato i controlli di legittimità quindi gli elementi presentati sono stati ritenuti sufficienti. La legge nel 2020 ha rinviato di un anno tutti gli adempimenti relativi agli impianti funiviari, quindi in realtà il tempo della scadenza era posticipato. Ha poi detto che i tempi si sono dilatati perché si è dimesso il dirigente della struttura Impianti a fune e c’è stato bisogno di un rodaggio per il nuovo responsabile, inoltre si è data priorità alla pratica per l’impianto del Col de Joux. Chiara ha replicato che la sensazione è che si sia fatto un pasticcio burocratico e che con la delibera di dicembre si sia messo un taccone, ma che sarebbe toccato al Consiglio fare un atto specifico per il rinnovo di tale concessione. La norma è stata ignorata e si è presa una scorciatoia. Alla fine la funicolare riaprirà, ed è positivo, ma il modus operandi non è condivisibile e purtroppo è comune a molte situazioni, vedi Cime Bianche e la percorribilità giuridica che viene bypassata, vedi le nomine che non seguono le regole ecc…
INTERPELLANZA: criticità legate all’applicazione della normativa regionale e nazionale sulle locazioni brevi per finalità turistiche (Erika)
Con questa interpellanza Erika ha nuovamente affrontato il tema delle locazioni brevi per finalità turistiche a seguito delle tantissime segnalazioni ricevute rispetto alle criticità della legge regionale per l’attribuzione del Codice identificativo regionale (CIR) e dopo l’approvazione del decreto anticipi nazionale che prevede l’assegnazione di un Codice identificativo nazionale (CIN) chiedendo di conoscere: le segnalazioni e le criticità portate a conoscenza da parte dei Comuni o dei proprietari di immobili a seguito dell’applicazione della nuova normativa regionale e nazionale sugli affitti brevi (metrature, destinazioni d’uso, periodi di affitto dell’abitazione principale, inserimento Cir nei vari portali …); le iniziative poste in essere dall’Amministrazione per agevolare i cittadini e gli enti locali per i rispettivi adempimenti; se vi sono uffici regionali, associazioni, sindacati o ordini volti a fornire specifiche informazioni o assistere i soggetti interessati nell’adempiere ai nuovi obblighi di legge e se n’è stata data comunicazione; lo stato dell’arte e gli esiti degli approfondimenti per verificare quali eventuali modificazioni o integrazioni dovranno essere apportate alla legge 11/2023 ed eventualmente la sussistenza dei presupposti in accordo con la Commissione turismo per l’impugnazione davanti alla Corte costituzionale di quelle disposizioni che appaiono lesive delle prerogative che la Costituzione e lo Statuto speciale attribuiscono alla Valle d’Aosta in materia di turismo. L’Assessore Grosjacques, evidenziando che dal 1°/11/23 al 5/01/24 sono stati rilasciati 2.721 CIR ha asserito che non sono emerse particolari criticità: il modello regolamentare adottato ha funzionato e la piattaforma informatica realizzata è stata semplice ed efficace. Abbiamo promosso incontri sul territorio e nell’ambito del servizio di assistenza quotidiana fornita dall’Assessorato e dal contact center di Inva, più che segnalazioni sono pervenute richieste di informazioni che sono state puntualmente soddisfatte. In un numero limitato di casi, sono emerse delle complessità rispetto al corretto computo del numero massimo di posti letto autorizzabili ai sensi della normativa nazionale igienico-sanitaria, al subalterno catastale attribuito ad alcune unità abitative, alle modalità di esposizione del CIR, alle modalità di compilazione del calendario ai fini del rispetto del limite dei 180 giorni all’anno per la locazione esercitata in sole camere nelle unità abitative a destinazione urbanistica permanente o principale e sulle modalità per richiedere ai Comuni il mutamento di destinazione d’uso del proprio alloggio. Le segnalazioni dei Comuni si sono limitate ad un numero ridottissimo di casi riferiti soprattutto ad estremi catastali non propriamente corretti e a fabbricati utilizzati per la locazione turistica con destinazione d’uso non residenziale. Segnalo che sono stati coinvolti l’Ordine dei commercialisti, l’Adava e l’Unione piccoli proprietari immobiliari. Rispetto alle disposizioni nazionali, vista la pubblicazione della norma nazionale a fine anno, è stato impossibile avviare l’istituzione dei necessari tavoli multidisciplinari per gli approfondimenti del caso. Tuttavia la struttura competente dell’Assessorato ha effettuato una prima analisi degli aspetti che potrebbero comportare modificazioni e integrazioni alla legge regionale 11/2023, tra le quali: estensione della disciplina regionale, previsione della ricodificazione del CIR come CIN con l’aggiunta di un prefisso alfanumerico fornito dal Ministero, obbligo presentazione Scia, nuove sanzioni. Erika ha replicato che soprattutto le criticità sulle norme urbanistiche stanno portando tante persone a non affittare più e il numero di CIR richiesti lo dimostra visto che in Commissione si è parlato di un numero di 3.800 alloggi solo su Airbnb (una parte di tutta la platea di alloggi). Come sempre la volontà di tirare dritto è stata una cattiva consigliera. Infine, ci chiediamo perché sia stato dato un canale privilegiato ad Adava per segnalare la propria disponibilità a dare informazioni attraverso l’Office du Tourisme, visto che, come detto dall’Assessore, vi sono gli uffici regionali e altre associazioni che le forniscono abitualmente.»
MOZIONE: Impegno a riferire in Commissione sulla bozza della norma di attuazione dello Statuto in materi di concessioni di derivazione d’acqua (Chiara, Erika)
Siamo tornati ancora una volta su una questione importante, quella della Norma di attuazione, sui poteri della Regione nel definire le modalità per il rilascio delle concessioni di utilizzo di acque pubbliche per produzione di energia idroelettrica. Lo Statuto speciale del 1948 con l’art 8 ha attribuito alla Regione autonoma la titolarità delle acque pubbliche e la facoltà di concederle in uso anche ai fini di produzione di energia idroelettrica; l’ultimo comma dell’art 8 ha però lasciato in capo allo Stato la definizione delle procedure e delle norme tecniche per tali concessioni. A distanza di 76 anni dall’approvazione dello Statuto non si è ancora provveduto a trasferire alla Regione la competenza per la definizione, con legge regionale, delle procedure e norme tecniche per tali concessioni. Occorre approvare una specifica Norna di attuazione dello Statuto. Il 19 marzo 2019 il Consiglio ha approvato all’unanimità una mozione che impegnava la Giunta regionale ad avviare l’azione per arrivare a tale Norma di Attuazione; poi con una Risoluzione del 2 luglio 2019 ha impegnato il Governo a procedere speditamente, per quanto nelle sue competenze, alla definizione e concertazione nell’ambito della Commissione Paritetica Stato-Regione della Norma, che consenta alla Regione Valle d’Aosta di avere più ampie prerogative in materia di utilizzo di acque pubbliche a scopo idroelettrico e preveda procedure particolari nella riassegnazione delle autorizzazioni delle grandi derivazioni per una società che sia interamente pubblica, organo strumentale della Regione stessa. Ora si sta verificando un fatto preoccupante: lo scorso 12 ottobre 2023 il Presidente della Regione, nel corso della discussione di una mozione presentata da PCP, ha affermato che esisteva una nuova bozza di Norma di attuazione datata 14 luglio 2022 e che la stessa era stata sottoposta agli uffici della Regione per un “approfondimento tecnico”. Come si è poi potuto verificare con un accesso agli atti, è stata inserita una modificazione aggiuntiva al testo precedente che vincolerebbe e limiterebbe fortemente la Regione nella definizione della legge regionale in materia di concessioni e renderebbe praticamente impossibile la riassegnazione delle concessioni a CVA: infatti c’è solo la possibilità di prevedere riassegnazioni di concessioni in scadenza esclusivamente ad una società in house, e CVA non è una società in house, anche se è una società totalmente di proprietà e di controllo regionale. Non sono accettabili prescrizioni che limitino la potestà legislativa della Regione e una gestione delle concessioni finalizzata alla produzione idroelettrica necessaria alla transizione ecologica della Valle d’Aosta. Secondo noi non è sufficiente un approfondimento tecnico da parte degli uffici, occorre un serio confronto e impegno politico per evitare che il prodotto finale della Commissione paritetica risulti inaccettabile da parte del Consiglio. L’argomentazione del Presidente, e cioè che la centralità del Consiglio comunque rimane perché il Consiglio è libero di dire di sì o di no al testo che verrà proposto dalla Paritetica, non è accettabile, non sta in piedi. Esiste una Commissione paritetica in cui la Regione esprime metà dei componenti proprio perché i desiderata della regione si esprimano in tale sede, non dopo. E’ una vita che aspettiamo questa NdA. I componenti espressi della Regione nella paritetica sono tre, e poi c’è anche una valdostana, Emily Rini, nominata dallo Stato, e quindi la componente “valdostana” è a maggioranza. Dalla parte “valdostana” in quella commissione ci deve essere una posizione ferma: si rimane alla bozza del 2019 e si respinge la correzione aggiuntiva introdotta nel 2022. Su questo tema è bene che tutto il Consiglio possa ragionare e approfondire per cui abbiamo chiesto al Presidente di venire riferire entro 15 giorni nella competente Commissione consiliare sulle interlocuzioni avute con i componenti della Commissione paritetica designati dalla Regione, e in particolare con il Presidente della Paritetica al fine di giungere ad una rapida conclusione dell’iter approvativo della Norma di attuazione con contenuti coerenti a quelli indicati dalla Risoluzione del Consiglio regionale del 2 luglio 2019 e da tutti i Defr approvati nel corso di questa legislatura. Testolin ha nuovamente rifiutato e si è così sottratto ancora una volta al confronto, ma ha dovuto dire che la Regione ritiene che i contenuti della Norma devono essere quelli del 2019. La mozione è stata respinta con i voti della maggioranza “autonomista”, ma l’opposizione ha votato compatta. Abbiamo preso l’impegno di fare una iniziativa al mese finché non si arriverà all’approvazione della Norma.
MOZIONE: Presentazione di una proposta di legge per dare piena attuazione alla legge regionale in materia di Garante dei diritti delle persone con disabilità (Erika, Chiara)
Erika è di nuovo tornata sulla modifica della legge 20/2022 approvata in fretta e furia prima delle elezioni politiche, nell’agosto 2022, sull’introduzione della figura del Garante dei diritti delle persone con disabilità. Una legge ad oggi inapplicata che semplicemente ha gravato di nuove pratiche l’ufficio della Difensora civica e per cui il Coordinamento delle associazioni sulla Disabilità della Valle d’Aosta (CODIVDA) circa un anno fa ha chiesto delle modifiche, poi presentate ad aprile in commissione, principalmente legate a prevedere il supporto all’ufficio del difensore civico di esperti del settore e la separazione in modo chiaro dei diritti delle persone con disabilità con quelli dei caregiver. Da allora sono di nuovo passati nove mesi e di tutta questa tematica non si è più saputo nulla o meglio, a parte quanto appreso durante la discussione di una nostra mozione depositata a giugno e discussa in data 27 settembre. Discussione in cui l’assessore alle politiche sociali ha dichiarato che in tempi brevi sarebbe stato portato in Commissione un testo di proposta di legge che modificasse la legge 20 nella direzione voluta da CODIVDA. Volevamo quindi impegnare il Presidente della prima Commissione a presentare, entro 30 giorni, la proposta di modifica alla legge sul Garante dei diritti delle persone con disabilità, annunciata nel Consiglio regionale dello scorso mese di settembre. L’Assessore Marzi, in accordo con il Presidente della prima Commissione, ha riferito che il testo di legge è in via di definizione e a breve la Commissione la presenterà per poterlo esaminare. Naturalmente non ci siamo fidate di questa ennesima promessa e abbiamo messo in votazione la mozione che è stata respinta con 18 voti di astensione (UV, FP-PD, AV-VdAU, PlA, SA) e 16 a favore (PCP, Lega VdA, RV, FI, GM).
MOZIONE: Richiesta di sopralluogo presso l’azienda J.B. Festaz per verificare lo stato dei lavori dell’ospedale di comunità (Erika, Aggravi)
Approvata invece all’unanimità, una mozione a firma congiunta di Erika e Aggravi che impegnava il Presidente della quinta Commissione ad organizzare un sopralluogo presso l’Azienda pubblica di servizi alla persona J.B. Festaz per visionare lo stato dei lavori per la creazione dell’Ospedale di comunità. Erika presentandola ha ricordato come questa iniziativa nascesse a seguito del diniego, o meglio, della non risposta ad una richiesta formale inoltrata in data 14 dicembre per effettuare questo sopralluogo avendo appreso dell’avvio dei lavori per la realizzazione di questa struttura e avendo ricevuto diverse segnalazioni. Segnalazioni riferite a: – l’interferenza dei lavori con i restanti servizi, di microcomunità e Nucleo Alzheimer, che è stata ed è disturbante nonostante le rassicurazioni dell’Assessore (l’abbattimento delle mura abbia creato disagio sia al personale, sia ai degenti, in particolare nell’orario di riposo pomeridiano dei pazienti); – problemi sull’impianto idrico: verosimilmente, la colonna dell’acqua obsoleta, comporterebbe, se non sostituita, infiltrazioni e carenze d’acqua, nel nuovo Ospedale di Comunità; parrebbe che non sono stati stanziati fondi tra quelli del PNRR per il rifacimento, comportando un lavoro di ristrutturazione quantomeno non “a regola d’arte”; – rispetto all’adeguamento alla normativa antincendio, che hanno comportato stanziamenti regionali per le necessarie opere di adeguamento, sia per il rischio incendio, sia per la rimozione delle barriere architettoniche e rischio di igiene/presenza di polveri correlato allo smaltimento dei detriti edilizi; – accessi alla scala di fuga, sia durante i lavori, sia come risulteranno dopo i lavori e come il piano di evacuazione è stato reso praticabile ovvero sperimentato. L’assessore Marzi parlando di un’opera di grande importanza per la comunità valdostana, ha banalizzato le segnalazioni dei consiglieri parlando di un feuilleton ottocentesco sul tema Jean Boniface Festaz e ha assicurato che non ci sono state delle interferenze perché nel caso sarebbe stato prodotto il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza, tecnicamente definito DUVRI, che non è mai stato prodotto, perché le interferenze di riferimento non sono presenti sul cantiere. Secondo l’assessore il sopralluogo darà la possibilità di visionare la situazione del cantiere che nasce grazie a un finanziamento Pnrr da oltre 1 milione e 900mila euro che sta rispettando perfettamente i tempi.