Dichiarazione voto Chiara Minelli sul PEAR (PDF 77 KB)

Dichiarazione voto Erika Guichardaz sul PEAR (PDF 37 KB)

In questo Consiglio avevamo all’ordine del giorno l’approvazione del PEAR, Piano energetico ambientale regionale, con orizzonte 2030, un documento molto importante che riguarda la politica energetica della Regione e deve indirizzare le scelte e le azioni per muoversi nella direzione della riduzione dei consumi, dell’aumento di produzione da fonti rinnovabili e dell’autonomia energetica della Valle d’Aosta. Sul documento come PCP abbiamo fatto un lavoro approfondito, presentando già in fase di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) la scorsa estate una serie di 12 osservazioni su punti specifici che meritavano un tentativo di correzione e miglioramento, abbiamo portato il nostro contributo alla discussione nelle commissioni competenti e abbiamo presentato 4 importanti emendamenti in aula in materia di rete di gas naturale (abbandono progressivo del metano e analisi sulla riconversione dei metanodotti; obiettivi e struttura delle comunità energetiche rinnovabili; definizione del ruolo della Compagnia valdostana delle acque nel percorso di decarbonizzazione; trasporto pubblico su gomma (richiesta di mezzi elettrici e non a idrogeno). Tutti respinti. Qui una sintesi dell’intervento di Chiara in discussione generale: «Questo PEAR, come i precedenti, viene approvato con ritardo (4 anni), a dimostrazione della difficoltà della Regione a programmare. Inoltre, con le sue 1327 pagine, si presenta come un documento poco accessibile, dove non si trova il nucleo fondamentale. Il Piano si pone obiettivi significativi e, in parte condivisibili, ma che non sono sorretti da una corretta programmazione delle relative azioni, il che li rende concretamente poco raggiungibili. In particolare, riguardo ai trasporti, dove si prevede che il 90% del consumo sarà ancora basato su fonti fossili, il Piano non è coerente con la legge 16/2019 che prevede, invece, una quota del 50% di mobilità sostenibile entro il 2030. Sulle Cer non c’è poi un ragionamento: visto che ormai ci sono decreti e regolamenti, la Regione deve dire adesso cosa vuole fare in concreto. Noi abbiamo avanzato proposte e siamo disponibili al confronto. Altro tema non affrontato è il ruolo della Cva. Non possiamo fare un Piano che prescinda dalla società di produzione di energia, che è il braccio operativo della Regione e di cui la legge istitutiva definisce correttamente gli ambiti di azione. Per realizzare efficacemente il processo di decarbonizzazione, Cva deve essere coinvolta in modo da sviluppare in Valle d’Aosta non solo l’idroelettrico ma anche il fotovoltaico: questo per garantire l’autonomia energetica della comunità valdostana. A fronte di un buon lavoro di analisi dei dati e una evidente competenza tecnica, in questo Pear manca l’impronta politica, o meglio essa è al ribasso Erika invece ha fatto un discorso più politico legato alla mancanza di coerenza dei 5 consiglieri di FP-PD che dimenticano anche il punto 35 del programma legato al ruolo di CVA, all’abbandono della strada autonomista di questa maggioranza che dimentica il principio di autonomia energetica della nostra regione e all’attacco strumentale di Testolin rispetto agli impatti di eolico e fotovoltaico, da parte di chi vorrebbe distruggere un’area protetta come quella di Cime Bianche. Alleghiamo inoltre le nostre dichiarazioni di voto che motivano l’astensione.

Per la seduta di inizio marzo avevamo depositato 11 iniziative, 1 question time, 4 interrogazioni, 5 interpellanze e 1 mozione, ma non tutte sono state discusse per ragioni di tempo.

 

 

Interrogazione a risposta immediata: Interventi attivati per la soluzione delle criticità emerse dopo le modifiche alle misure di inclusione sociale (Erika, Chiara)

 

Ad ottobre avevamo già segnalato le criticità sulle nuove misure di sostegno al reddito su cui Erika è tornata con questa interrogazione per evidenziare come «le modifiche normative che hanno ridimensionato il reddito di cittadinanza, introdotto l’assegno di inclusione e modificato le disposizioni sull’Isee hanno penalizzato molte persone in condizione di fragilità. Chiediamo di sapere se, alla luce del monitoraggio dell’attuale situazione sull’impatto delle modifiche normative, è stata prevista la rapida attivazione di misure regionali in grado di rispondere alle criticità emerse sul nostro territorio

L’Assessore Marzi, ha ribadito «la volontà di monitorare, dopo un adeguato periodo di applicazione, l’impatto delle nuove misure, per formulare le opportune valutazioni e di segnalare le criticità riscontrate sul territorio nell’ambito dei tavoli di raccordo tra lo Stato e le Regioni. Dal 1° gennaio 2024, per effetto della modifica della normativa nazionale, i figli/figlie maggiorenni non conviventi con i genitori ma a loro carico ai fini Irpef, nel caso non siano coniugati e non abbiano figli, fanno parte del nucleo familiare dei genitori. In caso di nuclei distinti, i soggetti, se a carico di entrambi i genitori, fanno parte del nucleo familiare di uno dei genitori, da loro identificato. Diversamente da quanto avvenuto nelle precedenti annualità, per il 2024 i figli/figlie maggiorenni sono attratti al nucleo Isee dei genitori a prescindere dall’età. La modifica, voluta dall’attuale Governo nazionale, determina per alcune persone ripercussioni sull’accesso all’assegno di inclusione, e conseguentemente situazioni di minore disponibilità di supporto economico rispetto al passato. L’ordinamento regionale prevede diverse e adeguate misure di sostegno per le varie forme di disagio e difficoltà. La Giunta e il Consiglio su queste misure stanno operando in continuità su queste misure e implementandole, come fatto recentemente con la legge regionale n. 23/2010. Le domande di assegno di inclusione vengono presentate direttamente all’Inps, che dispone dei dati complessivi. Ad oggi, le domande accolte sono 230; 18 quelle decadute. Il Dipartimento politiche sociali è assolutamente operativo e incontra tutti coloro che necessitano di informazioni su queste variazioni normativeErika ha replicato duramente sperando: «che il monitoraggio non duri a lungo perché le situazioni di fragilità hanno bisogno di risposte concrete immediate che le misure di sostegno attuale, a noi risulta, non contemplano. Queste persone devono comunque arrivare alla fine del mese, a prescindere dalle disposizioni di legge

 

 

Interrogazione: Applicabilità alla realtà valdostana del modello architettonico della comunità energetica diocesana di Treviso (Chiara)

 

Chiara ha ricordato che a Treviso è stata realizzata la prima comunità energetica diocesana d’Italia, che si configura giuridicamente come una fondazione di partecipazione, con una unica Cer articolata in vari sottogruppi (23). Le dimensioni contenute della Valle d’Aosta consentirebbero a nostro avviso la creazione di un’unica comunità di energia rinnovabile; abbiamo chiesto se il Dipartimento energia dell’Assessorato dello sviluppo economico e il Centro osservazione e attività sull’energia abbiano preso in considerazione e ritenuto applicabile alla nostra realtà tale modello di Cer. L’Assessore Berstchy ha riferito che il modello di Treviso è stato visionato dalle strutture e saranno contattati direttamente i soggetti per un ulteriore approfondimento. Il regolamento è in fase di redazione e sarà unico per tutte le configurazioni: servirà a definire l’utilizzo degli incentivi sull’energia condivisa e, oltre al mantenimento della struttura tramite la copertura dei costi di gestione, servirà a remunerare i produttori e i consumatori. Lo stesso prevede che gran parte degli incentivi sia impiegata per il sostegno delle famiglie bisognose che si recano presso i centri di ascolto Caritas: scopo principale è quindi il contrasto alla povertà energetica. Il modello di Treviso può essere vantaggioso sotto diversi punti di vista – ha proseguito l’Assessore -: è infatti possibile efficientare i processi di costituzione e di gestione garantendo un risparmio di risorse sia nella fase iniziale sia a regime in fase di gestione. Tuttavia secondo Bertschy tale modello potrebbe non essere idoneo a rappresentare i singoli territori coinvolti e a valorizzarne i bisogni specifici, i nodi da sciogliere sono ancora molti e la Regione prosegue il percorso di approfondimento delle varie tematiche. Ci sarà un convegno il 22 marzo organizzato dal Coa energia e poi un incontro con il Consiglio permanente degli enti locali a fine marzo. Chiara in replica ha espresso apprezzamento per la volontà di approfondire l’architettura della Cer di Treviso. Se è vero che ci sono molti nodi da sciogliere rispetto a questa realtà, per noi sarebbe anche importante capire, in un lavoro di questo tipo, se ci sono delle interlocuzioni con la nostra Diocesi, e soprattutto qual è il progetto delle Regione per le Cer. PCP è favorevole a creare un’unica Cer in Valle con varie articolazioni: questo servirebbe soprattutto per ottimizzare le risorse pubbliche e per semplificare l’avvio delle Cer locali. La nostra regione può costituire un vero e proprio laboratorio delle Cer, ma per questo ci vuole una regia che deve avvenire innanzitutto dalla Regione. Al di là e prima di varare la legge regionale, è indispensabile una riflessione sull’architettura delle Cer.

 

 

Interrogazione: Possibile rimozione della fermata degli autobus sulla Strada statale n. 26 a Bard (Erika, Chiara)

 

Erika ha chiesto notizie rispetto alla possibile rimozione della fermata degli autobus nei pressi del Forte di Bard. L’Assessore Bertschy in modo vago e confuso ha confermato la rimozione della fermata e l’impegno del Comune e della Regione ad interloquire con Anas per il suo ripristino tenuto conto che questa fermata è utilizzata anche dai bus sostitutivi. Erika è quindi intervenuta evidenziando la non risposta dell’Assessore, soprattutto rispetto alle motivazioni di tale scelta.

 

 

Interrogazione: Motivazioni relative alla valutazione differenziata dei progetti di CAS e CVA per la realizzazione di siti di produzione di idrogeno verde finanziati dal Pnrr (Chiara)

 

L’interrogazione che abbiano presentato deriva dalla sorpresa di aver appreso che il progetto presentato da CVA all’interno della possibilità di finanziamento previste dall’apposita missione del PNRR ha ricevuto soltanto 25 punti, a fronte dei 95 attribuiti alla Cogne. Ci è parso strano, considerato che CVA dispone sicuramente al suo interno, o può facilmente reperirle all’esterno, di competenze e professionalità in grado di redigere progetti validi, robusti e meritevoli di attenzione e di apprezzamento. I finanziamenti definitivi concessi ne risentono, perché mentre a CAS è stato concesso l’intero finanziamento richiesto, quasi 8 milioni, a CVA è stato sensibilmente ridotto. Da qui la richiesta di conoscere le motivazioni per cui i due progetti presentati al fine di ottenere finanziamenti PNRR per la realizzazione di siti di produzione di idrogeno verde in Valle d’Aosta abbiano avuto una valutazione così diversificata. Nella risposta l’Assessore Bertschy ha ricordato che ci sono dei requisiti da rispettare e dei criteri di valutazione stringenti stabiliti dal Ministero, c’è una valutazione sul rapporto tra idrogeno prodotto e consumato. La Regione sta discutendo con il Ministero e dovrebbero essere recuperate risorse residue. Chiara in replica ha evidenziato che se c’è una valutazione su produzione e consumo, allora si può ipotizzare che il basso punteggio sia legato alla questione della problematica utilizzazione nel TPL dell’idrogeno prodotto, come abbiamo più volte sottolineato.

 

 

Interrogazione: Stato dell’arte dei lavori di ristrutturazione della ex sede del liceo Bérard (Erika)

 

Erika ha chiesto all’Assessore competente lo stato dell’arte dei lavori di ristrutturazione del Liceo Bérard in rue Conseil des Commis e la data in cui sarà disponibile l’edificio da parte dell’istituzione scolastica che dovrebbe utilizzare tale sede. L’Assessore Sapinet ha riferito che i lavori, divisi in due stralci, hanno subito dei rallentamenti e quindi si sono conclusi da poco i lavori nel seminterrato e adesso si dovrà procedere con il secondo lotto, la cui progettazione esecutiva è stata approvata. Ora si procederà alla gara e all’affidamento dei lavori, che dovrebbero iniziare a fine 2024. La conclusione dei lavori è fissata in 602 giorni ai quali si aggiungeranno 6 mesi per i collaudi. Erika nella replica ha evidenziato che la scuola doveva riaprire nel 2023 e se tutto va bene sarà disponibile per l’anno scolastico 2027-28. Qual è la linea che sta portando avanti questa maggioranza sull’edilizia scolastica?

 

 

Interpellanza: Promozione dei tavoli di monitoraggio e condivisione finalizzati alla prevenzione di situazioni di crisi legate alla viabilità (Erika)

 

Un ordine del giorno presentato da parte della maggioranza in Consiglio comunale ad Aosta ha impegnato il Sindaco a sostenere in coordinamento con il Celva la promozione da parte del Governo regionale di tavoli di monitoraggio e di condivisione con i Ministeri competenti finalizzati alla prevenzione di situazioni di crisi legate alla viabilità specie in occasione delle chiusure o di forti limitazioni alla circolazione sulle principali direttrici di traffico e ha rilevato che rispetto alle situazioni di grave criticità viabilistica né le Amministrazioni comunali, né l’Amministrazione regionale hanno alcun potere di incidere. Erika ha quindi chiesto al presidente se rispetto alla grave criticità viabilistica l’Amministrazione non ha alcun potere di incidere e quali sono le intenzioni del Governo rispetto alla promozione di nuovi tavoli. Il presidente Testolin ha evidenziato: “di avere difficoltà a capire che cosa si intende per tavoli di monitoraggio e condivisione. Ha confermato che tutte le situazioni relative alla viabilità all’interno della Regione lungo le direttrici verso la Valle d’Aosta sono seguite puntualmente e costantemente nell’ambito delle competenze dell’Amministrazione regionale che come noto sono maggiori rispetto a quelle delle altre regioni in virtù di quanto previsto dallo Statuto dell’esercizio delle competenze altrove attribuite alle Prefetture, visto che la Regione si interfaccia direttamente con le forze dell’ordine, con la Prefettura di Torino, con la prefettura di Annecy per quanto riguarda il traforo del Monte Bianco e con le autorità del Cantone Vallese per quanto riguarda il traforo del Gran San Bernardo. Questo permette non solo di avere contezza di quelle che sono le tipologie di scelte, ma di incidere laddove possibile sull’indicazione di quelli che sono i periodi di chiusura così come avvenuto per il tunnel del Monte Bianco o per attivare quelle procedure che possono scongiurare sollecitarlo a nome anche dello Stato per quanto riguarda la situazione al traforo del Gran San Bernardo in quanto diciamo possiamo partecipare ai tavoli e prendono questo tipo di decisioni. Per il resto ci interfacciamo regolarmente con i Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il Ministero degli Esteri per le tematiche relative alle opere e alle concessioni. Un tavolo di lavoro come un ordine del giorno non si nega a nessuno, però ribadiamo che la situazione rispetto alla viabilità sia assolutamente monitorata per quelle che sono le nostre competenze per quelle che sono le possibilità di intervenire.” Erika ha quindi evidenziato l’assurdità dell’ordine del giorno presentato dalla maggioranza in Comune di Aosta dove veniva rilevata la mancanza di potere di incidere della Regione vista la presenza della Regione nei vari tavoli, i rapporti con RFI rispetto all’elettrificazione, i confronti con i referenti ministeriali sia per quello che riguarda i valichi, sia per quello che riguarda l’autostrada e gli interventi diretti da parte dell’Amministrazione regionale naturalmente dove magari abbiamo dei concessionari che in qualche modo si riferiscono alla Regione. Ricordato che i due Consiglieri di Area Democratica non lo hanno votato.

 

 

Interpellanza: Reimpiego degli operatori di sostegno della Società dei servizi e definizione del periodo lavorativo e delle tipologie di contratto (Erika)

 

Questa interpellanza riguardava il reimpiego degli operatori di sostegno della Società dei Servizi. Erika ha chiesto gli aggiornamenti sullo stato dell’arte rispetto alla creazione dell’ente strumentale previsto in sostituzione della Società dei Servizi; sul numero degli operatori di sostegno che hanno accettato il prolungamento del servizio sino alla fine di giugno; quali sono gli intendimenti rispetto all’anno scolastico 2024-2025 per garantire il reimpiego dei lavoratori attualmente in servizio presso questa Società e definire con anticipo il periodo lavorativo e le tipologie di contratto. «La creazione di un ente strumentale è un’operazione complessa e delicata, alla quale le diverse strutture dell’Amministrazione interessate stanno lavorando – ha premesso l’Assessore Jean-Pierre Guichardaz. Saranno anche necessari degli interventi legislativi e, al momento, non è possibile dare dei tempi certi per la creazione dell’ente strumentale, che non potrà essere operativo per l’anno scolastico 2024-2025. Come previsto nella delibera di Giunta 907/2023, il servizio di assistenza e sostegno, anche educativo, agli studenti con disabilità in situazione di gravità frequentanti le istituzioni scolastiche ed educative della Regione, comprese le scuole secondarie di secondo grado paritarie, è previsto per il periodo dal 1° settembre 2023 al 6 giugno 2024, per un monte ore complessivo pari a 8.640 ore settimanali. Per far fronte a eventuali necessità nella scuola dell’infanzia fino al termine delle attività educative (30 giugno 2024) e per l’assistenza per gli esami di Stato conclusivi dei cicli di istruzione, sarà possibile proseguire parte del servizio fino a conclusione delle attività didattiche. La Sovraintendenza agli studi procederà, come di consueto verso la fine di marzo, con la richiesta di ricognizione rivolta alle istituzioni scolastiche interessate. Rispetto all’anno scolastico 2024-2025, non è al momento possibile fare delle previsioni dato che non si conoscono ancora con certezza il numero degli alunni riconosciuti in situazioni di disabilità grave ai fini dell’inclusione scolastica. Inoltre, i gruppi di lavoro per l’inclusione scolastica non si sono ancora riuniti per stabilire, per questi alunni, il monte ore necessario relativo alle figure di sostegno utili al loro successo formativo (ipoteticamente le ultime riunioni Pei inizieranno dalla seconda metà di marzo). Una volta valutate le richieste complessive inviate dalle istituzioni scolastiche (a giugno) sarà possibile fornire delle informazioni più di dettaglio.» «Non ci aspettavamo che l’ente strumentale fosse in dirittura di arrivo, ma volevamo avere la conferma che le strutture ci stessero lavorando, anche se abbiamo molte perplessità su questo strumento – ha replicato Erika. Rispetto al ruolo degli educatori di sostegno, questi vivono sempre nell’incertezza sia sul periodo lavorativo sia sul numero di ore del loro contratto, a dispetto del ruolo così importante che svolgono per i ragazzi con disabilità, per le loro famiglie e per i colleghi con i quali collaborano. La Società di Servizi era stata creata per assicurare economicità e razionalizzazione delle risorse, ma così abbiamo dei dubbi sia stato, come non c’è stato nessun tipo di stabilizzazione. Probabilmente, le persone che svolgono questo tipo di attività guarderanno altrove, a fronte, però, del continuo aumento dei casi che richiedono un operatore di sostegno. Sarebbe opportuna una maggiore attenzione da parte dell’Amministrazione nei confronti almeno di quelle persone che negli anni hanno continuato a svolgere questo ruolo con competenza e passione.»

 

 

Interpellanza: Interventi di efficientamento energetico delle caserme forestali (Chiara)

 

Fra le principali azioni di riduzione dei consumi energetici e di decarbonizzazione rientrano gli interventi di efficientamento dei fabbricati e degli impianti di riscaldamento, raccomandati a livello europeo, nazionale e locale. Anche nel PEAR una parte significativa è riservata all’efficientamento del settore residenziale e del settore terziario, che comprende gli edifici della pubblica amministrazione. “La PA si deve pertanto porre l’obiettivo della riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico attraverso il sostegno di progetti che promuovano significativi standard quantitativi e qualitativi”, si legge nel PEAR. Nell’ambito di una valutazione sugli edifici gestiti dalla PA vale la pena di richiamare la Legge regionale 12/2002 che fissa alcune regole e dà indicazioni appunto sugli edifici destinati ai dipendenti del Corpo forestale. Nella legge di bilancio sono stati inseriti lavori di efficientamento per la caserma forestale di Aymavilles. Ci sono però molte altre caserme che necessitano di importanti lavori di razionalizzazione per soddisfare l’obiettivo della riduzione dei consumi e dell’efficientamento energetico, e a nostro avviso proprio dalle caserme – considerato il ruolo di tutela dell’ambiente svolto dal Corpo forestale – si potrebbe iniziare un piano di lavori specifici per arrivare alla scadenza finale del PEAR al 2030 avendo realizzato interventi significativi. Abbiamo quindi chiesto se esiste un piano regionale per l’efficientamento energetico degli edifici regionali con l’indicazione di priorità di intervento; se sono previsti, o si intendono prevedere, interventi in tal senso per le caserme forestali presenti sul territorio regionale, simili a quello approvato per la stazione forestale di Aymavilles, e con quale indice di priorità. L’Assessore Carrel ha risposto che la Regione non ha attualmente un piano preciso con delle priorità definite, il tema è oggetto di un confronto fra strutture; si sta cercando di aiutare i Comuni e le Unités ad accedere a finanziamenti Fesr. Per quanto riguarda le caserme, ha elencato alcuni piccoli lavori già fatti negli ultimi anni nelle varie stazioni, nell’ordine di alcune decine di migliaia di euro, fatta eccezione per due lavori più consistenti (circa un milione di euro al Comando centrale, e di 275 mila euro alla caserma di Gaby, per il tetto e il cappotto). Quattro edifici non hanno avuto alcun intervento. L’intenzione è di andare avanti un po’ alla volta. Chiara in replica ha sottolineato che sarebbe opportuno che ci fosse un Piano regionale dell’efficientamento delle proprietà pubbliche e che questo, così come le varie pratiche, dovrebbe essere seguito direttamente dal Dipartimento delle Opere pubbliche, attraverso il quale occorre comunque passare, evitando così una dispersione di tempo e risorse. Ha poi fatto riferimento alla caserma di Pont-Saint-Martin il cui riscaldamento a metano presenta molte criticità e dove sarebbe opportuno usare la superficie del tetto per pannelli solari/fotovoltaici.

 

 

Interpellanza: screening neonatale obbligatorio per la diagnosi precoce dell’atrofia muscolare spinale (Chiara)

 

Da febbraio è possibile l’esecuzione gratuita per le donne residenti in Valle del test del Dna fetale, il Nipt test, che consente di individuare con un semplice prelievo di sangue eseguita nel primo trimestre di gravidanza la presenza nel feto di alterazioni cromosomiche. La nostra è la prima regione italiana a rendere stabile questo test. Oggi sono diversi gli screening prenatali e neonatali che consentono di individuare e diagnosticare precocemente malattie rare, patologie e alterazioni genetiche. Particolare importanza riveste lo screening per l’individuazione della SMA, l’atrofia muscolare spinale, una patologia neuromuscolare caratterizzata dalla progressiva morte dei motoneuroni, le cellule nervose del midollo spinale che impartiscono ai muscoli il comando di movimento. Una malattia rara, a trasmissione ereditaria, causata dalla mutazione del gene che produce la proteina SMN, essenziale per la sopravvivenza dei motoneuroni. La SMA colpisce circa 1 neonato ogni 10.000 e costituisce la più comune causa genetica di morte infantile. Si manifesta con un deficit della funzionalità muscolare e talvolta con compromissione della respirazione e deglutizione. Il test neonatale, già attivo in varie regioni italiane, deve essere eseguito prelevando poche gocce di sangue dal tallone del bambino, tra le prime 48/72 ore di vita. Da novembre 2022 in Piemonte e in Valle d’Aosta è stato avviato un progetto pilota per l’integrazione della SMA tra le patologie oggetto di screening. Si tratta però di un esame facoltativo. In Italia infatti l’unica Regione ad aver istituito lo screening neonatale obbligatorio per la SMA è la Puglia. Il costo dell’esame è contenuto e la diagnosi precoce permette alla maggioranza dei bambini, con le opportune terapie, di camminare entro i due anni; mentre il costo medio annuo per la malattia conclamata è di oltre 70 mila euro annui per singolo paziente. Appare quindi appare chiaro che uno screening massiccio potrebbe sia permettere un sensibile miglioramento della qualità della vita delle persone affette da SMA, sia implicare un minore costo per il servizio sanitario. Abbiamo chiesto quanti test per la diagnosi precoce della SMA (atrofia muscolare spinale) da novembre 2022 in poi sono stati effettuati per i neonati sul territorio regionale; se si intende rendere obbligatorio lo screening per la diagnosi precoce della SMA nei neonati sul territorio regionale. L’Assessore Marzi ha risposto che nel 2023 sono stati effettuati 624 test e 98 nei primi due mesi del 2024; quasi tutti i genitori hanno accettato il test, tuttavia il direttore della Pediatria ha comunicato che a breve il test per la SMA sarà inserito automaticamente nello screening neonatale esteso (che ingloba vari test alcuni dei quali già obbligatori), quindi non si dovrà più chiedere il consenso delle famiglie. Chiara ha espresso soddisfazione per tale decisione che è importante e qualificante.

 

 

Interpellanza: risoluzione delle criticità relative alla gestione della struttura residenziale di Variney (Erika) RINVIATA

Mozione: sollecitazione al ripristino della riduzione dell’Iva sul pellet (Chiara, Erika) RINVIATA

Mozione: Audizione in V Commissione consiliare dei vertici della Casa di riposo JB Festaz, del RUP e del project manager in ordine ai lavori per l’edificazione dell’Ospedale di Comunità (Aggravi, Erika) RINVIATA