All’ordine del giorno del secondo Consiglio di marzo c’erano due punti di particolare rilevanza: il disegno di legge per la creazione del comparto autonomo “Sicurezza e Soccorso Valle d’Aosta”, che prevede due distinte aree di negoziazione, separate dal comparto unico regionale, per il Corpo valdostano dei vigili del fuoco e per il Corpo forestale valdostano, e la nomina di un nuovo membro nella Commissione Paritetica Stato Regione.

 

DI Sicurezza e Soccorso Valle d’Aosta

Il Consiglio ha approvato, con 26 voti a favore (UV, FP-PD, AV-VdAU, PlA, SA, RV, FI, GM) e 9 astensioni (Lega VdA, PCP), un disegno di legge che contiene disposizioni in materia di Corpo valdostano dei Vigili del fuoco e Corpo forestale della Valle d’Aosta.

Il testo di legge, che si compone di sei articoli, modifica la norma regionale n. 22/2010 in materia di organizzazione dell’Amministrazione regionale e degli enti del comparto unico della Valle d’Aosta, con l’obiettivo di creare un nuovo comparto autonomo denominato “Sicurezza e Soccorso Valle d’Aosta” che comprenda due distinte aree di negoziazione, separate dal comparto unico regionale, per il Corpo valdostano dei vigili del fuoco e per il Corpo forestale valdostano.

Erika, prima del voto della legge, ha presentato un ordine del giorno per fare chiarezza rispetto alle dichiarazioni del presidente Testolin e chiedere di relazionare in prima Commissione rispetto alla nota dell’INPS, annunciata e non consegnata, sulle ragioni del passaggio al regime pubblicistico e alle tempistiche per l’equiparazione previdenziale dei due Corpi agli omologhi nazionali. Totale chiusura del presidente Testolin che ha quindi portato, con rammarico, al voto di astensione del nostro gruppo. Erika ha, infatti, ricordato che «il disegno di legge aveva una serie di incognite che non sono state mai chiarite in sede di Commissione, nonostante le nostre sollecitazioni. La contrattazione di tipo pubblicistico, definita necessaria dal Presidente Testolin – si dice – per arrivare all’equiparazione dei Corpi regionali a quelli nazionali, parrebbe essere originata da una nota del Ministero del lavoro. Il documento però non risulta essere in possesso della Presidenza e non è neanche a conoscenza delle organizzazioni sindacali. Fare leggi su un sentito dire ci sembra un modo approssimativo di procedere e ci chiediamo cosa succederà quando la norma dovrà trovare applicazione pratica. Stesso atteggiamento di chiusura sulla rappresentatività sindacale per cui avevamo chiesto l’approfondimento normativo delle strutture e non ci è stato fornito. Il nostro voto avrebbe potuto essere diverso se avessimo avuto le risposte che chiedevamo e che non abbiamo ottenuto.»

 

Nomina di un componente di parte regionale in Commissione Paritetica

A proposito del nominativo del componente di parte regionale, nei giorni precedenti avevamo diffuso un comunicato stampa per sottolineare la nostra posizione: evitare la logica delle lottizzazioni e puntare su persone con un alto profilo, giuridico o politico, tenendo anche conto di coloro che nel periodo precedente all’acquisizione delle centrali negli anni 2000 avevano operato con una linea precisa, volta a sostenere una politica energetica regionale attraverso la creazione di una società totalmente pubblica e finalizzata al sostegno delle famiglie e delle imprese valdostane, alla transizione energetica regionale, al progressivo abbandono delle fonti fossili.  Abbiamo quindi depositato in apertura di seduta una risoluzione per chiedere che, nel momento in cui si nominava il sostituto di Rollandin in Paritetica, si ribadissero i principi che avevano portato nel 2019 alla richiesta di una specifica norma di attuazione sulle concessioni per le grandi derivazioni di acqua a scopo idroelettrico. La maggioranza ha bocciato la richiesta di discutere subito prima del voto tale risoluzione (che ripresenteremo sotto forma di mozione al prossimo consiglio) e si è proceduto alla nomina, con voto segreto. E’ risultato eletto con 19 voti il consigliere Marguerettaz (non è assodato che corrispondano ai voti di maggioranza, anzi è improbabile), 2 voti sono andati all’ex deputato Ivo Collé (fra i nomi indicati dalla maggioranza), 1 al notaio Marcoz (altro nome uscito dall’area autonomista), 1 a Dino Viérin, 1 ad Aggravi, 3 bianche, 8 nulle. A proposito di tale nomina Chiara ha ricordato che «la Commissione paritetica non è espressione della maggioranza ma di tutta l’Assemblea. Dalle dichiarazioni di questi ultimi giorni del candidato Marguerettaz sulla questione delle concessioni per le derivazioni d’acqua e della norma di attuazione, leggiamo un atteggiamento rinunciatario di una rivendicazione che è soprattutto autonomista. Il Consigliere Marguerettaz sottovaluta e sminuisce il ruolo della norma di attuazione che deve correggere lo Statuto e dare potere legislativo alla Regione in materia di concessioni. Una situazione preoccupante: il potere legislativo di una Regione autonoma deve essere ampio. Non possiamo legarci le mani e limitarci. Accettare di essere assimilati alle Regioni ordinarie significa rinunciare in partenza ad attribuirci un potere effettivo sulle acque di cui la Regione è proprietaria. E dal punto di vista autonomista è una aberrazione. In questo momento non abbiamo bisogno di rappresentanti che siano rinunciatari in seno alla Commissione paritetica.» Ed Erika ha annunciato: «Non daremo il voto a un candidato presentato in maniera impositiva dalla maggioranza durante la Conferenza dei Capigruppo di ieri che non ha lasciato spazio a nessun. Dal candidato ci distanziano anche posizioni cruciali come quella sulle acque. Émile Chanoux diceva che “la Vallée d’Aoste est fille de ses eaux” e l’atteggiamento rinunciatario del “rappresentante del mondo autonomista” sulla questione delle acque ci obbliga a interrogarci sulla sua asserita attenzione al particolarismo che è un tratto fondante della nostra regione. Per noi la Commissione paritetica deve lavorare nell’interesse di tutta la comunità valdostana e quindi le logiche di lottizzazione non ci appartengono. Continua l’occupazione dei posti di potere da parte dei “cosiddetti” colonnelli, nel totale silenzio dei partiti satelliti, che con questa ennesima nomina dimostrano di non incidere per nulla?»

 

All’ordine del giorno c’erano i n tutto 16 iniziative del nostro gruppo: 1 question time, 5 interrogazioni, 7 interpellanze, 2 mozioni (una con Rassemblement valdôtain), 1 risoluzione.

 

Interrogazione a risposta immediata: Maltrattamenti in famiglia e segnalazioni nei primi due mesi del 2024 (Chiara, Erika)

Da notizie stampa risulta che nei primi due mesi dell’anno i maltrattamenti siano 26 a fronte dei 93 del 2023 e che la proiezione per il 2024 porterebbe quindi, potenzialmente, a 150 le denunce totali; abbiamo quindi chiesto di conoscere le risultanze delle analisi dei dati di gennaio e febbraio 2024 e, in particolare, il numero di segnalazioni effettuate da donne e da uomini e la tipologia (maltrattamenti, percosse, violenze sessuali, ecc). L’Assessore ha riferito che i dati di violenza domestica comunicati dall’Azienda Usl e rilevati in base agli accessi al Pronto soccorso dal 1° gennaio al 29 febbraio, sono 13: 9 donne vittime di maltrattamento in famiglia; 1 uomo vittima di maltrattamento domestico; 1 donna vittima di aggressione in strada; 2 minori vittime di maltrattamento domestico. Tutti i casi in esame sono stati trattati dal Nucleo psicologico dell’emergenza e sono stati refertati all’Autorità giudiziaria. Ha ricordato che non è possibile quantificare il numero di denunce formalizzate alle forze dell’ordine partendo dal numero delle segnalazioni emerse in Pronto soccorso. I delicati dati, infatti, non sono raffrontabili, in quanto coperti da privacy o segreto istruttorio, e pertanto non possono essere resi noti al di fuori dell’ambito in cui gli stessi vengono trattati. A questo si aggiunge il fatto che la violenza non è solo fisica ma anche emotiva e psicologica, soprattutto nei casi più prolungati. Quindi, non sempre, una denuncia si traduce in un accesso al Pronto soccorso, così come non tutti gli accessi al Pronto soccorso si tramutano in denunce. Chiara ha replicato che i dati, benché parziali, confermano che si tratta di un fenomeno che coinvolge soprattutto le donne, anche se a volte si tende a minimizzare questa realtà o forse a manipolarla, mettendo in dubbio la gravità del fenomenoIn Commissione è stato detto che si sta lavorando ad una revisione della legge regionale sul tema della violenza di genere, pensando ad un testo unico che metta insieme anche le discriminazioni sessuali in senso lato. Secondo noi non ha senso mescolare le due tematiche. Su questo argomento vigileremo e ci aspettiamo un confronto in Commissione al più presto.

 

Interrogazione: Accordo tra la società Cva e la società cinese Jinko Solar per l’installazione di pannelli fotovoltaici (Chiara, Erika)

A proposito dell’accordo siglato tra CVA e la società Jinko Solar, leader globale nel mercato del fotovoltaico, allo scopo di realizzare il primo parco fotovoltaico nel Lazio, di cui abbiamo appreso dagli organi di informazione, abbiamo chiesto se il Governo fosse a conoscenza di tale accordo; se è nota la quantità di pannelli fotovoltaici Jinko Solar che CVA intende installare in Valle d’Aosta; se lo spostamento fuori Valle della maggior parte della potenza installata da CVA – come evidenziato dal comunicato stampa della società del 27 giugno 2023 sul Piano strategico industriale – è conforme alle disposizioni e alle finalità previste dalla l.r. 20/2000, alla base della creazione di CVA. Il Presidente Testolin ha risposto, ancora una volta, che CVA ha autonomia gestionale e che, anche per quanto riguarda la questione delle concessioni in scadenza, deve mantenerla il più possibile per evitare conseguenze negative. Ha sottolineato l’importanza dell’accordo che porterà al primo parco fotovoltaico in Italia realizzato con energia rinnovabile. Sui pannelli, ha risposto che CVA ha comunicato che non è al momento non è definito l’arrivo e l’utilizzo di tali pannelli in VdA, si stanno facendo valutazioni. Per quanto riguarda lo spostamento fuori valle della attività di CVA, secondo il Presidente, non c’è alcun contrasto con quanto previsto dalla legge 20/2000. Chiara ha replicato che CVA non è una società privata, ma è pubblica, al 100% di proprietà regionale e non può essere assimilata a società private che operano sul mercato. E’ una Società voluta dalla Regione, le cui finalità sono state stabilite con legge regionale, ed è controllata dalla Regione, tanto che ogni anno con il DFER il Consiglio regionale ne definisce gli indirizzi per l’operatività, quindi gli accordi relativi ad acquisizioni di società o perlomeno le intenzioni di spostarsi fuori dal territorio regionale devono almeno essere comunicati alla Regione. Noi riteniamo che si debba riaffermare la volontà politica di avere Cva come braccio operativo della politica regionale in campo energetico. Una società pubblica che ovviamente è bene che sia solida e con bilanci in attivo, ma la cui finalità principale non è il profitto. L’obiettivo principale di una simile società non è fare utili e soldi per le casse regionali, ma dare un servizio in campo energetico a tutta la comunità valdostana. La società non può essere considerata un salvadanaio, o un bancomat che distribuisce soldi, i pluricitati dividendi ecc. Il ruolo di CVA è principalmente un altro e la legge lo dice chiaramente. Ci deve essere una azione coerente con le disposizioni legislative che ne hanno determinato l’istituzione.

 

Interrogazione: Servizi di facilitazione digitale offerti dal Comune di Aosta e dalla Regione (Erika)

Nel febbraio 2024 la Regione ha attivato i punti di facilitazione digitale attingendo ai fondi PNRR. Tenuto conto che lo stesso servizio è stato messo in piedi dal Comune di Aosta nell’agosto 2023, Erika ha chiesto informazioni su questo servizio, in particolare se sono attrezzati per accogliere e rispondere ai cittadini con disabilità, qual è il legame tra quanto attivato presso il Comune di Aosta e quanto previsto dalla Giunta e se il medesimo servizio viene pagato 2 volte, dal Comune e dalla Regione. L’assessore Caveri ha evidenziato l’importanza del servizio, la differenziazione con quanto offerto dal Comune di Aosta in termini di qualità del servizio (lo ha ripetuto molte volte fuori microfono), l’intenzione di portare i facilitatori in modo itinerante nei vari comuni e dell’accessibilità da parte dei disabili svolgendo il servizio in luoghi pubblici. Sui costi ha rassicurato dicendo che trattandosi di servizi diversi il costo non è pagato due volte. Erika nella replica ha evidenziato di non comprendere la diversità fra i due servizi, a parte l’estensione dello stesso sul territorio e che per accessibilità delle persone con disabilità non si parla solo delle barriere architettoniche, ma anche della conoscenza degli strumenti necessari in base alle diverse limitazioni.

 

Interrogazione: taglio degli alberi del parco di palazzo Roncas (Erika)

Tre enormi alberi sono stati tagliati dal parco di palazzo Roncas ad Aosta. Erika con questa iniziativa ha chiesto le motivazioni del taglio e i contenuti della perizia dell’agronomo forestale che ne ha accertato l’impossibilità di trattamenti conservativi, l’iter che ha portato all’autorizzazione del taglio e gli enti coinvolti e se è previsto di ripristinare una copertura vegetale del sito, visto il vulnus paesaggistico arrecato. L’assessore Jean-Pierre Guichardaz ha confermato che nel parco di Palazzo Roncas erano presenti tre alberi ad alto fusto piantati a metà del secolo scorso dall’Arma dei Carabinieri su cui, nel 2019, un agronomo ha condotto uno studio approfondito. Alti circa 20 metri e con chiome molto cresciute, i due Cedrus Atlantica sono risultati avere un moderato rischio e una moderata pericolosità mentre il Picea Abies è stato dichiarato ad elevato rischio e elevata pericolosità. La Soprintendenza per i Beni e le Attività culturali ha presentato istanza al Comune di Aosta per ottenere l’autorizzazione all’abbattimento dell’albero centrale, avuta con permesso 571 dell’8 agosto 2019. Successivamente le attività di cantiere hanno evidenziato l’interferenza delle radici degli altri due alberi con le operazioni di scavo per gli impianti e con la via pubblica e le abitazioni poste a nord. Inoltre la riqualificazione della pavimentazione delle aiuole nell’area di Palazzo Roncas risultavano incompatibili con l’esigenza di una costante e pericolosa attività di manutenzione degli alberi. Si è optato quindi per l’abbattimento degli altri due alberi ad alto fusto con l’ottenimento dell’autorizzazione comunale numero 353 del 2022. Rispetto al ripristino della copertura vegetale del sito visto il “vulnus paesaggistico variegato” i lavori prevedono la piantumazione nelle stesse posizioni di altri esemplari di essenze più coerenti con la nostra biodiversità e il nostro ecosistema per tipologia, ma soprattutto per dimensione massima di accrescimento con lo spazio a disposizione con il contesto tutelato. Erika ha fatto notare le incongruenze di questa amministrazione comunale che continua ad autorizzare il taglio di alberi quasi centenari, i cui benefici non possono essere certo gli stessi di un albero appena piantato. Ennesima scelta che non condivido.

 

Interrogazione: innevamento programmato nel comprensorio sciistico di Weissmatten (Chiara)

Siamo tornati sulla situazione del comprensorio di Weissmatten, perché numerose sono state le reazioni alla risposta data in aula a febbraio dall’Assessore sul parziale innevamento delle piste e sulle scelte effettuate dalla società Monterosa nei mesi scorsi, che non hanno tra l’altro tenuto conto del nuovo tapis accanto allo snowpark. In particolare abbiamo saputo che le autorizzazioni comunali per quest’ultimo c’erano da agosto. Abbiamo quindi chiesto quando si è iniziato effettivamente a produrre neve artificiale a inizio stagione (mesi di novembre e dicembre 2023), e quante altre volte è stata prodotta durante la stagione invernale in corso nel comprensorio di Weissmatten, in particolare nella parte alta delle piste; inoltre le motivazioni tecniche per le quali non sono state innevate la pista Leonardo David slalom e tutta la pista Larici, anche nella parte alta. La risposta dell’Assessore, redatta da Monterosa, non è stata soddisfacente. Ha detto che le temperature erano alte e che possiamo “desumere” dai dati rilevati a Brusson e Issime (???) le giornate di innevamento: cioè non ci sono stati comunicati i dati precisi ma possiamo ricavarceli…! Ha aggiunto che si è iniziato a innevare il 25 novembre, le giornate totali sono state 20, la pista nera è stata innevata per 10 giorni. La parte alta delle piste è stata innevata per 6 giorni. Ha contestato che la pista Larici sia la più usata dai maestri e che comunque la parte bassa era sempre utilizzabile. Per quanto riguarda lo snowpark ha confermato che il comune aveva comunicato tutte le autorizzazioni ma che mancano comunque altri pareri di varie strutture regionali. Ha poi detto che per trasportare la neve artificiale “da una località all’altra ci vogliono camion e questo costituisce un danno ambientale, manifestando stupore circa la richiesta avanzata dal nostro gruppo che “dovrebbe” essere attento alla questione. Peccato che il tapis è adiacente al cumulo di neve sparata e che non ci sarebbe stato bisogno di alcun camion ma di un gatto delle nevi (lì parcheggiato) che può tranquillamente spostare la neve di poche decine di metri…Chiara ha chiesto copia della risposta (non pervenuta ad oggi) e ha evidenziato come la società Monterosa non abbia in grande considerazione il comprensorio di Weissmatten, nemmeno del nuovo snowpark.

 

Interrogazione: notizie sulla palestra comunale di Gaby (Erika)

La palestra, finanziata con un GAL, di una parete di arrampicata sportiva a Gaby, in loc. Palatz, è stata inaugurata nel dicembre 2023, ma attualmente risulta ancora chiusa. Erika ha chiesto le motivazioni e le iniziative intraprese per la sua apertura. L’assessore Grosjacques ha evidenziato che la struttura è comunale e che ci vuole una particolare capacità e competenza per gestirla. Per questo il Comune ha pubblicato un bando per trovare un nuovo gestore che scadrà il 18 marzo 2023 e che non è andato deserto. Potrebbe esserci quindi un’apertura a breve. L’inaugurazione è stata fatta proprio per far vedere le potenzialità della struttura. Erika ha evidenziato di seguire con attenzione il dossier.

 

Interpellanza: Politica tariffaria di Cva (Chiara)

Più volte abbiamo evidenziato che la nuova tariffazione di Cva, con l’eliminazione dello sconto del 40% sul prezzo della materia energia per le utenze domestiche valdostane, avrebbe comportato un aggravio dei costi della bolletta. Con una nota del 28 febbraio scorso l’Associazione valdostana dei consumatori e il Savt sia pur tardivamente hanno espresso disappunto per la nuova tariffa. Poi si sono aggiunte Adoc, Adiconsum e Federconsumatori. La Cva è una società direttamente dalla Regione che ha il diritto e il dovere di interloquire con la società sulle politiche tariffarie applicate. Abbiamo quindi chiesto se il Presidente della Regione abbia incontrato le associazioni per esaminare il problema che hanno evidenziato; se, alla luce delle bollette di gennaio 2024, la Regione abbia provveduto a fare un confronto con quelle degli ultimi mesi del 2023 e se l’aggravio dei costi della materia energia applicato in bolletta sia stato verificato; che cosa intende fare la Regione affinché Cva ottemperi ai principi della legge regionale che l’ha istituita e che richiedeva una attenzione particolare per le famiglie e le imprese valdostane; se ci sono ipotesi di revisione delle politiche tariffarie decise a fine 2023 da Cva. Il Presidente della Regione ha risposto che AVCU ha chiesto un incontro con i vertici di Cva e non con lui (!) Per quanto riguarda il confronto tra le bollette, ha letto una velina di Cva secondo cui non ci sono grosse differenze: il costo mensile stimato per l’utenza media domestica a dicembre 2024 con l’offerta sconto 40% era di 22,44 euro; a gennaio 2024, con la nuova offerta Cva7, il costo stimato è di 22,80 euro. Il maggior costo stimato è quindi nell’ordine di 0,36 euro, ma la comparazione fatta su un solo mese risulta poco significativa, soprattutto a fronte di un’offerta a prezzo fisso, finalizzata alla stabilizzazione dei prezzi in un contesto particolarmente volatile, quindi con una forte valenza protettiva per i clienti valdostani. Le dinamiche dei prezzi non possono essere gestite a livello locale dalle singole aziende: Cva è un’azienda che opera sul mercato ed è sottoposta a regole civilistiche e, pertanto, deve rispettare ed attenersi alla normativa in materia di concorrenza. CVA – secondo Testolin – è consapevole di essere un patrimonio ed una risorsa per la Regione, tant’è vero che, nel 2022, ha distribuito alla comunità valdostana oltre 261 milioni di euro, tra imposte, dividendi, costo del personale, canoni di derivazione e fornitori locali. CVA deve mantenere l’autonomia e la terzietà della società nei rapporti con il socio diretto e indiretto, poiché tale condizione è il requisito imprescindibile per la legittima partecipazione alle eventuali procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento delle concessioni di grande derivazione idroelettrica. Ad oggi non esistono offerte a prezzo fisso di durata comparabile. Ha poi annunciato che Cva Energie ha allo studio una proposta commerciale su base variabile che, con il contenimento massimo possibile dei costi di commercializzazione, possa costituire una alternativa all’offerta a prezzo fisso, che sarà resa disponibile entro il mese di aprile. Chiara in replica ha ribadito che la legge regionale che ha deciso l’acquisizione delle centrali Enel e definito le finalità di Cva indicava chiaramente un’attenzione al territorio, alle famiglie e alle imprese della Valle d’Aosta: un concetto che non può essere ignorato dalla Regione e la Società non può decidere unilateralmente senza un’interlocuzione con la Regione. Il Presidente ha risposto per bocca di Cva, mentre noi chiedevamo le azioni e le intenzioni della Regione. Cva sta ora pensando di rivedere un sistema appena definito, di cui aveva celebrato la bontà e dicendo che sarebbe stato fisso per sette anni: è un modo di procedere sconcertante, che denota improvvisazione e scarsa responsabilità. Non concordiamo sulla proposta di due sistemi di tariffazione: è un modo per far tribolare gli utenti, creando una situazione di perenne incertezza! La soluzione per noi è semplice: bisogna tornare allo sconto sul prezzo della materia energia fissato da Arera, mantenendo lo sconto del 40%, anzi incrementandolo al 50%, offrendo un servizio vantaggioso per i valdostani; si acquisirebbero anche nuovi clienti ora nel mercato tutelato. La politica tariffaria comporterebbe sì una riduzione dell’utile di Cva, ma di un’entità minima – un corrispondente di circa 6 milioni di euro all’annoa fronte di utili netti di 50/100 milioni all’anno.

 

Interpellanza: Cronoprogramma dei lavori di ammodernamento della tratta ferroviaria Aosta/Ivrea (Chiara)  

A partire da gennaio sono stati avviati gli interventi per l’adeguamento e miglioramento della linea ferroviaria Chivasso-Aosta.  Il principale intervento consiste nell’elettrificazione del tratto di 66 km compreso tra Ivrea ed Aosta, prevede tre nuove sottostazioni elettriche a Donnas, Chatillon ed Aosta e l’adeguamento delle opere d’arte e delle gallerie. Sono previsti altri interventi per l’efficientamento della linea e della regolarità dell’esercizio in varie stazioni, in particolare nelle stazioni di Nus, Hône-Bard e Aosta per gli adeguamenti a standard internazionali in termini di accessibilità per persone a mobilità ridotta, con sottopassi e sovrappassi, ascensori, percorsi per ipovedenti e marciapiedi rialzati. In alcune stazioni sono programmati interventi per realizzare incroci dinamici dei treni e velocizzare le percorrenze. L’elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta consentirà la circolazione di treni completamente elettrici, in sostituzione dei diesel e bimodali, permettendo l’utilizzo di tutta la gamma di treni elettrici, con maggiore capienza, incremento degli standard di regolarità e puntualità, e contribuirà al perseguimento delle strategie globali di sviluppo sostenibile. L’ampiezza ed importanza dei lavori ha determinato la necessità di una interruzione della circolazione dei treni e l’attivazione del servizio sostitutivo con autobus, ma è bene che l’interruzione sia il più possibile limitata nel tempo. Proprio per l’importanza che il trasporto pubblico ferroviario – a lungo disdegnato e sottovalutato e ora improvvisamente riscoperto da parte di molti – riveste per la nostra regione e per la sua accessibilità, per le esigenze dei pendolari, dei cittadini, dei turisti è evidente la necessità da parte del Consiglio regionale e dell’opinione pubblica di conoscere il cronoprogramma di tutti i lavori, e avere informazioni precise sulla regolarità e puntualità di esecuzione. Abbiamo quindi chiesto il cronoprogramma dettagliato dei lavori e se non si ritiene opportuno attivare un gruppo di monitoraggio sull’esecuzione dell’intervento e per una adeguata attività informativa, che coinvolga direttamente le organizzazioni sindacali dei trasporti e i comitati di cittadini/utenti della ferrovia. L’Assessore ha risposto che la Regione non è in possesso di un cronoprogramma dettagliato, ma soltanto di un elenco di lavori per i primi 4 mesi del 2024, che comprendono una serie di interventi quali attività di bonifica e di preparazione dei cantieri; a breve inizierà la demolizione dei binari a Nus e Bard, i lavori di preconsolidamento delle gallerie, gli scavi per le sottostazioni, gli scavi a Ivrea in piazza Perrone, la demolizione della stazione di Hône. Ha assicurato che non appena ci sarà il cronoprogramma sarà reso noto. Inoltre ha affermato che la Regione ha sollecitato RFI ricordando i disagi e gli sforzi della VdA, che non potrà tollerare ritardi. Ha detto che il progetto esecutivo è in fase di validazione in questi giorni. Per quanto riguarda la seconda domanda, ha risposto che continuano gli incontri con utenti e associazioni ma non ritiene opportuno costituire un tavolo di lavoro per il monitoraggio, perché richiederebbe tempo e risorse e il dipartimento è in sofferenza per la carenza di organico. Tra l’altro il dirigente Trevisan ha chiesto trasferimento (davvero un peccato secondo noi!!). Tra aprile e maggio ci saranno nuovi incontri sul territorio per dare informazioni ai cittadini, anche sulla possibilità di avere ulteriori risorse per acquisto di treni elettrici. Chiara in replica ha ringraziato l’ingegner Trevisan per il suo grande lavoro e ha chiesto di continuare a sollecitare RFI per il rispetto dei tempi. Ha sottolineato che un gruppo di monitoraggio per i lavori, con la partecipazione dei comitati e sindacati sarebbe assolutamente utile visto che si sono spesi in passato promuovendo la legge di iniziativa popolare in cui l’opera di elettrificazione ha le proprie radici, e senza la quale si sarebbe ancora in alto mare; sarebbe anche un modo per alleviare il lavoro del Dipartimento. Continueremo a seguire con attenzione la vicenda. Tra l’altro c’è una delibera di Giunta del 2017 che prevede proprio un gruppo di lavoro comitato Vda Riparte – Regione.

 

Interpellanza: Tempi di realizzazione della palestra di via Dalla Chiesa ad Aosta (Erika)

Erika ha voluto chiedere le novità rispetto al progetto di fattibilità tecnica ed economica per la realizzazione di una nuova palestra scolastica a servizio delle scuole secondarie di secondo grado in via Della Chiesa ad Aosta per un importo complessivo di circa 4 milioni di euro deliberato nel novembre 2023. L’assessore Sapinet premettendo che le critiche mosse al progetto da parte dei docenti non sono state inviate agli assessori competenti e tanto meno hanno avuto richiesta di confronto per trattare la tematica, ha evidenziato che la dislocazione, in zona Cidac, non è stata una scelta, ma un’individuazione per esclusione. La Regione, prima di dar corso al progetto, aveva vagliato altre strade, fra cui la possibilità di realizzare una palestra nel Piazzale Ducler (tra corso Battaglione Aosta e via Chambéry), “che si era rivelata impraticabile per la presenza di una necropoli romana con tombe collocate a meno di mezzo metro di profondità”. Impossibile intervenire anche sullo stabile di via Chavanne, utilizzato dall’Istituzione scolastica Regina Maria Adelaide o pensare ad altre aree poste nelle vicinanze delle Istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, valutate non percorribili per ragioni tecniche e urbanistiche”. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica della nuova palestra di via Dalla Chiesa prevede che la palestra con dimensioni regolamentari per la pallavolo e il basket potrà ospitare “fino a due classi per ogni modulo orario” e in una settimana “fino a 40 classi”. La stessa sarà anche a servizio delle associazioni sportive locali in orario extra scolastico, con una positiva ricaduta sul territorio. Al momento sono in fase di predisposizione le procedure per arrivare all‘accordo di programma con il Comune di Aosta e per bandire la gara per l’affidamento dei gradi successivi di progettazione, “che si stima possano essere conclusi entro l’anno, al fine di poter avviare i lavori di realizzazione della palestra nel corso del prossimo anno 2025″. Altre palestre verranno realizzate all’interno del nuovo edificio scolastico Manzetti e nell’ex Regina Maria Adelaide. Nessuna palestra è invece prevista nel progetto di ristrutturazione di Palazzo Cogne, che andrà in futuro ad ospitare lo studentato dell’Università della Valle d’Aosta. Erika ha evidenziato come delle tre palestre annunciate ad inizio legislatura, non se ne vedrà nemmeno una, come anche l’area di Sant’Orso, dove oggi sorge l’edificio del Liceo Bérard, c’era un doppio vincolo, fra cui quello archeologico, eppure si è proceduto costruendo una scuola che necessità di ben altri scavi e fondamenta rispetto ad una palestra. Infine, anche sullo studentato si va al ribasso e rispetto al primo progetto fantasmagorico con palestre, campi di basket… adesso si penserà a qualche stanzetta. Nel palazzo Cogne c’era una palestra e un luogo di questo tipo sarebbe anche molto utile per gli universitari.

 

Interpellanza: Risoluzione delle criticità relative alla gestione della struttura residenziale di Variney (Erika)

Nella seduta consiliare del 21 marzo 2024, la gestione della struttura socio assistenziale di Variney è stata nuovamente al centro del dibattito con un’interpellanza del gruppo Progetto Civico Progressista. Erika ha fatto notare che «nonostante le nostre numerose iniziative consiliari su questa struttura, le risposte che ci sono state fornite in Aula risultano sommarie e parziali, quando addirittura in contrasto con quanto da noi acquisito con l’accesso agli atti. Per questo motivo chiediamo di conoscere: il procedimento amministrativo seguito dall’Ausl e dalla Regione che ha portato al rilascio del riconoscimento dei titoli o certificazioni conseguiti all’estero degli infermieri che hanno prestato o prestano servizio presso la struttura di Variney beneficiando della deroga della legge dello Stato 14/2023, con l’indicazione della data degli otto provvedimenti adottati; come sia stato aumentato il minutaggio riferito alla presenza del personale infermieristico sui pazienti dell’Unità di assistenza prolungata pari a 72 minuti di assistenza al giorno/ospite e il relativo costo; se vi sia stato un successivo incontro con la cooperativa che gestisce la struttura e il direttore di struttura – che non erano presenti nella riunione richiesta dai sindacati del 26 gennaio scorso – per dare seguito alle segnalazioni di criticità espresse dai sindacati rispetto alla sua gestione (cinque Coordinatori cambiati in dieci mesi, contratti di lavoro, minutaggi…) e quali siano le intenzioni della Giunta per risolverle; se, visto il cumulo di incarichi del direttore della struttura e lo svolgimento dell’incarico a Variney in regime di Lpa, vi sia l’intenzione di sollecitare l’Ausl per valutare possibili incompatibilità o inopportunità e soluzioni atte a trovare una professionista con un carico di lavoro minore per poter risolvere al più presto le problematiche segnalate da più parti.» L’assessore Marzi, ha informato che «il direttore dell’esecuzione del contratto ha verificato la sussistenza dei requisiti previsti dal capitolato sui titoli necessari per gli operatori Oss, infermieri e riabilitatori. Il minutaggio assistenziale per gli utenti dell’Unità di assistenza prolungata (Uap) è stato adeguato sin dal momento del trasferimento degli utenti dalla struttura J.B. Festaz, con specifico ampliamento del rapporto contrattuale con la cooperativa aggiudicataria. I minutaggi garantiti per utente non sono 72 minuti ma 144 al giorno a paziente. Per il nucleo dei 10 utenti di Uap è presente un infermiere per ognuno dei tre turni da otto ore. I minuti giornalieri garantiti sono 1.440: 144 per paziente, che superano i 107 previsti dalla delibera n. 2825 del 2007.» «A seguito della riunione con le organizzazioni sindacali, la cooperativa si è impegnata a cercare di risolvere le criticità segnalate, in particolare nel garantire una maggiore continuità per quanto riguarda il coordinamento. Vista la situazione di fragilità degli ospiti, l’Ausl ha scelto di mantenere la direzione sanitaria in capo alla medesima. La soluzione è provvisoria, in attesa della piena attuazione dell’Atto aziendale che apporterà importanti novità nell’organizzazione dell’Area territoriale con l’attivazione di due nuove Strutture complesse, tra cui quella per la residenzialità anziani. Non risultano al momento incompatibilità in chi oggi riveste provvisoriamente queste funzioni e il direttore sanitario di Variney è stato scelto in quanto figura dirigenziale di elevata esperienza. Il direttore sanitario non opera in autonomia, ma è supportato dalla collaborazione di figure mediche assegnate dall’Area territoriale dell’Ausl.» Erika ha quindi replicato: «Sui titoli, la normativa che ho verificato con gli esperti dice una cosa diversa da quanto riferito dall’Assessore: la Regione deve presidiare e comunicare all’Ordine professionale il riconoscimento del titolo. Rispetto ai minutaggi, chiederò i quadri turno: non si capisce come sia stato possibile passare dai 72 minuti dichiarati nell’integrazione dell’appalto agli attuali 144 minuti, forse si sono messe insieme tutte le attività, di Rsa e Uap? Delle risposte sulle domande poste dai sindacati non ci ha dato risposta e che la cooperativa si impegni a non cambiare un coordinatore ogni due mesi mi sembra veramente poco. Sul direttore sanitario, se è in libera professione, non possiamo dire che la struttura sia in capo al pubblico; invitiamo inoltre a verificare le dichiarazioni di incompatibilità pubblicate sul sito che devono essere aggiornate nel caso di variazioni e vogliamo acquisire la rinuncia della dirigente del distretto 1-2 per la direzione di struttura di Variney, visto che su Perloz è stato dichiarato che “la direzione della Rsa rientra nelle attività ordinarie della direzione del distretto”. Ci sono molte cose che non tornano e che continuano a non tornare.»

 

Interpellanza: Revisione dei criteri per l’erogazione di contributi a favore di soggetti non autosufficienti (Chiara)

Più volte ci siamo occupate della questione dei criteri e delle modalità per l’erogazione dei contributi a favore di soggetti non autosufficienti, in base alla l.r. 23/2010, da ultimo modificata dalla l.r. 19/2023. A ottobre 2023 avevamo presentato una interpellanza sul sistema di calcolo per la determinazione del contributo per la frequenza ai centri diurni, sottolineando la necessità di escludere l’indennità di accompagnamento e della pensione di invalidità per le persone con disabilità dal calcolo del reddito ai fini ISEE, una richiesta poi recepita dalla normativa, anche in ottemperanza della sentenza del Consiglio di Stato n.838. A dicembre 2023 la Giunta ha approvato la nuova Dgr n. 1524 che contiene i criteri e le modalità per l’erogazione dei contributi. L’Allegato B riguarda i Contributi per il pagamento di rette in strutture socio-assistenziali, socio-sanitarie e riabilitative; in particolare l’art. 5, commi 1 lettera a), 3 e 9 stabilisce che gli utenti con ISEE pari a zero pagheranno la quota minima di 10 euro giornalieri, se percettori di indennità, assegni e pensioni di importo complessivo superiore a 4.000 euro annui. In questo modo, usando tale modalità, sembra proprio ripetersi- per gli utenti con quelle caratteristiche – l’errore perpetrato dal 2016 con la DGR 1311, cioè quello di collegare la tariffa agli emolumenti, errore che ha indotto l’Assessore stesso a proporre poi la nuova delibera. Il comma 9 dell’articolo 5 recita: “Se nel nucleo familiare risultante dall’ISEE sono presenti anche il coniuge a carico o figli a carico, deve essere garantita una situazione economica pari al minimo vitale stabilito per l’anno di riferimento moltiplicato per la scala di equivalenza ai fini ISEE prevista per il numero di tali familiari a carico”. Ora, sappiamo che diversi utenti con disabilità non risultano ovviamente avere familiari a carico, e di conseguenza succede che ad essi non viene assicurato un minimo vitale. Ci sembra una decisione discriminatoria e penalizzante. Abbiamo quindi chiesto se l’introduzione del minimo giornaliero di 10 euro richiesto a chi ha ISEE zero ed emolumenti superiori a 4.000,00 euro annui non costituisca un potenziale motivo di illegalità, considerate le norme vigenti e in particolare la sentenza del Consiglio di Stato n. 838 del 29 febbraio 2016; il motivo per cui mentre ci si è correttamente preoccupati di garantire il minimo vitale per coloro che hanno coniuge e/o figli a carico, non si sia tenuto conto di quella minoranza di utenti che non hanno familiari a carico; se c’è l’intenzione di rivedere tali due criteri che risultano penalizzanti per alcuni utenti e potrebbero essere oggetto di ulteriori richieste di modifica. L’Assessore ha risposto che con la nuova Dgr si è migliorata la situazione incrementando anche i contributi e che agevola anche i pagamenti dei pasti somministrati. Sul calcolo del minimo vitale ha spiegato che viene calcolato tenendo conto anche della composizione del nucleo familiare e delle entrate dello stesso. Ha assicurato che c’è stata interlocuzione con il Codacons al proposito e che continuerà ancora. Non c’è al momento intenzione di rivedere i criteri. Chiara in replica ha insistito sul fatto che il minimo vitale deve essere assicurato anche agli utenti giovani, che non hanno persone a carico. E che i pasti sono già inseriti nella retta da pagare.

 

Interpellanza: Eventuale disparità di trattamento tra le strutture del territorio e quelle ospedaliere rispetto all’erogazione dell’indennità di rischio di lavoratori inquadrati nelle medesime mansioni (Erika)

Erika con questa iniziativa ha voluto far luce sulle disparità di trattamento rispetto all’erogazione dell’indennità di rischio di lavoratori inquadrati nelle medesime mansioni tra le strutture del territorio e quelle ospedaliere, in particolare riferito agli infermieri e agli operatori socio sanitari e alle diverse valutazioni del rischio. L’assessore Marzi ha evidenziato che effettivamente non tutti gli operatori sanitari, socio-sanitaripercepiscono l’indennità di rischio e che questo è legato alla diversità contenuta nei DVR. Avendo autonomia e non essendo in capo a regione o ausl ogni Unité procede in base alle normative in essere e l’amministrazione non può imporre nulla. Anche la casa di riposo JB Festaz, come altre strutture, ha deciso di non erogare questa indennità. Erika nella replica ha evidenziato che ancora una volta non si presta attenzione a lavoratori particolarmente importanti e impiegati in lavori usuranti, sia per il carico fisico sia per quello psichico. È assurdo che a seconda della micro in cui si lavora viene visto come un rischio sollevare pesi o operare con persone fragili e nella micro a pochi km no. La regione non può e non deve fare finta di nulla, ma dovrebbe cercare di non avere queste disparità di trattamento tra lavoratori dei servizi socio-sanitari. Sempre più spesso gli operatori chiedono mobilità o evidenziano difficoltà, anche rispetto alle turnistiche e ai fabbisogni minimi a cui sono sottoposti. Non stupisce che il JB Festaz anche in questo non riconosca questa indennità, nonostante nel DVR vi siano chiari riferimenti invece ai rischi per queste categorie professionali.

 

Interpellanza: Posizione espressa dalla Regione nella Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in merito all’introduzione di tre diverse fasce di popolazione anziana (Erika)

Vista la mancata intesa espressa dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome rispetto allo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di politiche in favore delle persone anziane, Erika ha voluto conoscere la posizione espressa dalla nostra Regione e l’intenzione del governo regionale per evitare risposte differenziate a seconda dell’età. L’assessore Marzi ha dichiarato che la Regione ha partecipato e condiviso la mancata intesa rispetto all’impianto complessivo, alla mancanza di risorse, alla riduzione della platea rispetto alla prestazione universale pensata a partire da 80 anni e all’individuazione della soglia minima di 70 anni per l’accesso a tutte le prestazioni sanitarie e sociosanitarie. Ha però evidenziato che le misure regionali potranno coprire i mancati fondi nazionali attraverso il fondo non autosufficienza o fondi propri. Erika ha replicato ricordando come questo governo nazionale, al di là dei proclami, stia continuando a tagliare fondi per le persone fragili e la regione dovrebbe farsi sentire molto di più.

 

Mozione: Impegno al Presidente a sollecitare il ripristino della riduzione dell’Iva sul pellet (Chiara Erika)

A fine febbraio è scaduta l’agevolazione relativa all’IVA ridotta sul pellet, che era stata prevista dall’art. 17-bis della Legge di bilancio 2023 e poi prorogata dalla Legge di bilancio 2024: l’articolo 11, comma 2-bis, introdotto nel corso dell’esame parlamentare, ha infatti confermato l’aliquota IVA ridotta al 10%, soltanto per i mesi di gennaio e febbraio 2024; dal 1 marzo siamo tornati all’IVA al 22%. I dati dei principali siti di aziende e enti specializzati in materia di energia e di impianti di riscaldamento dicono che l’Italia è al primo posto nella UE (dati 2021) per numero di apparecchi domestici a pellet installati; nel 2021 oltre 2 milioni erano gli apparecchi installati, tra stufe, termocamini, caldaie e cucine, dato in crescita soprattutto nelle regioni alpine ma non solo. Si tratta di un sistema di riscaldamento utile in una fase di transizione dall’uso del fossile, benché non privo di emissioni e non paragonabile all’efficienza e all’efficacia delle pompe di calore e dell’elettricità. Ancora più utile se concepito in una ottica di uso oculato all’interno della filiera legno e se si potesse evitarne l’importazione da altri Paesi e da territori lontani. Anche nella nostra regione l’uso del pellet è molto diffuso e il nuovo aumento ha generato non poche preoccupazioni, perché va a sommarsi anche all’aumento delle bollette per l’energia elettrica e più in generale alle spese crescenti che ogni famiglia deve affrontare. Sulla questione specifica dell’aliquota IVA sul pellet è importante riflettere e richiedere interventi specifici, anche sul Dl Montagna ora in discussione, senza per questo dimenticare l’impulso e il sostegno che devono essere previsti per altri sistemi di riscaldamento più performanti e privi di emissioni. Abbiamo quindi proposto al consiglio regionale di impegnare il Presidente della Regione, attraverso i canali istituzionali e tramite i parlamentari valdostani, a sollecitare il ripristino della misura di agevolazione relativa alla riduzione al 10% dell’IVA sulle cessioni di pellet e a prevedere una specifica proposta emendativa alla costruenda Legge sulla montagna. Inoltre ad invitare le forze politiche che hanno dei rappresentanti al Parlamento ad impegnarsi per un ripristino di tale agevolazione nella normativa statale. Durante il dibattito è emerso che il 7 marzo è stato depositato un Disegno di legge con prima firmataria la sen. Spelgatti che chiede proprio la riduzione dell’IVA al 10% per il pellet, come misura strutturale e non una tantum. Abbiamo allora chiesto di emendare la mozione chiedendo ai parlamentari di sostenere in Parlamento il dl, ma essendo già chiusa la discussione generale non è stato possibile. Abbiamo ritirato la mozione riservandoci di monitorare con attenzione l’iter del disegno di legge.

 

Mozione: Richiesta di audire in quinta Commissione i vertici della Casa di riposto J.B. Festaz, il Rup e il project manager sui lavori di costruzione dell’ospedale di comunità (Aggravi, Erika Guichardaz) RINVIATA

 

Risoluzione sulla norma di attuazione per le concessioni di derivazione di acque a scopo idroelettrico (RINVIATA e trasformata in mozione per prossimo consiglio)