In apertura dei lavori dell’adunanza convocata mercoledì 17, e giovedì 18 aprile 2024, il Consiglio Valle ha approvato, con 18 voti a favore (UV, FP-PD, AV-VdAU, PlA, SA), 5 contrari (RV, GM) e 11 astensioni (Lega VdA, PCP, FI), un disegno di legge che modifica la disciplina delle nomine e delle designazioni di competenza regionale.

Il testo di legge si compone di cinque articoli che aggiornano la legge regionale n. 11/1997, prevedendo un rinvio dinamico alle disposizioni normative statali vigenti in materia di incandidabilità e di inconferibilità, e che intervengono sulla durata massima e sul cumulo degli incarichi negli organi di amministrazione e di controllo degli enti partecipati e delle società partecipate, direttamente o indirettamente, dalla Regione. Come gruppo abbiamo votato contro all’articolo con cui viene aumentata la durata massima degli incarichi da 10 a 15 anni, altre criticità si evidenziano rispetto alla partecipazione alle nomine visto che la scelta è politica e non meritocratica.

 

Per questo Consiglio avevamo depositato 12 iniziative: 1 question time, 5 interrogazioni 5 interpellanze, 1 mozione.

 

Interrogazione a risposta immediata: Nuove tariffe di Cva (Chiara, Erika)

Per questo Consiglio avevamo depositato una mozione per chiedere un confronto tra Regione, CVA e Associazioni dei consumatori sulle tariffe della materia energia nelle bollette di Cva. La società, in modo del tutto scorretto, ha convocato una conferenza stampa di presentazione delle nuove offerte proprio il giorno precedente il Consiglio – senza invitare i consiglieri regionali e le forze politiche – per bypassare la discussione sulla mozione e mettere il Consiglio e la comunità di fronte a decisioni già prese. Abbiamo allora deciso di presentare una question time per affrontare la tematica in apertura della seduta, chiedendo se le nuove tariffe, che arrivano a 4 mesi dall’entrata in vigore da inizio anno dell’offerta CVA 7, per nulla conveniente, siano state concordate con la Giunta, tenendo conto anche delle richieste delle associazioni dei consumatori. Il Presidente della Regione ha risposto di NO, poiché Cva non è soggetta a direzione né da parte di Finaosta, né da parte dell’Amministrazione regionale, e quindi la Regione non si “intromette” nella politica tariffaria della società. Secondo Testolin CVA ha presentato nuove offerte per l’utenza valdostana, elaborate autonomamente, sulla base di una valutazione dell’evoluzione dei prezzi del mercato e della volontà di garantire agli utenti una prospettiva di stabilità dei prezzi di lungo periodo, e una proposta di costo variabile migliorativa rispetto alle altre offerte avanzate delle aziende che hanno fatto delle proposte nell’ambito dei bandi del mercato tutelato. Il Presidente ha quindi magnificato la bontà dell’operato di Cva. In replica Chiara ha preso atto che anche le ultime tariffe proposte, frutto di un vero e proprio dietrofront della Società a pochi mesi dall’annuncio di un prezzo bloccato per 7 anni, non sono state concordate, né con la Regione, né con le associazioni di consumatori, e ha sottolineato che le nuove offerte non sono soddisfacenti. La riduzione del prezzo sulla materia energia è infatti minima (- 2 centesimi al kWh) e l’introduzione di due sistemi tariffari è una assurda complicazione per i cittadini.

 

Interrogazione: Sovrapposizione dei ruoli di Presidente della società Siv e di Direttore dei lavori della nuova università valdostana (Chiara)

Abbiamo presentato una nuova interrogazione sulla situazione di SIV, il cui Presidente Fabiani è stato contemporaneamente Direttore dei Lavori del cantiere dell’Università per molti mesi, creando una situazione di sconcertante sovrapposizione In riferimento ai problemi di infiltrazione di acqua nella nuova università, ancora chiusa, abbiamo chiesto di sapere come sia stato affrontato il problema di tale sovrapposizione considerato che i lavori sono stati svolti quando era Fabiani era Direttore e se oggi, da Presidente di Siv abbia avviato una procedura di controllo nei confronti di se medesimo. Riferendo quanto comunicato dal Responsabile del procedimento di Siv, il Presidente ha detto che la gestione del rapporto contrattuale dei lavori del 1° lotto del polo universitario, lato Siv, spetta in via esclusiva al Rup e ad altri soggetti come l’impresa appaltatrice e l’ufficio di direzione dei lavori. Quindi, per il Presidente, la sovrapposizione di ruoli non c’è in generale e anche nel caso delle infiltrazioni di acqua. Ha aggiunto che il Presidente di Siv non ha il potere di disporre procedure di controllo che, invece, sono in capo a una serie di altri soggetti individuati per legge, i quali procedono poi con le clausole contrattuali esistenti che il soggetto gestore dell’immobile, l’UniVdA, e/o il proprietario delle parti restanti, ovvero la Regione, potrà far valere in tutte le forme e le sedi ritenute opportune. Ricordando che i lavori sono stati eseguiti nel periodo in cui l’attuale Presidente di Siv era ancora Direttore dei lavori, Chiara ha ribadito il problema della sovrapposizione dei ruoli, precisando anche che le due cariche in capo alla stessa persona sono state mantenute contemporaneamente per molti mesi. Inoltre ha evidenziato la situazione del Rup di Siv che si troverà a dover probabilmente agire nei confronti di chi occupava il ruolo di Direttore dei lavori e che oggi è il suo Presidente, cioè il suo datore di lavoro, chiedendosi come possa un dipendente intervenire serenamente nei confronti del suo superiore.

 

Interrogazione: Rinnovo del contratto integrativo regionale degli addetti ai lavori di sistemazione idraulico forestale e idraulico agraria (Erika)

Erika ha voluto conoscere lo stato dell’arte rispetto al rinnovo del contratto integrativo regionale (CIRL) degli addetti ai lavori di sistemazione idraulico forestale e idraulico agraria. Il presidente Testolin ha comunicato che in questi giorni il Dipartimento personale e organizzazione sta cercando di istituire l’apposita delegazione trattante di parte datoriale a livello regionale che rappresenti tanto il datore di lavoro pubblico – amministrazione regionale – quanto il datore di lavoro privato imprese o altri soggetti privati che sul territorio regionale impieghino personale al quale si applichi il CIRL considerato che il CRRS non può essere il soggetto titolato. Qualora l’Amministrazione regionale risultasse invece essere l’unico datore di lavoro sul territorio regionale ad applicare il CCNL in questione allora la delegazione trattante per il CIRL potrebbe essere costituita in rappresentanza dalla sola regione. Erika ha fatto notare che una nota dei sindacati del 15 febbraio 2024 riportava di “aver ricevuto comunicazione dalla Regione della prossima convocazione della delegazione trattante per avviare le procedure necessarie al rinnovo del contratto integrativo”, scaduto nel 2010. Se in oltre due mesi non si è ancora individuata la delegazione trattante quando mai vedremo questo contratto integrativo? Perlomeno vengano da subito riconosciute tutte le previsioni di miglior favore del CCNL a questi lavoratori.

 

Interrogazione: Aggiornamento dell’accordo tra Rfi e Sit Vallée per il servizio di assistenza per persone con disabilità denominato “Sala blu” (Chiara)

Sono continuate ad arrivare segnalazioni sui penosi annunci vocali delle fermate degli autobus, che storpiano il francese in modo tragicomico. Al Consiglio precedente l’Assessore ci aveva detto che la nuova piattaforma in preparazione sarebbe stata pronta nelle due-tre settimane successive. Abbiamo quindi voluto innanzitutto fare il punto. La seconda questione affrontata riguardava invece una segnalazione di una persona cieca in visita nella nostra regione a Pasqua, che aveva chiesto l’assistenza prevista per le persone disabili con il servizio di Sala Blu. Tale servizio prevede che gli utenti del treno siano accompagnati dalla stazione ferroviaria all’autostazione di via Carrel e viceversa, da personale dedicato. Ora, con gli autobus sostitutivi, risulta che il servizio è garantito soltanto in partenza dalla stazione di Aosta, ma non in arrivo in autostazione, che è il luogo di destinazione degli autobus sostitutivi. Le persone con disabilità sono quindi in difficoltà anche perché i taxi non stazionano all’autostazione ma nella corsia a loro riservata oltre la piazza Manzetti, e non c’è accompagnamento. Eppure negli incontri informativi sul servizio sostitutivo del trasporto ferroviario era stata assicurata la continuazione del servizio di assistenza denominato “Sala blu”, specificando che le prenotazioni passavano da 24 a 48 ore precedenti il viaggio. L’Assessore ha risposto che il servizio è normalmente assicurato e si è stupito della cosa, promettendo una rapida verifica. Chiara ha fornito elementi per comprendere meglio i termini della segnalazione. Rimaniamo in attesa di una spiegazione.

 

Interrogazione: Stato delle intese tra le Amministrazioni regionali valdostana e piemontese per il servizio ferroviario sulla tratta Ivrea/Chivasso/Torino (Chiara)

La nostra interrogazione è nata da segnalazioni di utenti della ferrovia circa il sovraffollamento dei treni che partono ora da Ivrea, e che risultano stipatissimi soprattutto in certe ore della giornata. Uno di questi è il treno 2716 delle 8,41 per Torino, un bimodale singolo, che risulta sempre strapieno, ma non è un caso isolato. Il servizio infatti non viene usato solo dai valdostani che raggiungono Ivrea con gli autobus sostitutivi e poi proseguono con il treno, e nemmeno soltanto dagli utenti canavesani, bensì anche dai pendolari del bacino di Chivasso che prendono alcuni treni provenienti da Ivrea, perché hanno orari più adatti. Ci sono state al proposito anche delle interrogazioni presentate al Consiglio regionale del Piemonte. L’Assessore ai Trasporti Gabusi ha risposto che la sola vera soluzione sarà l’elettrificazione della tratta da Ivrea ad Aosta che permetterà di utilizzare, a partire da Aosta, treni più capienti. Ci fa piacere che anche l’Assessore di una Giunta di centrodestra condivida (a differenza dei leghisti valdostani) l’esigenza della elettrificazione della nostra tratta, però crediamo che non si debba aspettare il dicembre 2026 per dare agli utenti della ferrovia un servizio migliore. Ai sensi del Contratto in essere fra Trenitalia e Regione Valle d’Aosta molte corse per i viaggi diretti tra Ivrea e Torino utilizzano ancor oggi i bimodali di proprietà della nostra Regione, che funzionano solo con la modalità elettrica. Però, come sappiamo bene, sono poco capienti e sono pochi, 5, ma praticamente solo 4 sono regolarmente in esercizio (uno a turno è in manutenzione) e solo per poche corse possono essere usati in doppia composizione. Però la tratta Ivrea-Chivasso-Torino è già elettrificata, quindi può utilizzare i treni elettrici che sono più capienti. La ferrovia serve sia gli utenti valdostani, sia quelli piemontesi, ed è necessario che all’organizzazione del servizio e alle spese concorrano entrambe le Regioni. Abbiamo quindi chiesto qual è lo stato attuale delle intese fra Regione Valle d’Aosta e Regione Piemonte per il servizio ferroviario sulla tratta Ivrea-Chivasso-Torino: inoltre quali interlocuzioni sono in corso per migliorare il servizio ferroviario e dare una risposta soddisfacente al diffuso disagio dei viaggiatori valdostani e canavesani. L’Assessore Bertschy ha risposto che i rapporti con la Regione Piemonte sono buoni e che si collabora per migliorare il servizio e che già ora vari treni elettrici Pop vengono utilizzati, oltre a varie corse con i bimodali in doppia composizione. Ha evidenziato che i treni si riempiono soprattutto a Chivasso (o fino a Chivasso) perché molti salgono sui treni della nostra tratta pur potendone scegliere altri; ha assicurato che si cercherà di monitorare la situazione e si è detto fiducioso che il nuovo direttore di Trenitalia Zuccalà, che ricopre tale incarico per entrambe le Regioni possa seguire meglio la situazione. In replica Chiara ha concordato che occorra certamente collaborare con il Piemonte, perché il servizio ferroviario è interregionale ed è interesse e dovere di tutti lavorare per migliorare la situazione. Però si deve cominciare a pensare fin d’ora ad un nuovo modello di esercizio a partire dal dicembre 2026, anche tenendo conto che il contratto di servizio Trenitalia-VdA scade nel 2025, quando purtroppo non sarà ancora riaperta la ferrovia, e quindi c’è tutto il tempo di studiare bene la questione. Potendo utilizzare i treni elettrici per arrivare fino ad Aosta si potranno introdurre molte migliorie nell’orario, è un modello da studiare fin d’ora in collaborazione fra le due Regioni e Trenitalia.

Interrogazione: Indagine sulle anomalie di dati riportati dalla Terza indagine nazionale sullo stato di attuazione delle reti tempo-dipendenti di Agenas (Erika)

La terza Indagine Nazionale sullo stato di attuazione delle Reti Tempo-dipendenti pubblicata da Agenas ha rilevato alcune anomalie. Erika ha chiesto l’esito delle indagini svolte dal direttore generale dell’Azienda USL della Valle d’Aosta in cui si impegnava a comprenderle, evidenziando quali anomalie, oltre al dato eclatante degli allontanamenti volontari pari a 0, sono state riscontrate; il tempo medio di stazionamento in Pronto Soccorso tra l’arrivo e il ricovero/dimissione (con particolare riferimento al tempo massimo di ore che il paziente ha dovuto attendere) nell’anno 2022 e il dettaglio delle criticità emerse dall’indagine rispetto ai dati riferiti alla nostra Regione. L’assessore Marzi, come sempre, non ha risposto alle domande poste non parlando quindi delle anomalie riscontrate (quella sugli allontanamenti volontari dal Pronto Soccorso è legata ad un errore informatico), ma continuando ad evidenziare i miglioramenti in atto. In particolare rispetto agli stazionamenti in PS ha ricordato che l’unico dato importante è quello relativo ai codici rossi, pari a 420 minuti in Valle d’Aosta. Erika nella replica ha osservato che il Direttore generale dell’AUSL ha parlato di ALCUNE anomalie che dalla risposta ancora oggi non conosciamo. Lampante il numero 0 degli allontanamenti volontari, ma anche qui non capiamo se l’errore informatico è legato solo a questo dato. Considerare solo lo stazionamento dei codici rossi e non le ore infinite che tutti gli altri pazienti devono aspettare non è corretto e come sempre i dati non vengono forniti.

 

Interpellanza: Attivazione della mobilità interna dei dipendenti regionali per favorirne lo sviluppo professionale e personale (Erika)

Erika ha voluto conoscere i criteri e le modalità applicati per l’attuazione della mobilità interna del personale regionale; il numero di domande di mobilità presentate dai dipendenti e le intenzioni dell’Amministrazione per favorire questa procedura, eliminare le disparità di trattamento fra dipendenti e offrire l’opportunità di sviluppo personale. Il presidente Testolin ha ricordato che la normativa vigente (artt 43 e 45 della l.r. 22/2010 e la concertazione con le organizzazioni sindacali approvata con DGR 2426/2012) prevede questa procedura per esigenze di servizio in primis, oltre che per esigenze personali dei lavoratori. La mobilità per esigenze organizzative avviene a prescindere dalla produzione di istanze specifiche di trasferimento da parte del personale interessato e il secondo è la modalità a domanda del dipendente a seguito di specifica procedura attivata dall’ente. La mobilità interna per esigenze organizzative prescinde dalla produzione di istanze. Attraverso il PIAO, viene approvato il piano dei fabbisogni di personale in cui vengono elencati puntualmente tutti i posti vacanti con l’indicazione della struttura organizzativa di riferimento e del profilo professionale. Il lavoratore può quindi indicare i posti di interesse e nel caso di urgenti ed inderogabili esigenze di servizio l’amministrazione può attingere, dando precedenza ai casi di prescrizioni certificate dal medico competente. Le istanze possono non essere accolte nel caso di esigenze di servizio delle strutture di provenienza. Nel caso di profili professionali molto specifici oppure quando l’esigenza di copertura sia urgente ed improrogabile la competente struttura del Dipartimento personale attiva sempre delle procedure di mobilità aperte mediante pubblicazione di apposito avviso. Le domande di mobilità presentate dai dipendenti per motivazioni personali nell’anno 2022 sono state 46 e accolte 22, mentre nell’anno 2023 sono state accolte 20 domande su 67 richieste. La mobilità interna non è comunque un diritto del lavoratore e non è possibile regolamentare rigidamente la gestione al pari di una pratica amministrativa. Le intersezioni possibili fra le aspirazioni individuali dei dipendenti e le opportunità di una organizzazione complessa quale quella dell’Amministrazione regionale sono potenzialmente infinite e non tutte incasellabili in maniera diciamo strutturale. Le scelte operate dal datore di lavoro non possono seguire la sola parità di trattamento tra i dipendenti visto che difficilmente gli stessi si equivalgono per capacità, esigenze e storia professionale. Sarebbe di riduttivo e potenzialmente deflagrante da un punto di vista organizzativo. Erika ha evidenziato come si disattende completamente la riorganizzazione proposta della SDA Bocconi che evidenziava l’interesse da parte di metà dei dipendenti della pubblica amministrazione a cambiare ufficio o mansione per arricchire le proprie competenze e definiva tra le finalità del progetto di cambiamento la necessità di favorire la mobilità interna. La sua risposta poi ci fa capire che non ci sarà mai parità di trattamento tra dipendenti e questo non può che trovarci in assoluto contrasto con la vostra linea politica. Devono esserci criteri e graduatorie trasparenti, non raccomandazioni.

 

Interpellanza: Lavori di adeguamento antincendio della biblioteca comprensoriale di Châtillon (Chiara)

Abbiamo più volte portato all’attenzione la questione della prolungata chiusura della sede storica della Biblioteca di Chatillon, in via Chanoux, per adeguamento alle normative antincendio e per alcuni lavori specifici. La sede è stata chiusa nel 2018 e i lavori si sono protratti molto oltre il termine previsto. La Biblioteca ha finalmente riaperto al pubblico la sua sede storica lunedì 11 marzo. Purtroppo però c’è stata una sgradita sorpresa: l’orario di apertura al pubblico risulta infatti quasi dimezzato: la biblioteca è ora aperta dal lunedì al sabato soltanto per 24 ore complessive, contro le 41,5 di prima. Un orario che potrebbe essere considerato “normale” per una biblioteca comunale, ma non per una biblioteca classificata come regionale (a Verrès è aperta per 44 ore alla settimana). Perché questa notevole riduzione di orario? Sembrerebbe per la necessità della presenza contemporanea di almeno tre unità di personale, ai fini dell’evacuazione delle persone con disabilità in caso di emergenza, per via della conformazione strutturale dell’edificio. E’ incredibile che dopo cinque anni e mezzo di lavori la Biblioteca funzioni adesso a mezzo servizio, e a quanto pare a causa di insufficienti adeguamenti strutturali antincendio. Abbiamo interpellato quindi il governo per sapere se il dimezzamento dell’orario della Biblioteca di Châtillon dipende dalle cause da noi indicate; perché nei lavori di adeguamento e riqualificazione dell’edificio della Biblioteca non sono state previste soluzioni adeguate a facilitare l’evacuazione di tutti gli utenti anche delle persone con disabilità. Inoltre, se sono comunque previsti e con quale tempistica gli ulteriori lavori di adeguamento antincendio della struttura, quali sono le iniziative del Governo in proposito. L’Assessore ha risposto che in effetti l’orario è ridotto perché c’è bisogno di avere personale che assicuri l’eventuale evacuazione ma anche che l’Assessorato alle Opere pubbliche si sta occupando di predisporre la documentazione necessaria per il nuovo intervento, per cui occorrerà però trovare la copertura finanziaria. Chiara ha replicato manifestando sconcerto per il fatto che in 5 anni e mezzo non si siano fatte delle verifiche e delle varianti in corso d’opera per assicurare la piena fruibilità dell’edificio. Ha poi sollecitato il Governo a reperire i fondi e a seguire con attenzione i lavori, al fine di avere quanto prima un edificio a norma e aperto a tempo pieno.

 

Interpellanza: Idee progettuali per le Comunità di energia rinnovabile valdostane (Chiara)

Abbiamo presentato questa ennesima iniziativa sulla tematica delle Cer perché era stata annunciata   per inizio aprile l’apertura del portale GSE per la presentazione, da parte delle Comunità di energia rinnovabile (CER) e dei gruppi di autoconsumo, delle domande per usufruire dei contributi in conto capitale del PNRR per impianti di Cer in Comuni con meno di 5.000 abitanti, Il fondo PNRR ha una dotazione di 2 miliardi e 200 milioni e le richieste di contributi vanno presentate  entro il 31 marzo 2025, salvo esaurimento delle risorse disponibili. Le domande possono riguardare impianti in tutti i Comuni valdostani ad eccezione di Aosta; è quindi per la nostra Regione una grande opportunità però i tempi sono stretti e in Valle d’Aosta occorre recuperare un ritardo, visto che non è stata ancora definita l’architettura che si vuole dare alle CER e non è stato individuato il partner tecnologico. Ci risulta che in numerose altre realtà, nelle varie Regioni italiane, molte CER sono già ufficialmente costituite, hanno già realizzato gli studi di fattibilità, hanno individuato un partner tecnologico e sono quindi pronte a partire. A noi pare che in una realtà piccola come la Valle d’Aosta l’opzione più logica è la costituzione di un’unica grande CER territoriale, che comprenda tutta la Regione, articolata in vari sottogruppi, quante sono le cabine primarie o anche più. L’opzione della grande CER territoriale è quella scelta dalla Diocesi di Treviso (che comprende 265 parrocchie), ma anche dalle Province di Asti (con 118 Comuni) e di Biella (con 74 Comuni), nonché dal progetto Recocer in Friuli Venezia Giulia (15 Comuni). Tutti questi progetti di grande CER territoriale si avvalgono di un partner tecnologico e spesso sono stati messi a punto in collaborazione con il Politecnico di Torino. Ci sono tanti esempi da cui imparare, ma ci vuole la volontà politica di dare un grande sviluppo in Valle d’Aosta al movimento delle CER in Valle d’Aosta, che può permettere notevole incremento di produzione di energia pulita, riduzione dei costi energetici, partecipazione attiva e responsabile dei cittadini alla produzione e al consumo di energia, e che creerebbe un importante indotto occupazionale, richiedendo l’impiego di molti professionisti e artigiani. Noi riteniamo che la Regione dovrebbe avere un ruolo trainante e coinvolgere nel progetto oltre ai Comuni e alle imprese anche la Diocesi e migliaia di cittadini. Però siamo preoccupati perché intravvediamo la grande opportunità ma non abbiamo capito se e come la Regione intende impegnarsi a guidare questo movimento, e lo può fare realisticamente solo la Regione. Quindi abbiamo chiesto se è stata individuata l’architettura che si vuole dare alle CER in Valle d’Aosta e, in particolare, se si sta valutando positivamente l’opzione di un’unica grande CER su tutto il territorio valdostano, articolata in vari sottogruppi; se per questo è stato coinvolto il Politecnico di Torino, dotato di un centro operativo che si occupa specificatamente delle CER; quali interlocuzioni ci sono state o si intendono avviare con la Diocesi e le parrocchie della Valle d’Aosta al fine di un loro coinvolgimento nel movimento delle CER; quando si intende portare all’esame della Commissione consiliare competente le idee progettuali che si stanno definendo. L’Assessore ha risposto che stanno approfondendo e valutando, che il quadro normativo e tecnico non è del tutto chiaro, che si sta affidando uno studio giuridico per capire quale opzione scegliere; non è contrario all’ipotesi di Cer unica, ma è molto cauto e ritiene prioritario fare la legge cornice. Inoltre sottolinea che gli uffici sono oberati di lavoro e non riescono a seguire tutto. Sul facilitatore ha dato una risposta parziale e confusa. In replica Chiara ha insistito sul fatto che prima della legge bisogna aver chiaro cosa si vuole fare e su questo occorre accelerare, anche perché l’accesso ai 2 miliardi stanziati è aperto dall’8 aprile e c’è meno di un anno per presentare le domande corredate da progetti, molte regioni e comuni sono pronti a depositare, noi siamo in alto mare e rischiamo di essere tagliati fuori. Noi siamo molto preoccupate per il ritardo accumulato, la regione deve svolgere un ruolo preciso, più incisivo. Se fra sei mesi non sarà costituita la Cer valdostana, si rischierà fortemente di perdere i finanziamenti ora disponibili.

 

Interpellanza: Intendimenti sulle parti della pista “Gran Becca” per la fruibilità degli sciatori (Erika, Chiara)

La cancellazione delle gare di Coppa del Mondo di sci, che avrebbero dovuto essere disputate sulla pista internazionale Zermatt/Cervinia, è stata nuovamente affrontata da Erika che, questa volta, voleva conoscere le spese ammesse a rimborso dall’assicurazione per la cancellazione di eventi per causa di forza maggiore e mancanza di neve, analizzate nel dettaglio dal Comitato e l’assicurazione incaricata; il numero effettivo dei riscontri media ottenuti rispetto allo Speed Opening suddiviso tra quelli positivi e quelli negativi, con l’indicazione del titolare dell’analisi dei dati e degli strumenti di indagine utilizzati; l’ammontare dei costi sostenuti per la realizzazione e messa in sicurezza della pista “Gran Becca”, chiarendo se vi siano stati approfondimenti sul rispetto del tracciato autorizzato, nonché le parti della pista attualmente fruibili da parte degli sciatori, quali lo saranno successivamente e con quali tempi. L’assessore Grosjacques ha riferito che la definizione delle spese ammesse a rimborso è tutt’ora in corso e sarà conclusa per consentire la presentazione del bilancio conclusivo certificato del Comitato organizzatore. Il numero dei riscontri media ottenuti rispetto alla Coppa del Mondo di sci è stato oggetto di un’analisi realizzata dal Consorzio turistico di Zermatt che attesta a 3 miliardi e 900 milioni gli utenti raggiunti, intesi come numero totale di persone che sono state raggiunte grazie a un contenuto foto, video, testo, pubblicati sulle principali piattaforme media, con un valore equivalente (cioè è la somma che avrebbe dovuto essere investita per ottenere lo stesso risultato) di 104 milioni e 400mila franchi svizzeri. L’assessore Bertschy ha ribadito che, sin dall’inizio del progetto relativo alla Coppa del Mondo di sci, l’idea della società Cervino è sempre stata quella di realizzare un tracciato commerciale. Negli anni 2021, 2022 e 2023 i costi per la variante 7 bis (che si snoda dalla parte terminale del ghiacciaio fino alla zona di arrivo) hanno riguardato l’impianto di innevamento programmato (2 milioni 150mila euro) sulla variante della pista 7, la 7bis, e la messa in sicurezza del tracciato di gara (37mila euro). Sono stati fatti investimenti anche sullo snowfarming che è stato utilizzato per consentire la continuazione della stagione invernale. La variante 7bis e la pista 7, tratto finale della pista “Gran Becca”, sono classificate al catasto piste, sono aperte agli sciatori del Cervino Ski Paradise e hanno consentito l’apertura anticipata della stagione e il miglioramento del servizio dal punto di vista qualitativo e quantitativo aumentando la superficie delle piste sciabili. L’assessore ha aggiunto che per la parte della pista sul ghiacciaio, utilizzata e autorizzata temporaneamente per lo svolgimento della Coppa del Mondo, la società Cervino ha già richiesto la modifica del Piano regolatore per avviare successivamente l’iter autorizzativo necessario ad implementare ulteriormente l’offerta complessiva del domaine skiable. Erika ha evidenziato come le spese ammesse a rimborso non siano ad oggi ancora conosciute e il Comitato organizzatore è tenuto conto a depositare il bilancio della manifestazione entro il 30 aprile. Scarsa attendibilità dello studio sui riscontri media sullo Speed Opening, soprattutto non sappiamo se sono positivi e negativi. Le vicende giudiziarie legate alla realizzazione della pista sul ghiacciaio hanno sicuramente destato l’attenzione di molti media così come, altrettanto sicuramente, non hanno giovato all’immagine e alla reputazione delle due zone interessate le dichiarazioni di molti atleti: poco conta quante volte si sia parlato di Cervinia e di Zermatt, sarebbe stato importante capire il motivo per cui sono salite alla ribalta. Per quanto riguarda la realizzazione e la messa in sicurezza della parte della pista sul ghiacciaio il gruppo, dalla risposta dell’Assessore, apprende che le indagini sono ancora in corso e che sulle modifiche non vi sono ancora autorizzazioni.

 

Interpellanza: Interlocuzioni con il Comune di Gressoney-Saint-Jean per l’esposizione, presso l’Alpenfauna, dell’esemplare di marmotta ritrovata sul ghiacciaio del Lyskamm (Erika)

Erika ha voluto sapere se vi sono interlocuzioni con l’amministrazione di Gressoney-Saint-Jean per esporre l’esemplare di marmotta ritrovata sul ghiacciaio del Lyskamm presso l’Alpenfauna e quali sono le intenzioni della Regione. L’assessore Sapinet ha comunicato che la marmotta verrà esposta al Museo Noussan di Saint-Pierre nel mese di giugno e non vi è l’intenzione di spostarla all’Alpenfauna visto che questo museo è legato a trofei di caccia, non ha le caratteristiche per l’esposizione di questo esemplare e l’eccezionale ritrovamento deve essere seguito da studi e analisi molto più agevoli nel museo regionale. Erika ha evidenziato come l’esposizione della marmotta invece poteva rilanciare l’apertura dell’Alpenfauna e ha auspicato che l’Amministrazione pensasse almeno, all’interno di questa struttura, ad un’installazione o una riproduzione dell’esemplare per far conoscere questa importante scoperta e collegare in qualche modo i due musei.

 

Mozione: Impegno al Governo a riferire alla Commissione competente sulle interlocuzioni in materia tariffaria con Cva e con le associazioni dei consumatori (Chiara, Erika)

Dopo la conferenza stampa di CVA con l’annuncio delle nuove tariffe, abbiamo emendato la nostra mozione e abbiamo chiesto al Consiglio Valle di ribadire la necessità che la società Cva, nei limiti delle sue possibilità di azione, applichi tariffe vantaggiose per le famiglie e le imprese valdostane; secondariamente volevamo impegnare il Presidente della Commissione competente a riunire entro la prossima settimana la Commissione per un esame puntuale delle modificazioni tariffarie annunciate da Cva Energie nella conferenza stampa del 16 aprile scorso. Chiara ha ricordato che, con la proposta di modifica unilaterale del contratto inviata a settembre 2023 a circa 50 mila utenze, Cva ha cancellato lo sconto 40% in fattura sulla materia energia e ha applicato ai clienti un corrispettivo fisso e invariabile per sette anni di 0,1193 euro al kwh; scelta tutt’altro che conveniente sulla quale Cva ha poi dovuto fare retromarcia, modificando infatti la tariffa dell’offerta a prezzo fisso (meno 2 centesimi al kWh) e introducendo un’offerta a prezzo variabile. È evidente però che per chi si trova attualmente con la tariffa “fissa” scegliere di andare sulla tariffa variabile sarebbe al momento più conveniente, ma poi non potrà più tornare alla tariffa fissa, per una incomprensibile limitazione di movimento imposta da Cva. Inoltre, non è chiaro cosa succeda sulle seconde case: i Pod gestiti da Cva per le prime case sono 37 mila, mentre quelli delle seconde case sono 31 mila. Chiara ha infine evidenziato che il comportamento di Cva è stato notevolmente scorretto perché ha convocato una conferenza stampa per annunciare le sue decisioni il giorno prima della riunione del Consiglio mettendolo di fronte al fatto compiuto e dimostrando di non avere nessun rispetto per l’Assemblea regionale. Il Presidente della Regione ha annunciato l’astensione sulla mozione, ribadendo l’indipendenza decisionale dell’azienda, cui spetta definire la politica tariffaria. Il Presidente ha ricordato che i prezzi offerti da Cva sono per molti versi migliori rispetto ad altre realtà e ha elogiato la società. Secondo il Presidente l’offerta Cva7 a prezzo fisso per sette anni era stata pensata in un determinato contesto di mercato, è stata oggi riparametrata per tutte le tipologie di utenze (prime e seconde case, piccole imprese) ed è stata affiancata da una nuova tariffa flessibile in questa fase di abbassamento dei prezzi. Ha detto che all’interno delle Commissioni consiliari si possono chiedere delle audizioni e degli approfondimenti: si lascia quindi all’autonomia decisionale delle Commissioni l’organizzazione dei propri lavori e la calendarizzazione di audizioni. In sostanza si è sfilato e ha dimostrato di non voler svolgere un ruolo preciso nella interlocuzione con CVA.  Chiara ha ribattuto che ancora una volta tutta l’enfasi è posta sull’offerta fissa e invariabile per ben sette anni, solo che questa offerta invariabile non esiste perché ai sensi delle clausole contrattuali, con tre mesi di preavviso CVA può cambiare le condizioni; quindi ci troviamo di fronte alla reiterazione di una pubblicità ingannevole. Inoltre nel comunicato diramato da Cva l’offerta riguarderebbe solo le prime case…e le altre? Per quanto riguarda l’offerta flessibile, CVAeasyFlex, il meccanismo proposto si basa sul Pun, su cui però viene fatto uno sconto. In pratica l’offerta Cva riprende la proposta di Enel, che ha vinto la gara per servire gli utenti valdostani del mercato tutelato che non hanno ancora scelto il gestore privato. Enel ha proposto di applicare il Pun con uno sconto di 73 euro annui; Cva ne propone 80. Non è una gran differenza: 7 euro in un anno. In questo momento l’offerta flessibile è più vantaggiosa, però ben pochi secondo noi decideranno di avvalersene, anche perché Cva ha stabilito che chi ora ha la tariffa fissa e opta per quella variabile, poi non potrà ritornare a quella fissa. È evidentemente un modo per scoraggiare il passaggio all’offerta flessibile, ed è una imposizione discutibile. I punti interrogativi in ogni caso sono tanti. È tutto molto complicato e a nostro avviso questo sistema della doppia offerta non va bene, non sarà utilizzato se non da pochi e sarà un rompicapo per tanti. Sarebbe stato importante andare in Commissione per un confronto, tecnico, ma soprattutto politico, fra consiglieri e con la Giunta. Ma la mozione è stata respinta con 19 astensioni (tutta la maggioranza) e 16 voti a favore (tutta la minoranza).