Il Consiglio di inizio maggio era stato convocato anche in sessione europea, come previsto dalla normativa, con discussione della relazione prevista in coda alla seconda giornata dei lavori. Una scelta che abbiamo contestato insieme agli altri gruppi di opposizione, come già fatto in passato, chiedendo di dare maggiore dignità all’argomento. La discussione è stata rinviata al prossimo Consiglio del 22 maggio e si effettuerà in apertura di seduta.

Il nostro gruppo aveva depositato 12 iniziative: 1 question time, 4 interrogazioni, 4 interpellanze, 3 mozioni.

 

Interrogazione a risposta immediata: Tutela del diritto all’interruzione di gravidanza (Erika, Chiara)

Ringraziando il Centro Donne contro la violenza che in una nota, annunciando l’avvio di azioni di monitoraggio della corretta applicazione della legge 194 in Valle a seguito dell’approvazione di emendamento del Governo al decreto “Pnrr-quater”, comunicava la ricezione di segnalazioni di donne vittime di violenza sottoposte a indebite interferenze e pressioni per dissuaderle dalla scelta di interrompere la gravidanza. Erika ha chiesto quali verifiche e azioni siano in corso per tutelare e ribadire un diritto sancito dalla legge 194/1978. Il Presidente della Regione ha premesso che nessun volontario o associazione pro vita o simili e nessuna segnalazione di quelle riportate dal Centro antiviolenza è mai pervenuta né all’Ausl, né al Dipartimento politiche sociali. A seguito della pubblicazione del comunicato stampa, l’Ausl e il Dipartimento regionale competente hanno chiesto all’Associazione di circostanziare quanto riportato dai media, in modo da poter interrompere e sanzionare eventuali condotte non rispettose delle norme. Nella risposta, l’Associazione, sempre nel rispetto della privacy, non ha potuto segnalare fatti precisi inerenti le inadempienze, ma nonostante le informazioni estremamente generiche e prive di particolari, l’Ausl ha avviato ulteriori approfondimenti per verificare i fatti segnalati e individuare eventuali responsabilità. Erika ha accolto con favore l’avvio di un’indagine da parte dell’Azienda sanitaria anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate di operatori sanitari quali una ginecologa, in servizio presso i consultori valdostani fino al 2022, che suggeriva il progetto Gemma all’interno delle strutture pubbliche (progetto di una fondazione privata e non una misura strutturale) e un’ostetrica, attualmente in servizio al Beauregard, che ha conferma la richiesta dei medici alle donne che intendono abortire di ascoltare il battito fetale. Fatti gravi a cui bisogna dare risposte.

 

Interrogazione: Notizie sulla conferenza stampa di Cva Energie per la presentazione delle nuove tariffe (Chiara, Erika)

Abbiamo appreso che nella conferenza stampa del 16 aprile l‘Amministratore delegato di CVA ha risposto ad una domanda di una giornalista dicendo che alla conferenza era stato invitato l’universo mondo, questa l’espressione utilizzata. Considerato che l’invito all’universo mondo non comprendeva evidentemente i consiglieri regionali, che erano chiamati il giorno successivo alla conferenza stampa a discutere una mozione inerente proprio le tariffe delle bollette elettriche di CVA, ci interessava conoscere 1) l’elenco dettagliato dei soggetti che sono stati invitati alla Conferenza stampa di CVA del 16 aprile scorso 2) i criteri con cui sono stati fatti tali inviti. Il Presidente Testolin ci ha risposto che CVA ha fatto i suoi inviti in autonomia, perché non è soggetta a controllo della Regione, e ha chiamato i soggetti che erano maggiormente interessati fra cui le associazioni dei consumatori oltre ai giornalisti. Ha aggiunto che CVA “di sua sponte” ha modificato le tariffe sulla materia energia. Chiara in replica ha evidenziato come i consiglieri regionali che da mesi si occupano delle bollette CVA evidentemente non sono per la società fra i soggetti da prendere in considerazione… Quanto alla scelta “spontanea” di CVA di modificare le bollette, c’è da sorridere…è da settembre che si sollecita ad abbassare il costo della materia energia! Ha ribadito che le modalità organizzative, in primis la scelta della data, per comunicare le nuove offerte di CVA, sono state poco rispettose del Consiglio e del suo lavoro. In ogni caso sulle nuove tariffe e sulle loro caratteristiche c’è qualche problema di comunicazione, perché nella nota emessa dall’ufficio stampa della società al termine della conferenza di quel martedì sono emersi elementi in contrasto con quanto poi evidenziato in aula il giorno dopo dal Presidente, per esempio sulle tariffe per le seconde case.

 

Interrogazione: Tavolo di confronto politico per una modifica della legge elettorale europea (Erika)

Il 15 aprile 2024 l’Union Valdôtaine ha dato mandato “au Comité fédéral et à la commission politique de ne pas présenter de candidat aux élections européennes de 2024 afin de souligner ainsi, avec force, la protestation de la Vallée d’Aoste contre une loi qui lui empêche, de fait, d’être représentée a été voté à majorité”. Il coordinatore valdostano di Fratelli d’Italia in data 17 aprile 2024 ha replicato dicendo di aver incontrato “il presidente della Regione Testolin per significargli la disponibilità ad aprire un tavolo di confronto politico per ridurre a 25 mila voti il quorum per poter ottenere un seggio a Strasburgo”. Erika ha quindi chiesto conferma delle dichiarazioni del coordinatore valdostano di Fratelli d’Italia. Il presidente Testolin in modo molto arrogante e nervoso non ha risposto alla domanda trattandosi di questioni riguardanti il movimento, ma ha dichiarato non esserci tavoli e nell’incontro ufficiale con la presidente Meloni, la stessa, abbia chiuso a qualsiasi proposta e confermato un centralismo poco apprezzato. Erika, costernata dalla risposta, ha rilevato che all’incontro del 16 dicembre 2023 era presente anche il vicepresidente del Consiglio Sammaritani e che è inutile continuare ad attaccare lo stato nazionale quando nemmeno si cercano accordi. Accordi che noi non condividiamo, ma che sono presentati in iniziative del deputato Manes. Sammaritani è intervenuto per confermare l’incontro e attaccare il presidente che non ha nemmeno dato una risposta alle interlocuzioni. Testolin ha quindi parlato di teatrini e evidenziato che incontra anche venditori di libri, ma non deve relazionare in aula. Erika ha quindi ricordato che il coordinatore di Fratelli d’Italia forse non fosse lì a vendere libri.

 

Interrogazione: Utilizzo di un autobus elettrico nel servizio di trasporto pubblico (Chiara)

Abbiamo appreso dagli organi di informazione che in data 12 aprile l’Assessore ai Trasporti ha sperimentato l’utilizzo di un autobus elettrico per risalire la Val d’Ayas. Abbiamo dunque chiesto quale autobus elettrico è stato utilizzato per la prova e da quale ditta è stato fornito; quali sono stati i riscontri sulle prestazioni di tale autobus nel viaggio di andata e di ritorno; se l’autobus utilizzato per la prova è attualmente impiegato nel servizio regionale di trasporto pubblico o il viaggio rimarrà un unicum. L’Assessore Bertschy ha risposto che è stato utilizzato dalla ditta V.I.T.A. un modello di autobus E-WAY Iveco Heuliez, lungo 9,5 m e largo 2,33 m, con una batteria ad alta energia (ricarica lenta) STD 210 kwh OPT 245 kWh. Ha poi aggiunto che i riscontri sono stati positivi e ha fornito alcuni dati sui consumi: in salita da Verrès a St-Jacques l’autobus ha consumato il 25% della carica, in discesa ha recuperato il 7%, per proseguire verso Aosta ha consumato il 13%. Attualmente l’autobus non è in servizio, si è trattato di una prova e altre se ne faranno con Arriva prossimamente. L’Assessore ha detto che nel 2027 si dovrà procedere con il nuovo bando per il TPL e che occorre fin d’ora prepararsi a fare delle scelte. Chiara in replica ha valutato in modo positivo che, finalmente, si effettuino dei test e ci si indirizzi verso i mezzi elettrici, ma ha sottolineato che le prove non dovrebbero essere estemporanee, bensì essere inserite in un progetto più articolato e organico di test in varie condizioni e modalità. In ogni caso emerge una volontà di verifica delle potenzialità degli autobus elettrici, che finora non si era manifestata adeguatamente. In particolare nel PEAR non c’era stato un discorso chiaro, ed il nostro emendamento per una progressiva riconversione del parco autobus del TPL, dal diesel all’elettrico, non era stato accolto Ha poi auspicato che si faccia riferimento agli studi più seri in materia per compiere le scelte e si proceda a un rapido approfondimento del tema della riconversione di tutti i 160 autobus del TPL, abbandonando l’uso del diesel e rispettando la road map per una Valle d’Aosta FFF.  Ha infine ricordato che è stata approvata nel Consiglio del 22 febbraio scorso una mozione di PCP per un approfondimento di tutta la materia “idrogeno” in Commissione, ma è un lavoro che non è stato ancora avviato, quindi ha sollecitato il Presidente della 4 Commissione a procedere.

 

Interrogazione: Attività di helibike sul territorio regionale e impatto sull’ambiente (Chiara, Erika)

Siamo dovute tornare sulla questione delle attività di helibike, già affrontata lo scorso anno perché abbiamo ricevuto una nuova segnalazione circa la pubblicità di una offerta di tour per il mese di luglio, tra Cervinia e Zermatt. Un anno fa gli assessori che ci avevano risposto, ben tre, avevano evidenziato che non era stata rilasciata nessuna autorizzazione, e così pure ci aveva detto il comune di Valtorunenche. Eppure l’evento era stato ampiamente pubblicizzato, nonostante la pratica dell’helibike al momento non sia permessa in Valle d’Aosta. Avuta notizia di queste nuove locandine, a cura questa volta di un altro soggetto, diverso da quello dell’anno scorso e sponsorizzate da 9 aziende, abbiamo riproposto l’iniziativa ispettiva, chiedendo se siano pervenute a qualche Assessorato richieste per attività di helibike per il 22/23 luglio sul ghiacciaio tra Cervinia e Zermatt e se di conseguenza siano state autorizzate; inoltre se, considerato il ripetersi di questi episodi, si ribadirà pubblicamente che tale attività sul territorio regionale non è consentita, al fine di evitarne l’impatto negativo sull’ambiente. L’Assessore Sapinet ha risposto che non è pervenuta alcuna richiesta e che di conseguenza non ci sono autorizzazioni per una pratica che attualmente non è ammessa in VdA. Ha aggiunto che i voli sono sulla parte svizzera. Eravamo abbastanza convinte che non fossero stati concessi permessi, ma ne volevamo conferma, che è arrivata. Però ci interessava anche capire se, a fronte del ripetersi di questi episodi si ribadirà nei prossimi giorni o settimane, in modo inequivocabile, che in Valle d’Aosta non si può praticare l’helibike. Su questo l’Assessore ha sorvolato. A noi sembra importante fare chiarezza e al contempo esercitare tutti i controlli necessari e eventualmente anche sanzionare chi dovesse organizzare eventi senza averne la facoltà.

 

Interpellanza: Stato delle interlocuzioni con la Commissione paritetica e il Ministero dell’interno sul Corpo valdostano dei Vigili del fuoco (Erika, Chiara)

Dopo aver approvato la legge regionale approvata in data 20 marzo 2024 relativa alla creazione del comparto autonomo “Sicurezza e Soccorso Valle d’Aosta” è uscita una deliberazione della Giunta regionale (n. 348 del 29 marzo 2024) sui servizi antincendio aeroportuali dell’aeroporto Corrado Gex. Erika ha quindi chiesto lo stato delle interlocuzioni con la Commissione Paritetica e il Ministero dell’Interno per colmare le differenze economiche e previdenziali, il cronoprogramma per la revisione delle leggi regionali 37/2009 e 12/2002 e le valutazioni che hanno portato all’esternalizzazione del servizio antincendio aeroportuale a decorrere dal 1° luglio 2024. Il presidente Testolin ha evidenziato che la commissione paritetica è appena stata ridefinita e giovedì 9 maggio si riunirà per parlare anche dell’equiparazione pensionistica di CFV e VVF. Le due leggi di settore invece ripartiranno con il nuovo tavolo tecnico che farà il punto su quanto elaborato dal precedente tavolo tecnico nel 2022 per armonizzare le leggi ai principi caratterizzanti il nuovo comparto sicurezza e soccorso, disciplinando la materia secondo le regole del diritto pubblicistico e per questo gli uffici hanno ritenuto opportuno avvalersi della consulenza di un professionista esterno a supporto. Le due leggi potranno essere definite entro la fine del corrente anno. L’esternalizzazione del servizio aeroportuale è legata a ridefinire meglio il ruolo dell’aeroporto puntando sulla sua vocazione al 100% per il soccorso da una parte, per il trasporto turistico sportivo dall’altra e prevedendo nel contempo un segmento di volo commerciale. La società AVDA ha quindi previsto l’innalzamento in quinta e sesta categoria aeronautica e quindi l’aumento della consistenza numerica del presidio antincendio da tre a dodici unità di personale per ogni turno. Consistenza che non può essere garantita corpo Valdostano dei vigili del fuoco con l’attuale organico e pertanto per tale motivo che si è proceduto in via sperimentale per tre anni ad esternalizzare tale servizio. Dal punto di vista economico tale soluzione risulta essere più conveniente per l’amministrazione regionale avendo stimato i costi interni da sostenere molto più elevati di quanto costi l’affido del servizio esternalizzato. Erika in replica ha auspicato che questa nuova paritetica possa finalmente portare a termine la questione della previdenza, mentre sulle leggi regionali di settore ha rilevato che dopo anni di lavoro, ora si riparte da capo. Sulle valutazioni dell’esternalizzazione dell’aeroporto invece le risposte non hanno per nulla convinto. Negli anni si è investito in formazione, fino ad avere personale qualificato come istruttore aeroportuale che tiene corsi anche fuori dal territorio valdostano. Non tornano i costi relativi al CVVVF che sono differenti all’interno della stessa DGR: E non si comprende se le 12 unità fisse previste per i vigili le deve garantire anche questa nuova ditta che abbiamo visto mettere annunci per la ricerca di personale. Com’è possibile che i vigili costino 5milioni e 200mila euro, mente la ditta esterna ne costi 1milione e 300 mila? Gli interventi strutturali e impiantistici inoltre andavano fati sia con i Vigili sia con la ditta esterna. Dire poi che il ruolo dell’aeroporto punterà sulla vocazione di centro per l’elisoccorso e per le attività di PC e estromettiamo i VVF sembra una contraddizione.

 

Interpellanza: Azioni per evitare la chiusura del traforo del Gran San Bernardo a seguito delle problematiche tra le Società concessionarie (Erika)

Erika ha nuovamente chiesto come intendesse agire il Governo regionale in merito alle diverse problematiche generatesi dalla ‘crisi’ di rapporti tra TGSB e Sitrasb anche e soprattutto per scongiurare la chiusura del tunnel più volte minacciata dagli svizzeri a causa di una presunta pericolosità di transito in galleria e rinstaurare dunque un clima collaborativo tra le due società. Il presidente Testolin ha detto che il capo della delegazione italiana della Commissione italo-svizzera del Traforo del Gran San Bernardo si sta interessando direttamente delle tensioni tra le due società di gestione del tunnel e ha chiesto un approfondimento tecnico sulla struttura dal Comitato tecnico predisposto all’interno della Commissione stessa, anche al fine di garantire l’indipendenza delle valutazioni. Con un accordo con il ministero dei Trasporti Sitrasb è stata autorizzata all’esecuzione dei lavori di ripristino della soletta di ventilazione considerandone anche l’ammissibilità della spesa nell’ambito della concessione e la conformità di tale spesa alla regolamentazione vigente di un eventuale indennizzo da subentro. Il ministero ha confermato anche il dialogo in corso con la Commissione europea per quanto riguarda il prolungamento della concessione, confidando in una conclusione positiva di tale iter, avendo già evidenziato l’assenza di qualsiasi vantaggio economico connesso all’estensione della concessione. Il presidente Testolin ha comunque richiamato l’attenzione dei componenti del CdA di Sitrasb ai loro doveri di governo della società nell’interesse della collettività valdostana e del mantenimento di buoni rapporti con la controparte elvetica e soprattutto della necessaria transitabilità in sicurezza di un traforo internazionale la cui chiusura porterebbe a inevitabili accertamenti sulle eventuali responsabilità. Erika ha evidenziato le preoccupanti problematiche inerenti il tunnel del Gran San Bernardo, testimoniate da un rapporto epistolare che definire ‘acceso’ è quasi un eufemismo e che se restasse su questo piano difficilmente porterebbe a risoluzioni valide. Bene il fatto che sulla concessione vi siano maggiori speranze rispetto al passato, soprattutto circa la ‘bancabilità’ delle operazioni. Resta il fatto che un approfondimento serio sul tema debba essere fatto nella competente Commissione consiliare. Bisogna garantire ad ogni costo la transitabilità del traforo e perché ciò avvenga è necessario che le due società trovino una ‘quadra’ concreta e abbandonino una ‘guerra’ a colpi di missive infuocate

 

Interpellanza: Incarico all’Istituto energie rinnovabili di Bolzano per uno studio sulla conversione a emissioni zero della flotta di autobus (Chiara)

Ai fini della transizione ecologica e dell’obiettivo di una Valle d’Aosta fossil fuel free entro il 2040, in anticipo rispetto all’obiettivo europeo al 2050, occorre fra le altre azioni anche convertire l’intera flotta dei 160 autobus operanti in Valle d’Aosta in modo da arrivare ad utilizzare solo mezzi ad emissioni zero. E’ un tema à la une e sono numerosi gli studi e le pubblicazioni scientifiche che affrontano la questione della tecnologia migliore da utilizzare per tale conversione. A seconda delle caratteristiche dei territori, occorre fare valutazioni specifiche. Diverso può essere il comportamento di un mezzo in zona di pianura o in zona di montagna, e diverso anche se il clima è particolarmente freddo, oppure con temperature piuttosto calde. Dobbiamo fare tesoro delle esperienze che già ci sono e degli studi già realizzati, tanto più che tutta la nuova organizzazione e la programmazione sono ancora da definire e che nel 2027 si dovrà procedere con il nuovo bando del TPL. In questa ottica, ci siamo documentati in particolare sul lavoro di ricerca dell’Istituto Energie Rinnovabili di Eurac Research di Bolzano, diretto da Wolfram Sparber; un Istituto di ricerca importante, inserito in ambito universitario, che impiega 130 persone e può contare su 11 laboratori di ricerca. Ci risulta che tale Istituto sia l’unico che abbia studiato a fondo la questione dell’utilizzo di autobus elettrici e autobus a idrogeno in un territorio montano simile a quello della Valle d’Aosta, e ad avere elaborato un complesso modello di simulazione. In sostanza, considerato che nella Provincia Autonoma di Bolzano c’è una sperimentazione con una decina di autobus ad idrogeno e sono operativi anche alcuni autobus elettrici, l’Istituto ha potuto mettere a confronto le due opzioni: mezzo a idrogeno e mezzo elettrico. Sono studi di cui Wolfram Sparber ha parlato anche in una intervista pubblicata sulla “Gazzetta Matin” del 30 marzo 2024 con un ragionamento molto equilibrato. Noi crediamo che occorra esaminare gli studi, fare una riflessione e poi assumere un orientamento. Ma bisogna dire in che direzione si vuole andare: se si vuole puntare sull’idrogeno o sull’elettrico, e con quale tempistica per il passaggio al nuovo sistema. Abbiamo quindi chiesto se il governo ha valutato o intende valutare l’opportunità di affidare uno specifico incarico all’Istituto Energie Rinnovabili di Bolzano per uno studio sulla migliore soluzione per una conversione a emissioni zero della flotta di autobus operanti in Valle d’Aosta; inoltre se intende riferire presso la competente Commissione consiliare in merito alle azioni che si intendono realizzare per una transizione ecologica dell’intero sistema del trasporto pubblico in Valle. L’Assessore Bertschy ha risposto che c’è un interesse della Regione ad approfondire e a contattare l’Istituto di Bolzano, che è una autorità in materia. Ha ricordato che la Regione ha interesse anche ad approfondire la questione idrogeno ma che c’è apertura. Non si è sbilanciato sulla volontà di affidare un incarico, ma ci è sembrato che rispetto alla discussione avuta sul PEAR, ci sia stato un atteggiamento più disponibile. Sul riferire in commissione nessun problema, appena ci sanno elementi di valutazione significativi. In replica Chiara ha valutato positivamente la disponibilità a contattare l’Istituto. Ha ricordato che nel Pear si ipotizza un utilizzo dell’idrogeno nel TPL, ma è un progetto che è stato messo in crisi fin dal primo passaggio, quello dell’acquisto di autobus a idrogeno. Come noto non c’è stato nessun acquisto ed ora pare che per poter recuperare i fondi dello Stato andati persi proprio per l’opzione idrogeno, ci si indirizzi verso gli autobus elettrici. Le pubblicazioni e gli studi indicano chiaramente che la strada da percorrere è quella degli autobus elettrici. Ha auspicato che i contatti con Eusarch si traducano in un incarico per studiare la situazione in Vda. Ovviamente torneremo periodicamente sul tema per capire se ci saranno evoluzioni e di che tipo.

 

Interpellanza: Difficoltà nell’applicazione della nuova normativa regionale e nazionale sugli affitti brevi (Erika, Chiara)

Erika ha parlato nuovamente delle nuove disposizioni normative sugli affitti brevi chiedendo di conoscere le criticità evidenziate dai Comuni e dai proprietari di immobili a seguito dell’applicazione delle leggi nazionale e regionale (metrature, destinazioni d’uso, periodi di affitto della prima casa, inserimento Cir nei vari portali); le intenzioni e le iniziative poste in essere dalla Regione per agevolare i cittadini e gli enti locali per i rispettivi adempimenti; gli esiti degli approfondimenti per verificare quali modifiche apportare alla legge regionale n. 11/2023 e l’eventuale sussistenza dei presupposti, in accordo con la Commissione turismo della Conferenza delle Regioni, per l’impugnazione davanti alla Corte costituzionale di quelle disposizioni che appaiono lesive delle prerogative che la Costituzione e lo Statuto speciale attribuiscono alla Valle d’Aosta in materia di turismo. L’Assessore Grosjacques ha ribadito che, per quanto attiene l’applicazione della legge regionale 11/2023, non sono emerse particolari criticità, ma più che altro richieste di informazione. Le segnalazioni dei Comuni si sono limitate ad un numero ridottissimo di casi riferiti soprattutto ad estremi catastali non propriamente corretti e a fabbricati utilizzati per la locazione turistica con destinazione d’uso non residenziale. Riguardo alla normativa statale, l’Assessore ha spiegato che le disposizioni relative al Codice identificativo nazionale (Cin) non sono ancora applicabili e non si ha ancora notizia formale. Le poche richieste di informazioni dei locatori riferite alla normativa statale hanno riguardato in massima parte la tipologia di estintore da acquistare e il possesso dei requisiti di sicurezza degli impianti che è prescritto esclusivamente per gli alloggi ad uso turistico gestiti in forma di impresa. Infine, l’Assessore ha detto che, dopo una serie di confronti in sede di Conferenza delle Regioni, è stato deciso, anche per evitare scenari conflittuali che non aiutano la risoluzione dei problemi, di rinunciare all’ipotesi del contenzioso costituzionale e di orientarsi ad una leale collaborazione con il Ministero per arrivare ad un’applicazione della normativa statale quanto più uniforme su tutto il territorio nazionale. Erika ha replicato evidenziando che nessuno mette in dubbio l’opportunità di normare le locazioni brevi, bensì la logica sottesa della legge che è tutta basata sul concetto di destinazione urbanistica: le segnalazioni sono proprio legate a questo, la determinazione dei posti letto, le destinazioni d’uso, la presenza degli estintori… Presentare una Scia, modificare i regolamenti sugli oneri ed effettuare una variante ai Piani regolatori generali per mutare la destinazione d’uso nel caso dei vincoli derivanti dagli equilibri funzionali, non sembrano semplificazioni, né per i locatari né per gli uffici comunali. Le criticità ci sono e continuare a negarle con ostinazione per voler mantenere l’impostazione di questa legge non aiuta nessuno. Sono anche sindacati come l’Uppi, associazioni come Home sharing Club Valle d’Aosta e i cittadini a chiedere queste semplificazioni.

 

Mozione: Impegno a chiedere a Cva una maggiore chiarezza nelle prossime comunicazioni ai clienti sulla modifica dell’offerta Cva7 (Chiara, Erika)

Siamo tornati su una questione già affrontata, che riguarda la trasparenza e la correttezza della comunicazione di Cva che, non ci stancheremo di ripeterlo, è una società soggetta al controllo della Regione e di cui del resto la Regione, di concerto con Finaosta, nomina il Presidente, l’Amministratore delegato, gli altri tre componenti del Consiglio di amministrazione, nonché il Collegio dei revisori dei conti.  Chiara ha ricordato che con una comunicazione inviata a circa 50.000 clienti nel settembre 2023 CVA Energie ha informato della decisione di procedere ad una modifica unilaterale del contratto per quanto riguarda il corrispettivo per la materia energia. La lettera inviata affermava che a partire dal 1° gennaio 2024, sarebbe decaduto lo sconto del 40% ma la società avrebbe applicato un corrispettivo di 0,1193 euro/kWh “fisso e invariabile per sette anni e quindi sino al 31 dicembre 2030”. Nella stessa comunicazione, qualche riga più in basso, si evidenziava tuttavia che rimanevano invariate “tutte le altre clausole contrattuali, economiche e generali“, senza specificare che fra queste clausole generali rimaneva quindi in vigore quella che consentiva a CVA di modificare i corrispettivi richiesti con un preavviso scritto di tre mesi. Ora CVA intende utilizzare tale potestà per ridurre il corrispettivo richiesto, come sollecitato da vari gruppi politici e da associazioni di consumatori, ma ne deriva contestualmente e in modo evidente che, ai sensi del testo del contratto, potrebbe analogamente utilizzare tale facoltà anche per aumentare il corrispettivo richiesto. Nel comunicato stampa di CVA del 16 aprile u.s. successivo alla conferenza stampa del giorno stesso, si afferma che CVA Energie aveva inserito nella proposta contrattuale la possibilità di introdurre modifiche migliorative, qualora il mercato si fosse stabilizzato. In realtà tale formula, che avrebbe consentito deroghe al “prezzo fisso e invariabile per 7 anni” solo per offerte “migliorative”, non compariva nella lettera inviata a settembre ai clienti CVA, né nelle clausole contrattuali in vigore allora, né nell’offerta CVA 7 pubblicizzata sul sito della società. Quella compiuta da CVA è una comunicazione fuorviante e ingannevole. Nell’interesse e nel rispetto dell’utenza, occorre riformulare l’offerta cosiddetta “fissa e invariabile in modo che sia inequivocabile l’inesistenza della possibilità da parte di CVA di incrementare il corrispettivo richiesto per tutto l’arco temporale di 7 anni e cioè fino al 31 dicembre 2030. La nuova offerta Cva presentata il 16 aprile non è soddisfacente perché la base di calcolo della tariffa cosiddetta fissa, pur avendo avuto una riduzione, è ancora troppo elevata, e anche perché il sistema delle due tariffe crea confusione e incertezza in chi deve decidere. Ma, al di là di questa critica di fondo, non è accettabile che si definisca “tariffa fissa e invariabile” un sistema che con le attuali clausole contrattuali non è affatto fisso perché si può modificare con un preavviso di soli tre mesi. La mozione chiedeva quindi un atto doveroso, non è accettabile che una società pubblica controllata dalla Regione faccia della pubblicità ingannevole. Pertanto si voleva impegnare il Presidente della Regione a evidenziare a CVA la necessità che, nelle comunicazioni che verranno prossimamente inviate ai clienti, circa la modifica all’offerta CVA7, CVA energie precisi che effettivamente il corrispettivo richiesto per la materia energia non potrà essere oggetto di incremento nell’arco temporale di sette anni e che tale disposizione categorica prevalga sulle altre norme contrattuali relative agli adeguamenti tariffari previsti. Inoltre a trasmettere copia della presente deliberazione a Finaosta e a tutti i componenti del Consiglio di amministrazione di CVA. Testolin ha ribadito che CVA è autonoma e che la Regione non può intervenire sulle scelte tariffarie che competono all’azienda. Occorre essere responsabili, sapendo che Cva è una grande risorsa per tutta la comunità e non si può metterne in discussione l’autonomia decisionale. Ha aggiunto che CVA in accordo con le associazioni di consumatori comunicherà in modo chiaro l’offerta ai clienti. Ma certo secondo Testolin non si può sostituirsi agli amministratori di Cva che del resto sono nominati dalla Regione e di cui si ha massima fiducia. Ha proposto l’astensione. In replica Chiara ha affermato che le argomentazioni del Presidente non sono per nulla convincenti. Sul fatto che la Regione possa interloquire con CVA sulla politica tariffaria, noi abbiamo chiesto e acquisito un qualificato parere pro veritate. Il prof Caruso scrive: “la Regione può legittimamente interloquire con Cva per garantire la salvaguardia di interessi regionali” come quello di avere tariffe vantaggiose per le famiglie e le imprese operanti in Vda. Ma la mozione non riguardava neppure il campo delle scelte tariffarie, bensì il campo della comunicazione, della correttezza e trasparenza nella comunicazione. Si deve pretendere che una società pubblica, al 100% della Regione, faccia una comunicazione trasparente chiara. Se la comunicazione di CVA sulla modifica unilaterale del contratto non conterrà una revisione delle norme contrattuali che consentono di modificare il corrispettivo richiesto con solo tre mesi di anticipo, sarà una comunicazione ingannevole. Se la società dirà che fa un prezzo fisso e invariabile per 7 anni, ciò non sarà vero, perché con un preavviso di soli tre mesi può modificare unilateralmente tale corrispettivo, con un miglioramento sì, ma anche con un peggioramento per l’utenza, che non è assolutamente escluso. Se sarà così non rimarremo in silenzio e valuteremo tutte le ulteriori iniziative che sarà possibile prendere

 

Mozione: Attivarsi affinché lo Stato mantenga una partecipazione maggioritaria nel capitale di Poste italiane (Erika, Chiara)

Erika attraverso questa iniziativa impegnava la Giunta ad attivarsi nei confronti del Governo e del Parlamento per il mantenimento di una partecipazione maggioritaria dello Stato nel capitale di Poste italiane a fronte dell’impegno del Governo regionale di farsi parte attiva per rappresentare le peculiarità della Valle d’Aosta e i suoi punti di forza, in quanto regione di frontiera confinante con Francia e Svizzera. Il presidente Testolin ha comunicato all’aula di aver incontrato i sindacati due giorni prima (6 maggio) e aver richiesto la disponibilità ad aprire un tavolo di confronto con Poste Italiane. Erika ha quindi ritirato la mozione con l’impegno di seguire l’evoluzione della vicenda.

 

Mozione: Individuare soluzioni per semplificare la procedura relativa all’imposta di soggiorno per i locatori di alloggi ad uso turistico (Erika, Chiara)

Questa mozione presentata da Erika è stata respinta con 18 voti di astensione (UV, FP-PD, AV-VdAU, PlA) e 16 a favore (PCP, Lega VdA, RV, FI, GM). Erika chiedeva al Governo di cercare delle soluzioni per semplificare la procedura relativa all’imposta di soggiorno da parte dei locatori degli alloggi ad uso turistico, prevedendo una funzionalità aggiuntiva all’interno della piattaforma online “locazioni turistiche”; ad adeguare le disposizioni regionali, alla luce delle modifiche della disciplina nazionale, in maniera da semplificare gli adempimenti tributari a carico dei proprietari di alloggi a uso turistico che scelgono di avvalersi di soggetti intermediari o gestori di portali telematici. Richiamando l’introduzione della nuova imposta di soggiorno, applicata da tutti i Comuni a partire dal 1° maggio anche negli alloggi a uso turistico, Erika ha evidenziato che i proprietari degli alloggi lamentano la difficoltà a calcolarla, introitarla e a adempiere a tutte le procedure successive. Ha ricordato la disponibilità del portale “Airbnb” a riscuotere e versare, per conto dei propri host, l’imposta di soggiorno, cui l’Assessorato ha risposto che nessun portale telematico può effettuare queste riscossioni dagli ospiti degli alloggi. Bisogna semplificare la vita a chi non fa questo di mestiere, ma che di fatto aiuta ad ampliare l’offerta turistica in Valle d’Aosta. Per l’Assessore Grosjacques il principio della semplificazione deve coniugarsi con la certezza del diritto e l’efficacia dell’Amministrazione: in questa fase di avvio, l’Assessorato ha preferito la soluzione individuata, in quanto l’universo degli affitti brevi è molto eterogeneo, con operatori che si appoggiano su piattaforme diverse. L’imposta deve essere gestita in modo rigoroso: non si tratta di una cedolare secca uguale per tutti, ma di un’imposta che varia in base alla tipologia e al comune di appartenenza. Quindi, l’Assessorato, a tutela dei comuni e dei locatori, non ha ritenuto che ci fossero le condizioni per la gestione della tassa da parte delle diverse piattaforme. L’Assessore si è detto disponibile ad un confronto in Commissione per approfondire ulteriormente la questione, una volta che vi saranno novità dal punto di vista legislativo. Solita chiusura da parte di questa maggioranza che nemmeno crea due semplici campi aggiuntivi alla piattaforma delle locazioni turistiche per aiutare i locatari, con la solita volontà di complicare la vita alle persone per disincentivarle a continuare in questa attività, non capendo l’importanza di questo settore.