La seduta si è aperta con una lunga comunicazione da parte del Presidente della Regione sulla situazione legata agli eventi alluvionali e franosi del 29 luglio che hanno colpito la Valle d’Aosta, ed in particolare Cogne e Breuil Cervinia. C’è stato un ampio dibattito e sono state presentate due risoluzioni:
– una depositata da RV – PCP e i gruppi di maggioranza che è stata approvata con l’astensione dei gruppi Lega VdA e FI in cui “l’Assemblea esprimeva vicinanza alle comunità colpite dagli eventi calamitosi su tutto il territorio regionale ed evidenziava la necessità di sostenerle nei momenti di grave difficoltà. Inoltre, impegnava il Presidente della Regione ad informare settimanalmente i Capigruppo sull’evolversi della gestione dell’emergenza e a portare preventivamente a conoscenza dei Capigruppo ogni iniziativa assunta al fine di supportare le comunità colpite”
– una presentata dal nostro gruppo riguardante l’utilizzo emergenziale della infrastruttura “trenino di Cogne”, che non ha ottenuto i voti necessari alla sua trattazione immediata. È stata quindi iscritta, ma sarà discussa in coda all’ordine del giorno.
Nel dibattito sono intervenute sia Erika che Chiara. Erika ha espresso la vicinanza alle popolazioni colpite e ha rivolto un ringraziamento a tutti coloro che stanno operando per un rapido ritorno alla normalità. “Situazioni di questo tipo sono sempre più frequenti perché i cambiamenti climatici esistono e continuano ad incidere in modo pesante sulla vita di tutti noi. Per il nostro gruppo serve un’altra politica, un’altra gestione non solo dei cambiamenti climatici, ma abbiamo sottoscritto la risoluzione perché riteniamo che ci debba essere un’informazione corretta nei confronti del Consiglio sulla gestione dell’emergenza e del superamento di questa. Abbiamo anche presentato una nostra risoluzione per lanciare una proposta dopo aver sentito parlare di “mettere le ali” a Cogne o di usare una funivia – che per ora non ha nemmeno uno studio di fattibilità – come vie di fuga. Noi vogliamo ricordare che esiste un collegamento tra Pila e Cogne attraverso la galleria del Drinc che si potrebbe utilizzare per le emergenze come fortemente sostenuto dai Sindaci Ruffier e Cottino. Proponiamo quindi di coinvolgere il Reggimento Genio Ferrovieri per effettuare al più presto un sopralluogo“. Chiara ha parlato di «sentimento di ammirazione per lo spirito dimostrato dalle comunità di Cogne e Breuil-Cervinia e per come hanno affrontato l’emergenza», ma ha anche ricordato che «questi eventi sono una conseguenza diretta del cambiamento climatico. Il cambiamento climatico è un fenomeno che riguarda tutta la terra, ma la Valle d’Aosta, regione di alta montagna, è particolarmente esposta. La domanda che dobbiamo farci è la seguente: siamo una regione virtuosa nell’affrontare queste sfide? Noi crediamo di no. Siamo indietro rispetto all’obiettivo della Valle d’Aosta decarbonizzata entro il 2040; la prevenzione è fondamentale, a tutti i livelli. Occorre ora uno sforzo per valutare soluzioni emergenziali, quale può essere la riattivazione temporanea del trenino Pila-Cogne.»
Erano poi stati iscritti quattro progetti di legge: un disegno di legge presentato dalla Giunta regionale che disciplina l’organizzazione dei servizi al lavoro e del sistema della formazione professionale in Valle d’Aosta; una proposta di legge statale depositata dal gruppo Rassemblement Valdôtain che contiene disposizioni per l’istituzione di zone franche urbane e di montagna in Valle d’Aosta; due proposte di legge – di cui una nostra, la n. 140 – sulla modifica della disciplina che ha assegnato al Difensore civico le funzioni di Garante dei diritti delle persone con disabilità.
Sul DL LAVORO è intervenuta Erika in discussione generale annunciando l’astensione, dal momento che si è trattato di «un testo che doveva essere maggiormente condiviso e che presenta molte criticità come rilevato nelle audizioni dei vari portatori di interesse. La relazione enfatizza le riforme introdotte dal Jobs Act su cui siamo fortemente contrarie ed esprime un concetto di lavoro flessibile che secondo noi non va di pari passo con un sistema di promozione e di protezione sociale. Un testo che trasforma i Progetti di inclusione sociale e che pone il concetto di condizionalità tra le misure di sostegno al reddito o la fruizione dei servizi per il lavoro e l’effettiva disponibilità ad accettare offerte di lavoro o misure di politica attiva, Inoltre, è completamente ignorato il tema del rapporto tra intelligenza artificiale e lavoro che è di grandissima attualità. Siamo di fronte ad una riforma che non tiene conto della competenza primaria della nostra Regione nell’istruzione tecnico-professionale, ma allo stesso tempo stressa il concetto di raccordo tra istruzione e formazione. Per noi, l’istruzione deve mantenere un suo ruolo formativo e non solo di addestramento professionale legato ai bisogni delle imprese. Esprimiamo poi grandi perplessità sul sistema duale. Infine, rispetto alle persone con disabilità, il testo rimane vago, mentre vi deve essere una maggiore presa in carico e incisività sul tema. Una riforma che si allontana da tutte le politiche progressiste che noi rappresentiamo.»
Abbiamo quindi presentato 20 emendamenti, (9 dei quali approvati) e 4 ordini del giorno (respinti) 2 con il solo voto favorevole del nostro gruppo – il primo sulla promozione di un referendum per l’abrogazione del Jobs Act e il secondo che voleva evitare l’ingresso delle aziende nelle scuole per lo svolgimento di attività formative. Con 19 astensioni della maggioranza, contro i 16 voti a favore dei gruppi di opposizione un terzo ordine del giorno che chiedeva la presentazione alle Commissioni interessate della bozza di deliberazione sui Progetti di utilità pubblica. Il quarto sul monitoraggio dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro è stato ritirato.
EVIDENZIAMO CHE IL GRUPPO DEI 5 CONSIGLIERI DI FP-PD CHE PER SETTIMANE CERTIFICAVANO AI BANCHETTI DELLA CGIL PER ABROGARE LA RIFORMA DEL JOBS ACT HANNO VOTATO CONTRO L’ODG. STESSA POSIZIONE DI AMBIGUITA’ SULLA FORMAZIONE DUALE PROMOSSA DAL MINISTRO VALDITARA.
Malacrinò è quindi intervenuto ricordando di non voler consegnare la Regione alla destra, ma anche rispetto al tema del Lavoro hanno dimostrato di essere assolutamente allineati alla destra.
Sulla proposta di legge statale per istituire delle Zone produttive speciali (ZPS) e delle Zone franche montane (ZFM), è intervenuta Chiara. Pur condividendo il principio che sia corretto intervenire rispetto a delle realtà comunali dove c’è desertificazione commerciale e spopolamento, ha rilevato che però lo strumento proposto non sembra particolarmente efficace e crea perplessità. Il punto di partenza è alto e ambizioso, ma quando si scende a terra non tutto quadra: il primo problema sta nel fatto che l’articolo 14 dello Statuto afferma che il territorio della Valle d’Aosta è posto fuori della linea doganale e costituisce zona franca, mentre la proposta di legge che stiamo affrontando non riguarda tutta la Valle, ma solo dei comuni o delle aree. Inoltre, all’interno di queste aree non si prevede la scomparsa delle imposte, ma si interviene con una riduzione: non si tratta quindi di zone franche ma di aree dove la tassazione è ridotta. Descrivere questo provvedimento come attuativo dell’articolo 14 è un’esagerazione, una forma propagandistica. Il testo è complicato: le zone franche urbane sono diventate delle zone produttive speciali, che a noi sembra una cosa diversa dalle zone franche. E soprattutto si prevedono aree di comuni non ben definite, ciò che rende complessa l’applicazione di tali Zps e Zfm. Infine non c’è chiarezza sul percorso che si intende fare: accanto allo strumento della proposta di legge statale è in itinere il percorso della norma di attuazione. Il rischio è che non si ottenga un risultato utile per la comunità.
Sui due testi riguardanti le funzioni del Garante è intervenuta principalmente Erika, che era relatrice della proposta ed ha evidenziato come già in fase di approvazione della legge n. 20/2022 avevamo rilevato tre criticità: l’attribuzione di questo ruolo alla Difensora civica, già Garante per i detenuti e Garante per l’infanzia e l’adolescenza; la previsione di un soggetto esperto a supporto del Garante per cinque anni a titolo gratuito; l’estensione della tutela dei diritti delle persone con disabilità ai loro caregiver. Nessuna osservazione in quell’occasione è stata presa in considerazione. Nel marzo 2023 anche il CodiVdA ha riportato le stesse criticità, ma anche in questo caso la maggioranza, malgrado i continui annunci mai concretizzati, non ha mai dato risposta. Il 3 aprile scorso, abbiamo quindi depositato la nostra proposta che sostanzialmente interviene su queste criticità e prende in considerazione le nuove disposizioni dettate dall’istituzione, a febbraio 2024, del Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. La nostra proposta vuole introdurre un apposito comma che definisca il ruolo e gli ambiti del coinvolgimento dei caregiver familiari, prevede un impegno legato all’applicazione dei Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche e l’aumento di risorse per consentire al Garante di avvalersi di consulenze e incarichi esterni ad esperti. Nonostante la nostra proposta di legge abbia sollecitato il deposito di una legge della maggioranza che interviene su due dei tre punti che noi avevamo rilevato due anni fa, ancora una volta evidenziamo la mancata volontà di condivisione e il non ascolto di chi giornalmente vive queste situazioni. L’auspicio è che per lo meno venga accolto il nostro emendamento relativo al tema dell’eliminazione delle barriere architettoniche, ma anche su questo abbiamo molti dubbi.»
Chiara ha poi ricordato che la legge sul Garante delle persone sulla disabilità è stata approvata nel 2022 e, fin da subito, abbiamo segnalato le criticità, che puntualmente si sono manifestate. Le funzioni attribuite a questa figura vanno a sommarsi a quelle già in capo al Difensore civico che ha anche la delega per i detenuti e abbiamo sempre detto che era inopportuno convogliare tutte queste competenze su una sola persona, senza dare il necessario supporto. Ci fa poi specie che non si sia tenuto conto della voce di chi è un’autorità in materia: le richieste di modifica, che abbiamo proposto con il nostro progetto di legge, arrivano da CodiVdA, che rappresenta 14 realtà del mondo della disabilità. Non ascoltare chi quotidianamente affronta la realtà della disabilità è sconcertante. Particolarmente grave è la mancata previsione di dotare gli uffici del supporto scientifico chiesto dal mondo della disabilità e il mancato affidamento al Garante di un ruolo nell’ambito di un cronoprogramma per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Sulla proposta di legge è stato poi respinto, con 18 astensioni (UV, FP-PD, PlA, SA) e 16 a favore (PCP, Lega VdA, RV, FI, GM), un ordine del giorno sempre presentato da Erika per sollecitare i Comuni che hanno richiesto l’accesso ai fondi per la realizzazione dei Piani di abbattimento delle barriere architettoniche (Peba) a coinvolgere le associazioni rappresentative delle persone con disabilità e per attivare un’azione di sensibilizzazione sull’importanza dei Peba presso i Comuni che non hanno chiesto i finanziamenti disponibili alla loro realizzazione.
EVIDENZIAMO CHE LA PROPOSTA DI MAGGIORANZA AVEVA COME RELATORE ANCHE MANFRIN, NON HA ASCOLTATO LE ASSOCIAZIONI DEI DISABILI E HA NUOVAMENTE RALLENTATO IL LAVORO SULL’ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE.
All’ordine del giorno c’erano poi 14 iniziative del nostro gruppo consiliare, 1 question time, 5 interrogazioni, 6 interpellanze, 2 mozioni. Le interpellanze, tranne una, e le mozioni sono state tutte rinviate al prossimo consiglio, in quanto per ragioni di tempo non si è potuto discuterle.
Questione time: Valutazioni sull’utilizzo della ferrovia del Drinc tra Pila e Cogne come via di collegamento in situazioni di emergenza (Erika, Chiara)
Erika ha specificato che «a seguito dell’evento alluvionale del 29 giugno scorso, che ha completamente isolato Cogne, la ferrovia del Drinc, unica via d’accesso, ha ancora una volta dimostrato di essere di fondamentale importanza è quindi importante affrontare la questione delle vie alternative e lo avevo già rilevato in un’iniziativa del 20 giugno. La Ministra Santanchè ha parlato di “mettere le ali” a Cogne per trasferimenti in elicottero e dal canto loro, invece, l’Assessore regionale ai trasporti e l’Assessora comunale al turismo di Cogne vedono nel collegamento funiviario con Pila una risposta alle emergenze” Ha quindi chiesto di sapere quali riflessioni siano state fatte sul riutilizzo della ferrovia del Drinc come via di collegamento e fuga in caso di situazioni emergenziali. Il Presidente Testolin, ha riferito che «nell’ambito del confronto con la comunità di Cogne in occasione del sopralluogo effettuato dalla Giunta regionale lo scorso 4 luglio si sono marginalmente affrontate anche le tematiche di prospettiva relative ad eventuali collegamenti alternativi alla viabilità. Tra questi sono stati evocati il collegamento funiviario tramite Pila, i cui studi e le cui opportunità sono oggetto di attenzione da tempo e su cui gli approfondimenti si sono intensificati in questi ultimi mesi. Nel discorso si sono inserite anche le possibili valutazioni in merito alla galleria del Drinc, argomento che è da affrontare con la delicatezza del caso ma che fa parte del ventaglio di situazioni che una valutazione di prospettiva potrebbe nel futuro considerare. Credo, però, che questo tipo di analisi dovrà essere affrontato nei tempi e nei modi opportuni dopo la risoluzione dell’emergenza. Anche perché voi parlate di ferrovia, ma in realtà siamo di fronte ad una infrastruttura che al momento non consente nessun tipo di utilizzo o percorrenza e tanto meno in sicurezza.» Erika ha replicato usando le parole del Sindaco Ruffier che «nel 2004 sosteneva come prima di valutare l’idea della funivia, prevista dal 1994, bisognasse completare il collegamento ferroviario, opera importante per evitare che problemi legati alla strada possano isolare il paese. La non chiusura che il Presidente ha posto speriamo possa fargli valutare la nostra idea di prevedere un coinvolgimento del Reggimento Genio ferrovieri.»
Interrogazione: Modifica dello Statuto speciale regionale in materia di competenza statale sulle concessioni e subconcessioni a scopo idroelettrico (Chiara)
Chiara ha ricordato che nell’ambito del tavolo tecnico delle Regioni a Statuto speciale, si sta elaborando un disegno di legge che contiene revisioni significative ai cinque Statuti speciali. Fra le numerose carenze del nostro Statuto permane quella dell’articolo 8 che, anacronisticamente, affida ancora alla normativa dello Stato la competenza di definire le procedure e le norme tecniche per le concessioni e subconcessioni a scopo idroelettrico delle acque pubbliche di proprietà della Regione. Dal 2019, la Valle d’Aosta sta tentando di intervenire con un’apposita norma di attuazione per il trasferimento della competenza, ma senza esito. Abbiamo quindi chiesto di sapere se la modifica di questa parte del nostro Statuto sia fra i temi all’esame del tavolo tecnico. Il Presidente ha detto che il tavolo tecnico-politico – il cui referente tecnico per la Regione è la professoressa Barbara Randazzo -, sulla base del testo consegnato dai Presidenti delle Autonomie speciali a Torino alla Presidente del Consiglio dei Ministri in occasione del Festival delle Regioni di ottobre 2023, ha affrontato tematiche trasversali che riguardano principi comuni a tutti gli Statuti speciali, al fine di definire un percorso comune di modifica degli Statuti stessi. Le tematiche riguardano la ridefinizione dei limiti all’esercizio della potestà legislativa, gli interventi di manutenzione statutaria, l’introduzione del principio dell’intesa nel procedimento di modifica degli Statuti speciali. Per quanto riguarda l’articolo 8 dello Statuto, il Presidente ha evidenziato che i limiti che scontano le procedure per l’assegnazione delle concessioni idroelettriche derivano dalla normativa eurounitaria più che da quella statale. Il limite del principio della tutela della concorrenza è infatti di derivazione eurounitaria e vincolerebbe la Regione allo stesso modo dello Stato. Chiara in replica ha espresso stupore riguardo al fatto nella bozza consegnata alla Premier non ci sia nulla sulla competenza regionale in materia di concessioni, perché si tratta di un tema molto rilevante per la nostra Regione. Tema che, invece, è stato affrontato dal Trentino Alto-Adige, con una proposta specifica che attribuisce alle due Province competenza piena in materia di concessioni idroelettriche. La Valle d’Aosta, invece, cosa fa? Sta solo a guardare? Grave che non si pensi di utilizzare questa revisione per sanare una disposizione anacronistica del nostro articolo 8, che nega la competenza della Regione in materia di concessioni idroelettriche. Come è altrettanto grave il perdurante silenzio sulla norma di attuazione sulla stessa tematica.
Interrogazione: Precauzioni adottate da Cva durante le operazioni di svuotamento della diga del Gabiet (Chiara)
L’iniziativa prendeva spunto dalla lettera inviata da Legambiente a CVA, in relazione all’annunciato svuotamento della diga del Gabiet per permettere alla società di effettuare lavori di manutenzione dell’invaso, che evidenziava preoccupazioni per lo smaltimento dei fanghi. Recentemente in Trentino e nell’Alessandrino ci sono stati problemi perché i fanghi di alcune dighe con lo svuotamento sono scesi a valle creando colate e danni alla fauna ittica e ai territori. Chiara ha chiesto quali precauzioni si sono adottate per scongiurare le possibili criticità, quali operazioni sono state fatte e sono ancora da fare, come vengono trattati i fanghi. Il Presidente ha risposto che il rilascio dell’acqua è avvenuto gradualmente e che tutte le operazioni sono state illustrate e concordate preventivamente, in particolare c’è stata una riunione il 4 giugno scorso, a cui hanno partecipato tutti i soggetti interessati (CVA, Comune, Arpa, Regione, Consorzio Pesca, Protezione civile ecc.). Il 25 giugno sono iniziati i lavori con l’apertura graduale di fondo, termineranno il 26 luglio. Si stanno facendo monitoraggi puntuali del livello di torbidità (sito Arpa di Parletoa), che finora hanno dato buoni risultati, e che andranno avanti fino al termine dei lavori. Per quanto riguarda i fanghi, non ci sarà alcun trattamento o asportazione dal fondo, il limo resterà lì. Non c’era intenzione di pulire il fondale ma solo di fare lavori sui muri di contenimento dell’invaso.
Interrogazione: notizie sugli incontri con i vertici del Parco del Gran Paradiso per la regolamentazione degli accessi al Col del Nivolet nel periodo estivo (Chiara)
Alla luce delle risposte che ci erano state date durante il consiglio di inizio luglio sull’apertura della strada del Nivolet al traffico domenicale (vedi resoconto precedente), abbiamo chiesto notizia degli incontri con i vertici del Parco previsti per il 25 e 28 giugno sul tema e conferma della contrarietà delle Regione a tale apertura, oltre che le proposte formulate in sede di discussione. Il Presidente ha risposto che la riunione on line del 25 giugno è saltata per indisponibilità del Presidente del Parco, è stata rimandata al 9 luglio e poi ancora al 16 luglio, quindi si è in attesa di confrontarsi. Si è invece tenuto l’incontro in presenza a Rhemes, ed è stata una occasione per sollecitare il Parco a valutare altre misure per contenere il traffico, simili a quelle adottate a Braies e a Auronzo di Cadore; a tale scopo è stato richiesto un incontro tecnico per trovare una soluzione. Ha aggiunto che la Regione ha sollecitato il Ministero a procedere alla ricostituzione del CdA del Parco del Gran Paradiso. Chiara ha replicato che è necessario che la Regione mantenga una posizione chiara e si impegni per una soluzione diversa da quella prospettata. Torneremo sull’argomento.
Interrogazione: Modalità di somministrazione dei questionari per la valutazione dell’attrattività del mercato del lavoro valdostano nel settore turistico-ricettivo (Erika)
Erika ha voluto conoscere i costi, le modalità di somministrazione e la metodologia usata per l’indagine sull’attrattività del mercato del lavoro valdostano nel settore turistico-ricettivo affidata dall’Assessorato allo Sviluppo economico, Formazione, Lavoro, Trasporti e Mobilità sostenibile in collaborazione con l’Associazione Albergatori della Valle d’Aosta. L’Assessore Bertschy ha risposto evidenziando che l’indagine, affidata a Turismo OK, è costata 13.662 euro e consisteva nella somministrazione di 17 domande a cui potevano rispondere persone sui social tra il 26/03 e il 14/04/2024. Vi sarà presto una nuova indagine. Erika nella replica ha evidenziato come il dato ottenuto, a parte l’essere esiguo è sporco perché chiunque avrebbe potuto rispondere mettendo dati non veritieri non essendoci nessun tipo di controllo. Stupiscono quindi i comunicati entusiasti usciti per parlare di questa indagini. Se veramente è intenzione dell’assessorato proporre altre indagini sarebbe meglio adottare delle accortezze per evitare di avere informazioni sbagliati e quindi procedere con scelte sbagliate
Interrogazione: Riorganizzazione delle microcomunità di Doues e Roisan a seguito del taglio di personale infermieristico (Erika)
Erika ha voluto conoscere le date in cui è stata comunicato ufficialmente alla Commissione UVMD, al Presidente dell’Unité e agli assistenti sociali di ciascun utente la modifica dell’orario infermieristico; se la posizione dei singoli utenti, valutata prima dell’inserimento nelle strutture di Doues e Roisan, è stata rivalutata dalla Commissione UVMD e la scheda SVAMA è stata ricompilata dai diversi professionisti; il numero di utenti che sono stati spostati dalle strutture interessate perché non più idonee a seguito del taglio di personale infermieristico e le risultanze di tali trasferimenti; qual è la procedura prevista nel caso di diniego del consenso allo spostamento. L’assessore Marzi, come sempre, non ha praticamente risposto a nessuna domanda scaricando le responsabilità sull’USL che gli prepara le risposte che lui legge. Ha quindi dichiarato che “è nostra intenzione incontrare tutti gli attori del caso in forma audente e aggiornarli. Informiamo inoltre che l’azienda USL ha comunicato la riorganizzazione al Presidente, al Segretario dell’Unité Grand Combin, al Comune di Aosta e al Coordinatore medico dell’Unità di Valutazione MultiDimensionale, l’UVMD, con nota del 10 maggio 2024. Alla suddetta comunicazione hanno fatto seguito diverse note. È opportuno inoltre ricordare come tale organizzazione sia stata da tempo attuata in strutture di pari complessità assistenziale come Cogne, Challand-Saint-Anselme, Sarre, Introd, Gaby e Gressoney. Non si rilevano valutazioni degli utenti direttamente conseguenti alla rimodulazione dell’attività infermieristica presso le strutture residenziali di Doues e Roisan. Quanto alle schede SVAMA, precisiamo che vengono rivalutate semestralmente e non permettono di valutare la complessità assistenziale infermieristica. Gli spostamenti delle strutture vengono effettuati in relazione alla proposta di variazione del progetto assistenziale al fine di garantire un setting assistenziale maggiormente adeguato ai bisogni degli utenti seguendo le procedure previste dalla DGR 495 del 2017.” Erika nella replica ha invitato l’assessore, viste le premesse del suo intervento, a non limitarsi a leggere le risposte che gli preparano, ma ha verificarne il contenuto. Quando la minoranza insiste su un tema (vedasi Variney e JB Festaz) bisognerebbe porvi particolare attenzione perché vuol dire che ci sono segnalazioni e soprattutto ci sono persone sole che devono essere tutelate. Dalla risposta è comunque evidente che non sono stati coinvolti gli enti e i sindacati, ma si valuta adesso di incontrarli. Gli esiti di valutazione con lo strumento MAP consegnati con accesso agli atti sono illeggibili, non solo perché senza legenda, ma anche perché è stata fornita una media di valori errata, che non rappresenta lo strumento MAP che sarebbe stato utilizzato. E’ stata fatta la media di ogni singola “dimensione”, con cui viene classificato il bisogno infermieristico dell’utenza, mentre dovevo avere in mano il totale ovvero la somma di tutte le dimensioni per ciascun utente, con l’indicazione della complessità assistenziale di ogni singolo utente, non la media di ciascuna dimensione moltiplicata per il numero degli utenti – 20 per Doues e 23 per Roisan. Il taglio quindi non è supportato dalla matematica, oltre il fatto che i documenti, Assessore, vanno firmati. Non credo che sia stato il Direttore Generale ad aver svolto il MAP e ad aver fornito i dati sull’assistenza domiciliare. Rilevo poi che il MAP a domicilio non viene utilizzato, ma non è previsto nemmeno un altro strumento di rilevazione del carico di lavoro infermieristico. Totale esclusione anche degli assistenti sociali che sono direttamente interessati dal taglio perché, come gli infermieri, si ritrovano a lavorare sotto pressione, schiacciati tra volontà politica di “rimodulazione” dei servizi e bisogni dell’utenza e la loro consapevolezza di ciò che si deve fare dal punto di vista della professione e della dignità della stessa. Un assistente sociale, così come un infermiere, non è un esecutore di volontà politiche. Nelle strutture si dovrebbero AGGIUNGERE risorse, non toglierne. Continueremo a vigilare su questa situazione.
Interpellanza: sperimentazione del progetto zero-sei nell’anno scolastico 2024-2025 (Chiara)
Sul tema dello 0-6 c’erano all’ordine del giorno ben 5 iniziative, anche a seguito della presa di posizione delle inseganti della scuola dell’infanzia e alle preoccupazioni che sono emerse. Chiara ha chiesto di conoscere lo stato dell’arte, anche tenuto conto delle risultanze del lavoro del Tavolo riunitosi per una sintesi il 20 giugno scorso. Gli insegnanti della scuola dell’infanzia sono stati adeguatamente coinvolti nell’organizzazione del progetto? La Regione è al corrente delle loro preoccupazioni e come intende dar loro risposta? Preoccupazioni che sono state esplicitate anche attraverso una richiesta di 195 docenti di audizione in Commissione consiliare. Ha chiesto inoltre quali azioni specifiche siano previste per la sperimentazione nell’anno scolastico 2024-2025, divise per poli di sperimentazione. L’Assessore Guichardaz ha fatto una lunga disamina per evidenziare gli aspetti positivi del sistema 0-6 e ha assicurato che non c’è intenzione di cambiare il modello della scuola dell’infanzia. Si è detto disponibile a sentire gli insegnanti e la maggioranza ha sottoscritto una risoluzione che impegna a tener conto delle richieste degli insegnanti e a rivedere, se necessario, il progetto 0-6 dell’istituzione Grand Combin; una risoluzione proposta da Restano, che abbiamo votato ma che è un po’ troppo legata alla realtà territoriale e non rivolta alla tematica più generale. Ad alcune delle domande specifiche non è stata data risposta, ma ci sarà modo di approfondire anche in commissione. Noi non mettiamo in dubbio il principio di inclusività, ma le preoccupazioni espresse dagli insegnanti sono comprensibili. In realtà molto piccole, che sono tipiche del nostro territorio, si corre il rischio che il progetto 0-6 si trasformi in un sistema di mero accudimento. La lettera degli insegnanti è stata sottoscritta anche da coloro che hanno partecipato alla formazione e questo deve far riflettere, perché evidentemente qualcosa non ha funzionato. Oltre ad ascoltare i docenti, bisogna avviare interlocuzioni anche con il Governo e le strutture di riferimento: non si può far partire un sistema del genere senza coinvolgere in modo massiccio chi è deputato a farla. Il modello scolastico della nostra regione è di qualità e va tutelato.
Interpellanza: modalità di accesso all’Albo dei Segretari degli enti locali (Erika) RINVIATA
Interpellanza: volontà di destinare degli spazi di Palazzo Cogne alle associazioni culturali e sportivo-ricreative (Chiara) RINVIATA
Interpellanza: ragioni del mantenimento del Numero unico di emergenza europea 112 e, contemporaneamente, della Centrale unica di soccorso (Erika) RINVIATA
Interpellanza: azioni per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico e il supporto necessario ai dirigenti e alle segreterie delle istituzioni scolastiche (Erika) RINVIATA
Interpellanza: posizione della Regione rispetto ad alcuni dossier definiti dall’accordo di collaborazione transfrontaliera tra Valle d’Aosta e Département de la Haute-Savoie (Chiara) RINVIATA
Mozione: impegno a trasmettere alla prima Commissione consiliare la bozza di revisione dello Statuto valdostano attualmente all’esame del tavolo tecnico istituito dalle Regioni a Statuto speciale (Chiara Erika) RINVIATA
Mozione: sollecito alla trattazione delle problematiche riguardanti il progetto del condominio Arco d’Augusto di Aosta in terza Commissione (Erika, Chiara) RINVIATA