Da tempo ci stiamo occupando delle Comunità di Energia Rinnovabile che rappresentano una grande opportunità per realizzare produzione, fruizione e condivisione dell’energiabasata su tanti piccoli impianti diffusi in tutto il territorio e attraverso la partecipazione di cittadini, enti locali, imprese, parrocchie.

A livello nazionale a inizio di aprile 2024 è stato aperto lo sportello del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per avanzare la richiesta dei contributi statali per gli incentivi sulla produzione e consumo condiviso. E le domande sono già centinaia.

QUAL È LA SITUAZIONE IN VALLE D’AOSTA E NEI TERRITORI VICINI?

In Valle d’Aosta ci sono state alcune interessanti novità negli ultimi sei mesi per iniziativa di imprese e gruppi privati. Si sono costituite – e già hanno presentato richiesta di riconoscimento al GSE – cinque CER, tre operanti nell’ambito di singole cabine primarie e due a carattere multicabina, cioè con produttori e consumatori presenti su un territorio vasto. Nel vicino eporediese sono già state costituite tre CER e diventeranno cinque entro la fine del 2024.

Quello che è carente finora in Valle d’Aosta è l’iniziativa pubblica. La Regione infatti ha tardato ad emanare una legge per incentivare i Comuni ad avviare gli studi di prefattibilità e, soprattutto, non ha ancora chiarito qual è l’architettura che vuol dare al sistema delle CER di iniziativa pubblica in Valle d’Aosta.

Noi sosteniamo da tempo l’opzione CER multicabina, cioè un’unica CER, creata dalla Regione, che contiene varie Configurazioni locali, almeno una per ogni ambito di Cabina primaria, individuate e realizzate dai Comuni. In questo modo la divisione di compiti fra Comuni e Regione sarebbe chiara e si potrebbero raggiungere risultati importanti.

CER E CONFIGURAZIONI LOCALI

Lo studio commissionato dalla Regione all’Avvocato Sani ha messo in evidenza che quello della CER regionale multicabina è un modello possibile, valido ed efficace. Di questo aspetto a nostro avviso si dovrebbe occupare la Regione definendo anche la forma giuridica della CER. I Comuni dovrebbero invece operare per definire le Configurazioni locali, cioè definire quali impianti realizzare nel proprio ambito territoriale, quale Regolamento predisporre per utilizzare i benefici provenienti dagli incentivi del GSE (che vengono calcolati a livello di singola Configurazione), quale coinvolgimento ricercare con i residenti nel Comune.

UN AVVISO DELLA REGIONE CONFUSO E CHE CREA DIFFICOLTÀ AI COMUNI

Per finanziare gli studi di prefattibilità e la costituzione delle Configurazioni di autoconsumo ci sono fondi europei del FESR. La Regione ha inviato un Avviso con cui dice che i Comuni possono presentare domanda per avere un contributo variabile tra i 20.000 ai 50.000 euro per ogni Configurazione locale. Però l’Avviso afferma che la finalità del contributo è per costituire CER a livello di cabina primaria. Viene quindi in sostanza esclusa l’opzione che a noi pare più ragionevole: la CER multicabina.

LA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO REGIONALE

Riproduciamo di seguito il Comunicato integrale dell’Ufficio stampa sulla discussione che c’è stata in Consiglio riguardo all’interpellanza di Chiara Minelli, comunicato da cui si possono comprendere la diversità di posizioni e la mancanza di una linea chiara da parte della Regione.

A questo punto la decisione che nelle prossime settimane dovranno prendere i Comuni è complicata. A nostro avviso sarebbe bene che gli studi di prefattibilità fossero finalizzati alla costituzione della Configurazione di autoconsumo locale, e non di una Cer, come invece afferma l’Avviso regionale.

 

Segue testo integrale del comunicato dell’Ufficio Stampa.

Comunicato n. 498_2024