Per questo consiglio il nostro gruppo aveva depositato 12 iniziative: 1 question time, 4 interrogazioni, 5 interpellanze, 2 mozioni.
In apertura di seduta il Presidente Bertin nelle sue comunicazioni ha riferito che lunedì 18 novembre il nostro gruppo ha sollecitato la consegna di un parere sulla questione del limite dei mandati in Giunta, chiesto oltre un mese fa, il 15 ottobre. Bertin ha detto che l’Ufficio di Presidenza ha approfondito con gli uffici la questione che, a breve, formerà oggetto di risposta. Chiara si è detta «sconcertata dal ritardo: che in 37 giorni dalla nostra prima richiesta non si sia riusciti a produrre un parere non è ammissibile. Sollecito che ci sia al più presto una risposta con l’emissione del parere perché non è una questione di scarsa rilevanza: interessa la comunità intera oltre che le persone coinvolte. Qui si tratta dell’interpretazione di una legge regionale e il legislatore è il Consiglio. La responsabilità è del Presidente.»
Nella prima parte della giornata si è poi discussa una variazione di bilancio, scaricata mentre era già all’esame delle Commissioni la manovra di Bilancio 2025/27. Abbiamo votato gli articoli che riguardavano gli interventi legati all’alluvione di fine giugno ma non il testo completo che prevedeva una serie di contributi e di misure di cui non si capiva l’urgenza e il senso (o forse sì…) visto che si sta per votare il bilancio.
Interrogazione a risposta immediata: Sponsorizzazioni/erogazioni liberali e inviti a cena da parte di CVA (Chiara, Erika)
Nel triennio 2021-2023 Cva ha fatto un centinaio di sponsorizzazioni e di erogazioni liberali per una spesa di circa un milione di euro con contributi a vari soggetti, alcuni anche totalmente estranei alla Valle d’Aosta come le Pro loco in provincia di Avellino e Viterbo – ha evidenziato la Consigliera Chiara. Recentemente, poi, ha rivolto un invito a tutte le testate giornalistiche per una cena organizzata dalla società e aperta a tre persone per ogni redazione. Abbiamo quindi voluto sapere in base a quali criteri la partecipata regionale procede alle sponsorizzazioni/erogazioni liberali e agli inviti a cena. Il Presidente Testolin ha risposto dicendo che «Cva segnala di essersi dotata da qualche anno di una specifica regolamentazione sulle sponsorizzazioni/liberalità e sul sito internet della società vengono riportate le modalità di presentazione, di erogazione, e soprattutto i criteri di valutazione (…) Sulla questione degli inviti a cena, la società evidenzia che si tratta di iniziative che rientrano in una tipica attività di relazione esterne di un grande gruppo industriale che si circostanza con interlocuzioni con gli stakeholders tra i quali rientrano i rappresentanti del mondo della comunicazione del territorio di riferimento.» Chiara ha replicato che soldi non mancano, ma trattandosi di un’azienda pubblica il denaro è di tutti e bisogna capire come viene utilizzato. Abbiamo visionato la pagina sul sito che è piuttosto generica e non chiarisce neanche chi fa parte del Comitato delle sponsorizzazioni e come agisce l’organo che decide l’erogazione dei contributi. Cva è un’azienda di grande importanza, creata per gestire un patrimonio di centrali idroelettriche acquistate dalla Regione, ma negli ultimi anni si è discostata dalla mission che aveva e anche dalla trasparenza che dovrebbe caratterizzare una società pubblica. Non condividiamo certi metodi e scelte ma è grave che la Giunta si rifiuti di affrontare una situazione che è ormai fuori controllo. Apprendiamo poi con sorpresa che gli organi di stampa siano degli stakeholders, vale a dire persone che hanno degli interessi legati alla società!
Interrogazione: ricollocazione presso l’Ausl o gli enti del comparto unico del personale Oss con capacità lavorative ridotte (Erika)
Interrogazione: interventi per l’innevamento programmato e per lo snowpark nel comprensorio sciistico Weissmatten (Chiara)
Rispondendo a febbraio e a marzo scorsi a due iniziative sul comprensorio di Weissmatten (una della Lega e una nostra) l’Assessore era entrato nel merito della situazione dello snowpark. Aveva precisato l’8 febbraio che il nuovo tapis roulant non era in quel momento in funzione a causa della copertura nevosa insufficiente ma anche della mancanza delle necessarie autorizzazioni (di cui aveva poi dato chiarimenti a marzo) e aveva espresso l’auspicio che potesse essere funzionante per la prossima stagione invernale. Fra i documenti mancanti c’era anche la procedura di ottenimento della disponibilità delle aree secondo la legge regionale 11/2004,
Sappiamo che il tapis era poi stato smontato per permettere i lavori necessari all’innevamento artificiale.
Avendo appreso che ci sarebbe una ulteriore criticità, vale a dire la mancanza di disponibilità da parte di tutti i proprietari a concedere a Monterosa di installare i tapis roulant sui terreni di proprietà (e che secondo alcune segnalazioni lo stesso tappeto verrebbe portato a Staffal), abbiamo presentato l’interrogazione per comprendere lo stato dell’arte. Nel frattempo Chiara ha ricevuto una lettera indirizzata anche a Bertschy da parte della proprietaria dei terreni che non sarebbero stati concessi e alla quale è giunta notizia della interrogazione in questione. La signora scrive di aver comunicato a Monterosa la sua autorizzazione sia per i terreni di Weissmatten che per quelli di Trinité, nel rispetto dei contratti vigenti, e di essere comunque disponibile a rivedere le condizioni contrattuali datate, ma la risposta è stata negativa. Ci pare che, ancora una volta, non ci sia da parte di Monterosa la volontà di confrontarsi e di interloquire con i proprietari e siamo convinti che in questo modo non si andrà da nessuna parte e tutti saranno penalizzati, in primis la comunità di Gressoney-Saint-Jean che già non vede valorizzata la seggiovia e le piste da sci e ora non può contare neppure sull’apertura invernale di un ampliato snowpark. Infatti l’Assessore ha risposto che per la prossima stagione sarà in funzione solo la parte da tempo adibita a snowpark, che il tappeto lungo è stato portato a Gressoney-La-Trinité e che i lavori di innevamento programmato in quella zona non sono stati effettuati come previsto. L’arroganza di Monterosa, al 94% di proprietà della Regione, e del suo Amministratore delegato ha prodotto l’ennesimo pasticcio.
Interrogazione: costituzione della Consulta per la mobilità ciclistica e avvio della sua attività (Chiara)
Con le recenti modifiche apportate alla 16/2019 sulla mobilità sostenibile abbiamo votato all’unanimità l’articolo che ha istituito la Consulta regionale per la mobilità ciclistica con l’obiettivo di sostenere l’attuazione di politiche e interventi nell’ambito della mobilità sostenibile a minor impatto ambientale. Ora, la nostra interrogazione voleva avere contezza dei passi fatti e in particolare sapere se la Consulta è stata istituita ufficialmente e se ha iniziato la sua attività. Lo abbiamo chiesto anche alla luce di un importante progetto, “Bici in Comune“, promosso dal Ministro per lo Sport. C’è un bando o meglio un avviso pubblico a cui i comuni possono partecipare per ottenere finanziamenti per interventi e progetti di promozione e implementazione della mobilità ciclistica, quali ad esempio iniziative legate al cicloturismo, progetti con le scuole, progetti di riqualificazione. Le domande devono essere presentate tra il 7 novembre 2024 e il 13 gennaio 2025. Ci risulta che, anche al fine della presentazione di progetti per questo avviso sarebbe necessario stabilire al più presto delle linee guida a livello regionale per quanto riguarda segnaletica, classificazione, mappatura e digitalizzazione dei percorsi ecc, questo per dare agli enti locali un quadro di riferimento unitario, che permetta uniformità della segnaletica e una integrazione delle varie reti nell’ottica di un futuro sviluppo di una piattaforma regionale della mobilità ciclistica. L’Assessore ci ha risposto che la Regione è in contatto con il Coni e con Fiab à vélo, che è sicuramente una buona cosa, ma la mobilità ciclistica è qualcosa di diverso e soprattutto di più ampio di una pratica sportiva, non è uno sport, ma un modo di muoversi, di spostare persone, merci e oggetti, un modo di connettersi alla rete dei trasporti attraverso l’uso della bicicletta; quindi una Consulta che si occupi di mobilità ciclistica, a nostro avviso deve tener conto di questo e non focalizzarsi solo o principalmente sull’aspetto sportivo. Avrebbe senso ad esempio avere in Consulta anche un mobility manager, che sarebbe il giusto soggetto per quanto riguarda la parte bike to work e bike to school. In ogni caso al momento la Consulta non si è insediata, si è in attesa delle nomine dei vari membri e non potrà dare indicazioni utili ai fini dell’avviso citato. Chiara ha sollecitato la costituzione ufficiale e ha esortato a prendere in considerazioni i suggerimenti portati.
Interrogazione: convenzioni tra l’Ausl e le strutture private per l’esecuzione di interventi chirurgici (Erika)
Interpellanza: intendimenti in merito ad alcune affermazioni del Presidente della Regione durante un dibattito consiliare (Erika, Chiara)
L’interpellanza aveva lo scopo di avere chiarimenti dal Presidente Testolin circa le gravissime affermazioni rivolteci durante la discussione di un Dl sui vigili del fuoco. In sostanza aveva detto che i nostri emendamenti non erano da considerare come volontà di fare l’interesse pubblico. Avevamo chiesto immediatamente di spiegare, inutilmente. Gli abbiamo successivamente scritto una lettera per sollecitare una risposta o la formulazione di scuse, chiedendo anche al Presidente Bertin di intervenire a tutela del nostro operato. Nulla. Pare addirittura che a fronte di una sollecitazione di Bertin, Testolin lo abbia mandato a quel paese. Quindi abbiamo depositato l’interpellanza per chiedere di fare chiarezza. Il Presidente Testolin con la solita arroganza e tracotanza ha detto che non aveva nulla da aggiungere a quanto già affermato. Tradotto, mantiene le accuse nei nostri confronti di aver agito per interessi privati! Inaccettabile. Durissima la nostra replica. Chiara ha affermato che Testolin non ha capito la portata del suo ruolo e non è in grado di fare il Presidente di Regione, da cui ci si aspetterebbe un’altra allure, un altro modus operandi. Ma bisogna rassegnarsi, così non è e non sarà.
Interpellanza: ulteriore valutazione sull’opportunità di costituire una Comunità di energia rinnovabile multicabina regionale (Chiara)
Siamo tornati sul tema delle comunità di energia rinnovabile perché pensiamo che possano essere uno strumento di notevole importanza per accrescere la produzione di energia rinnovabile e pulita in Valle d’Aosta, per sviluppare una produzione di energia diffusa nel territorio, per creare partecipazione e spirito comunitario e anche per superare le situazioni di povertà energetica. Lo scorso 23 luglio il Consiglio ha approvato la Legge regionale n.15 “Disposizioni per la promozione e lo sviluppo dell’autoconsumo collettivo”. All’art 4, comma 5 si afferma che la Giunta stabilisce, con propria deliberazione, i criteri e le modalità di concessione e rendicontazione dei contributi previsti a favore di appartenenti a configurazioni di autoconsumo per impianti ubicati in Comuni con più di 5000 abitanti. Una norma per far sì che anche i residenti ad Aosta possano usufruire di un contributo del 40% sulle spese per l’installazione di impianti fotovoltaici, così come avviene, grazie ai fondi PNRR, per i residenti in tutti gli altri Comuni valdostani. Già a settembre avevamo chiesto notizie sulla deliberazione della Giunta regionale che deve definire le modalità di attuazione del dispositivo di legge, ci era stato detto che la Deliberazione era in itinere. Dopo ulteriori due mesi abbiamo chiesto lumi sulla dgr. Il secondo punto è una richiesta di informazioni sulle domande presentate all’ufficio competente da parte di Comuni, singoli o associati, per usufruire del contributo regionale sugli studi di fattibilità per costituire una Cer. Siamo ancora in una fase iniziale, ma non c’è così tanto tempo, e volevamo capire che cosa sta succedendo, che dinamiche ci sono. La terza questione affrontata nell’interpellanza riguarda il dibattito che c’è stato nei mesi scorsi sulla opportunità o meno di puntare alla realizzazione di una Cer regionale multicabina, che facesse da ombrello ad alcune decine di configurazioni di autoconsumo a carattere comunale o sovracomunale. Lo studio Sani-Zangrando, commissionato dalla Regione, aveva evidenziato la fattibilità della Cer regionale multicabina ed indicato anche i vantaggi di tale architettura. Inoltre sappiamo che la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia si è orientata proprio nella direzione di costituire una Cer regionale denominata IO SONO FRIULI VENEZIA-GIULIA (legge regionale 7 agosto 2024 n. 7 che all’art 4 comma 19). E’ da un anno che sosteniamo che l’opzione della Cer regionale multicabina è quella necessaria per far decollare il movimento delle Cer in Valle d’Aosta. Tale impostazione è stata caldeggiata dai presidenti delle Unités del Communes. La terza domanda chiedeva quindi se l’Assessore e la Giunta non ritengono opportuno, visti tutti gli elementi indicati, avviare una ulteriore riflessione circa l’opportunità della costituzione di una Cer regionale multicabina valdostana. L’Assessore ha risposto che la definizione della delibera che riguarda il comune di Aosta è in itinere ma si stanno ancora acquisendo alcune informazioni…C’è il problema di evitare che si configuri come aiuto di stato, non è materia semplice, richiede del tempo. Ci ha poi detto che al momento non è pervenuta NESSUNA domanda dai comuni sotto i 5000 abitanti. Sul modello delle Cer da rivedere ha fatto una leggera apertura, nel senso che se dai comuni arriverà la richiesta, si valuterà. Chiara ha replicato che è sorprendente il discorso sulla applicazione dell’art 4 comma 15 della legge 15/2024; ci sono varie persone ad Aosta che hanno programmato investimenti pensando di utilizzare il contributo del 40% dell’installazione degli impianti fotovoltaici previsto dalla legge regionale che colma giustamente una evidente lacuna della normativa europea ed italiana, ma non è accettabile che si affermi un principio nella legge e poi non gli venga data tempestiva e coerente applicazione. Le difficoltà giuridiche andavano valutate a monte della legge e c’era tutto il tempo visto che è rimasta in lista di attesa per più di un anno. Questione che abbiamo più e più volte chiesto. Sul secondo punto l’assenza di domande conferma in pieno le nostre preoccupazioni. Sappiamo che ci sono dei Comuni che stanno cercando di concertare un percorso unitario, anche fra Comuni appartenenti a più cabine primarie. Questo percorso sarebbe stato molto agevolato se si fosse scelto tempestivamente il modello della Cer regionale muticabina, ora i Comuni sono in difficoltà ed il tempo passa e ci sono delle scadenze da rispettare. Avevamo già segnalato mesi fa un grave ritardo e quanto sentito oggi ci conferma in tale giudizio. In Valle d’Aosta per fortuna c’è una iniziativa di aziende private che hanno costituito già 5 Cer, ma c’è un impegno inadeguato da parte dell’ente pubblico a partire dalla Regione. Sul terzo punto Chiara ha osservato che se una realtà grande come quella della Regione Friuli Venezia- Giulia attiva una Cer regionale, a maggior ragione dovremmo farlo noi che abbiamo tanti Comuni piccoli che sono per forza in difficoltà. I piccoli Comuni hanno possibilità di avere il finanziamento Pnrr ma hanno oggettive difficolta ad operare da soli. E il Comune di Aosta non ha ancora la Delibera attuativa della legge. Siamo mal messi. Continueremo a seguire con attenzione questo dossier e a marzo dell’anno prossimo faremo il bilancio.
Interpellanza: avvio di un’interlocuzione con il Comune di Valtournenche sul progetto The Stone (Chiara)
Con questa interpellanza abbiamo nuovamente affrontato la questione del progetto dell’edificio The Stone a Breuil-Cervinia. Chiara ha evidenziato: “Su questa opera, 1.128 cittadini, tra residenti e proprietari di case della zona, avevano espresso la loro contrarietà con una petizione depositata in Comune a Valtournenche a luglio dell’anno scorso. Nel mese di settembre 2023 l’Amministrazione comunale aveva negato il permesso di realizzarla. Recentemente, però, il progetto è stato riproposto con la riduzione di un piano ma è comunque caratterizzato da una volumetria enorme per un edificio che è totalmente fuori scala nel contesto del Breuil. Il 27 ottobre scorso, i residenti e proprietari di case hanno inviato una nota a tutte le autorità competenti invitandole a una attenta valutazione dei vari aspetti critici del nuovo progetto e hanno citato le perizie commissionate dagli abitanti del Breuil agli studi professionali degli Architetti Mellano-Bruna e dell’ingegner Giorgio Pozzi. Da entrambe risulta che il progetto non calcola le volumetrie dell’interrato – che, come confermano sentenze di Cassazione, deve essere conteggiato – e che portano quindi a superare abbondantemente i 3 mila metri cubi, in contrasto con la normativa. La nostra Regione non ha una competenza diretta sul rilascio del permesso di costruzione, ma è indubbio che ha competenza primaria in materia urbanistica e di tutela del paesaggio. Vorremmo sapere se gli uffici regionali hanno esaminato queste perizie oltre che i due pareri commissionati dal Comune di Valtournenche; se è stata avviata una interlocuzione con l’Amministrazione comunale per un esame congiunto di un progetto che ha valenza regionale e la cui autorizzazione costituirebbe un grave precedente. Inoltre, cosa si intende fare per intervenire sul disordine urbanistico della conca del Breuil? Non si ritiene opportuno un intervento legislativo urgente per ovviare alle conseguenze negative determinate dall’attuale normativa regionale, inadeguata rispetto all’esigenza di una buona gestione del territorio in alcune realtà come quelle di Valtournenche e Courmayeur?» L’Assessore Sapinet, ha detto che «gli uffici regionali che si occupano di pianificazione territoriale non sono competenti a esprimersi su procedimenti per il rilascio del permesso di costruire in corso. La legge regionale (n. 11/1998) stabilisce infatti che la Regione può intervenire sugli atti comunali riguardanti la materia urbanistica ed edilizia solo per quei provvedimenti comunali già rilasciati e passibili di annullamento per non conformità alle disposizioni di legge. Il caso di specie non corrisponde a questa previsione normativa perché non risulta ci sia stato il rilascio di alcun titolo abilitativo. La competenza al rilascio del permesso di costruire è in capo al Comune e la Regione non ha titolo per intervenire, fatta salva l’autorizzazione paesaggistica già rilasciata dalla Soprintendenza per i beni e le attività culturali. La Struttura regionale non ha avuto occasione di esaminare il progetto The Stone, non essendo stata coinvolta nel procedimento di rilascio del permesso di costruire. Non è quindi possibile prefigurare la redazione di una relazione specifica sul progetto e non è stato consegnato alcun parere o perizia agli uffici regionali. Inoltre, tra le competenze delle strutture regionali non rientra specificatamente l’azione di supporto e consulenza ai Comuni anche se queste non si sono mai sottratte a confronti con gli enti locali, se interpellate.» Insomma, la Regione non sa e dice che non vuole travalicare le competenze comunali, perché l’autonomia del Comune è sacra. Sapinet ha aggiunto: “Per quanto riguarda Valtournenche e Courmayeur, è stato istituito uno specifico tavolo di lavoro con le due Amministrazioni comunali per esaminare e approfondire le questioni connesse all’applicazione di alcune norme urbanistiche, rispetto alle esigenze turistiche dei due centri. Il confronto ha già evidenziato alcuni nodi critici e ipotizzato anche possibili azioni per mitigare gli effetti ritenuti maggiormente negativi di alcune norme urbanistiche. A breve potremo quindi informare il Consiglio anche sulle possibili misure individuate, di concerto con i Comuni e non imposte ai Comuni. Il Governo regionale non è uno spettatore silente ma si muove nell’ambito delle proprie attribuzioni e competenze, nel rispetto delle prerogative degli enti locali.” Chiara ha replicato «Questa risposta burocratica, in punta di normativa, per cui la Regione ha agito rimanendo all’interno dei paletti giuridici, non ci convince. Contrariamente a quello che sostiene l’Assessore, l’Amministrazione è spettatore silente dal momento che non ha avuto neanche la volontà di acquisire e di esaminare le perizie già fatte su un progetto così importante come The Stone. Il fatto che il progetto abbia generato un grande dibattito anche al di fuori dei confini comunali avrebbe dovuto suggerire alla Regione un maggiore interessamento, magari una ricerca dei motivi di tanta mobilitazione. E invece il Governo non si è attivato nemmeno a scopo informativo. Noi riteniamo che nei compiti della buona amministrazione rientri a pieno titolo quello di affrontare questo dossier, chiedendo in via preventiva al Comune di Valtournenche di sospendere in via cautelativa la concessione, che pare essere prossima al rilascio, in attesa di ulteriori approfondimenti.»
Interpellanza: intendimenti sulle procedure da avviare affinché la discarica di Aymavilles-Pompiod diventi una discarica di inerti a gestione pubblica (Erika)
Interpellanza: stato dell’arte degli esiti degli approfondimenti sulle eventuali modifiche alla legge regionale in materia di locazioni brevi per finalità turistiche (lr n. 11/2003) (Erika) RINVIATA
Mozioni: impegno per l’approvazione da parte del Parlamento di una riforma di legge sulla cittadinanza che includa il principio dello “Ius Scholae” (Erika, Chiara) RINVIATA
Mozioni: richiesta al Governo nazionale il riconoscimento a tutti gli effetti dello Stato palestinese (Erika, Chiara) RINVIATA