ALLA RICERCA DI UNA TRIBUNA

Grande dibattito in queste settimane intorno al ruolo e all’operato di Cva. I vertici dell’azienda, in palese difficoltà di fronte alle puntuali critiche delle consigliere del gruppo PCP hanno pensato di lanciare una offensiva comunicativa concertata fra varie persone. Il consigliere regionale della Lega Perron e il Presidente unionista Rosaire della IV commissione (forse con l’appoggio della senatrice Spelgatti?) hanno operato per dare all’Amministratore delegato di Cva, Giuseppe Argirò, la possibilità di fare una lunga conferenza in IV Commissione mediante l’utilizzo di numerose slides – costruite ad hoc con frasi e immagini legate all’azione di PCP -, sostanzialmente per replicare alle critiche di PCP. Un comportamento inaudito visto che si è utilizzata una Commissione, cioè una sede istituzionale, convocata per “aggiornamenti sull’andamento di CVA”, per una serie di attacchi scomposti ad un gruppo consiliare. Dopo la Conferenza di Giovedì 28 novembre i vertici Cva sono tornati in massa in Quarta commissione giovedì 5 dicembre, ma questa volta qualche cosa hanno dovuto anche ascoltare. Alleghiamo l’intervento di Chiara Minelli che presenta una lettura di tutta la vicenda Cva ben diversa da quella propagandata dall’AD Argirò.

METTERE IL BAVAGLIO A MINELLI

Le Conferenze in Commissione però non sono sufficienti a recuperare terreno. L’Amministratore delegato e il Presidente di Cva, Marco Cantamessa, il 26 novembre hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio regionale accusando Minelli di violazione dell’Art 116 del Regolamento interno. I due capi di Cva lamentano il fatto che la consigliera Minelli chiede informazioni e documenti con l’accesso agli atti previsto dalla legge e dal regolamento e poi usa tali informazioni per formulare osservazioni e critiche. Non è ammissibile, secondo Cva., che si rendano pubbliche decisioni che pure sono contenute in Verbali che sono pubblici, di una società che è pubblica. Altro che trasparenza! La lettera di Argirò e Cantamessa si conclude con l’annuncio che Cva non fornirà più risposte alle richieste di documenti formulate con Accesso agli atti dal gruppo di PCP. Affermazione incauta, che Cva dovrà rimangiarsi perché ci sono precise disposizioni di legge che prevedono tali richieste.

EMOLUMENTI ARGIRO’

Nel frattempo, grazie ad una Interrogazione di Minelli, siamo venuti a conoscenza che gli emolumenti di Argirò sono ancora saliti. Eravamo ai 50.000 euro annui per CVA Spa, più 300.000 per CVA EOS Srl, a cui si sono aggiunti circa 200.000 euro di premi risultato, per un totale di 550.000 euro. Ora apprendiamo, ufficialmente, che Argirò percepisce altri 139.000 euro da due società di recente acquisizione e controllate da CVA Eos. Per un totale quindi di 689.000 euro, più vari benefit. Argirò si lamenta e dice che sono pochi. In effetti Carlo Tavares, l’Amministratore delegato di Stellantis, ora dimissionario, aveva emolumenti ancora maggiori, ma non è finita bene.