Nel mese di dicembre due sono state le sedute di Consiglio regionale. Durante la prima, dal 9 al 12 dicembre, c’è stata la discussione delle leggi di bilancio per il triennio 2025-2027. L’Assemblea ha preso anche atto di sette relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti: esiti del controllo relativo al rendiconto dell’esercizio 2022 e ai controlli interni 2022 e 2023 del Comune di Aosta; relazione del Presidente della Regione sul sistema dei controlli interni e di quelli effettuati nel 2022 e 2023; bilancio di previsione della Regione per gli esercizi finanziari 2024-2026; piano di revisione ordinaria delle partecipazioni societarie detenute dalla Regione al 31 dicembre 2022; esiti del controllo sul rendiconto dell’esercizio 2022 dei Comuni valdostani con popolazione inferiore a 5mila abitanti; rapporto sullo stato di attuazione del Pnrr in Valle d’Aosta, primo semestre 2024; controllo della legittimità e della regolarità della gestione della società Cervino Spa per il periodo 2020-2023.

Il Presidente Bertin in apertura di seduta ha comunicato che il 29 novembre è stato infine dato riscontro (!) alla richiesta del nostro gruppo consiliare in merito al limite dei mandati in Giunta, specificando che «l’Ufficio di Presidenza ha ritenuto all’unanimità che non vi sia titolo a rispondere in quanto si tratta di un quesito su situazioni ipotetiche e non ancora verificatesi.»

Il Presidente ha anche informato che «il 26 novembre, la società CVA ha segnalato presunte violazioni degli obblighi di segreto d’ufficio e di riservatezza relativamente a informazioni acquisite da alcuni Consiglieri(cioè Chiara) – ai sensi dell’articolo 116 del Regolamento interno. Ho dato riscontro il 6 dicembre segnalando che l’obbligo di risposta da parte di CVA è stato chiarito da una sentenza del Consiglio di Stato. Ho inoltre precisato gli obblighi di segreto d’ufficio e di riservatezza la cui responsabilità è in capo ai singoli Consiglieri. La lettera è stata inviata anche ai Capigruppo.»

Chiara ha evidenziato che «Cva aveva inviato una lettera di segnalazione di mia presunta violazione dell’art 116, dal carattere intimidatorio nei nostri confronti, e che si inquadra nel contesto di un’azione più ampia, che si è manifestata anche in quarta Commissione, dove non c’è stata un’audizione bensì una conferenza di Cva, architettata ad hoc per contrastare l’azione di PCP. Il contenuto della risposta del Presidente Bertin è condivisibile perché respinge in toto le richieste perentorie di Cva rispetto alla limitazione del diritto di accesso agli atti per i Consiglieri, a cui anche Cva è tenuta per legge a rispettare e rispondere. La nostra attività ispettiva proseguirà, anche attraverso accessi agli atti della Società, qualora questo si renda necessario.»

Riguardo al limite dei mandati in Giunta, Chiara ha detto: «Fa specie che ci siano voluti 45 lunghi giorni per decidere che “non vi sia titolo a rispondere” poiché si tratta di una situazione che non si è ancora verificata: non abbiamo mai fatto riferimento a valutazioni da parte dell’Ufficio di Presidenza, volevamo una nota giuridica di approfondimento degli uffici competenti. Rilevo, inoltre, che con una lettera successiva abbiamo chiesto copia dell’atto con cui l’UP ha rigettato la nostra richiesta, ma non abbiamo ricevuto risposta.»

Riguardo al bilancio, il nostro gruppo ha votato contro. Erika è intervenuta in discussione generale e ha chiarito la posizione critica sui due disegni di legge, sottolineando la mancanza di una programmazione finanziaria adeguata e l’assenza di risposte concrete ai bisogni dei valdostani in un contesto di perdurante crisi economica e sociale. “Evidenzio un bilancio privo di visione progressista, che non affronta diritti, uguaglianza, povertà, sanità e istruzione pubblica. L’assenza di uno slancio autonomista in questa fase di legislatura è un ulteriore punto di critica.

Principali punti trattati:

  1. Totale del bilancio: Crescita delle entrate, ma con un aumento della pressione fiscale sui cittadini, accompagnato da una riduzione degli utili per le imprese.
  2. Fondi globali e avanzo di amministrazione: Fondi accantonati per iniziative legislative rimangono inutilizzati, mostrando la mancanza di trasparenza e una programmazione inefficace. L’avanzo di amministrazione, previsto a 530 milioni di euro per il 2024, riflette difficoltà nel trasformare risorse in spese effettive. Vi è anche un aumento del fondo cassa da 800 a 925 milioni. Altre risorse bloccate.
  3. Spese correnti: continuano a crescere portando alla riduzione delle risorse disponibili e ad una rigidità strutturale sempre più importante. Senza una riforma e riorganizzazione dell’amministrazione queste risorse non danno benefici e non creano appetibilità rispetto al comparto. Evidenzio poi che le risorse in aumento alla società dei servizi per gli operatori di sostegno, non sono legate ad un miglioramento contrattuale, ma semplicemente ad un numero più elevato di studenti da seguire.
  4. Finanza locale: Le risorse trasferite passano da 234 a 246 milioni, ma l’aumento è legato a maggiori risorse nei trasferimenti con vincolo, visto che quelli senza vincolo rimangono invariati e anche rispetto ad Aosta ci si limita a 1,5 milioni in più. Insomma aumentano le somme decise dalla Regione che limitano l’autonomia degli enti locali. Anche in questo caso veniva richiesto un ripensamento organizzativo per rafforzare il sistema delle autonomie locali con un testo unico, mentre la proposta di questa maggioranza e dei sindaci è quella di un ritorno al passato e alla cancellazione di tutti i vincoli della legge 6. Vi sono inoltre problematiche di carattere generale poste da anni dai sindaci (assistenza mensa ragazzi con disabilità e edilizia scolastica) che ancora non trovano risposte.
  5. Sanità e politiche sociali: Le risorse continuano ad aumentare, ma le politiche rimangono inadeguate rispetto al contesto demografico e sociale e non si vedono miglioramenti. Mancano interventi strutturali per i più deboli, su disabili, anziani, salute mentale e contrasto alle dipendenze a parte i soliti studi non ci sono idee nuove per affrontare l’isolamento fisico e relazionale. Lo stanziamento sull’ampliamento del Parini si limita al nuovo pezzo di ospedale e, ad oggi, non sappiamo a cosa andremo incontro e i tempi di realizzazione. Nessuna risposta alle liste d’attesa.
  6. Istruzione: Gli investimenti si concentrano sugli adeguamenti contrattuali, ma mancano risposte alle esigenze delle scuole e agli edifici scolastici, spesso obsoleti o abbandonati. Delle tre palestre annunciate nemmeno l’ombra, 2 milioni per rifare gli infissi del vecchio seminario quando è appena stata inaugurata la nuova sede dell’università che fa acqua, non è ancora completamente agibile e non risponde alle esigenze dell’utenza.
  7. Sostenibilità e trasporti: Poche novità in questi settori, mentre l’agricoltura, pur essendo cruciale per il territorio, rimane poco supportata.

In conclusione, Erika ha denunciato che, nonostante le risorse disponibili, le priorità definite dal bilancio non rispondono ai bisogni della popolazione, favorendo invece interessi specifici e trascurando riforme necessarie e interventi concreti. (400 mila euro in più per il Forte di Bard, 300 mila euro per mantenere Maison du Val d’Aoste a Parigi …) – alleghiamo l’intervento integrale per chi voglia approfondire

 

Chiara ha replicato ad alcuni interventi che tracciavano un bilancio del programma di legislatura di una maggioranza “di sinistra” dicendo «in molte delle scelte che la maggioranza sta portando avanti, di sinistra è rimasto poco e il programma sul quale abbiamo lavorato convintamente a inizio Legislatura è ben diverso da quello varato due anni fa. Le “nuove valutazioni di opportunità” invocate dal Presidente Testolin quando è stato eletto al posto del Presidente Lavevaz hanno cambiato molte carte in tavola, per qualcuno che dovrebbe stare a sinistra è andata bene così: per noi no. La posizione sull’ospedale nel 2020, che teneva conto della componente di sinistra, è stata bellamente abbandonata; gli interventi previsti per il potenziamento della medicina territoriale, del personale sanitario, della telemedicina, dell’assistenza agli anziani e disabili a domicilio hanno preso direzioni diverse. Anche l’istruzione tecnico-professionale, su cui abbiamo competenza primaria, è al palo; carente l’impegno sulle palestre. Il marchio ombrello per la promozione turistica non esiste ancora; la legge quadro sullo sport non è mai arrivata in Consiglio; sulla questione del vallone di Cime Bianche, il Consiglio doveva assumere un ruolo centrale nelle decisioni, ma così non è stato e si sta procedendo altrimenti; della riapertura della ferrovia Aosta/Pré-Saint-Didier non c’è più traccia. Io non credo che questa sia una maggioranza che reca l’impronta della sinistra, di sicuro non di quella che gli elettori avevano votato sulla base di un programma, che in parte si rifletteva in quello di Legislatura. E questo bilancio, che non voteremo, come il Defr da cui deriva, ne è la dimostrazione concreta.»

Sulla legge di stabilità e sul bilancio di previsione della Regione per il triennio 2025-2027 abbiamo presentato 8 ordini del giorno e 2 emendamenti. Prima di iniziarne la discussione, il Presidente della Regione ha esplicitato che la maggioranza si sarebbe astenuta su tutte le proposte di tutti i gruppi, indistintamente. Insieme agli altri gruppi consiliari abbiamo stigmatizzato questo comportamento di totale chiusura e di mancanza di rispetto per il lavoro dei consiglieri di opposizione, l’ennesima dimostrazione di arroganza da parte del governo Testolin.

Queste le nostre proposte per gli ordini del giorno (respinti):

Misure strutturali di sostegno economico alle famiglie valdostane e attenzione al tema della povertà alimentare per reintrodurre il Bon Chauffage e sostenere maggiormente gli enti e le associazioni di volontariato; previsione di risorse per la realizzazione della “Casa del volontariato valdostano; interventi per migliorare le condizioni lavorative degli operatori di sostegno nelle scuole (questo odg è stato ritirato a fronte della dichiarazione dell’assessore secondo cui si sta lavorando per l’obiettivo); potenziamento delle attività di prevenzione alla violenza di genere; realizzazione di una campagna di informazione rivolta alle persone con disabilità sulla riforma sul progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato (ritirato dopo la comunicazione dell’assessore dei progetti in corso per l’applicazione del progetto di vita e l’azione di comunicazione dello stesso); realizzazione di un Piano regionale di conciliazione per la promozione delle pari opportunità lavorative (ritirato in attesa di vedere lo studio sulla conciliazione annunciato dall’assessore affidato pochi giorni prima); redazione di un elenco degli impianti a fune da smantellare; valorizzazione dei beni storico-culturali e ambientali di Ayas e del vallone delle Cime Bianche.

e per gli emendamenti (respinti):

il primo chiedeva di introdurre un Fondo speciale di parte corrente per il finanziamento del nuovo provvedimento legislativo recante disposizioni contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere (legato alla nostra legge ferma da oltre 2 anni e mezzo in Commissione); il secondo di riconoscere uno stanziamento per il triennio 2025/2027 al Corpo Forestale della Valle d’Aosta per le attività legate allo svolgimento delle competenze di polizia giudiziaria prevedendo la possibilità di affidare incarichi di collaborazione tecnica, in particolare rispetto alle violazioni paesaggistiche-ambientali; vigilanza sull’attività urbanistica e sull’applicazione dei vincoli paesaggistici e idrogeologici; indagini a seguito di incendi boschivi; vigilanza su agroalimentare, sicurezza alimentare e frode in commercio; tutela marchi DOP e IGP/OGM; tracciabilità prodotti.

 

 

 

Nel Consiglio del 18 e 19 dicembre è stato presentato l’atto di razionalizzazione delle partecipazioni pubbliche al 31 dicembre 2023. Chiara annunciando il voto contrario ha affermato che «l’atto non è un’azione di governo: non opera delle razionalizzazioni ma si limita a una ricognizione delle società partecipate. Mentre le società a partecipazione diretta sono rimaste sostanzialmente le stesse, nel 2023 assistiamo a un’esplosione di quelle a partecipazione indiretta che sono passate dalle 27 del 2022 a 171, cioè si sono moltiplicate per 6: una cosa mai successa fino ad oggi! L’atto posto in votazione limita a prendere atto di questa onda anomala che è stata provocata dall’attività di acquisizione di Cva che partecipa a ben 154 società. Riscontriamo la presenza di società (oltre 130) che hanno numero di dipendenti inferiore a quello degli amministratori, attività analoga a quella svolta da altre società partecipate, basso fatturato e che richiederebbero misure di razionalizzazione ai sensi di quanto previsto dal Tusp; misure che, invece, non sono state adottate. Il Governo si è limitato a invitare Cva a provvedere in autonomia. Questo conferma la rinuncia della Regione a svolgere le funzioni di direzione e coordinamento che invece sono suo preciso diritto e dovere.»

L’Aula ha poi discusso 9 mozioni rimaste indiscusse da vari consigli precedenti, di cui 2 del nostro gruppo:

Mozione: impegno ad approvare da parte del Parlamento una riforma di legge sulla cittadinanza che includa il principio dello “Ius Scholae” (Erika, Chiara)

Approvata con 21 voti a favore, 6 contrari e 3 voti di astensione espressi con votazione segreta, così come modificata in accordo con il Presidente della Regione, che impegna il Consiglio regionale ad attivarsi, anche attraverso i Parlamentari valdostani, presso il Governo nazionale e il Parlamento per sostenere una riforma della legge sulla cittadinanza che includa il principio dello “Ius Scholae”, riconoscendo il diritto alla cittadinanza ai minori stranieri nati o arrivati in Italia in giovane età che abbiano completato un ciclo scolastico di cinque anni nel nostro Paese.

 

Mozione: impegno a sollecitare la richiesta al Governo nazionale per il riconoscimento a tutti gli effetti dello Stato palestinese (Erika, Chiara)

Respinta questa mozione che chiedeva al Governo regionale di attivarsi, anche attraverso i Parlamentari valdostani, per chiedere al Governo nazionale di riconoscere a tutti gli effetti lo Stato di Palestina e di agire in sede ONU per un immediato riconoscimento dello Stato di Palestina come membro a pieno titolo delle Nazioni Unite, per permettere alla Palestina e a Israele di negoziare direttamente in condizioni di pari autorevolezza, legittimità e piena sovranità.

Il Consiglio ha però approvato una risoluzione del gruppo Rassemblement Valdôtain collegata alla mozione che chiedeva il cessate il fuoco umanitario nel Medio Oriente, ma non riconoscimento dello Stato di Palestina.

Il PD è riuscito a votarle entrambe dimostrando ancora una volta la sua ambiguità.

Le nostre iniziative ispettive per questo consiglio erano 11: 1 interrogazione a risposta immediata, 5 interrogazioni; 4 interpellanze oltre ad 1 rimasta dal consiglio precedente

 

Interrogazione a risposta immediata: tempistiche per la completa fruibilità della nuova sede dell’Università della Valle d’Aosta, con particolare riferimento all’aula magna (Erika, Chiara)

Con un’interrogazione a risposta immediata, Erika ha chiesto aggiornamenti sulla fruibilità della nuova sede dell’Università della Valle d’Aosta. Ricordando che il 26 settembre scorso è stato inaugurato il nuovo ateneo, Erika ha rilevato che «non tutti gli spazi erano fruibili e non lo sono tuttora. Inoltre, meno di un mese dopo si sono verificate delle infiltrazioni di acqua piovana che potrebbero ripetersi in futuro, secondo le dichiarazioni della Siv. Vorremmo quindi sapere quali sono i tempi e quali le cause che non consentono di rendere totalmente fruibile l’edificio e, in particolare, l’aula magna.» «L’ateneo ha comunicato che la conferenza stampa svoltasi il 26 settembre scorso è stata l’occasione di un taglio estemporaneo del nastro, ma non di una inaugurazione vera e propria della sede – ha risposto l’Assessore Guichardaz-. Le attrezzature tecnologiche presenti nell’aula magna sono particolarmente innovative e richiedono un periodo di formazione e addestramento complesso per il loro pieno utilizzo. Le cerimonie delle lauree si sono svolte da settembre a dicembre nelle aule didattiche – che sono ampie e totalmente soddisfacenti per questa attività -, anche in considerazione dell’esiguità dei laureandi e dei parenti invitati alle stesse.» «Le infiltrazioni d’acqua saranno da monitorare in quanto l’edificio rappresenta un unicum composto da molti elementi tutti diversi tra loro e messi in opera in situ. La società Siv precisa che per quanto riguarda in particolare l’aula magna, sono in corso di verifica, sulla base di una check-list ricevuta durante una recente visita della Commissione di pubblico spettacolo, i settaggi delle dotazioni impiantistiche e gli allestimenti necessari per consentirne l’utilizzo in occasione di manifestazioni esterne all’UniVdA.» Erika ha quindi evidenziato come sia stata aperta una sede senza che questa fosse totalmente fruibile, dopo vent’anni di attesa: utilizzare le aule in occasione delle cerimonie di laurea anziché l’aula magna come avviene in tutti gli atenei, tenuto conto del momento importante per la vita degli studenti, al di là del numero dei laureandi, è per noi una scelta sbagliata. Mi auguro che il Presidente, Presidente del Consiglio dell’Università della Valle d’Aosta, riveda con l’Università questa decisione.»

 

Interrogazione: ricollocazione di personale socio-sanitario in ruoli amministrativi di enti del comparto (Erika)

L’interrogazione voleva far luce sulle procedure adottate per ricollocare diversi OSS, senza limitazioni, in ruoli amministrativi e il numero degli stessi. Il Presidente Testolin ha detto di non essere a conoscenza di queste situazioni e quindi nemmeno dei numeri. Erika in replica ha quindi fatto notare che, a seguito delle difficoltà rispetto alle ricollocazioni espresse nel Consiglio precedente ha ricevuto diverse segnalazioni. Evidentemente ci sono persone che sono state ricollocate anche potendo svolgere il lavoro per cui sono state assunte e altre invece, con effettive difficoltà, che rischiano il licenziamento creando un’effettiva disparità di trattamento non concepibile. Erika farà degli accessi agli atti.

 

Interrogazione: azioni per rispondere alle criticità evidenziate dalla Corte dei conti sul sistema dei controlli interni (Erika)

Vista la relazione della Corte dei Conti relativa al 2023 che evidenzia la mancanza di strutture interne dedicate a funzioni di revisione e analisi e problemi nell’applicazione effettiva della rotazione periodica degli incarichi a rischio di corruzione. Erika ha chiesto se siano state individuate le strutture dirigenziali soggette a rischio di corruzione per le quali è prevista la rotazione e di descrivere le azioni intraprese per rispondere alle criticità segnalate dalla Corte dei Conti. Il Presidente Testolin ha comunicato che nel 2024 è stata fatta la ricognizione e sono stati individuati 86 procedimenti ad alto rischio di corruzione. È stata quindi implementata la formazione in materia di anti-riciclaggio e nella prossima legislatura bisognerà dotarsi di regolamentazione per garantire la rotazione, tenendo però conto delle competenze e delle esigenze di continuità. Il cantiere di innovazione sui controlli ha appena terminato di formulare delle proposte operative per la realizzazione del sistema integrato dei controlli interni che dovrebbe andare a regime nel 2026. Sono inoltre state sensibilizzate le strutture per evitare conflitti di interesse nelle diverse fasi procedimentali e nel PIAO 2025/2027 sarà inserito un approfondimento sulla tematica. Erika ha evidenziato come le norme sulla rotazione esistano da decenni eppure ritroviamo gli stessi funzionari ad occuparsi di procedimenti a rischio, peraltro in una regione esposta a conflitti di interesse visto il numero di abitanti e a episodi corruttivi vista la presenza accertata di una locale dell’ ‘ndrangheta. Su questo tema abbiamo fatto molte iniziative negli anni e non ci resta che sperare nella prossima legislatura.

 

Interrogazione: caratteristiche dei nuovi impianti di risalita previsti nel comprensorio Monterosa e dettaglio dei costi (Chiara)

L’interrogazione discendeva dall’esame dell’ultimo Bilancio della società Monterosa SpA. Abbiamo infatti visto che la società, fra le domande di finanziamento presentate alla Regione ai sensi della L.R. 8/2004 e della L.R. 6/2018, ha inserito finalmente la sostituzione con potenziamento dell’antiquata e mal attestata seggiovia bidirezionale Lago Ciarcerio – Alpe Belvedere (KM32) per un importo pari a euro 9.400.000; la sostituzione con potenziamento della seggiovia Alpe Mandria (KCXX) per un importo pari a euro 16.500.000.

Inoltre sono stati richiesti finanziamenti per: nuovo progetto area giochi Baby Snow Park Créforné e Area Giochi Crest per euro 995.000; rifacimento innevamento e bacino per le piste del Crest per euro 9.112.500; accumulo, potenziamento e rinnovo dell’innevamento a Brusson per euro 2.681.000; rifacimento bacino, potenziamento e rinnovo dell’innevamento a Gressoney-Saint-Jean per euro 3.687.100; ripresentazione del potenziamento adduzione e produzione impianto di innevamento programmato Antagnod per euro 670.000. Abbiamo quindi chiesto quali sono le caratteristiche dei nuovi impianti di risalita previsti, con il dettaglio dei costi; la destinazione degli impianti smantellati; la provenienza dell’acqua ai fini del potenziamento degli impianti di innevamento. L’assessore Bertschy alla prima domanda ha così risposto, riferendosi alle seggiovie: la sostituzione dell’Alpe Mandria, che ha una lunghezza di 1460 m, un dislivello di 477 m, avrà una portata oraria, con l’impianto nuovo, di 3000 persone ora; velocità fino a 6 m al secondo (le velocità sono poi regolamentate dal decreto del 2021). Sarà un impianto ad ammorsamento temporaneo. Ha confermato il costo di 16.500.000 Euro. L’altro impianto, sostituzione seggiovia lago Ciarcerio Alpe Belvedere: lunghezza di 500 m, dislivello di 170 m, portata 2400 persone ora, velocità (impianto ad ammorsamento permanente) è più bassa, 2,5 m al secondo. Costo totale delle due seggiovie di 9.400.000 €; sul lato Belvedere lunghezza è di 500 m, dislivello di 105 m, portata sempre 2400 persone ora e velocità di 2,5 m/sec. Domanda 2, destinazione degli impianti vecchi: al momento nelle previsioni, verranno demoliti e smaltiti, secondo le norme di legge. Terza domanda, provenienza dell’acqua ai fini del potenziamento degli impianti: per alcuni ci sono delle richieste di autorizzazione in corso. Su un impianto del Crest, sarà utilizzata l’acqua del pozzo di Champoluc; sull’impianto di Brusson, del Ru di Ley ; all’impianto di Gressoney-Saint-Jean, Pozzo Welde e bacino Bielciuken, con un lavoro di autorizzazione in corso insieme a CVA per l’autorizzazione di questo prelievo. Sull’impianto Antagnod attualmente l’acqua viene fornita dal pozzo di Periasc, l’obiettivo è di servirlo completamente dalla condotta di Ru Courtoud. Sono in corso richieste di autorizzazioni. E’ stata finanziata la revisione generale della Seggiovia Champeille-Litteran a Estoul per un valore di contributo di 1.080.000 €, e anche le reti di protezione sulla Pista Larici del Comprensorio Weissmatten.

Chiara ha ribadito che è sicuramente positivo che vengano rifatti o ammodernati impianti esistenti, purché gli interventi siano funzionali e portino effettivi miglioramenti. Ha espresso perplessità sull’approvigionamento dell’acqua per l’innevamento artificiale.

 

Interrogazione: verifiche sulla realizzazione dell’edificio The Stone a Breuil-Cervinia (Chiara) 

La Regione ha acquisito il parere della Commissione edilizia del Comune di Valtournenche sul progetto The Stone? Se sì, ne ha verificato la congruenza e la legittimità? È quanto ha chiesto Chiara. L’Assessore Sapinet, ha sostenuto che «il riparto delle competenze tra i diversi enti è alla base del sistema di governo della Regione ed è sancito dalla legge. Ribadisco nuovamente la non competenza degli uffici regionali che si occupano di pianificazione territoriale ad esprimersi su procedimenti per il rilascio del permesso di costruire in corso. La norma prevede, infatti, che la Regione possa intervenire sugli atti comunali in materia urbanistica ed edilizia solo su deliberazioni o altri provvedimenti comunali già rilasciati e passibili di annullamento per non conformità alle disposizioni di legge. Il caso “The Stone” non rientra in questa fattispecie poiché non risulta esservi stato alcun rilascio del permesso a costruire la cui competenza è in capo al Comune, fatta salva l’autorizzazione paesaggistica, già rilasciata dalla Soprintendenza per i beni e le attività culturali.  Quindi, l’Amministrazione regionale non ha acquisito il parere della Commissione edilizia del Comune di Valtournenche sul progetto e non ha alcun motivo per acquisirlo; non ne ha verificato la congruenza e la legittimità perché non rientra nei propri poteri farlo. Le strutture regionali stanno analizzando insieme alle parti politiche la particolare situazione del Breuil e del comune di Courmayeur e le ricadute che la legge 24/2009 ha avuto in questi territori. Il tutto è affrontato all’interno del tavolo di lavoro istituito con delibera n. 914 del 6 agosto 2024, approvata congiuntamente alla delibera n. 913. Con il primo documento si prosegue, modificando e migliorando l’applicazione del Piano casa in Valle d’Aosta; con l’altro si dà attenzione a due Enti locali che hanno evidenziato criticità, esigenze e problematiche. Il tavolo affronta però i principi e le linee guida con una equilibrata visione tecnica e politica, senza esprimersi su delle singole iniziative, perché questo è ciò che la politica deve fare.» «Lei, in sostanza, si chiama fuori – ha commentato Chiara -. Io invece le ricordo che il nostro Statuto ha attribuito alla Regione la potestà primaria in materia urbanistica e piani regolatori per zone di particolare importanza turistica. Il Breuil forse non rientra in questa casistica? La Regione ha il potere statutario di intervenire e di pianificare l’uso del territorio in collaborazione con i Comuni, anche per non lasciarli soli ad affrontare speculazioni di grandi gruppi edilizi. E invece la Regione non acquisisce la documentazione e la Soprintendenza dà un discutibile via libera a un’opera che aggraverà quel disordine urbanistico che conosciamo al Breuil. Se poi l’Assessore avesse acquisito il parere della Commissione edilizia di Valtournenche, come abbiamo fatto noi, avrebbe scoperto che consiste in sole cinque parole: “La Cce esprime parere favorevole”. Un parere che non è stato motivato, non sono state portate argomentazioni a supporto di una decisione che, immagino, potrebbe essere oggetto di impugnativa. Siamo sbigottite per come è stata condotta questa vicenda da parte delle istituzioni e invito nuovamente la Regione a fare il suo dovere e a prendere in mano questo dossier. Se il progetto sarà realizzato, ciò avverrà nel totale silenzio della Regione Valle d’Aosta

 

Interrogazione: notizie sulla chiusura temporanea del forno crematorio e sulle verifiche effettuate da Arpa (Erika)

Appreso della chiusura temporanea del forno crematorio, Erika ha chiesto le motivazioni ed in particolare l’esito delle verifiche effettuate da ARPA e se corrispondono al vero le segnalazioni riferite al ritardo nei giorni di cremazione e le azioni di coordinamento messe in campo dall’Amministrazione per rispondere a questa situazione. L’Assessore Sapinet ha confermato che la chiusura del forno è stata disposta in data 16/10 a seguito di un controllo del CFV e di ARPA avvenuto in data 11 settembre che ha rilevato superamento dei limiti di emissione di ossidi di azoto e monossido di carbonio. Ora l’impianto è in manutenzione e i feretri trasportati gratuitamente in Piemonte. Rispetto ai ritardi nelle cremazioni ha quindi riferito che l’APS ha affidato immediatamente a operatori economici specializzati il servizio sostitutivo di trasporto feretri e ceneri verso impianti di cremazione limitrofi e che questa avviene in 6-8 giorni. Erika ha sottolineato che l’Amministrazione ha competenze in merito alla Polizia mortuaria e che non si può parlare di celerità se la chiusura è avvenuta il 16 ottobre e il Comune di Aosta ha comunicato del trasporto gratuito fuori Valle il 31 di ottobre. In un’iniziativa in Consiglio comunale ad Aosta è emerso che si sarebbe verificato un accumulo di salme stipate nei locali adibiti in cimitero, in attesa di esser cremate. Anche fino a 30. Forse sarebbe opportuno approfondire la tematica. Continuerò nell’azione di vigilanza su questo tema.

 

Interpellanza: valutazioni rispetto al progetto esecutivo del nuovo tratto di sentiero di accesso al rifugio Bezzi a Valgrisenche (Erika)

Il nuovo tratto di sentiero in loc. Saxe Ponton di Valgrisenche, rientrante in un’area SIC Natura 2000, ha ottenuto contributi relativi ad interventi di mitigazione del rischio per fenomeni franosi, ma i pareri del Corpo Forestale Valdostano e dell’Assessorato Opere Pubbliche, Territorio e Ambiente riportavano diverse criticità. Erika ha quindi chiesto le valutazioni rispetto all’intervento; le motivazioni e gli scopi per cui il sentiero è stato notevolmente allargato al punto di essere percorribile con i mezzi e la normativa vigente che permette l’esclusione della valutazione di incidenza. L’Assessore Carrel ha riferito che lo scopo dell’intervento era aggirare un’area rocciosa soggetta a caduta massi. Dopo aver ottenuto le autorizzazioni della Forestale, in data 8 novembre 2023 il Dipartimento risorse idriche ha evidenziato la necessità di modificare il tracciato e il 13 novembre 2023 il Comune ha approvato la variante. Attualmente i lavori sono stati sospesi per valutare la necessità di posizionare pannelli di rete e/o corticali. Il sentiero è stato allargato per permettere il passaggio di mezzi d’opera, ma verrà ripristinata la situazione prevista in progetto. Non vi è stata la necessità di una valutazione di incidenza ai sensi del comma 9 dell’articolo 54 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRGC. Erika in replica ha evidenziato l’assurdità di un intervento finanziato per mitigare il rischio che attualmente è sospeso per esigenze legate a rischi maggiori evidenziati peraltro dall’ing. Rocco in fase preliminare. Si sono poi distrutte molte piante di specie rare e protette, presenti prima dello scavo.

 

Interpellanza: stato dell’arte della legge sulle aree idonee e interventi per incrementare il fotovoltaico nei prossimi cinque anni (Chiara)

L’interpellanza intendeva affrontare l’applicazione del cosiddetto “Decreto aree idonee” del Ministero dell’Ambiente, che ha un notevole impatto anche per la Valle d’Aosta perché pone un obiettivo sfidante che la Regione deve raggiungere nello sviluppo di impianti per la produzione di energia rinnovabile; inoltre impone a tutte le Regioni di approvare con leggi regionali, entro sei mesi dall’entrata in vigore del Decreto, le aree e superfici idonee e non idonee ad ospitare impianti di produzione di energia rinnovabile. Per quanto riguarda l’incremento di potenza installata, la Regione secondo tale decreto deve, entro il 2030, incrementare di 328 MW la potenza installata rispetto a quella risultante al 31/12/2020. Abbiamo appreso dall’Assessore Bertschy, il 21 novembre 2024, in risposta ad una question time, che fra il 31/12/2020 ed il 30/9/2024 l’incremento di potenza installata in Valle d’Aosta è stato soltanto di 23,4 Mw. Anche in base alle analisi e alle valutazioni del Piano Energetico Ambientale Regionale al 2030 (PEAR), non si può e non si deve ipotizzare un ulteriore incremento dell’idroelettrico già arrivato ad uno stadio di eccessivo utilizzo delle acque regionali. Anzi tendenzialmente l’idroelettrico, per effetto dei cambiamenti climatici, riduce la sua produzione, riduzione che però può essere compensata con interventi di potenziamento e ammodernamento delle centrali esistenti, Sempre il Pear evidenzia che il solare offre una potenzialità molto rilevante con un possibile incremento di 180 MW entro il 2030, anche solo utilizzando le coperture di edifici e strutture edili varie. All’interno del potenziamento del fotovoltaico un importante contributo allo sviluppo degli impianti di rinnovabili può venire dalle Comunità di energia rinnovabile; le quali riceveranno un contributo rilevante dalla possibilità di utilizzare anche le coperture degli edifici religiosi, superando almeno in parte e dove è possibile, i vincoli che attualmente ne impediscono l’utilizzo. Quindi è importante che nella predisposizione della legge sulle aree e superfici idonee ci sia una opportuna interlocuzione con i Comuni, ma anche con le Parrocchie e la Diocesi, prevedendo una revisione delle attuali disposizioni che impediscono in utilizzo di importanti superfici. Abbiamo quindi chiesto: 1) in che modo si intende operare per raggiungere l’obiettivo del potenziamento di 328 MW rispetto al dicembre 2020 e qual è l’obiettivo di incremento del fotovoltaico nei prossimi 5 anni; 2) quale obiettivo di potenziamento della potenza installata si intende realizzare con lo sviluppo delle Cer; 3) in che modo si intende intervenire rispetto all’attuale normativa affinché molte delle ampie superfici degli edifici religiosi siano utilizzabili per l’installazione di impianti fotovoltaici: 4) se è stata avviata una interlocuzione con le Parrocchie e la Diocesi per raggiungere questo obiettivo. L’assessore ha risposto dicendo che stanno lavorando alla bozza di legge; le Regioni hanno comunque chiesto allo Stato una proroga dei termini. Rispetto al primo quesito, ha detto che l’obiettivo del 2030 fissato dal ministero, è più elevato rispetto al già sfidante obiettivo del PEAR VdA 2030. La tabella riportata nel DM 236 del 21 giugno 2024 individua in 328 megawatt al 31/12/2030 la nuova potenza da installare rispetto al 31/12/2020, con questa cadenza temporale: 2021 1 megawatt, 2022 4 MW, 2023 10 MW, 2024 27 MW, 2025 47 MW, 2026 75 MW, 2027 112 MW, 2028 162 MW, 2029 231 MW e 2030 328 MW. Non vi è una ripartizione del contributo o l’obiettivo tra le diverse fonti, ma un obiettivo per tutte le fonti. Incremento entro i prossimi 5 anni dovrebbe essere, stante la tabella, di 231 megawatt, di nuova potenza da FER che include anche il fotovoltaico rispetto al 31/12/2020. A fine ottobre 2024 la nuova potenza FER installata è pari a 24 megawatt, di cui 10 megawatt di idroelettrico, quindi la potenza ancora da installare è pari a 207 megawatt. Il contributo dell’idroelettrico sarà inferiore in termini di potenza installata e la fonte principale sarà il fotovoltaico. Rispetto all’idroelettrico il PEAR VdA 2030 ha ipotizzato l’installazione di nuova potenza per circa 29 megawatt, di cui 15 di repowering di impianti esistenti. L’obiettivo di nuova potenza da fotovoltaico è estremamente alto e non è possibile avere la certezza del raggiungimento di tale obiettivo, al momento. Dalle analisi in corso per quanto riguarda il fotovoltaico, il potenziale teoricamente installabile su coperture e aree antropizzate inclusi i parcheggi, potrebbe essere sufficiente per il raggiungimento di questi obiettivi. Tuttavia, un potenziale teorico suddiviso su piccoli impianti risulta estremamente difficile da raggiungere nei tempi previsti, in quanto non dipende ovviamente dall’azione di investimento dell’amministrazione regionale, ma dal dall’azione di numerosi soggetti, anche ovviamente privati. E’ comunque ipotizzabile pensare che buona parte dei nuovi impianti sarà installata su copertura o comunque in configurazione di autoconsumo. Gli uffici dell’amministrazione regionale, insieme al Coa energia, stanno lavorando su diverse misure da attivare a inizio 2025 finalizzate al sostegno dello sviluppo delle FER, tra le quali il miglioramento delle disposizioni applicative per la concessione di mutui per l’edilizia residenziale, ai sensi della legge 13/2015; la misura esistente sta ottenendo un notevole successo e appunto attraverso alcune modifiche, immaginiamo di implementarlo ancora. Sono già 100 le pratiche presentate sul quinto avviso e molte delle quali integrate con impianti fotovoltaici. Nell’ambito del tavolo tecnico aree idonee si stanno portando avanti alcuni approfondimenti finalizzati a individuare ulteriori tipologie di aree che in virtù delle loro caratteristiche, possono essere destinate a ospitare impianti, minimizzando gli impatti sul paesaggio, agricoltura e ambiente. Tuttavia, l’effettiva realizzabilità degli impianti dipende soprattutto dalla convenienza economica per gli operatori di mercato, per cui si renderà necessario monitorare il quadro incentivante a livello nazionale e negli anni a venire prevedere l’attivazione di nuove misure. Per la domanda due, (obiettivo di potenziamento della potenza installata attraverso sviluppo delle Cer): non è facile stabilire un obiettivo. Questo perché le Cer rappresentano uno degli strumenti a disposizione per lo sviluppo del FER. Lo stanno verificando tutte le regioni e lo si sta verificando anche nella misura del PNRR che oggi è in fortissima difficoltà rispetto alla potenzialità di risorse messe a disposizione, tant’è vero che si ipotizzano delle modifiche per quello che viene detto ai tavoli tecnici. Comunque tuttavia, considerato che per via della particolarità del nostro territorio, una porzione della nuova potenza fotovoltaica arriverà da impianti di piccola taglia, ed è ipotizzabile immaginare che in gran parte di questi impianti saranno inseriti in configurazione di autoconsumo diffuso, tra le quali appunto la Cer. Dal 1° gennaio 2025, infatti, non saranno più attivabili nuovi contratti di scambio sul posto e la valorizzazione dell’energia in eccesso tramite autoconsumo virtuale in Cer potrebbe essere uno dei pochi meccanismi, se non l’unico che consentiranno un beneficio ulteriore rispetto al ritiro dedicato e all’autoconsumo fisico per quella tipologia di impianti. Secondo l’assessore il meccanismo delle Cer sta faticando a decollare in tutto il territorio nazionale, nonostante l’incentivo PNRR proprio alla luce della complessità del quadro regolatorio. Gli edifici religiosi sono in buona parte ricadenti all’interno dei beni tutelati dalla parte terza del codice dei beni culturali e del paesaggio e sono dunque vincolati in virtù della loro importanza storico, culturale, trattandosi per lo più di edifici plurisecolari; non è prevista la possibilità di installazione di impianti fotovoltaici sulla copertura degli edifici di culto ricadenti in tale ambito. Nel tavolo tecnico aree idonee, l’ipotesi di escludere tali edifici dai beni tutelati non può essere considerata in relazione al fatto che gli stessi sono stati preservati anche nel decreto nazionale aree idonee. Da una rapida stima cartografica sarebbe possibile individuare su tali edifici superfici atte ad ospitare pochi megawatt di potenza, circa 5; per quanto riguarda gli altri edifici di proprietà di parrocchia interreligiosi, quale esempio oratori, case parrocchiali non sottoposti a vincoli, questi sono già oggi potenzialmente sfruttabili con impianti fotovoltaici. Sulle interlocuzioni con la diocesi, la risposta è stata del tutto evasiva, ma in sostanza non ce ne sono.  Chiara ha insistito perché ci sia un programma preciso e una tempistica. Ha fatto rilevare che la Chiesa, attraverso le Diocesi e i Parroci, è particolarmente sensibile un po’ ovunque in Italia sul tema delle Cer. In Valle d’Aosta il primo incontro pubblico sulle Cer era stato organizzato proprio dalla Diocesi, poi si sono un po’ fermati, ma la sensibilità culturale c’è. Bisogna capire come su vari edifici religiosi si possano installare pannelli fotovoltaici, anche perché oggi la tecnologia si è evoluta e consente migliori inserimenti.

 

Interpellanza: regolamentazione del “progetto di vita” nell’ambito dell’applicazione della riforma della legge sulla disabilità (Chiara)

A novembre abbiamo ricevuto la lettera di un genitore di una persona con disabilità, che affermava di non essere riuscito, in un anno, ad avere una risposta relativa alla revisione del progetto di vita del figlio, in particolare sulla possibilità di utilizzare, per una eventuale collocazione abitativa prevalentemente notturna, lo stabile denominato “casa Berton” sito in Rue de l’Archet ad Aosta. Una decina di giorni dopo abbiamo poi ricevuto la lettera dell’Associazione ANGSA VDA APS – in risposta ad una richiesta di riscontro dell’Assessorato proprio sulla lettera di cui sopra- in cui si afferma che un eventuale utilizzo di casa Berton per persone con disturbo dello spettro autistico rischierebbe di andare “a detrimento” del progetto “La Cascina del Castello“, già avviato, per la realizzazione di una soluzione abitativa nel comune di Fénis, sul modello della farm community. Abbiamo approfondito l’analisi della legge delega sulla disabilità, legge 227/2021, e i tre decreti attuativi, in particolare il 62 sulla regolamentazione del progetto di vita personalizzato e partecipato. Secondo la nuova impostazione tale progetto individuale assume un valore centrale e imprescindibile, anche per le pubbliche amministrazioni, che devono garantire in ogni modo il diritto costituzionale all’autodeterminazione. Ora, posto che è singolare che la Regione chieda un riscontro ad una associazione sulla lettera di un singolo, senza contattare o dare un minimo cenno di riscontro Al diretto interessato, noi crediamo che occorra evitare possibili contrapposizioni o diatribe su questioni così delicate. Chiedere un riscontro sul progetto di vita del proprio figlio, progetto sostenuto dai responsabili della psichiatria non significa certo una intenzione di andare “a detrimento” di altri progetti, ma chiedere attenzione alle istituzioni per una situazione specifica che finora non l’ha ottenuta. E non ci devono essere soluzioni precostituite e univoche per i servizi a supporto delle persone con disabilità: il loro diritto a scegliere dove, come e con chi vivere è pari a quello di chi non è in condizione di disabilità. Il progetto di vita deve tener conto della loro volontà, dei loro desideri, non può a priori essere condizionato da scelte fatte in precedenza e da altri. Abbiamo quindi chiesto se si intende rispondere ufficialmente alla richiesta del genitore che ci ha scritto e se di conseguenza è stata presa in considerazione la possibilità di utilizzare casa Berton per la soluzione abitativa prospettata. Inoltre se, nell’ottica di una corretta e ampia applicazione della riforma di cui alla legge 227/2021 ed in particolare al decreto n. 62, che prevede la regolamentazione del progetto di vita, si intende prendere in considerazione la richiesta avanzata al di là delle considerazioni dell’Associazione Angsa. L’Assessore ha elencato tutto quanto si sta facendo per le persone con disabilità, ha elencato attività e progetti, ma in sostanza sulla possibilità di usare Casa Berton ha risposto negativamente, dicendo che è inadatta, poco funzionale, soluzione che potrebbe andar bene a qualcuno e per nulla ad altri. Ha detto che è corretto aver coinvolto ANGSA che è associazione di riferimento per l’autismo. Chiara ha replicato chiedendo come si fa a chiedere un riscontro ad una associazione rispetto alla lettera di un genitore preoccupato per il “durante e dopo di noi” del proprio figlio e non contattare la persona in questione, che in un anno non ha ricevuto risposte sul progetto proposto in accordo con il dipartimento di salute mentale? E’ un modo di gestire le cose che rischia di mettere in contrapposizione famiglie e persone, di creare attriti. Preoccupa che si sostenga che una eventuale attenzione verso specifiche richieste di singoli sia negativa per la realizzazione di progetti che sono in itinere, e che pur nella loro validità non è detta vadano bene per tutti. Occorre almeno ascoltare e rispondere ai cittadini che vivono queste situazioni, senza chiamare in causa altri soggetti e rischiare di alimentare così una sorta di battaglia o contrapposizione tra le parti. Speriamo che queste non siano le premesse per il grande lavoro che deve essere fatto da qui al gennaio 2026 per l’applicazione della riforma.

 

Interpellanza: verifiche e azioni dell’Ausl per risolvere le anomalie emerse nel corso di una trasmissione televisiva (Erika)

Erika ha nuovamente affrontato la questione delle anomalie del sistema sanitario regionale evidenziate dalla trasmissione televisiva di La7 “L’aria che tira” del 2 novembre scorso relative alle dichiarazioni rilasciate dal pensionato valdostano sulle liste di attesa e sulle contrattazioni rispetto ai prezzi degli interventi chirurgici. In sintesi, il pensionato, avendo atteso invano il suo turno per oltre un anno, ha chiamato l’ospedale Parini per avere novità e ha appreso che vi erano ancora un centinaio di pazienti in attesa prima che toccasse a lui. Ha quindi chiamato una clinica privata e qui gli è stata prospettata la possibilità di un ricovero quasi immediato ad un costo di circa 6mila euro. A seguito di trattativa però il costo è passato a 3mila euro. (intervista qui visibile https://www.la7.it/laria-che-tira/rivedila7/laria-che-tira-02-11-2024-565701). Erika ha quindi chiesto se l’Ausl ha verificato la veridicità delle affermazioni rilasciate nell’intervista; quale l’esito delle verifiche svolte e quali le azioni adottate; nel caso di segnalazione falsa, se l’Azienda sanitaria intende denunciare La7 per tutelare l’immagine della sanità valdostana. Nel caso in cui, invece, la segnalazione risponda al vero, come intende l’Ausl adoperarsi per risolvere le anomalie del sistema emerse dalla pubblica denuncia? L’Assessore Marzi, ha precisato che «gli interventi svolti nelle sedi dell’ospedale Parini non comportano nessun pagamento da parte degli assistiti iscritti al servizio sanitario. Il privato che agisce in ambito privatistico, propone e applica le tariffe che ritiene e quindi può fare sconti e riduzioni. Diverso, invece, è quando una clinica privata agisce in convenzione, eseguendo prestazioni per conto del servizio sanitario: in questo caso, il paziente non sostiene costi e la struttura privata riceve dall’Ausl un corrispettivo sulla base delle tariffe determinate a livello regionaleVenendo al caso di specie, Marzi ha riferito che «l’Ausl ha condotto delle verifiche ed è emerso che il paziente è stato inserito in liste d’attesa, con priorità non urgente a giugno 2023. A dicembre è stato rivisto dal chirurgo che ha confermato la non urgenza. Nel frattempo, il paziente è stato sottoposto a una terapia medica per un’altra patologia che si è conclusa nella primavera del 2024. A luglio dello stesso anno è stato rivalutato dal chirurgo generale che ha rideterminato la sua priorità. Il paziente non è stato inserito nelle liste di interventi da effettuare a Saint-Pierre perché la sua situazione clinica rende necessario eseguire l’operazione al Parini. La convenzione stipulata tra Ausl e Isav consente alla clinica di svolgere, oltre a interventi di ortopedia anche quelli di chirurgia generale che richiedono il ricovero per più di una notte, sempre e solo per conto dell’Azienda sanitaria. Esprimiamo dei dubbi sulla corretta contestualizzazione dei contenuti della telefonata riportata in televisione con una presunta clinica privata valdostana, in quanto la clinica di Saint-Pierre – che è l’unica a svolgere esclusivamente interventi di chirurgia ortopedica e, nell’ambito della chirurgia generale, solo quelli con una notte al massimo di pernottamento. Queste situazioni non ricomprendono il caso rappresentato in televisione di una persona che necessitava di un intervento più complesso, tanto che il chirurgo del Parini non ha scelto la via della clinica di Saint-Pierre per risolvere la situazione operatoria del paziente.» Erika ha quindi replicato chiedendo: «Non esiste il controllo del pubblico su prestazioni sanitarie private? Eppure abbiamo sentito di strutture sanitarie private che sono state addirittura chiuse dalle varie Ausl perché non avevano i requisiti. Lei e l’Azienda sanitaria valdostana sembrate invece non interessarvi di quello che succede intorno a voi, neanche dei comportamenti attuati da soggetti convenzionati. Ritengo inoltre grave quanto riferito dall’Assessore perché quanto dichiarato nella risposta doveva essere esplicitato al paziente in attesa. Tanto che la mancanza di informazioni, ad esempio, lo ha portato a rivolgersi ad una clinica privata quando la sua operazione, per la delicatezza dell’intervento, non avrebbe potuto nemmeno essere svolta in quel contesto. Il dato di fatto è che con questa iniziativa abbiamo appreso di poter contrattare le varie prestazioni sanitarie

 

Interpellanza: esiti degli approfondimenti sulle modifiche alla legge regionale n. 11/2023 in materia di locazioni brevi per finalità turistiche (Erika)

Erika è tornata a parlare delle criticità legate alla nuova norma sugli affitti brevi denunciate da UPPI quali l’ampliamento dell’obbligo del CIN alle locazioni di durata superiore ai 30 giorni; le incombenze, sia amministrative che fiscali, che rendono veramente estenuante lo sforzo richiesto ai proprietari immobiliari; la necessità di intervenire urgentemente per ottenere il CIN senza dover richiedere il CIR per i proprietari di appartamenti affittati per periodi superiori a trenta giorni. L’Assessore Grosjacques ha evidenziato che non ci sono incombenze difficili, tanto da aver assegnato 5833 CIR. Il CIN è semplice da avere perché prende i dati dal CIR regionale. Sono solo 989 i soggetti che affittano sopra i 30 giorni. L’amministrazione non risponde ai comunicati, ma con UPPI c’è un dialogo aperto e condividiamo la necessità di adeguare la legge 11/2023, ma diciamo subito che non è fattibile passare al CIN senza chiedere il CIR. È intenzione semplificare gli adempimenti togliendo l’obbligo dell’esposizione del CIR, mettendo solo il CIN. Per le risposte c’è un sistema di FAQ con cui diamo molte risposte e riscontriamo un buon apprezzamento. Spesso però vengono richieste specifiche rispetto agli adempimenti fiscali che non sono di competenza della Regione. Erika ha rilevato, come sempre, una mancanza di volontà di fare autocritica, ma piuttosto di continuare ad elogiarsi dopo aver creato problemi ai vari locatori. La lr 11/2023 sarebbe stato meglio non emanarla vista la prevista regolamentazione nazionale ed europea. Inoltre la logica urbanistica applicata mal si concilia con le esigenze di ricettività della nostra regione ed evidenzia la chiara intenzione di disincentivare le locazioni turistiche.