Martedì 14 gennaio, rispondendo ad una interrogazione della consigliera di PCP, Chiara Minelli, il Presidente Testolin ha comunicato che sono ben 29 le concessioni idroelettriche gestite da Cva in Valle d’Aosta che scadono fra 4 anni. Si tratta di 29 centrali idroelettriche con una potenza installata di oltre 900 Mega Watt, con una produzione annua di oltre due miliardi di KWh di elettricità pregiata.
Un’importantissima realtà produttiva su cui incombe un fattore di grande incertezza e che la Regione affronta con un grave ritardo. Dalla discussione dell’interrogazione è emerso che mentre tutte le altre Regioni e Province Autonome dell’arco alpino hanno già approvato le leggi regionali che disciplinano le concessioni in scadenza – ovunque in gran parte scadono nel 2029 – in Valle d’Aosta non c’è ancora la Legge regionale, anzi non c’è neppure ancora la Norma di attuazione dello Statuto che consentirà alla Regione di fare la Legge.
E’ dal 2019 che Rete Civica insiste sull’urgenza della Norma di attuazione, ma solo due mesi fa, a ottobre 2024 è arrivato alla Presidenza del Consiglio lo Schema proposto dalla Commissione paritetica ed i tempi della sua approvazione, che prevede passaggi sia in Consiglio regionale sia nel Governo nazionale, sono ancora indefiniti.
In tutte le leggi regionali già approvate è previsto che il concessionario, almeno cinque anni prima della scadenza, rediga un “Rapporto di fine concessione” con tutti gli elementi utili per la procedura di riassegnazione. In Valle d’Aosta, pur essendo Cva una società pubblica, interamente di proprietà della Regione, nessuna disposizione è stata data a Cva per tempi e modalità di redazione del “Rapporto di fine concessione”, e alla scadenza ormai mancano solo 4 anni.
Anche sui contenuti della futura legge regionale di disciplina del rinnovo delle concessioni, il Presidente della Regione è stato estremamente vago ed è apparso evidente che Giunta e maggioranza non hanno le idee chiare e che non si stanno neppure facendo gli approfondimenti, complessi e delicati, per capire quale strada imboccare affinché le concessioni idroelettriche rimangano in capo ad una società pubblica ad intero controllo della Regione.
Torneremo frequentemente nei prossimi mesi su una questione che è cruciale per l’economia e l’autonomia valdostana.
Aosta 15 gennaio 2025
RETE CIVICA VALLE D’AOSTA