All’ordine del giorno di questo consiglio c’erano vari disegni e proposte di legge, che hanno richiesto praticamente tutto il tempo delle due le giornate di convocazione:

– il primo provvedimento di variazione al bilancio regionale di previsione per il triennio 2025-2027 (astensione);

lo schema di norma di attuazione sull’Istituto Musicale dello Statuto speciale per il conferimento di funzioni in materia di Istituzioni di alta formazione artistica e musicale (a favore).

– la proposta di legge del gruppo Lega Vallée d’Aoste sulla valorizzazione degli artisti in Valle d’Aosta (astensione)

il disegno di legge presentato dalla Giunta regionale per le disposizioni urgenti per lo svolgimento nel 2025, delle elezioni comunali (contro)

– il disegno di legge per gli interventi regionali a sostegno dell’organizzazione delle gare di Coppa del mondo di sci alpino femminile assegnate a La Thuile per la stagione 2024-2025 (a favore)

– le quattro proposte di legge in materia di elezione del Consiglio Valle:
quella di UV, con emendamenti sottoscritti anche da PD e PLA, approvata dalla sola maggioranza, con 19 voti: PCP ha votato contro;
quella di PCP (Proposta di legge n. 58), votata solo da Chiara, Erika si è astenuta, come RV e Bertin, contrari gli altri; (vedi intervento integrale)
le altre due quella di Lega Vallée d’Aoste e Forza Italia
, e quella di Rassemblement Valdôtain sono state ritirate.

Avevamo depositato 12 iniziative, una question time (per chiedere conto del disegno di legge di istituzione di un ente strumentale regionale per la gestione dei servizi alla persona), sei interrogazioni (definizione di un protocollo per rispondere alle gravi carenze di personale al Tribunale e alla Procura di Aosta; piena fruibilità del nuovo polo universitario; copertura delle sedi vacanti dei dirigenti scolastici; promozione delle lavorazioni tessili tradizionali; informazioni sulle prestazioni sanitarie erogate in intramoenia; creazione di un nuovo ente strumentale in sostituzione della Società di servizi Valle d’Aosta) e cinque interpellanze (avvio delle procedure per il rinnovo degli organi di Cva Spa; aggiornamento dei requisiti per l’iscrizione all’elenco regionale delle organizzazioni di volontariato di protezione civile; percorribilità integrale della cinta muraria romana di Aosta; revisione delle procedure di accesso al reparto di pediatria dell’ospedale Beauregard; azioni per tutelare l’immagine dell’Ausl).

Solo la question sulla realizzazione di un nuovo ente strumentale di servizi alla persona è stata discussa, tutte le altre iniziative sono state rinviate al prossimo consiglio.

 

Norma di attuazione sull’Istituto musicale: l’atto, trasmesso dal Ministro per gli affari regionali il 29 novembre 2024, è composto di tre articoli: il primo aggiorna la denominazione dell’Istituto musicale pareggiato della Valle d’Aosta in “Conservatoire de la Vallée d’Aoste“; il secondo introduce per il personale docente del Conservatoire il nuovo sistema di reclutamento previsto dal decreto del Presidente della Repubblica n. 83/2024 per il settore Afam, superando così il precedente sistema basato sulle graduatorie nazionali, che escludeva i docenti che avevano prestato servizio presso l’Istituto musicale della Valle d’Aosta dall’accesso agli incarichi a tempo determinato e indeterminato; il terzo disciplina le modalità di trasferimento del personale docente tra istituzioni di Afam operanti in Valle d’Aosta e sul resto del territorio italiano, subordinandolo all’accertamento della conoscenza della lingua francese, in analogia con quanto già previsto per le istituzioni scolastiche regionali. Il parere sullo schema di norma di attuazione sarà ora inviato al Ministro per gli affari regionali per il prosieguo del suo iter, che si concluderà con l’approvazione del decreto legislativo da parte del Consiglio dei ministri.

 

Disposizioni per le elezioni comunali del 2025: La data delle elezioni comunali era nota dal settembre 2020, eppure questa legge è stata portata in estrema urgenza: scaricata in Commissione il 17 febbraio, dopo soli nove giorni è arrivata in AulaIl testo è stato giustificato con il recepimento della legge statale che abolisce il numero dei mandati per i comuni sotto i 5000 abitanti. Una Regione che dice di essere autonoma dovrebbe cercare, anche attraverso questo strumento normativo, di valorizzare e difendere la propria specialità statutaria e territoriale…ma tutti sappiamo che unificare le due elezioni significa anche evitare la “concorrenza” dei sindaci arrivati al termine del terzo mandato come potenziali candidati alle regionali. Le criticità maggiori di questo testo risiedono nell’election day, nella riduzione del quorum dei votanti nei comuni dove c’è una sola lista e nell’eliminazione del limite dei mandati. Un election day contestato anche dai Sindaci per poter riportare l’inizio della Legislatura nel momento opportuno e poter concludere la procedura sui Segretari comunali che è stata rallentata fortemente. La riduzione del quorum al 40% nei comuni dove ci sarà una sola lista è eccessiva perché consente a una minima parte di cittadini di decidere per tutti gli altri. Chiara ha rilevato che «questo disegno di legge – tutti lo sanno – viaggia in parallelo con la proposta dell’Union Valdôtaine sulla nuova norma elettorale regionale, poi fatta propria da tutta la maggioranza. I due testi hanno un’impostazione di fondo comune, che riguarda innanzitutto un modo di operare disordinato e frettoloso, caratterizzato da atteggiamenti incerti e contraddittori: lo dimostra in modo plateale l’emendamento sui mandati. In entrambi i percorsi dei testi di legge (comunale e regionale) si comprime la partecipazione democratica. Il disegno di legge 180, per la velocità con cui è stato avviato e concluso, non ha lasciato il giusto tempo di riflessione ai Sindaci e non è un caso che il parere dell’Assemblea del Cpel abbia registrato ben 17 astensioni. Anziché ricercare la migliore soluzione per la cittadinanza, prevalgono in entrambe le leggi, che oggi saranno votate, le logiche settoriali e i calcoli sugli interessi di partito rispetto agli interessi generali. Per quanto riguarda l’emendamento dell’ultimo minuto che porta all’innalzamento a quattro del numero dei mandati, rilevo una dimostrazione di totale mancanza di buon senso, visto anche il dubbio sulla sua legittimità costituzionale. Di certo è una proposta che non favorisce la partecipazione! La carica di Sindaco non è una professione, è un servizio alla collettività, giustamente retribuito, che deve avere un tempo limitato per evitare la deresponsabilizzazione dei cittadini. Abbiamo infine un problema di democrazia che emerge nitidamente: arrivando all’approvazione di questa legge all’ultimo momento, a ridosso delle elezioni, non sarà possibile chiedere il referendum abrogativo. È evidente che non si vuole sentire la voce della popolazione valdostana su questioni di assetto istituzionale, che sono basilari per l’esercizio della vita democratica.»

 

Proposta di legge n. 58 di PCP di riforma del sistema elettorale regionale. Chiara nella relazione introduttiva ha ricordato che «è stata presentata il 26 aprile 2022, nella prima parte della Legislatura, in linea con il programma PCP e con tempi adeguati per una riforma incisiva del sistema elettorale regionale. Questo obiettivo era centrale anche nel Programma di Legislatura del Governo Lavevaz e nei programmi elettorali del 2020. L’impianto mira a rispondere alla necessità – per noi imprescindibile – di garantire stabilità di governo, evitando le crisi e le incertezze che hanno compromesso l’Amministrazione regionale negli ultimi anni. Troppo spesso non è stata rispettata la volontà degli elettori, con orientamenti e alleanze che sono stati stravolti nel corso delle Legislature. Anche in quella attuale, abbiamo assistito ad un cambio di rotta oltre che di nocchiero. Un’altra esigenza fondamentale è l’equilibrio di genere, come previsto dalla Costituzione e dallo Statuto speciale: il sistema attuale non garantisce parità tra uomini e donne né prevede la presenza di entrambi i generi in Giunta. La doppia preferenza di genere, già adottata in tutte le Regioni italiane tranne Sicilia, Friuli Venezia Giulia e chez nous, è quindi indispensabile. Infine, l’attuale sistema elettorale è poco democratico: con una soglia di sbarramento del 5,7% e l’obbligo di raccogliere 900 firme per le liste non rappresentate in Consiglio, si ostacola la partecipazione di nuove forze politiche. La nostra è quindi una proposta di riforma organica, su cui è stata presentata una richiesta di referendum consultivo da parte di 3363 elettori (che è stata respinta dal Consiglio), a dimostrazione dell’interesse della comunità valdostana per la tematica, ma che non ha ricevuto, e non riceverà, risposte adeguate.» «I punti essenziali della proposta sono – ha proseguito -: elezione diretta del Presidente della Regione e della maggioranza collegata con vittoria al primo turno con almeno il 40% dei voti; in caso contrario, ballottaggio tra i due candidati più votati; la lista o coalizione vincente ottiene almeno 21 seggi e al massimo 24 seggi; 11 seggi riservati alle minoranze per garantirne la rappresentanza; la mozione di sfiducia al Presidente della Regione comporta decadenza, scioglimento del Consiglio e nuove elezioni; limite di due mandati per il Presidente, che non può ricandidarsi nemmeno come Consigliere; Giunta limitata a un massimo di sette componenti (Presidente + sei Assessori); soglia di sbarramento ridotta al 4% (attualmente 5,7%); numero minimo di firme per presentare una lista ridotto a 300 (attualmente 900); doppia preferenza di genere introdotta senza ambiguità; per i candidati in lista, ogni genere deve rappresentare almeno il 40% (attualmente 35%); obbligo di presenza di entrambi i generi in Giunta (attualmente non previsto); età minima per l’elettorato passivo abbassata a 18 anni (attualmente 21); spoglio delle schede centralizzato.»

Dopo l’illustrazione delle quattro proposte di legge sulle elezioni regionali si è aperta la discussione generale a cui non hanno partecipato Lega e Forza Italia che hanno abbandonato l’aula, spiegando che non ritenevano sensato partecipare ad un dibattito che non era su una riforma del sistema elettorale ma solo su una minima modifica. In realtà crediamo che ci fossero difficoltà a mantenere una posizione comune all’interno del centrodestra.

Sulla proposta di legge presentata dall’Union Valdôtaine il 14 luglio 2023, e poi emendata in prima Commissione con l’appoggio di PD e PlA, in modo da eliminare praticamente tutti gli articoli, tranne quello sulle tre preferenze, PCP ha votato contro. Contro anche all’ordine del giorno depositato in Aula dai Capigruppo di maggioranza, che impegna il Consiglio regionale e la prima Commissione ad elaborare una specifica proposta di legge finalizzata a garantire la presenza di entrambi i generi all’interno della Giunta regionale, senza dire quando e in un momento in cui bastava fare un emendamento e dar corso immediatamente a quella proposta! Ridicolo… La proposta di legge di UV, votata a 19 – prevista dall’articolo 15 dello Statuto speciale – sarà ora pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione per tre mesi durante i quali potrà essere avanzata richiesta di referendum confermativo da un cinquantesimo degli elettori della regione o un quinto dei componenti il Consiglio della Valle.

Erika non ha votato la proposta di PCP e ha dichiarato: “Valle d’Aosta Aperta, che io oggi rappresento in questo Consiglio, era stata invitata nell’ottobre scorso per una discussione con le forze di maggioranza e aveva evidenziato l’importanza della doppia preferenza di genere o al massimo la tripla con l’alternanza. (…). Oggi, coerentemente con quanto mi chiede Valle d’Aosta Aperta non voterò la proposta di legge che avevamo presentato ad aprile 2022.»

Chiara, intervenendo sul testo di legge dell’UV, ha commentato: «Si tratta di una proposta sulla quale si è fatto un ampio uso del bianchetto, una proposta inadeguata e irrispettosa delle norme di legge stesse legate agli strumenti di partecipazione popolare. La maggioranza si è infilata in un pasticcio istituzionale indecoroso, con un atteggiamento che contrasta con le procedure democratiche, quando c’era tutto il tempo per fare una vera riforma, affrontando il tema con serietà e responsabilità. Avevamo una occasione preziosa per fare una riforma organica, per metterci al passo con le altre Regioni sull’aspetto della rappresentanza di genere, che abbiamo sicuramente sprecato. La proposta non è condivisibile né nel contenuto, né nei tempi, né nelle modalità con cui è stata portata avanti. Esprimo un giudizio fortemente negativo: il Consiglio non ha assolto, colpevolmente, al suo compito. Sulla nostra proposta di legge, invece, che ho sostenuto convintamente, ribadisco che la voterò in coerenza con tutto il percorso fatto, con il programma elettorale e con quanto abbiamo proposto ai cittadini durante la campagna di raccolta firme per il referendum, che il Consiglio ha impedito. Con la serena e piena consapevolezza di aver tenuto fede agli impegni e di non aver cambiato le carte in tavola in nessun momento.» (vedi intervento integrale)

 

Question time sulla realizzazione di un nuovo ente strumentale di servizi alla persona

Durante una seduta della quinta Commissione, l’Assessore Marzi ha annunciato la volontà politica di addivenire, prima della fine della Legislatura, a gettare le basi per la creazione di un ente strumentale regionale per la gestione dei servizi alla persona. Con questo question time abbiamo chiesto al Governo di confermare quanto riferitoci il 18 febbraio scorso. L’Assessore alle politiche sociali ha comunicato che «il Governo ha intenzione di predisporre un disegno di legge con tre finalità specifiche: portare la politica valdostana a fare programmazione dei servizi resi alle persone; proporre una soluzione comune tra Regione e Enti locali per affrontare i problemi gestionali per il reclutamento, la gestione e la valorizzazione del personale; superare la questione dei dipendenti della Società di Servizi che svolgono lo stesso lavoro di alcuni loro colleghi ma non hanno gli stessi emolumenti, le stesse garanzie e le stesse prospettive professionali. E’ stata predisposta una proposta che potrà diventare un disegno di legge, se le altre parti in causa vorranno proporre soluzioni per arricchire quanto illustrato perché, al momento, quanto presentato è la migliore sintesi a necessità diverse tra loro.» Ai consiglieri in realtà sono state presentate per ora solo delle slides e non l’intero studio che forse potrà dipanare i tanti dubbi emersi in commissione. I sindacati hanno evidenziato varie criticità, è necessario approfondire la questione con l’analisi della documentazione.