Per questo Consiglio come gruppo PCP avevamo depositato 15 iniziative (1 question time, 5 interrogazioni, 8 interpellanze e 1 mozione) ma tranne la question time sulla procedura di rinnovo dell’autorizzazione della gestione della discarica di Pompiod tutte sono state rinviate alla seduta successiva, perché la discussione sui progetti di legge all’ordine del giorno ha occupato praticamente tutto il tempo a disposizione.
Per quanto riguarda l’attività legislativa c’erano i seguenti punti in discussione:
- un disegno di legge contenente disposizioni urgenti per lo sviluppo organizzativo degli enti del comparto unico;

- un disegno di legge che contiene disposizioni in materia di aiuti regionali per la compensazione dei danni causati dalla fauna selvatica al patrimonio zootecnico e ittico e alle produzioni vegetali, nonché per l’adozione di misure di prevenzione;

- la nostra proposta di legge contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere;

- la proposta di Rassemblement Valdôtain, sulla polizia locale e l’istituzione di un’area di contrattazione autonoma nell’ambito del comparto unico (che è poi stata ritirata);
Altri punti discussi:
- la surroga di Francesco Saverio Marini quale componente di parte regionale in seno alla Commissione paritetica a seguito della rinuncia all’incarico in conseguenza della sua elezione a giudice della Corte Costituzionale;

- la question time sul rinnovo dell’autorizzazione per la gestione della discarica di Pompiod;

(cliccando sull’icona
sarà possibile visualizzare l’intervento completo)
Il Consiglio Valle ha approvato, con 19 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA), 11 voti contrari (Lega VdA, FI, PCP) e 5 astensioni (RV, GM), il Dl sul comparto unico. Il provvedimento interviene sulla legge regionale n. 22/2010, relativa all’organizzazione dell’Amministrazione regionale e degli enti del comparto unico della Valle d’Aosta (reclutamento e mobilità, di sistema di classificazione e ordinamento professionale del personale dipendente, di aree di contrattazione e di incarichi dirigenziali, di collocamento a riposo e di trattenimento in servizio). Abbiamo presentato degli emendamenti (tutti respinti) e tre ordini del giorno, di cui uno, approvato – con modifiche proposte dal Presidente -, impegna il Governo regionale a verificare la possibilità che tutto il personale dipendente degli enti del comparto unico possa accedere al lavoro agile, con tutte le tipologie contrattuali, tenuto conto delle specificità e delle differenze dei contratti di lavoro. Dei due respinti il primo riguardava il personale occupato presso gli enti di comparto coinvolto nel passaggio all’ente strumentale per la gestione dei servizi alla persona (22 astensioni di UV, FP-PD, PlA, SA, RV, e 10 a favore di PCP, Lega VdA, FI, GM); il secondo, che ha avuto 2 voti a favore di PCP e 32 astensioni, voleva garantire pari opportunità nelle nomine per incarichi dirigenziali e fiduciari nella pubblica amministrazione e nei consigli di amministrazione delle società partecipate dalla Regione. Il Dl è stato contestato durante le audizioni da quasi tutti i sindacati, perché penalizzante per i lavoratori. Tra le altre cose prevede la possibilità di comandare d’ufficio i dipendenti in un altro ente, fino a 50 km. Sulla mobilità non ci sono procedure trasparenti e pubbliche, ma si confermano sistemi discriminatori che limitano la possibilità di richiesta ai soli dipendenti in servizio in enti con più di 100 dipendenti. Sulla dirigenza, viene rafforzato il ruolo del Segretario generale, a discapito degli altri dirigenti; eliminato dagli incarichi fiduciari il Capo dell’Osservatorio economico e sociale, depotenziando così l’ufficio; mantenuta la disparità di trattamento tra Segretari comunali e gli altri dirigenti; inserita una riserva di posti per l’accesso alla qualifica unica dirigenziale, applicabile solamente alla Regione. Nonostante i continui solleciti della Corte dei Conti, permangono carenze nella trasparenza e criticità nella rotazione degli incarichi ad elevato rischio corruttivo. Infine, il Governo ha introdotto emendamenti di peso sulle pensioni, inviati solo nel pomeriggio precedente al Consiglio, su una legge di dicembre 2024. E’ possibile che dipendenti con 42 anni di servizio, potranno andare in pensione con pesanti penalizzazioni, in linea con il Governo Meloni. Abbiamo chiesto se è stato chiesto un parere all’Inps, perché non lo avevamo ricevuto e abbiamo contestato soprattutto la metodologia, perché il testo è stato pesantemente modificato meno di 24 ore prima.
Con 19 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA) e 16 astensioni (Lega VdA, RV, FI, PCP, GM) espressi nella seduta mattutina del 27 marzo 2025, il Consiglio Valle ha approvato un disegno di legge in materia di aiuti regionali per la compensazione dei danni causati dalla fauna selvatica al patrimonio zootecnico e ittico e alle produzioni vegetali, nonché per l’adozione di misure di prevenzione. Il provvedimento prevede l’accorpamento in sedici articoli della disciplina degli aiuti regionali in un unico documento normativo, abrogando le attuali disposizioni previste dagli articoli 40 e 41 della legge regionale n. 64/1994 e dalla n. 17/2010. Abbiamo depositato due emendamenti, respinti. Nel mio intervento ho evidenziato che il disegno di legge che, in senso generale, è condivisibile perché mira a sostenere le attività agropastorali cercando un equilibrio con la tutela dell’ambiente. In audizione i rappresentanti delle associazioni hanno presentato richieste di miglioramento per gli aiuti da fauna non protetta, sottolineando la lunghezza dei tempi di pagamento e la complessità delle procedure, un disincentivo per molte aziende a presentare la domanda. Su altre richieste non c’è stato un riscontro puntuale e non è chiaro l’effettivo coinvolgimento delle associazioni nella stesura del testo di legge. Le attività agropastorali sono importanti per l’economia regionale, il lavoro di agricoltori e allevatori è indispensabile per la manutenzione del territorio, strettamente legata alla fruizione turistica. Ho aggiunto che “Non credo che il declassamento del lupo, da molti auspicato, sia la strada maestra da percorrere, lo dimostrano esperienze attuate in altri Paesi. È positivo il sostegno regionale alle misure di prevenzione, che va ad integrare quelle già erogate ad esempio con il progetto europeo Life Wolfalps che ha portato a una riduzione del 97% delle predazioni alle aziende che hanno adottato tali misure. Ci lasciano perplesse invece la norma sul risarcimento alle attività agricole per danni derivanti da attività venatoria, dal momento che nella nostra regione non sono mai stati registrati. Si prevede poi un apposito contributo per il Comitato venatorio pari al 50% della tassa versata dai cacciatori. È anomalo prevedere che una tassa versata da una specifica categoria di cittadini venga restituita per svolgere azioni di tutela ambientale che dovrebbero essere fatte dalla Regione. Esprimiamo rammarico per il mancato accoglimento dell’emendamento sui trasferimenti al comitato venatorio (avevamo proposto, come mediazione, che il contributo rimanesse al 40% attuale), che porta ad una astensione sul complesso del disegno di legge, di cui tuttavia il gruppo ha condiviso lo spirito e la maggior parte dell’articolato.»
L’Assemblea ha respinto la nostra proposta di legge contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. Sono stati 9 i voti contrari (Lega VdA, FI), 24 le astensioni (UV, FP-PD, PlA, SA, RV, GM) e 2 i voti a favore (PCP). Depositata da quasi tre anni (!!!) la pl intendeva dotare la Regione di strumenti per contrastare atti e comportamenti discriminatori negli ambiti del lavoro, della scuola e dello sport, prevedendo specifici progetti di formazione, la promozione di eventi culturali, gli interventi di sostegno alle vittime, l’attivazione di uno sportello di ascolto. Nel mio intervento ho ricordato che c’è stato un lungo percorso, caratterizzato da un’inerzia complessiva durata tre anni in cui spicca, isolato, l’interesse dell’Assemblea del Cpel che nel suo parere ha dimostrato una reale attenzione al testo, dicendosi disponibile a far parte di un apposito gruppo di lavoro per attuare le previsioni della norma. Nel corso di questa lenta genesi è stata anche prospettata l’inclusione del nostro testo nella revisione della legge n. 4/2013 e, pur sollevando obiezioni, ci siamo rese disponibili ad analizzare proposte che però non sono mai arrivate. Poi abbiamo capito che la revisione non sarà ultimata fino all’estate 2025: non è stato fatto nulla per due anni interi, fino allo scorso mese di dicembre. Non stupisce che la Lega di Salvini e del generale Vannacci sia contraria alla proposta, ma la posizione di Forza Italia un po’ sì, visto che a livello nazionale si è dimostrata disponibile a intervenire positivamente su queste dinamiche. Sconcerta il voto negativo del PD e di chi si professa progressista e paladino dei diritti civili. Forse è più importante poter dire alla fine “la legge l’abbiamo fatta noi”. Abbiamo perso un’occasione per la nostra regione e per questa Assemblea di dotarci di uno strumento utile contro le discriminazioni di genere. Il testo conteneva principi di buon senso, non c’è traccia dell’ideologismo esasperato che alcuni hanno rimproverato con accuse del tutto strumentali.
All’ordine del giorno figurava anche la surroga di Francesco Saverio Marini quale componente di parte regionale in seno alla Commissione paritetica a seguito della rinuncia all’incarico in conseguenza della sua elezione a giudice della Corte Costituzionale. Il Consiglio ha nominato, con 21 voti a favore, l’avvocato Vincenzo Nunziata. Sono intervenuta sottolineando che «ormai da molto tempo nella designazione dei componenti di parte regionale vengono fatte delle scelte con modalità poco trasparenti, non condivise e non condivisibili. Vista l’importanza della Commissione paritetica, dovrebbe essere il Consiglio Valle a scegliere i componenti, che secondo noi dovrebbero essere qualificati professionisti locali ben radicati nella nostra realtà. Invece, la scelta avviene a colpi di maggioranza, arrivando a inserire la nomina con un ordine del giorno suppletivo e senza che nessuno ne sapesse nulla. Non viene neppure fornito un curriculum ufficiale: questo è un sistema che svilisce non solo il Consiglio ma la persona stessa che viene indicata. Rilevo che per gli autonomisti, è giusto che la Regione si faccia rappresentare da un ex Capo di Gabinetto ministeriale, che è un rappresentante della controparte. Per noi non è normale e non voteremo il nominativo proposto.»
C’è stato poi solo più il tempo di discutere la question time sul rinnovo dell’autorizzazione per la gestione della discarica di Pompiod. A ottobre 2024 la società Ulisse 2007 srl aveva presentato istanza per l’avvio dell’istruttoria per la Valutazione di impatto ambientale relativa al progetto di rinnovo dell’autorizzazione della gestione della discarica di inerti sita nel comune di Aymavilles. A seguito della documentazione integrativa richiesta alla società a gennaio 2025, gli uffici regionali hanno concluso che non sussistono le condizioni per assoggettare il rinnovo dell’autorizzazione a Via e ne hanno chiesto l’esclusione. Ci risulta che il procedimento di rinnovo dell’autorizzazione sia stato riattivato: vorremmo quindi sapere come si svilupperà l’iter e come saranno coinvolti i soggetti che hanno presentato osservazioni. L’Assessore Sapinet ha risposto che il 17 marzo scorso il progettista ha trasmesso la documentazione integrativa e aggiornata e, tra le proposte della società risulta la diminuzione dei Cer (i codici che identificano un tipo di rifiuto specifico) richiesti, pressoché dimezzati e compatibili con quanto previsto dallo studio Arpa di ridefinizione delle modalità di gestione delle discariche comunali di inerti. La Struttura competente ha quindi provveduto a riattivare il procedimento, richiedendo ai soggetti istituzionali che partecipano al procedimento di esprimersi in merito alla documentazione integrativa. Le integrazioni ricevute non modificano la configurazione dell’impianto che è oggetto di rinnovo. Il procedimento pertanto risulta riattivato e il termine ultimo per la sua conclusione è il 1° maggio prossimo. Il coinvolgimento dei soggetti che hanno presentato osservazioni si è concretizzato nella fase di partecipazione pubblica scaduta il 10 dicembre 2024 durante la quale sono state varie le osservazioni da parte di associazioni e soggetti privati. I pareri acquisiti da parte dei soggetti istituzionali che partecipano al procedimento, così come le osservazioni pervenute da parte di soggetti terzi già acquisite durante la fase di evidenza pubblica del procedimento, saranno prese in debita considerazione e opportunamente valutate nell’ambito dell’istruttoria condotta da parte della struttura regionale competente, al fine della formulazione della determinazione finale di verifica di Via, mediante provvedimento dirigenziale. In replica abbiamo auspicato che si vada alla procedura di Via, perché anche nei documenti integrativi ci sono molte cose che non tornano. L’Assessore parla di un dimezzamento dei Cer ma sulla base di un’autorizzazione che ha dei limiti.