Il Consiglio Valle era convocato per mercoledì 7 e giovedì 8 maggio 2025 in sessione europea e internazionale e, a seguire, in riunione ordinaria. L’Assemblea ha aperto i lavori in sessione europea e internazionale con la presa d’atto della relazione sulle attività svolte dalla Regione nel 2024 per l’attuazione delle politiche promosse dall’Unione europea e in materia di rapporti internazionali.

Referendum e legge elettorale

Il Presidente del Consiglio ha comunicato di aver ricevuto il 6 maggio una lettera dai Consiglieri Manfrin, Lucianaz e Marquis con la quale chiedono di avere un parere del Segretario generale del Consiglio su quanto evidenziato in una nota del Presidente della Regione indirizzata al Comitato promotore del referendum in merito alle tempistiche di svolgimento del referendum sulla legge elettorale. «A gennaio di quest’anno – ha detto il Presidente Bertin-, i dirigenti degli uffici del Consiglio, su richiesta dei Capigruppo di minoranza, avevano indirizzato una nota che conteneva indicazioni di carattere generale relative al procedimento legislativo per l’approvazione delle “leggi statutarie” e per la loro entrata in vigore. Risponderò ai Consiglieri nei prossimi giorni, ma rilevo che il procedimento amministrativo elettorale non è di competenza dell’Assemblea regionale.» Sono intervenuta affermando: «È del tutto evidente che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio pasticcio che può sfociare in una crisi istituzionale. Non si sono rispettati i tempi di legge previsti e necessari per l’approvazione e la promulgazione di una legge “statutaria”, come quella approvata il 27 febbraio scorso, e come indicato nella nota della Segretaria generale. Si è fatta una forzatura e si è arrivati fuori tempo massimo e ora se ne pagano le conseguenze. Il Presidente della Regione, nella sua risposta al comitato referendario, non ha minimamente tenuto in conto la nota citata e ha adottato un atteggiamento che ha tutta l’aria di una prepotenza bella e buona, che non posso che stigmatizzare.»

L’ordine del giorno era composto di oltre 85 oggetti, di cui 46 rinviati da precedenti adunanze. Era in discussione anche un Disegno di legge in materia di trasporti e mobilità sostenibile, su cui ci siamo espresse a favore (si è astenuto il centro destra), proponendo anche un nostro emendamento, accettato. Il testo, depositato dalla Giunta il 27 marzo e composto di sei articoli, modifica una serie di leggi regionali che aggiornano il sistema di bigliettazione con l’introduzione di nuove tipologie di titoli di viaggio e l’attivazione di collegamenti transfrontalieri; la possibilità di attivare servizi di trasporto pubblico locale gratuiti per incentivarne l’utilizzo oltre che l’istituzione di servizi a chiamata per gli studenti universitari con disabilità iscritti all’UniVdA non residenti. Riguardo alla mobilità sostenibile, sono aggiunti contributi a fondo perduto per l’acquisto di motoslitte elettriche. Il nostro emendamento ha introdotto una misura di contributo anche per l’acquisto di quad a trazione esclusivamente elettrica. Ho espresso un «giudizio sostanzialmente positivo rispetto alle novità introdotte in materia di trasporti e mobilità sostenibile. È importante l’allocazione di nuove risorse nella bigliettazione elettronica e l’individuazione di tipologie diverse per i titoli di viaggio. Accogliamo favorevolmente anche l’integrazione del biglietto ferro-gomma, l’istituzione di autobus transfrontalieri, su cui abbiamo presentato specifiche iniziative, e l’incentivo all’utilizzo del mezzo pubblico attraverso i servizi con navette urbane gratuite che danno la possibilità di spostamenti nella città senza dover ricorrere a mezzi personali. Per gli studenti universitari disabili le misure previste sono indice concreto di rispetto ed equità e vanno nell’ottica dell’inclusività. Condivisibili anche alcune modifiche alla legge sulla mobilità sostenibile (n. 16/2019). Riteniamo necessario estendere il contributo previsto per le motoslitte anche a quad a trazione completamente elettrica, dotati di cingoli smontabili nel periodo estivo: una soluzione versatile che consentirà di utilizzare il mezzo non solo in inverno ma tutto l’anno.»

Come gruppo consiliare di PCP abbiamo depositato 18 iniziative. Do notizia di quelle da me presentate.

 

Question time: Informazioni sul rilascio dell’autorizzazione per la realizzazione dell’impianto idroelettrico di Cortlys a Gressoney-La-Trinité.

Ho chiesto chiarimenti sulla procedura di rilascio dell’autorizzazione per la realizzazione dell’impianto idroelettrico sul torrente Lys in località Cortlys a Gressoney-La-Trinité. «La società The Power Company, a cui era stata rilasciata una sub concessione nel 2009, ha ceduto nel 2019 il ramo d’azienda alla Staffal Energy a cui la Regione ha riconosciuto la titolarità della concessione di derivazione d’acqua a CortlysIl nuovo disciplinare di concessione approvato nel 2021 prevede pertanto che il termine di presentazione dell’istanza di autorizzazione debba avvenire entro i 12 mesi dalla data del decreto del Presidente in cui si dispone il cambio di titolarità. Entro la scadenza (27 ottobre 2022), la società ha presentato ben due istanze di autorizzazione alla realizzazione dell’impianto che sono state rigettate in quanto non conformi. Ad aprile 2025, gli uffici regionali hanno avviato un nuovo procedimento per il rilascio dell’autorizzazione unica ampiamente al di fuori dei termini previsti. Chiediamo quindi di sapere quali approfondimenti siano stati effettuati in merito a questo procedimento che è stato avviato in contrasto con la tempistica prevista dal disciplinare.» Ha risposto l’Assessore alle opere pubbliche affermando che “gestire un procedimento amministrativo complesso come quello per la realizzazione di un impianto idroelettrico è un’azione articolata. Formalmente sono stati rispettati i tempi previsti dal disciplinare per avviare la procedura di autorizzazione unica che ha incontrato delle difficoltà dovute all’impossibilità da parte del proponente di accedere ai fondi per realizzare quei rilievi necessari a rispondere alle legittime richieste della Conferenza dei servizi dell’autorizzazione unica, che si è pertanto conclusa nel 2023 con il rigetto delle istanze. Il proponente si è quindi attivato con la richiesta di proroga dei tempi della concessione. Gli uffici hanno rilevato che il disciplinare sarebbe stato integrato quando sarebbe stato possibile realizzare concretamente la procedura di autorizzazione unica vista la complessità della situazione. Concretamente siamo quindi arrivati alla riproposizione della richiesta di autorizzazione unica per la quale devono essere condotte le necessarie verifiche tecniche anche perché a seguito degli ultimi eventi intensi che hanno interessato la nostra regione (29-30 giugno 2024, 5 settembre 2024 e 16-17 aprile 2025) è stato evidente come le infrastrutture relative al prelievo delle acque per fini idroelettrici e irrigui dai corsi d’acqua valdostani siano estremamente vulnerabili. Il Governo regionale intende pertanto attendere le valutazioni tecniche sulla proposta progettuale e sulle osservazioni eventualmente presentate in sede di istruttoria, nonché sugli aspetti normativi che sono segnalati nell’interrogazione e che erano ben noti anche agli uffici. Solo dopo sarà verificata la necessità di un pronunciamento della Giunta sulla questione per gli eventuali ambiti di competenza.» Mi sono detta perplessa perché dalle notizie in mio possesso, non risultava una nuova richiesta di proroga, farò quindi gli opportuni approfondimenti. In ogni caso, tale richiesta è stata accettata? I termini sono ampiamente scaduti: se non è stata rilasciata ufficialmente una nuova proroga, come si può andare avanti con un’autorizzazione unica? Rilevo poi che questa concessione è del 2009, è passato metà del tempo di durata della stessa, e mi chiedo il senso di questo perdurare nella volontà di fare la centralina in quel sito

 

Interrogazione: Notizie sulle operazioni finanziarie effettuate da Cva.

Con questa interrogazione sono tornata sulla questione dell’emissione di bond per 500 milioni sul mercato quotato di Dublino, previsti dalla legge 26/2021, considerato che nell’audizione in commissione dell’ex presidente di Finaosta, Rosset, è stato evidenziato che in realtà l’operazione è stata molto limitata e c’è stata una sola emissione, pere per 30 milioni di euro, e che a seguito all’approvazione della legge e di un importante emendamento al Decreto Aiuti, CVA è di fatto uscita dal perimetro della legge Madia sugli obblighi delle partecipate pubbliche. Ho chiesto al Presidente della Regione di sapere:

  • se i due strumenti finanziari per l’emissione di bond da parte di CVA per 500 milioni di euro puntualmente, individuati con la legge regionale n. 26/2021, sono stati effettivamente attivati;
  • se le operazioni finanziarie descritte da Cva nella sua replica all’ex Presidente di Finaosta sono conformi al dettato della legge regionale sopra citata;
  • in che data sono state effettuate le operazioni finanziarie di cui parla la replica di Cva;
  • in che data sono state inserite/segnalate sul sito web di CVA le operazioni finanziarie a cui la società fa riferimento nella replica all’ex Presidente di Finaosta.

Il Presidente ha risposto che la prima operazione di 50 milioni è stata fatta subito, il 26 novembre 2021. Il 30 novembre 2022 il Cda di CVA ha deciso di interrompere il processo di emissione del prestito, a causa delle condizioni sfavorevoli del mercato, rimandando ai mesi successivi per eventuali nuove valutazioni. Poi il processo non è più stato riavviato. Alla seconda domanda ha risposto che, a seguito della legge 91/2022, che ha convertito il Decreto Aiuti in legge, la società può essere considerata “società quotata” e quindi dal 16/7/2022 può quotare azioni o altri strumenti finanziari senza delibere autorizzative della Regione. Di conseguenza non c’è, secondo loro, contrasto con la legge 26/2021. Sulle date delle operazioni effettuate ha risposto che: il 6/4/2023 CVA ha completato il collocamento di un finanziamento sul mercato tedesco per 250 milioni di euro; il 29/9/2023 ha sottoscritto con Cassa Depositi e Prestiti un contratto di finanziamento a medio-lungo termine dell’importo max di 100 milioni, che consente entro il 30/9/2031 di chiedere l’erogazione del finanziamento. Ma per ora CVA non ha chiesto nulla; il 18/12/2023 CVA ha siglato un accordo con la società PGIM. Inc. che riserva a CVA in tre anni l’emissione di obbligazioni fino a un controvalore di 200 milioni di dollari USA; infine il 18/12/2023 ha emesso un prestito obbligazionario “senior insecured” di 30 milioni di euro (obbligazioni con scadenza 15 anni). Alla quarta domanda ha risposto che sono stati emessi comunicati stampa il 6/4/23 e il18/12/23 per dare notizia delle operazioni effettuate. In replica ho sottolineato che i numeri e le date sono importanti e sotto questo aspetto la sua risposta è stata puntuale e esaustiva. E ho evidenziato che quella della l.r. 26/2021 è stata una operazione di grande rilievo politico. Il 6 settembre 2021, in contemporanea, si sono infatti verificati due avvenimenti di grande importanza per la politica energetica regionale anzi per l’intera politica regionale. Quel giorno Argirò viene cooptato nel Consiglio di amministrazione di Cva con la carica di Amministratore Delegato. Lo stesso giorno viene presentato in Giunta dall’Assessore Caveri il Disegno di legge che autorizza Cva all’emissione di prestito obbligazionario per un importo di ben 500 milioni di euro. Una strana coincidenza? O forse le due cose erano in qualche modo collegate? C’era una strategia precisa? Nella scheda che accompagna la Dgr che approva il Disegno di legge si dice che lo scopo è consentire a Cva di reperire risorse adeguate per dare applicazione al Piano strategico 2021-2025. Tali obiettivi sono stati perseguiti e raggiunti? C’è voluta una concatenazione di avvenimenti (la conferenza con slide di Argirò in Commissione, con accuse pesanti anche all’ex presidente di Finaosta Rosset, oltre che a PCP; la lettera di Rosset, la replica di CVA ecc ecc) perché si accendesse una luce su questa operazione da 500 milioni di euro. Di tutta l’operazione solo quella dei 50 milioni è stata tempestiva, perché, di tutta evidenza, era finalizzata ad un preciso disegno, che non era l’attuazione del Piano strategico, ma la fuoriuscita dai controlli della Madia. Su tutto il resto c’è stata una grande opacità, evidenziata dal fatto che il sito non ha riportato i dati e le informazioni dell’operazione finché non c’è stata la lettera di Rosset (solo comunicati stampa). C’è da rilevare che mentre l’obiettivo dichiarato di quella operazione era di realizzare il Piano strategico 21-25 (Piano pre-Argirò), ma in realtà poi il Piano è stato stravolto dal Piano Argirò 2023-2027. La legge sui bond è servita quindi essenzialmente a uscire dalla Madia.

 

Interrogazione: Bando di gara per la realizzazione della nuova linea funiviaria Breuil-Cervinia/Plan Maison/Plateau Rosa.

L’interrogazione ha avuto origine dalla comunicazione della Cervino spa del posticipo di scadenza del bando per progetto e la realizzazione della nuova funivia Breuil-Cervinia/Plan Maison/Plateau Rosa (dal 17 luglio 2023 al 25 novembre 2024), a causa della dimensione e complessità e della necessità di garanzia di concorrenzialità e pluralità delle offerte. Una proroga molto lunga, oltre un anno, che fa un po’ specie. Sono trascorsi 5 mesi dalla nuova scadenza e volevamo avere notizie sullo stato dell’arte. Ho chiesto in particolare quante presentazioni di offerte sono pervenute alla società Cervino S.p.a.; se è stata completata la relativa istruttoria e con quali esiti; se l’importo totale stimato ammonta attualmente ancora a 120.000.000, IVA esclusa, oppure se ha subito variazioni. L’Assessore ha risposto molto stringatamente che sono pervenute alla società Cervino S.p.a. 2 offerte, entrambe ammesse al prosieguo dell’istruttoria, e che poi al momento di perfezionarle ne è rimasta solo una, presentata il 26/9/2024. L’istruttoria è dunque completata. Alla terza domanda relativa alla variazione di importo. ha risposto solo che è variato, senza fornire alcun ulteriore elemento. Ho replicato che non si dice qual è l’entità dell’aumento e se sia esclusivamente dovuto al costo lievitato dei materiali, potrebbe sorgere il dubbio che non siano state fatte stime adeguate già in fase di elaborazione del bando stesso. Ho aggiunto che è inconcepibile che il Consiglio regionale non disponga ancora di un quadro complessivo delle necessità di ammodernamento degli impianti funiviari esistenti e del relativo fabbisogno finanziario, anche perché oltre due anni fa è stato votato all’unanimità un nostro ordine del giorno che chiedeva una apposita audizione in commissione dell’Assessore e dei tecnici su questo tema, con trasmissione della relativa documentazione. Un impegno del tutto disatteso. Dopo il Consiglio abbiamo appurato che l’importo della nuova funivia è passato dal 120 milioni a circa 200 milioni; il 18/2/2025 c’è stata l’aggiudicazione della progettazione e esecuzione della funivia al Rti di imprese Leitner Spa, Cogeis Spa, IVIES Sp, Costruzioni BGF Srl. Pudore dell’Assessore a comunicare una cifra quasi raddoppiata?…

 

Interrogazione: Mancata accessibilità al fascicolo sanitario elettronico da parte dei medici che prestano servizio di continuità assistenziale.

Ho depositato questa interrogazione a seguito di alcune segnalazioni pervenute riguardo al fatto che la guardia medica non ha accesso al fascicolo sanitario elettronico (FSE). Ho chiesto se è effettivamente così e quali sono le motivazioni tecniche per cui il FSE non è accessibile ai medici che prestano servizio di Continuità Assistenziale. L’Assessore ha confermato, aggiungendo che ci sono difficoltà di “distanza informatica” (sic…) ma che con il nuovo contratto tale situazione dovrebbe essere superata, perché è prevista una formazione specifica e sarà attivato un canale diretto per l’accesso dei medici di continuità assistenziale. Già ora potrebbero accedere al FSE ma con una procedura complessa che prevede l’uso dello SPID, ciò che rende difficile farlo. E’ comunque un tema che è all’attenzione dell’amministrazione. Ho rilevato che sul sito della Regione alla voce FSE si legge, fra le altre cose, “in caso di emergenza i medici possono consultare il tuo FSE per conoscere immediatamente le tue condizioni di salute e le eventuali terapie in corso”. Inoltre come specificato sempre sul sito il FSE permette di evitare “di dover cercare documenti cartacei e copie di referti, favorendo una migliore coordinazione tra i vari professionisti sanitari”. Quindi la famosa continuità non c’è ed è quanto mai opportuno che si trovi al più presto una soluzione. E’ stata segnalata poi anche l’impossibilità di accedere ai codici di esenzione degli assistiti da riportare sulle ricette…è un’altra cosa da affrontare celermente. Monitoreremo la situazione.

 

Interpellanza: piena fruibilità della parte nuova della struttura per anziani “Maison Regina” di Gaby;

Con questa interpellanza ho portato all’attenzione dell’Aula la mancata apertura dell’ala nuova della struttura residenziale per anziani Maison Regina di Gaby. La sede rinnovata della microcomunità è stata inaugurata nel 2012 con la realizzazione di una nuova ala che ha aumentato la capienza da 15 a 25 posti letto per un costo di oltre 2,4 milioni di euro (90% a carico della Regione e 10% a carico dell’allora Comunità montana Walser Alta Valle del Lys). Ancora oggi, dopo 13 anni, l’ala nuova è ancora incredibilmente chiusa! Ho chiesto quindi di conoscerne i motivi, a quanto ammontino le spese di gestione/manutenzione e come si intende intervenire per rendere operativa l’ala nuova, considerato anche l’aumento esponenziale della popolazione anziana non autosufficiente. L’Assessore ha detto che dal 2024 si sta lavorando sulla carenza di posti letto sanitari su tutto il territorio valdostano e, per quanto riguarda la struttura di Gaby, sono previste a bilancio le risorse per sostenere il servizio per i nove posti in corso di attivazione. L’Unité ha comunicato la volontà di bandire un ulteriore concorso per Oss, rappresentando le difficoltà incontrate per reperire le sei professionalità necessarie per l’attivazione dei nove posti. La Regione si è detta disponibile, insieme all’Ausl, a condividere un possibile percorso di utilizzo complessivo della struttura, attingendo alla graduatoria regionale. Il Cpel ha richiesto alla Regione deroghe per poter effettuare assunzioni a tempo determinato di personale privo della qualifica Oss ma in possesso di determinati requisiti assistenziali. La Giunta regionale le ha accolte, prorogando poi di anno in anno le autorizzazioni, per consentire alle Unités di proseguire nel difficile reclutamento di tale importante profilo professionale che vede purtroppo ridotta disponibilità rispetto al passato. Nel corso di un incontro tenutosi lo scorso mese di aprile, su richiesta dei Comuni, con l’Ausl e l’Unité, è stata avviata una riflessione con i soggetti interessati e i Comuni sulla residenzialità nel suo complesso nell’Unité Walser tenendo conto delle due strutture presenti: quella di Gaby e quella di Gressoney-Saint-Jean per la quale è in programma un intervento consistente di adeguamento. Si sta configurando la possibilità che le due strutture debbano essere valutate, in termini di occupazione, una collegata all’altra. L’Assessore ha anche affermato che rispetto ai costi di gestione dell’ala nuova, l’Unité ha comunicato che non vi sono spese, se non per il mantenimento della temperatura minima di esercizio con il riscaldamento a pavimento che ha costi minimi e non si ritengono necessari ulteriori interventi edilizi in vista della riattivazione dell’ala. A seguito degli approfondimenti fatti dalla Regione nel 2023 per soddisfare le esigenze di adeguamento delle strutture presenti sul territorio, si è deliberato di sostenere gli enti locali nelle spese di riqualificazione delle strutture residenziali con un finanziamento di oltre 1,5 milioni di euro, che copre tutte le domande ammesse a contributo per il 2024. Per soddisfare i fabbisogni nel triennio, lo stanziamento complessivo è di 2,8 milioni di euro, in cui sono comprese, tra le altre, le spese di adeguamento della struttura di Gressoney-Saint-Jean. Ho replicato che «dopo tutto questo tempo e, a fronte di una spesa ingente di risorse pubbliche, è necessario trovare una soluzione urgente per aprire quella struttura, anche per consentire la presa in carico delle persone anziane del territorio qualora le loro patologie lo consentano, affinché non siano costrette, come in certi casi, a trovare una sistemazione in altre vallateSono contenta di aver presentato questa iniziativa che è sicuramente servita da stimolo per riprendere in mano un dossier che attende da tempo di essere affrontato. Sappiamo bene che la carenza cronica di personale è un ostacolo all’attivazione dei posti, ma tredici anni fa non era così. Che cosa non ha funzionato allora? Per arginare le difficoltà attuali per il reclutamento del personale, credo che la conoscenza del francese richiesta nei concorsi delle Oos, per poter essere considerata un’opportunità e non un disincentivo, debba essere regolamentata diversamente, come è stato fatto ad esempio per i medici. Vi è poi anche la difficoltà a reperire alloggi per il personale che, necessariamente, dovrebbe trasferirsi in testata di valle. Il problema della casa infatti non riguarda solo chi lavora nel turismo, va affrontato a tutto tondo. Sono tante le criticità che ci auguriamo vengano, almeno in parte, superate in fretta, al fine di aprire finalmente questa ala del Regina.»

Interpellanza: avvio di un tavolo di lavoro con le associazioni dei consumatori sui progetti di prevenzione odontoiatrica (RINVIATA)

Interpellanza: introduzione del divieto del glifosato nei terreni coltivati (RINVIATA)

Mozione: contrarietà al sostegno del piano di riarmo europeo (RINVIATA)

Mozione: iniziative per sollecitare l’approvazione da parte del Governo centrale del decreto legislativo in materia di concessioni di derivazioni d’acqua (RINVIATA)

Mozione: impegno a illustrare in Commissione alcuni articoli di modifica della legge regionale n. 22/2010 sul collocamento a riposo e il trattenimento in servizio dei dipendenti del comparto unico (RINVIATA)