CONCESSIONI IDROELETTRICHE

IL SONNO DI MELONI, IL SILENZIO DEGLI AUTONOMISTI

Sono oltre tre mesi che il testo del Decreto sulla Norma di attuazione dello Statuto per le concessioni idroelettriche giace sulla scrivania di Giorgia Meloni. Alla Presidenza del Consiglio dei ministri tutto è fermo: manca l’approvazione che deve concludere il lungo iter del provvedimento.

Lo schema di Decreto è rimasto a bagnomaria per sei anni nella Commissione paritetica Stato-Regione Valle d’Aosta acquisendo tutti i pareri possibili e immaginabili, poi è stato varato dalla Commissione presieduta dal Prof Marini, consulente giuridico della premier, e trasmesso al Consiglio regionale valdostano che all’unanimità ha dato parere favorevole il 28 gennaio 2025.  E adesso?  Che cosa aspetta la Presidente del Consiglio ad approvare il Decreto?

Siamo al paradosso: la Regione, proprietaria delle acque pubbliche, non può disciplinare le modalità di rilascio delle concessioni per colpa di una carenza, mai sanata, di un articolo dello  Statuto speciale.

Siamo all’assurdo: tutte le altre Regioni possono legiferare in materia, mentre la Valle d’Aosta, Regione Autonoma con più ampia facoltà normativa delle altre, non lo può fare.

Giorgia Meloni dorme nel silenzio assoluto dei due parlamentari, Manes e Spelgatti, e delle forze politiche, in particolare quelle che si definiscono “autonomiste”.

Mancano quattro anni – e non sembrino tanti! – alla scadenza di concessioni senza le quali la CVA perde la sua ragione di esistere in Valle d’Aosta, e questo tema dovrebbe essere al centro dell’agenda politica valdostana, del Consiglio regionale, della Giunta, dei Parlamentari. Ma così non è. Suoniamogli la sveglia!!!!