I colleghi che sono intervenuti prima di me hanno già evidenziato gli aspetti più significativi del Disegno di legge 195, la Seconda variazione di bilancio, il cosiddetto Assestamento, che è tallonato da un altro Dl legato alle finanze regionali, la terza variazione di bilancio. Quasi un paradosso di fine legislatura, come ha giustamente titolato qualche giornale. Non abbiamo neppure ancora approvato il primo, che già arriva l’altro. Una vera bulimia legislativa, altra efficace espressione usata dai media…
277 milioni di euro più altri 85 che saranno approvati nel prossimo consiglio, per un totale di 362 milioni, un tesoretto stanziato a meno di un mese dalla fine della legislatura, segno inequivocabile di una mancanza di programmazione, di lungimiranza e di visione di insieme. Lo confermano, da una parte, vari finanziamenti che riguardano interventi attesi da tempo e richieste che risultano datate. E, dall’altra gli stanziamenti per richieste spuntate all’ultimo minuto, di cui in certi casi non si comprende la ratio e l’urgenza.
“A pensare male si fa peccato, ma quasi sempre ci si si indovina”, diceva una vecchia volpe della politica come Giulio Andreotti. E infatti non può non sorgere il dubbio che questa pioggia di milioni, che arriva a un mese e mezzo dall’ufficializzazione dell’inizio della campagna elettorale, si possa in parte anche ricondurre ad essa. Magari compio effettivamente un peccato a pensarci, ma credo che si tratti, nell’eventualità, di un peccato veniale per cui non sarebbe difficile ricevere l’assoluzione…
Ciò detto, sono consapevole che alcuni degli stanziamenti previsti dal Dl siano importanti e necessari, in certi casi e in certi comuni attesi da molti anni, penso all’art. 67 che prevede finalmente i lavori di messa a norma dell’auditorium della biblioteca di Chatillon. Penso ad interventi che talvolta sono stati sollecitati anche dalla sottoscritta: mi riferisco per fare solo un esempio all’art. 52 che prevede opere per la messa in sicurezza dei ponti tristemente noti per l’alto numero di suicidi, oppure allo stesso art. 67 che ho testè citato; o ancora al comma 3 lettera d) dell’art 38, che prevede un intervento significativo al lago di Lod in comune di Chamois.
Ma ci sono anche articoli che prevedono risorse per scopi e finalità non sufficientemente definiti e specificati, su cui è difficile esprimersi, o interventi per noi del tutto discutibili, come la strada intervalliva della Ranzola, che definisco strada ma che forse non è corretto visto che non sapete neppure voi bene cosa sia, perché nei vari documenti è di volta in volta una strada, una pista, un collegamento intervallivo ciclopedonale e forse qualcos’altro ancora, magari una via di fuga in caso di emergenza, sotto valanga e a oltre 2000 metri. Per un totale di 3,5 milioni nell’assestamento, che diventeranno però 5,2 con la variazione già pronta, una cifra molto alta su cui come ho detto persiste una incertezza progettuale che dà da pensare, e chissà che non lieviti ancora. Perché un conto è ipotizzare interventi a favore degli alpeggi della zona, condivisibili con le opportune accortezze, un altro è pensare a collegamenti stradali intervallivi.
Altro articolo su cui poche e tardive sono le informazioni circa la pianificazione è il 36, quello sugli impianti a fune, un articolo importante e di peso che stanzia 50 milioni di euro. Sulle richieste delle società e sulla discussione in commissione circa le possibili priorità, più volte sollecitata e richiesta anche con atti votati dal Consiglio, non abbiamo saputo praticamente nulla fin quasi alla fine del percorso di legislatura e non mi pare certo corretto. La cifra è considerevole, quasi il 20 % dell’intero assestamento, a cui vanno aggiunti altri 70 milioni della terza variazione di bilancio in itinere per la nuova funivia Breuil Cervinia Plateau Rosà, e meriterebbe una più ampia trattazione nelle commissioni consiliari, che sicuramente da questo punto di vista sono ritenute assolutamente marginali. Faccio un’unica osservazione, sulla base del documento inviato dall’Assessore alle commissioni relativo alle richieste delle società, che riguarda la seggiovia Ciarcerio – Belvedere, per cui si conferma di voler sostituire l’impianto attuale con gi stessi attestamenti. Una cosa che mi pare senza senso.
Proseguendo nell’analisi, ci sono articoli per stanziamenti che denotano incertezza e confusione nella pianificazione a lungo termine, essenziale per mettere in campo risorse economiche per il futuro.
Mi riferisco, per fare un solo esempio, all’art 9 che prevede a Pont-Saint-Martin una scuola secondaria, sia di primo che di secondo grado, di tipo sportivo, ma non meglio definita, di cui l’attuale collegio docenti e il consiglio d’istituto della secondaria inferiore non sanno assolutamente nulla, tanto che insegnanti e genitori interpellati sono letteralmente caduti dalle nuvole. Si pensa di fare una scuola a indirizzo sportivo, fin dalla prima media, cosa di cui non si è mai discusso prima né nella commissione competente, né nel mondo della scuola, con continuità nella scuola superiore, senza una riflessione approfondita sulla questione dell’offerta educativa globale della Regione. E’ un tema che richiederebbe quanto meno una riflessione e valutazione dell’attuale assetto della secondaria di secondo grado che, come sappiamo, è frutto della scelta dei due poli scolastici, a Verrès e ad Aosta. Tra l’altro rilevo anche con una certa schizofrenia legislativa, visto che da un lato l’art 9 del Dl prevede una nuova scuola superiore a Pont-Saint-Martin – su cui si può certo aprire una riflessione, ma ragionata – mentre dall’altro l’art 27 prevede un incremento degli oneri previsti per la realizzazione dello studentato a Verrès… Occorre assolutamente fare un ragionamento complessivo a questo punto! Bisogna decidere cosa si vuole fare della scuola valdostana, però non lo possiamo fare al termine di una legislatura e senza un minimo di dibattito, che non si può certo imbastire qui e ora. Su questo articolo depositiamo uno specifico ordine del giorno.
Faccio ancora un paio di osservazioni – anche se occorrerebbe entrare maggiormente nel dettaglio del testo per fare una analisi esaustiva del testo nel suo complesso – a proposito di alcuni articoli, i cui argomenti a mio avviso avrebbero meritato una specifica attenzione nel corso della legislatura.
All’art 22 sono previsti 100.000 euro per contributi finalizzati all’eliminazione o il superamento delle barriere architettoniche o sensopercettive di edifici e luoghi privati aperti al pubblico. Centomila euro a fronte di un assestamento di 277 milioni di euro. Mi pare una cifra veramente modesta, vista la situazione generale e la difficoltà per le persone con disabilità ad accedere ai vari luoghi pubblici sul territorio regionale. E’ indispensabile, e lo abbiamo detto tante volte, redigere con la collaborazione dei Comuni e di tutti gli enti pubblici un elenco ragionato delle barriere esistenti e fare una pianificazione annuale o quinquennale degli interventi da finanziare. E’ una questione di civiltà. Se vogliamo aspirare ad essere una Regione realmente inclusiva per quanto riguarda il turismo e lo sport – e qualche passo importante lo si è fatto, anche con l’ampia convenzione recentemente siglata che riguarda la Disability card, tema su cui da parte nostra abbiamo fatto molte sollecitazioni che diamo atto essere state raccolte – non possiamo continuare ad avere luoghi inaccessibili sul territorio. E a tal proposito abbiamo depositato un ordine del giorno.
All’art 29 sono previsti 80 mila euro per il restauro di un ulteriore tratto delle mura romane di Aosta. Continuiamo a fare interventi a spizzichi e bocconi, quando sarebbe necessario un progetto generale e articolato di restauro integrale e di valorizzazione dell’intera cinta muraria, che costituisce un unicum per una città moderna e che deve essere resa visitabile e percorribile nella sua interezza, anche nei tratti oggi all’interno di proprietà private. Un intervento corposo, oneroso, lungo ma estremamente importante per Aosta, che richiederebbe ben altre risorse e una programmazione di interventi decennale, ragionata e ritenuta prioritaria. Anche su questo tema c’è un nostro ordine del giorno.
L’art 47 prevede lo stanziamento di 1,5 milioni per l’acquisto di una sede per il trasferimento all’ente gestore del parco naturale del Mont Avic, su cui non abbiamo avuto informazioni più precise circa l’edificio che si intende comprare. Al di là di questo, quello che mi preme sottolineare è che, anche a fronte di questo nuovo investimento che può dare un input alla valorizzazione del Parco, non viene preso in considerazione l’ulteriore allargamento del Parco stesso, tema che necessiterebbe di una reale attenzione visti e considerati i dati sui visitatori, l’importanza dei progetti di ricerca, i riscontri positivi in termini di sviluppo del territorio circostante di cui abbiamo notizia, l’interesse manifestato da comuni e privati. E’ una sollecitazione che abbiamo già fatto in passato e che riprendiamo ora, anche attraverso un apposito ordine del giorno.
L’art 23 stanzia 2 milioni di euro a favore degli enti locali per interventi su opere destinate all’assistenza di persone anziane e con disabilità. E’ certamente importante prevedere acquisti e forniture di arredi e attrezzature, nonché risorse per progettazione, ampliamenti e costruzioni di strutture dedicate. Ma c’è una priorità che a mio avviso è ancora più importante, e cioè quella di dedicare risorse all’attrattività del personale, che sappiamo essere carente e in tanti casi insufficiente, così da impedire il pieno funzionamento delle strutture gestite dagli enti locali. Mi si dirà che nella maggioranza dei casi la gestione non compete alla Regione ma alle Unité, cosa che so bene. Ma la Regione potrebbe pensare a interventi finanziari, anche una tantum, che rendano più attrattivo per il personale lavorare sul territorio. Penso per esempio a bonus dedicati per trasporti o spese alloggio, anche per chi proviene da fuori Valle e presta servizio nelle nostre strutture.
Ci sarebbe molto altro da dire, alcuni argomenti sono comunque già stati toccati dai colleghi.
Nel complesso questo disegno di legge che arriva agli sgoccioli della legislatura è soprattutto una distribuzione di risorse in zona Cesarini, che la Giunta ha deciso di assegnare senza grandi chiarimenti e senza condivisione della minoranza, ma questo è normale. Mi chiedo quanta condivisione ci sia stata all’interno della maggioranza.