Come sapete il consiglio era stato convocato il 27 e 28 dicembre per l’approvazione del Bilancio.
La mattina del 27, prima di entrare in aula, abbiamo appreso con sorpresa che non c’erano i numeri per votarlo. La Presidente Rini e i consiglieri Barocco e Peinetti hanno ritirato la loro disponibilità, ufficialmente perché era mancata la volontà di condividere in commissione l’analisi approfondita dei documenti finanziari e perché il confronto sia interno alla maggioranza sia con l’opposizione non era stato sufficiente.
Crediamo che accanto a queste motivazioni nella realtà ci sia anche altro.
La Rini al Consiglio precedente, pur avendo abbandonato la maggioranza, aveva rivolto un appello accorato perché si votassero Defr e Bilancio, come atto di responsabilità verso la comunità. Poi nei giorni tra il 23 e il 27 ci sono stati vari eventi, tra cui la sua nomina a coordinatore di Forza Italia, e l’avvicinamento alle forze di opposizione di centrodestra le hanno probabilmente fatto cambiare idea.
Barocco e Peinetti hanno mal digerito l’invito del loro Mouvement a dimettersi subito dopo l’approvazione del Bilancio e hanno preso una posizione di contrapposizione dura. All’interno dell’Union c’è una forte spaccatura e pare che molti vogliano le elezioni solo per spazzare via questi eletti. Sta di fatto che nella stessa giornata del 27 l’Union ha annunciato che avrebbe proposto a inizio gennaio di sospendere dal Mouvement i due consiglieri, per insubordinazione. Barocco, come sapete, si è poi autosospeso, Peinetti non ancora. Gli organismi dell’UV si riuniranno venerdì 10 gennaio per decidere.
Nella mattinata del 27 dicembre ci sono state varie sospensioni per chiarire le posizioni e per decidere quali soluzioni adottare nell’impossibilità di arrivare al 31 dicembre con l’approvazione del bilancio.
Nella pausa tra mattina e pomeriggio la Giunta ha deciso di varare un disegno di legge apposito per permettere alla Regione di andare in esercizio provvisorio, che è stato votato nel pomeriggio.
Nella sostanza ciò significa che c’è un blocco degli investimenti, potendo spendere ogni mese solo 1/12 delle risorse disponibili, calcolate sugli importi del bilancio del 2019. Quindi trasferimenti e investimenti sono estremamente limitati e soggetti a procedure diverse.
L’esercizio provvisorio dura al massimo 4 mesi, dopodiché se la situazione nel frattempo non viene sbloccata si passa alla gestione provvisoria, che è un provvedimento ancora più penalizzante.
Il Bilancio è stato rinviato alla Seconda commissione che ora dovrà riesaminarlo e occorrerà capire se ci saranno i voti per approvarlo in tempi rapidi, comunque prima del 14 febbraio giorno in cui, se non si saranno trovate soluzioni alla crisi, il Consiglio si scioglierà.
La nostra posizione rispetto al Bilancio è stata esplicitata e ribadita sia in Consiglio che in Commissione: eravamo disponibili a votarlo già il 27 e continuiamo ad esserlo ora. Bisogna che ci sia da parte di tutti la disponibilità a lavorare per trovare una soluzione condivisa e ricercare la più ampia convergenza possibile, lavorando con spirito unitario. L’esercizio provvisorio deve durare il meno possibile, perché le conseguenze si fanno via via più pesanti con il trascorrere del tempo.
Riportiamo qui di seguito le sintesi dei nostri interventi in aula.
Alberto ha detto: «Oggi era l’occasione per chiudere il documento contabile mettendo in sicurezza i conti. Documento che avrebbe poi potuto essere tranquillamente modificato, con una variazione, eventualmente in seguito. Così non è stato: non si può che prendere atto della soluzione prospettata dal Presidente Testolin. È una situazione grave, ma auspichiamo che, vista la situazione, si trovi ora una convergenza sul bilancio.»
Chiara ha aggiunto: «Eravamo pronti a votare il bilancio con alcune modifiche e volevamo discuterle in Commissione, non averlo fatto è stato un errore. Oggi prendiamo atto della decisione di rinviarne l’approvazione, ma ribadiamo che il bilancio va approvato, trovando una mediazione ragionevole su alcuni punti. Sappiamo delle lotte intestine all’interno di alcuni movimenti che hanno prodotto questo effetto, ma oggi sarebbe stato importante esercitare il nostro ruolo di amministratori per dare alla Valle d’Aosta il bilancio di cui il territorio ha bisogno e che la comunità ci chiede di dare.»