Le indagini Geenna ed Egomnia evidenziano una situazione di estrema gravità, hanno documentato e confermato quelli che prima erano semplici sospetti di intrallazzi fra esponenti politici e una organizzazione mafiosa. Intrallazzi da una parte per accaparrarsi pacchetti di voti di preferenza e dall’altra per avere interlocutori utili dentro Comuni e Regione. Dalle pagine delle indagini giudiziarie emerge che la presenza di cosche mafiose risale molto indietro nel tempo e che la loro azione si è manifestata in varie tornate elettorali. Ma ora tutto ciò è documentato in modo evidente e incontestabile.
C’è una degenerazione della politica che ha contaminato molte forze politiche, in particolare l’Union Valdôtaine e alcune sue derivazioni, cioè quelle che più a lungo hanno gestito il potere regionale.
La crisi etica e morale della politica valdostana si è accompagnata nell’ultimo decennio a una profonda crisi istituzionale. In questi giorni siamo di fronte all’ennesima fine di una maggioranza e di una Giunta. In sei anni e mezzo otto Giunte hanno interrotto prematuramente la loro attività. E chiunque conosca un po’ la macchina amministrativa della Regione sa quali gravi danni questo comporta. Da anni ormai la Valle d’Aosta non riesce a esprimere una giunta stabile che riesca a governare, programmare e realizzare. E’ un dato che in questi giorni è stato rilevato anche dalle associazioni imprenditoriali e dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori.
La crisi istituzionale che si trascina da oltre due legislature è oggi ulteriormente aggravata dal fenomeno dei voti di scambio fra esponenti politici e la ‘ndrangheta. Sono due problemi che si sommano e che vanno affrontati in modo adeguato e coordinato. Andare immediatamente al voto non risolve né il problema delle infiltrazioni mafiose né il problema della cronica instabilità.
Rete Civica ritiene urgente adottare provvedimenti immediati di contrasto alle infiltrazioni mafiose.
Ritiene altresì che sarebbe un atto di responsabilità verso la comunità valdostana andare quanto prima a elezioni anticipate, sulla base di regole nuove che diano agli elettori il potere di scegliere alla luce del sole una maggioranza, un programma e i vertici del governo, garantendo in tal modo stabilità di legislatura e mettendo fine al potere di ricatto di singoli consiglieri, agli accordi sottobanco e al fenomeno avvilente dei continui cambi di casacca. Mettendo, nel contempo, in sicurezza la CVA con una Norma di attuazione.
Se entro 40 giorni non sarà possibile trovare un accordo in tale direzione, il Consiglio regionale sarà comunque sciolto e si andrà obbligatoriamente e immediatamente a nuove elezioni.
In merito al Bilancio di previsione e al Defr Rete civica aveva espresso la sua disponibilità a votarlo già nel Consiglio del 27 dicembre, con alcuni emendamenti mirati. In particolare un emendamento, già concordato con l’Assessore alla Sanità, che raddoppiava le risorse finanziarie per le esenzioni e le riduzioni dei ticket sanitari. RC ha quindi presentato in Commissione i propri emendamenti e ribadisce la disponibilità e la necessità di votare la manovra di Bilancio.

Infine Rete Civica esprime rammarico e protesta rispetto al fatto che il Ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, a quattro mesi di distanza dalla sua nomina, non abbia ancora provveduto a ricostituire la componente statale della Commissione paritetica determinando in tal modo un grave ritardo nella procedura di approvazione della Norma di attuazione dello Statuto riguardante le competenze della Regione su una materia vitale come le grandi concessioni per le derivazioni di acque a scopo idroelettrico.
Rete Civica invita i parlamentari della Valle d’Aosta ad assumere iniziative urgenti ed incisive per sbloccare la situazione.

Aosta, 3 Gennaio 2020