Comunicato del 9 aprile 2021
Il tavolo sanità di PCP si è interrogato parecchio sulle motivazioni relative alla diatriba ormai trentennale tra chi vorrebbe recuperare la struttura dell’ex ospedale Mauriziano, oggi Parini, e chi difende convintamente l’opportunità di procedere alla costruzione di un nuovo presidio ospedaliero. L’evidenza delle spese effettuate in questi anni sia per manutenzione che per nuove ali aggiunte al Parini è seconda solo a quella delle spese sostenute per le numerose diverse progettazioni, e al fatto che non si sono ancora concluse.
Il trascorrere del tempo, materializzatosi nel ritrovamento del sito archeologico di enorme prestigio, ha reso ancora più complicata la progettazione, che infatti dovrà essere compatibile col sito, così come la pandemia e la crisi del sistema sanitario territoriale hanno evidenziato la necessità di affrontare il problema non di fretta in termini seri di efficacia, economicità ed efficienza del servizio.
Consideriamo che negli anni, inoltre, sono nate nuove tecnologie, anche in edilizia, che permettono non solo meno inquinamento ma un enorme risparmio energetico, che impatta notevolmente sulla riduzione delle spese correnti che sempre più diventeranno di difficile gestione e dovranno quindi essere ottimizzate al massimo. Un edificio non deve solo essere costruito, ma anche mantenuto, e se la cosiddetta ala nuova risponderà a tali criteri in quanto nuova costruzione, sempre se fattibile rispetto al sito, resta il corpo originale del Parini da considerare e i collegamenti tra i due.
Ci sembra ridondante rispiegare in questa sede le ragioni di carattere tecnico relative agli spazi, all’accessibilità, alla dotazione degli impianti, alla sicurezza, alla resilienza delle nuove strutture che ci avevano portati, come tanti altri addetti ai lavori che vivono l’ospedale quotidianamente, a prediligere la costruzione di un nuovo edificio,
pur apprezzando lo sforzo di apportare delle modifiche migliorative al progetto, quali l’ipotesi di accesso con l’elicottero, indispensabile nel nostro territorio, in una situazione certamente non facile, e considerando che, naturalmente, un presidio ospedaliero nuovo o ristrutturato è in ogni caso un miglioramento per la nostra sanità, riteniamo che siano prioritarie le audizioni delle parti sociali in commissione, che vivono quotidianamente i problemi dell’ospedale, e sembra comunque corretto portare alla pubblica attenzione una domanda, la più semplice, la più banale:
quale studio è stato fatto per valutare semplicemente se in termini di investimenti, ammortamenti, mantenimento e caratteristiche del sito convenga, oggi, costruire un nuovo ospedale destinando il Parini ad altri scopi oppure ristrutturare il Parini aggiungendo ad esso una parte nuova, sul sito archeologico.
Questo quesito, unico risolutivo, non ci risulta essere mai stato posto, pur essendo parte del programma di maggioranza, e non ne comprendiamo il motivo: senza questo dato, come si può giustificare la scelta?
Questo è il dato risolutivo, da chiedere con immediatezza, oggi, con la considerazione della nuova situazione dell’area. Perché privarci di questo dato essenziale, anche per qualsiasi giustificazione di spesa pubblica, che darebbe certezza e maggiore condivisione alla scelta da parte della popolazione, assieme all’illustrazione pubblica e puntuale del progetto, eliminando finalmente ogni polemica?