Nel mese di ottobre 2020, quando la Corte Costituzionale – con Pronuncia 227/2020 – ha bocciato la Legge della Regione Molise sulle restrizioni per le discariche di rifiuti speciali, è diventato evidente che anche l’analoga diposizione contenuta nella Legge regionale n. 3 dell’11 febbraio 2020 della Valle d’Aosta, che era stata impugnata dal Governo, sarebbe andata incontro a probabile bocciatura.

A quel punto dopo un confronto con il consulente della Regione e con i competenti uffici regionali, Chiara Minelli, in qualità di Assessora all’Ambiente, ha proposto alla Giunta di approvare un Disegno di legge che modificasse la legge regionale impugnata, evitando così di arrivare a una sentenza negativa.

Vari consiglieri autonomisti si sono inalberati, e senza neppure esaminare il Disegno di Legge si sono espressi contro, affermando che bisognava aspettare la sentenza e che l’esito non era affatto scontato. Tanta veemenza, ma poco buonsenso.

Così il Disegno di legge non è stato approvato dalla Giunta. A quel punto, per cercare di porre riparo, è stato presentato dai consiglieri di PCP come proposta di legge, ma anche in questo caso non c’è stata la volontà di esaminarla, di ascoltare le argomentazioni tecniche e di approvarla prima dell’udienza della Corte costituzionale.

Il resto è noto. La diposizione del febbraio 2020 è stata cancellata e si torna alla situazione di un anno e mezzo fa, con il rischio concreto che riprenda l’iter che consente alla discarica di Chalamy di avviare la sua attività e alla discarica di Pompiop di riprendere a funzionare, quando si saranno risolte le questioni giudiziarie.

È, pertanto, più che mai urgente dotarsi di una nuova legge per evitare che la Valle d’Aosta diventi una destinazione preferita per ricevere rifiuti speciali provenienti da ogni parte d’Italia.