Aosta, 18/04/2020
E’ notizia di ieri che in Giappone i parlamentari hanno deciso di tagliarsi del 20 per cento gli stipendi come forma di sostegno alla popolazione afflitta dall’emergenza coronavirus. Le decurtazioni in busta paga avranno effetto già dal prossimo mese. Attualmente ogni rappresentante eletto in una delle due camere giapponesi percepisce un compenso di 1.294.000 yen al mese, pari a poco più di 11.000 euro. In Nuova Zelanda la prima ministra e gli altri membri del suo governo doneranno il 20% del loro stipendio per i prossimi sei mesi per contribuire alla lotta contro il Covid-19. In Bulgaria ministri e parlamentari hanno deciso di rinunciare ai propri compensi fino alla fine dell’emergenza e devolverli al sistema sanitario nazionale. In Grecia, il premier ha chiesto ai parlamentari del suo partito di rinunciare al 50 per cento del loro stipendio dei prossimi due mesi per far fronte alle esigenze legate al Covid-19.
In Valle d’Aosta la proposta dei consiglieri Minelli e Bertin, del tutto moderata e sostenibile, di una riduzione per un anno del 20% degli emolumenti dei consiglieri e del 30% delle ulteriori cospicue indennità di funzione di Presidenti e Assessori, oltre all’azzeramento dei contributi ai gruppi consiliari, è stata respinta ieri notte dal Consiglio con 7 voti favorevoli e 28 astenuti. Hanno votato a favore oltre a Minelli e Bertin, anche Nasso, Russo, Vesan, Morelli e Pulz. Il risparmio che sarebbe derivato da tale riduzione è di circa 1 milione di euro.
Secondo coloro che hanno respinto la proposta, la “solidarietà” dei consiglieri deve essere frutto di una “libera scelta”, e compete alla sfera personale. Beneficenza insomma. O regali, magari ai propri amici-elettori.
Noi crediamo invece che il Consiglio Valle, in una situazione come l’attuale, avrebbe dovuto stabilire un obbligo, una scelta motivata non solo da un sentimento di solidarietà, ma dalla consapevolezza della situazione in cui tutti ci troviamo e per la quale occorrono scelte politiche chiare.
Devolvere il proprio stipendio ad attività di beneficenza, fondi di solidarietà o altre destinazioni è sempre stato possibile. I Consiglieri di Rete Civica non solo lo hanno sempre fatto, così come altri, ma hanno rinunciato fin dal loro insediamento al contributo che la Regione mette a disposizione per i Gruppi consiliari.
E’ davvero triste constatare come una proposta che viene messa in pratica in un sempre maggior numero di Paesi e che speravamo sarebbe stata facilmente approvata si sia infranta contro il muro di un egoismo francamente incomprensibile
Rete Civica