Non c’è dubbio che tutti gli amministratori pubblici, non solo quelli regionali, ma anche i comunali, ed in particolare i Sindaci, corrono dei rischi nelle scelte amministrative che compiono.

Però questo è un lato della medaglia, l’altro è costituito dal fatto che ci sono organi giudiziari che sono stati previsti dalla Costituzione, come appunto la Corte dei Conti, espressione della magistratura contabile, ma anche la magistratura ordinaria, proprio per vigilare sulla attività amministrativa ed evitare che ci siano delle spese immotivate, degli abusi e dei comportamenti illeciti che poi ricadono negativamente su tutta la comunità.

Nella risoluzione votata c’è una critica pesante al ruolo della Corte dei Conti e alla sua sentenza. Votando questo testo si va verso un meccanismo che può portarci ad un serio conflitto istituzionale; c’è poi addirittura l’impegno alla Giunta per un ricorso dagli esiti del tutto incerti. È a mio avviso una prova di forza che non può portare a nulla di buono.

Se si voleva fare un approfondimento sui confini dei poteri degli amministratori, che riguardano tutte le regioni e gli enti locali, si doveva intraprendere un’altra strada: si doveva fare un lavoro istruttorio, di commissione, approfondendo la tematica e coinvolgendo anche la Conferenza delle Regioni, i giuristi, gli esperti di diritto.

Non credo che questa giornata passerà alla storia come un momento qualificante dell’Autonomia valdostana. Il modo discutibile in cui si è arrivati a questo appuntamento, la confusione sul tema, le modalità della discussione sono tutti elementi che concorrono a farmi pensare che non è con questo tipo di azioni che si scrivono le nuove pagine di una autonomia con positive connotazioni di serietà, di responsabilità e di maturità.

Non voterò quindi la risoluzione.

[tratto dall’intervento della Consigliera Minelli durante il Consiglio straordinario del 15 settembre 2021]

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