Sono ben poche in Valle d’Aosta le forze politiche che coltivano un rapporto fra vertici dell’organizzazione, eletti nelle istituzioni e la cosiddetta “base”.  Nel modo di operare e nella organizzazione di PCP è invece posta particolare cura al coinvolgimento di tutte le persone che sono interessate a dare un contributo di proposta e valutazione. C’è una mailing list di circa 500 persone e c’è una Assemblea generale di 95 persone, tutti i 59 candidati alle elezioni regionali ed al comune di Aosta e altre 36 persone indicate dalle organizzazioni politiche promotrici di PCP.  

Dalle elezioni del settembre 2020 l’Assemblea si è riunita molte volte, con frequenza quasi bimestrale, inizialmente in presenza e poi online. L’ultima Assemblea, quella del 18 ottobre, aveva come tema la valutazione di un anno di presenza nella maggioranza regionale. Hanno partecipato 65 persone e ben 58 si sono espresse con un breve intervento o con una dichiarazione scritta. Molti hanno evidenziato come su importanti temi che facevano parte del programma di governo concordato non ci siano state azioni coerenti, in alcuni casi poi non è stato fatto proprio niente. Su ospedale regionale, ferrovia, tutela ambientale ci sono da mesi evidenti difficoltà, su altri temi (legge di sobrietà, procedure nomine, riforma elettorale ecc) NON SI È FATTO PROPRIO NIENTE.

Vista la scarsa volontà dei gruppi autonomisti di dare applicazione coerente al programma, fin dall’inizio del 2021 PCP aveva chiesto un confronto con gli autonomisti sui punti critici per trovare una mediazione ma senza risultato.  A causa dell’acuirsi della gravità dei problemi a maggio Chiara Minelli e Erika Guichardaz si sono dimesse dalle loro importanti cariche per sottolineare che non si trattava di posti e di potere. A giugno è stato consegnato agli autonomisti un documento in 13 punti per una verifica programmatica con i movimenti politici che sbloccasse la situazione. Non c’è stato verso di avere una risposta e un dialogo.

Sulla base di questi elementi gran parte dei componenti dell’Assemblea si sono espressi per una uscita dalla maggioranza e per un invito a tutti i consiglieri eletti nella lista PCP di agire in tal senso. 

Non è una scelta fatta a cuor leggero. 

Non è, come una narrazione interessata vorrebbe far passare, una rinuncia o una posizione dettata da una cieca intransigenza. 

È una scelta di COERENZA e di RESPONSABILITÀ verso tutti i valdostani e soprattutto quelli che con il proprio voto ci avevano chiesto di cambiare modo di far politica, che troppo spesso è verticistico e attento più agli interessi degli eletti che a quello degli elettori: speriamo che questa nostra azione possa far compiere a tutti gli interlocutori un passo avanti.