Nel corso del Consiglio regionale dei giorni 1 e 2 dicembre abbiamo assistito a due penose rappresentazioni teatrali.

L’1 è andata in scena l’indecenza di una discussione bloccata e del voto segreto per respingere l’istanza di un elettore che, ai sensi di legge, chiedeva di avviare il procedimento per dichiarare l’incompatibilità sopravvenuta per alcuni consiglieri regionali sulla base della sentenza della Corte dei Conti relativa ai finanziamenti al Casinò di Saint-Vincent.
Ancora una volta si è arrivati ad una importante discussione in Aula senza una istruttoria adeguata.
SENZA riunire prima la competente commissione per esaminare la materia, SENZA acquisire un parere da un autorevole giurista, SENZA fornire ai consiglieri la documentazione sulla situazione reale dei consiglieri ed ex consiglieri oggetto della sentenza della Corte dei conti.

Il Presidente del Consiglio Alberto Bertin, un tempo alfiere della trasparenza e della rigorosa applicazione delle leggi, anche in questo caso ha avuto un comportamento che non condividiamo e non riteniamo per nulla esemplare.

La seconda rappresentazione teatrale è andata in scena il 2 dicembre sulla mozione presentata dal consigliere Mauro Baccega che avrebbe voluto impegnare il Governo e la Commissione competente ad avviare i lavori per la riforma della Legge Elettorale Regionale dopo l’approvazione del Bilancio. Sarebbe stata semplicemente un’occasione per fissare l’inizio di quella che sarà una importante discussione, che durerà vari mesi e sarà densa di ricadute. Un sollecito per agire anche in considerazione del fatto che esiste sull’argomento un preciso impegno scritto nero su bianco nel programma di legislatura. Sono passati 14 mesi dalla definizione di quel programma che conteneva precise indicazioni, ma non si è fatto niente.

Purtroppo, su sollecito dei capigruppo della maggioranza, Baccega ha ritirato la mozione. Il dibattito sull’iniziativa è stato strozzato dal ritiro. E soprattutto quel poco che si è sentito è stata una fiera di banalità o di motivazioni inconsistenti: dal fatto che sui 27 consiglieri incomberebbe un lavoro gravoso da svolgere nelle varie commissioni e quindi per la legge elettorale non c’è disponibilità di tempo, al fatto che il sistema elettorale valdostano poco c’entra con la cronica instabilità politica regionale; a affermazioni ostili agli strumenti di democrazia diretta che potrebbero sbloccare la situazione come già è successo in passato sulla questione della gestione dei rifiuti e sulla ferrovia.

Da parte delle consigliere di Progetto Civico Progressista è stato invece sottolineato che intervenire sulla legge elettorale e sulla riforma istituzionale è non solo opportuno, ma fondamentale e urgente. E sui tempi va osservato che non sarebbe serio affrontare l’argomento a ridosso delle elezioni, poiché si prefigurano innovazioni e modifiche rilevanti. E quindi tutte le forze politiche, dentro e fuori dal Consiglio, dovranno avere tempo e modo di organizzarsi e affrontare adeguatamente le future scadenze elettorali. Da parte di PCP ci sarà quindi un forte impegno sul tema, dentro e fuori il Consiglio regionale.