Comunicato stampa congiunto del 10 gennaio 2021

In un incontro fra delegazioni delle organizzazioni politiche Area Democratica, Adu Vda, Movimento 5 Stelle e Rete Civica è stata fatta una valutazione in merito alla prossima elezione del Presidente della Repubblica e del delegato regionale valdostano che, insieme alla deputata Elisa Tripodi e al senatore Alberto Lanièce, farà parte dei grandi elettori che sceglieranno il nuovo Presidente.

È stata condivisa la valutazione che, dopo oltre settanta anni di presidenze maschili, sia questo il momento opportuno per dare finalmente un segnale forte e per fare in modo che l’articolo 51 della Costituzione, che afferma la parità di genere nell’accesso alle cariche pubbliche, trovi finalmente realizzazione nella carica più rappresentativa dello Stato italiano. L’indicazione comune è quindi di operare attivamente per l’elezione di una donna alla Presidenza della Repubblica, come richiesto anche dall’appello lanciato da Dacia Maraini e da tante donne della cultura e dello spettacolo.

Una donna custode della Costituzione antifascista, dell’unità del Paese e garante delle Istituzioni, comprese quelle locali, dei diritti della persona, del lavoro, della tutela dell’ambiente e del progetto d’integrazione europea. Autorevole per il percorso compiuto, senza zone d’ombra rispetto alle leggi della Repubblica. Ricordando che per pregiudizio maschile alle donne si chiede sempre di più, riteniamo che siano molte le donne candidabili e adeguate alla carica. Probabilmente, più degli uomini.

In un Paese normale non dovrebbero esistere distinzioni legate al genere ma l’Italia è un paese dove il tasso di femminicidi rappresenta più del 40% degli omicidi commessi, dove non esiste parità salariale e dove le donne vengono ancora concepite come “il genere” destinato alla cura della casa e della famiglia.

Nell’incontro è stato affrontato anche il tema del grande elettore che deve essere scelto dal Consiglio regionale. Anche in questo caso la scelta in passato non è mai caduta su una donna, occorre dunque innovare e spezzare questo tabù. L’articolo 83 della Costituzione afferma che alla Valle d’Aosta spetta un delegato e lascia totale libertà di scelta al Consiglio regionale. Prassi vuole che sia un Consigliere regionale, ma anche questo non è un obbligo. Si può innovare, come suggerito autorevolmente anche da altre Regioni, e soprattutto va scelta una delegata. Un gesto molto significativo in una Regione in cui finora la partecipazione politica delle donne è stata particolarmente compressa. Un segnale di discontinuità con il patriarcato e di vicinanza a quella parte di società che più di altre è stata colpita dalla crisi sanitaria ed economica.