Comunicato Stampa

È stupefacente la sortita polemica della dirigenza Confcommercio-Fipe della Valle d’Aosta nei confronti di due importanti disposizioni proposte alla luce del sole da Rete Civica a favore dell’economia rurale valdostana colpita dalla crisi economica e inserite nella recente legge 8/2020, per la palese infondatezza delle argomentazioni.

La norma che consente alle aziende agricole di proporre la degustazione dei soli prodotti aziendali, e non già di pasti come paventato dal sig. Dominidiato, è null’altro che l’attuazione a livello regionale dell’articolo 4) del Decreto Legislativo n. 228 del 18.5.2001, per ciò che concerne la vendita diretta in azienda dei prodotti aziendali ai fini del completo sfruttamento del ciclo produttivo dell’impresa. In tal senso assai più estensiva è la normativa di altre Regioni. É interesse dei piccoli negozi e dei ristoranti di paese che siano fatte conoscere ai visitatori e ai turisti la qualità e la bontà dei prodotti agroalimentari di eccellenza propri della Valle d’Aosta, nell’ambito di un circuito economico integrato.

La norma che consente alle sole aziende agrituristiche una limitatissima attività di agricampeggio è volta a favorire l’integrazione dei redditi agricoli, la presenza della ricettività rurale diffusa, essenziale nelle località minori, il presidio del territorio, come già avviene in altre Regioni. Si prenda ad esempio, l’art. 30 della legge 1/2019 della Regione Piemonte.

Per il ruolo che ricopre, il sig. Dominiato dovrebbe sapere che le aziende agricole, nella trasformazione e vendita dei prodotti, e le aziende agrituristiche, nell’attività di ospitalità e di ristorazione, sono tenute a rispettare le norme igieniche vigenti, a partecipare a corsi di formazione, a possedere tutte le autorizzazioni previste dalla legge.

Anziché fare proclami del tutto pretestuosi, la dirigenza valdostana di Confcommercio farebbe meglio a:

– supportare le migliaia di piccole attività commerciali e turistiche nell’accesso ai finanziamenti regionali a fondo perduto, essenziali per affrontare la crisi economica Covid-19 e resi possibili grazie all’impegno assiduo e pressante di Rete Civica fin dallo scorso mese di marzo;

– operare per superare le ristrette logiche corporativistiche dei singoli settori e favorire la messa in rete degli operatori e la creazione di circuiti locali di valorizzazione dei prodotti e delle peculiarità del territorio, integrando ricettività, ristorazione, aziende agricole, le diverse figure degli operatori turistici e dei professionisti della montagna.

Il nemico dei negozi di vicinato e dei ristoranti non va, infatti, ricercato nelle aziende agricole che propongono prodotti di qualità e rispettosi dell’ambiente ma semmai nella grande distribuzione che taglieggia i produttori, si basa sull’agricoltura industriale che inquina e danneggia il pianeta e fa credere che si possa ottenere un litro di olio extravergine di oliva o una bottiglia di vino DOC a 3 euro.

Infine l’attacco di Confcommercio a Rete Civica è ancor più vergognoso visto che il Presidente Dominidiato ben conosce, essendo stato informato passo dopo passo, la determinante azione condotta dai consiglieri regionali di Rc per approvare il contributo a fondo perduto della Legge 8, a parziale ristoro delle perdite di fatturato determinate dall’emergenza Covid 19. Contributo di cui usufruiranno nelle prossime settimane in primo luogo proprio migliaia di operatori del settore ristorazione e ricettività alberghiera.

Rete Civica                                                                                              Aosta, 23/7/2020