Organizzare una Assemblea programmatica in un torrido sabato pomeriggio di fine luglio era un azzardo visto il tema molto impegnativo, la dispersione in giro per l’Italia di molte persone, ed anche i limiti alla partecipazione imposti dagli obblighi di distanziamento fisico che non aiutano certo la comunicazione e la convivialità.

Eppure l’esperimento è riuscito, circa 50 persone in sala, il massimo della capienza utilizzabile, una ventina di interventi, quattro ore ad ascoltarsi sui vari temi della bozza di programma per le elezioni regionali

Gli interventi introduttivi sono stati tre.

Sara Timpano ha spiegato il significato del progetto che si sta portando avanti, il tentativo di unire energie disperse in modo da dare all’elettorato progressista un solido punto di riferimento in alternativa sia alla destra sovranista sia al confuso mondo regionalista.  L’obiettivo è di costruire un polo ecologista e progressista con un programma articolato che combatte discriminazioni e disuguaglianze.

Chiara Minelli ha sottolineato l’importanza del Programma, una attenzione ai contenuti che differenzia il progetto civico dal modo di agire della altre liste e formazioni politiche. Ha poi descritto la struttura della bozza, accennando ai quattro filoni principali: come uscire dall’emergenza sanitaria ed economica del Covid-19; la necessità di risolvere il problema della persistente instabilità attraverso una riforma istituzionale che consenta agli elettori di scegliere una maggioranza ed un Presidente; l’importanza dei temi sociali ed educativi; gli investimenti prioritari da realizzare nei prossimi anni.

Erika Guichardaz ha sottolineato l’importanza della unità a sinistra ed evidenziato che nella società italiana e valdostana ci sono segnali preoccupanti. Ci sono rigurgiti antidemocratici ed anche fascisti e non bisogna abbassare la guardia. Per questo occorre un progetto costruito su valori comuni come solidarietà ed uguaglianza che sono la base della bozza di programma.

I numerosi interventi hanno affrontato vari aspetti, prevalentemente quelli programmatici, ma anche quelli riguardanti il profilo politico del progetto civico e la necessità di una visione non solo localista. Alcuni riferimenti hanno riguardato anche le contemporanee elezioni comunali

Più interventi hanno sottolineato che il progetto non è oppositivo, non è una sequela di “no”, ma è un insieme di proposte concrete per dare infine un governo valido alla Valle d’Aosta. Progetto civico vuole essere una risorsa per risolvere i tanti problemi della società valdostana usando meglio lo strumento della Autonomia regionale.

Valutazioni puntuali sono state fatte sulla situazione della scuola, sulla politica culturale, sull’organizzazione delle strutture sanitarie. Miglioramenti alla bozza sono stati richiesti rispetto alle proposte sulla organizzazione amministrativa, sia per quanto riguarda la macchina regionale sia per quanto riguarda il ruolo dei Comuni. E’ stata richiesta anche una revisione del punto dello sviluppo industriale

Alcuni interventi hanno anche sottolineato l’importanza della “visione”. Di un programma che guardi al futuro e che tenga conto dei grandi problemi del Pianeta che coinvolgono anche la Valle d’Aosta. L’emergenza del cambiamento climatico e la necessità di scelte drastiche di riconversione energetica, ma anche il persistente dramma della fame che uccide ogni giorno migliaia di persone.

Alla luce delle valutazioni emerse dalla Assemblea la bozza di programma sarà ora corretta e completata e poi verrà inviata a tutte le categorie economiche, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni ambientaliste.  Una procedura nuova, una consultazione previa mai realizzata in Valle d’Aosta, per acquisire pareri e valutazioni prima del formale deposito del Programma presso il Tribunale insieme alla lista dei candidati.

Un percorso lungo che Progetto Civico Progressista intende realizzare compiutamente poiché crede nella centralità delle idee e delle proposte da presentare alle elettrici e agli elettori.