L’UV e Caveri hanno cantato vittoria per la decisione della Commissione referendaria di non ammettere il referendum propositivo sulla proposta di legge di radicale riforma del sistema elettorale. E’ tuttavia una misera vittoria visto che la decisione della Commissione, in totale contrasto con quella precedente del 2007, cancella la possibilità della popolazione di esprimersi direttamente sulla modifica del sistema elettorale. E’ un vulnus alla democrazia.

Per l’UV e Caveri il referendum propositivo regionale è un pericolo mortale, deve essere esclusa la possibilità del popolo di esprimersi, altrimenti succede come per il pirogassificatore che venne cancellato dal voto popolare, o come  per la politica ferroviaria disastrosa di Marguerettaz, che è stata rigirata come un calzino da una iniziativa legislativa popolare.

L’unico voto che UV e Caveri amano è quello che gli permetta di essere eletti in Consiglio regionale e di poter dettare leggi alleandosi a destra o a sinistra a seconda delle convenienze.

UV e Caveri hanno però motivo di festeggiare: il referendum propositivo sulla riforma elettorale avrebbe sconvolto metodi decennali dagli effetti disastrosi, avrebbe determinato profondi cambiamenti nella politica valdostana. Per loro è quindi un grave pericolo scampato, mentre per la democrazia è un grave passo indietro.

Finiti i (loro) festeggiamenti però tutti i problemi rimangono sul tappeto e sarà dura continuare a dire di no al cambiamento, perché sempre più persone hanno aperto e apriranno gli occhi, perché è aumentata e ancora crescerà la consapevolezza di avere il diritto di scegliere direttamente chi – e su quale programma – deve governare in Valle d’Aosta.

Noi saremo al fianco di tutti coloro che vorranno sostenere questo cambiamento.