Come noto il Consiglio regionale di mercoledì 27 aprile ha approvato un aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti per il quinquennio 2022-2026 e il testo della legge che lo accompagna.

Il Piano è frutto essenzialmente di un lavoro tecnico con consulenze esterne, modificato poi dopo le osservazioni pervenute dalla Procedura VAS da parte dei comuni, in particolare quelli sedi delle due discariche, dei comitati, delle organizzazioni di categoria e di Progetto Civico Progressista. La legge approvata è invece frutto di un coordinamento fra la Proposte di legge n. 45 presentata a novembre dalle consigliere di PCP e il Disegno di legge n. 50 presentato dalla Giunta regionale a fine dicembre 2021.

Vogliamo con la presente comunicazione soffermarci su un aspetto specifico: evidenziare i cambiamenti che ci sono stati – limitatamente alla questione delle discariche per rifiuti speciali – a seguito della nostra proposta ed iniziativa, rispetto ai testi varati a dicembre dalla Giunta, ed inoltre esprimere alcune considerazioni sulla nuova fase che, a nostro avviso, si apre per quanto riguarda la questione delle discariche di Pompiod e Chalamy.

L’EVOLUZIONE DI PIANO E LEGGE PER QUANTO RIGUARDA LE DUE DISCARICHE

I testi varati dalla Giunta trascuravano gravemente la questione delle due discariche di Pompiod e Chalamy, come anche da voi osservato, limitandosi a prendere atto della situazione esistente e ad andare avanti come se non fosse intervenuto un nuovo Piano ed una nuova legge.

Viceversa nella Proposta di legge n. 45 presentata da PCP si affermava la necessità di un riesame anche delle autorizzazioni per discariche di rifiuti speciali già in essere per verificare la loro conformità alla più recente normativa italiana e alla nuova pianificazione regionale. In pratica veniva richiesto un nuovo iter autorizzativo.

Tale proposta di PCP è stata accolta parzialmente con l’articolo 5 della legge coordinata che contiene affermazioni importanti per le discariche di rifiuti speciali.

Con il comma 1 si afferma infatti che le nuove disposizioni del Piano (come le norme sulle distanze) si applicano non solo alle nuove autorizzazioni, ma anche ai rinnovi di autorizzazioni in scadenza, Con il comma 2 della legge, si afferma che “anche alle autorizzazioni in essere alla data di entrata in vigore della legge” si applicano comunque le “norme imperative” della più recente normativa nazionale, in particolare quelle del Decreto 116/2021.  Con il comma 3, sempre dell’art 5, si prevede inoltre, entro 60 giorni, l’approvazione da parte della Giunta di “norme tecniche di attuazione per la definizione della modalità autorizzative anche dei procedimenti ì, compresi quelli pendenti alla medesima data”

I tre commi dell’art. 5, rispetto al nulla del Disegno di legge della Giunta, aprono degli spazi importanti per cambiare la situazione e bisognerà essere vigilanti nel chiederne la rigorosa applicazione.

E’ mancato l’ultimo passo, cioè quello di stabilire con chiarezza chi si deve attivare per la verifica di conformità. PCP ha proposto due percorsi: riesame degli uffici e della Giunta a partire da una Relazione di conformità redatta obbligatoriamente dai titolari delle discariche; oppure riesame d’ufficio da parte degli uffici regionali competenti entro un preciso lasso di tempo. Proposte non accolte: non si è voluto fare chiarezza sulla procedura da seguire per la verifica di conformità, ma la discussione rimane aperta perché la verifica, con la formulazione dell’art. 5 va comunque fatta.

Oltre a questa proposta PCP ha formulato altri emendamenti ai volumi del Piano, in particolare – per quanto riguarda le discariche – al Volume II e IV.

TUTTO COME PRIMA PER POMPIOD E CHALAMY? OPPURE CAMBIA TUTTO?

A nostro avviso non si torna alla situazione del 2019, che così forti proteste aveva suscitato.

La nuova normativa nazionale, l’aggiornamento del Piano rifiuti e la legge coordinata approvata dal Consiglio introducono fattori di novità significativi che potranno essere utilizzati dai Comitati, dalle Associazioni e dai Comuni per impedire il ritorno al passato. Particolare e immediata attenzione dovrà essere prestata alla definizione delle Norme tecniche di attuazione del Piano che devono essere redatte entro due mesi dalla ormai prossima pubblicazione della Legge e del Piano. Ed inoltre anche tutti gli spazi creati dall’art 5 possono essere utilizzati.

In conclusione, a nostro avviso, si poteva e doveva fare meglio, ma ci sono ora alcuni strumenti che possono dare forza all’azione di chi si preoccupa della salute dei cittadini e della tutela dell’ambiente. E PCP, anche con l’aiuto delle consulenze che ha attivato nei mesi scorsi, è disponibile a continuare l’impegno per risolvere positivamente il grave problema costituito dalle due ferite aperte di Pompiod e Chalamy.