Sono state consegnate martedì 24 maggio le 3363 firme raccolte, in sole tre settimane, dal Comitato promotore per richiedere un Referendum regionale consultivo sulla Proposta di legge n. 58 per la modifica del sistema elettorale, presentata un mese fa dalla consigliere di PCP Minelli e Guichardaz.
Bastavano 2.063 firme, ma ne sono arrivate molte di più, segno dell’interesse e della domanda forte di cambiare l’attuale sistema. E non potrebbe essere diversamente visto che negli ultimi dieci anni c’è stata la media devastante di una crisi di maggioranza all’anno. Nella scorsa legislatura il Consiglio è stato sciolto anticipatamente perché non si riusciva a nominare un Presidente, in questa legislatura l’accordo post elettorale fra progressisti e autonomisti è durato pochi mesi e da un anno siamo in continuo masrasma. Non se ne esce, per questo occorre dare voce alla popolazione.
È importante anche evidenziare che la richiesta avanzata martedì, con il deposito delle firme, è un avvenimento di rilievo storico: è la prima richiesta di referendum consultivo su una legge regionale che viene avanzata con una iniziativa popolare.
La gamma degli strumenti di partecipazione popolare era già stata utilizzata per i referendum abrogativi o propositivi, ma è la prima volta che si propone di utilizzare lo strumento del referendum consultivo. È utile a tutto il Consiglio e a tutta la comunità fare questa consultazione popolare prima di lavorare sulla legge di riforma. C’è infatti un nodo politico rilevante che in questi anni non è stato sciolto e su cui ora bisogna decidere. È comune la consapevolezza che l’attuale sistema vada modificato perché non favorisce la stabilità di governo e quindi non favorisce la buona amministrazione. Ma il nodo su cui si è fermi da un decennio, su cui si è rimasti bloccati in tutti questi anni è se prevedere o meno la possibilità che gli elettori decidano direttamente maggioranza e Presidente della Regione, oppure se tale compito vada affidato , come succede ora, alla dialettica consiliare ed ai cangianti equilibri post-elettorali.
Ci sono su questo nodo opinioni diverse anche all’interno di numerosi partiti ed è bene acquisire l’orientamento della popolazione. Ci sarà una campagna referendaria in cui tutti potranno sostenere la propria tesi e poi la popolazione sceglierà se è meglio andare nella direzione nuova o rimanere ancorati alla attuale situazione.