Dopo circa un mese dall’inizio della crisi politica, determinatasi dall’uscita dalla maggioranza e da Stella Alpina di Pierluigi Marquis (passato a Forza Italia con Mauro Baccega) e dopo tre settimane di consultazioni da parte del gruppo degli 11 autonomisti con le altre forze (tranne PCP , escluso dalla seconda tornata di consultazioni) per allargare o cambiare la maggioranza, e un continuo, calcolato rinvio da parte della Lega delle proprie iniziative ispettive, siamo arrivati a questo Consiglio con un nulla di fatto. E’ sembrato di ritornare a inizio aprile, al momento dell’abbandono di Marquis, e si è decisa la ricostituzione delle commissioni consiliari, come nulla fosse, nel silenzio attendista della Lega, in quello servile e patetico dei 5 FPPD, in quello speranzoso e scaramantico di Marzi, Pour l’autonomie e Forza Italia e in quello scontato di Restano… Solo noi ci siamo espresse con una dichiarazione di Erika e non abbiamo preso parte al voto per le sostituzioni in commissione.
Dall’intervento di Erika:
“Come se niente fosse si chiede all’aula di votare l’integrazione di alcune commissioni, senza esplicitare con chiarezza se questo teatrino imbarazzante sia finito o meno, se il programma di legislatura più volte stiracchiato e calpestato sia cambiato o meno, se oltre a ricomporre le commissioni si pensa anche di nominare finalmente un presidente per la quinta commissione, un nuovo assessore o ridistribuire le deleghe. Si tira a campare e presto vi saranno oltre 100 milioni dell’avanzo di amministrazione da destinare e non si hanno idee su come ripartire queste risorse vista l’assenza totale di una linea politica e una grave incapacità ad affrontare i temi concreti. Questa votazione non mette chiarezza a questa situazione diventata imbarazzante e insostenibile. È del tutto evidente che votare oggi l’integrazione delle commissioni consiliari è una scelta politica, la scelta di proseguire con una maggioranza a 18, una scelta che non si capisce neppure da chi sia stata fatta. Per questo si spaccia una scelta politica come un fatto tecnico. Ma così non è, di tutta evidenza.”
Per questa seduta abbiamo proposto 5 iniziative, 3 interrogazioni, 1 interpellanza e 1 mozione.
Interrogazione: Esito della perizia sul castello di Introd e prelazione (Chiara, Erika)
Con questa iniziativa abbiamo riportato all’attenzione dell’Aula la questione dell’esercizio del diritto di prelazione sul castello di Introd. La Regione il 4 aprile aveva infatti affidato ad un tecnico l’esecuzione di una perizia sul valore dell’immobile e del documento di stima per i costi degli interventi necessari per la rifunzionalizzazione degli spazi nell’ottica di una valorizzazione museale e turistica dell’immobile. Abbiamo quindi chiesto di conoscerne l’esito.
Il Presidente ha detto che l’esito della perizia ha dato un valore all’immobile di poco superiore ai 6 milioni di euro e che nell’analisi tecnica effettuata sono emerse presunte criticità sull’iter della compravendita. Si è quindi deciso di fare una segnalazione alla Procura. Ha specificato che si è nell’attesa delle conclusioni dell’indagine in corso sull’atto di compravendita e che non è stato esercitato il diritto di prelazione a causa di tali indagini. Ha poi comunicato che si verificherà la possibilità di instaurare una trattativa privata con la proprietà in una fase successiva, valutando l’acquisto diretto del castello. Rispetto alle dichiarazioni rese nei giorni scorsi agli organi ha quindi dato delle motivazioni diverse per giustificare la scelta di non andare verso la prelazione. Chiara ha replicato dicendo che la risposta è del tutto insoddisfacente. Ci si aspettava che il Presidente desse maggiori elementi di chiarezza anche ai cittadini e agli amministratori e ha rilevato che l’intera vicenda è stata gestita in maniera inadeguata, senza la dovuta trasparenza e senza condividere alcunché con le Commissioni consiliari. La perizia sul valore del castello ha confermato che la richiesta di 4,8 milioni di euro era congrua. Ha poi richiamato le dichiarazioni agli organi di stampa e si è detta sconcertata dalle motivazioni che il Presidente aveva elencato per spiegare perché non si esercita il diritto di prelazione, ossia per l’assenza delle disponibilità finanziarie. Si sapeva fin dall’autunno 2021 che la trattativa per la vendita era iniziata, ma l’Amministrazione ha preferito non affrontare la questione e comunicare alla stampa che non c’erano i tempi tecnici per avere le risorse. I tempi da ottobre ad oggi c’erano, ma mancava la convinzione di acquisire un bene importante non solo per Introd ma per tutta la Valle d’Aosta. Sulla segnalazione effettuata dalla Regione alla Procura, circa le criticità del contratto di compravendita, Chiara ha rilevato che si tratta di una decisione certo non banale, di cui il Consiglio ha appreso solo dai giornali e su cui non c’è stata alcuna comunicazione. In ogni caso, non essendosi attivati per garantire per tempo la provvista finanziaria – salvo decidere all’ultimo momento se c’erano le condizioni per la prelazione – anche se tutte le tessere fossero a posto, non si potrebbe comunque esercitare tale diritto.
Interrogazione: Stato dell’arte del Piano triennale degli interventi sulla violenza di genere (Erika, Chiara)
Con questa interrogazione volevamo conoscere lo stato dell’arte del Piano triennale degli interventi
sulla violenza di genere. L’Assessore Barmasse ha sottolineato che il Piano non è ancora stato approvato per diversi fattori: recepimento delle linee relative al nuovo piano strategico nazionale approvato nel novembre 2021, riaggiornare il documento a seguito della pandemia, l’assenza di un dirigente nella struttura competente ha inoltre impedito la convocazione del Forum e della sua attività, la necessità di ricondividere le linee con i nuovi membri del forum e il carico di lavoro della struttura delle politiche sociali. Bisognerà quindi riconvocare il Forum una volta rinominato il dirigente al fine della valutazione delle modifiche. Erika nella risposta ha evidenziato come il Piano fosse praticamente pronto nel novembre 2020 e come, a questo strumento di pianificazione, siano legati interventi, azioni e obbiettivi da raggiungere. L’esautorazione del Forum e dei tavoli di confronto sulle varie tematiche, come la continua giustificazione della mancanza di personale per qualsiasi ritardo stanno diventando francamente imbarazzanti. Mentre lo Stato provvede ad integrare i suoi strumenti di pianificazione, noi rimaniamo immobili e così non si può attivare lo sportello dei maltrattanti, piuttosto che attivare formazioni specifiche sul tema, tutto questo mentre le violenze aumentano. Pensare infine di scorporare la Sanità dalle Politiche Sociali come leggiamo in questi giorni vuol dire non capire che spesso le situazioni di svantaggio e di vulnerabilità, riflesse nel posizionamento sulla scala sociale, influenzano sensibilmente la salute delle persone (gradiente sociale della salute) come evidenziato nei piani programmatici, come il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025, nelle strategie, come Salute 2020 o Salute in tutte le politiche o anche negli obiettivi posti da Agenda 2030 richiamano fortemente l’importanza di porre l’attenzione sui determinanti sociali. Questa strategia scaturisce da una semplice, ma basilare, constatazione: la sanità non può promuovere da sola la salute e il benessere di una comunità. In questo senso anche la carenza nel Piano della Salute e del Benessere è evidente.
Interrogazione: Servizio di fornitura pasti nei pasti nei presidi ospedalieri (Chiara, Erika)
A febbraio avevamo posto delle domande all’Assessore alla Sanità circa la fornitura dei pasti ospedalieri che arrivavano freddi e in scarsa quantità. La risposta era stata insoddisfacente ma c’era stato da parte sua l’impegno a monitorare la situazione. Abbiamo quindi chiesto di sapere se e quali monitoraggi e provvedimenti ci siano stati dal 9 febbraio ad oggi per il miglioramento del servizio di fornitura pasti nei presidi ospedalieri; quando termineranno le verifiche di INVA e la ditta Dussmann inizierà il suo servizio; se nel nuovo appalto è prevista l’eliminazione delle stoviglie monouso. L’assessore ha risposto che l’USL per il tramite del servizio Dietologia ha effettuato dei sopralluoghi il 14 marzo e il 4 aprile nei reparti di Oncologia e Chirurgia, che hanno considerato buono il servizio. Dalla fine di marzo la preparazione dei pasti da parte della ditta Vivenda avviene nuovamente nello stabilimento di Arnad, restaurato dopo l’incendio che lo aveva danneggiato. Per quanto riguarda l’utilizzo delle stoviglie monouso ci ha detto che anche con il nuovo appalto sono state ritenute obbligatorie nei reparti di psichiatria e malattie infettive, mentre negli altri reparti dopo la fine dell’emergenza si tornerà ad essere utilizzate stoviglie in ceramica, ma attualmente c’è un problema di carenza sul mercato di tali materiali, quindi per ora si andrà avanti così… Per quanto riguarda il nuovo gestore e l’inizio della sua attività, l’Assessore ha detto che è prevista per il 1 giugno; c’era stato infatti un ricorso al TAR sull’affido alla ditta Dussmann, ma i giudici hanno ritenuto corretto l’operato di INVA che aveva gestito la procedura. La situazione sembra essere in miglioramento ma continueremo a seguirla.
Interpellanza: Verifiche sulla discarica di Pompiod alla luce dell’articolo 5 del Piano regionale dei rifiuti 2022-2026 (Erika, Chiara)
Il tema della discarica di Pompiod è stato nuovamente affrontato. Rifacendosi alle dichiarazioni del Presidente della Regione, il quale, nel corso del dibattito in Aula del 27 aprile scorso, aveva evidenziato come per la questione di Pompiod e di Chalamy si stesse giungendo a delle soluzioni in maniera coordinata con i territori e i Comuni, Erika ha voluto sapere quali siano queste soluzioni anche alla luce della volontà manifestata dai portatori di interesse (Comune ed ente gestore) di intraprendere attività diverse rispetto a quelle previste attualmente nel sito. Ha inoltre chiesto quali siano le verifiche che la Regione intende avviare sulla discarica di Pompiod per l’applicazione delle disposizioni di settore della legge regionale che ha approvato il Piano di gestione dei rifiuti 2022-2026, le cui norme imperative devono essere applicate anche agli impianti già autorizzati. Il Presidente della Regione ha ricordato che l’autorizzazione all’esercizio della discarica di Pompiod è scaduta e la ripresa della coltivazione potrà avvenire solo dopo l’analisi puntuale di tutta la documentazione progettuale da parte dell’impresa a cui seguirà la fase autorizzatoria. Il procedimento di rinnovo non è ancora stato riavviato a seguito della sentenza del Tribunale penale che ha previsto il pagamento di una sanzione pecuniaria per il conferimento di rifiuti con codici CER non autorizzati, disponendo che i rifiuti già conferiti rimanessero sul posto. Ad oggi la ditta ha completato la fase di impermeabilizzazione e la discarica è pronta a recepire il materiale nuovo anche se, visto il fermo delle attività della discarica, l’attività di conferimento dei rifiuti potrà eventualmente riprendere solo a seguito del procedimento di rinnovo. Il Presidente ha poi detto che sono stati presi contatti con le Amministrazioni comunali di Issogne, Aymavilles e Jovençan e con i soggetti gestori, per individuare soluzioni per i due siti di Chalamy e Pompiod. L’obiettivo finale è quello del recupero ambientale che può essere realizzato in vari modi: Chalamy è un’area facilmente valorizzabile, mentre per Pompiod bisognerà chiarire quale sarà lo sviluppo successivo del sito e delle aree circostanti. Questo definirà anche la quantità finale di materiale che potrà essere conferito.
Le valutazioni, ha concluso, sono in corso e non è esclusa una gestione pubblica del sito. Erika si è raccomandata di non tralasciare le indicazioni fornite dalla Procura, non solo a livello progettuale ma anche di monitoraggio del sito e di ripristino ambientale. Permanendo preoccupazione nella popolazione, si è augurata che la gestione della discarica veda una maggiore presa in carico da parte della pubblica amministrazione. Rispetto alle future autorizzazioni è importante poi tenere in maggiore considerazione la tempistica delle fidejussioni, argomento di cui si sta occupando anche la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite legate al ciclo dei rifiuti. Infine si è augurata che si possa andare nell’ottica individuata nelle conclusioni della perizia della Procura, in cui si evidenzia che un sito di discarica rimarrà tale nel tempo e bisogna concordare con i portatori di interesse una destinazione d’uso compatibile come ad esempio la riforestazione per il ripristino paesistico dell’area. Chiara ha precisato che, a prescindere da qualsiasi decisione sarà presa, bisogna pensare fin da ora a quale tipo di verifica di conformità attuare anche alla luce dei pregressi della discarica di Pompiod che non possono essere semplicemente annullati dalla posa di teli impermeabilizzanti.
Mozione: Impegno a rivedere le norme per l’accesso di ospiti e visitatori, presso i reparti ospedalieri, le RSA e le altre strutture socio sanitarie a seguito della cessazione dello stato di emergenza (Erika, Chiara)
Alla luce della fine dello stato di emergenza, dell’elevata copertura vaccinale e delle nuove misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19 che prevedono la garanzia di un accesso minimo giornaliero non inferiore a quarantacinque minuti per le visite alle persone ricoverate in ospedale, micro o hospice Erika ha chiesto all’assessore Barmasse di rivedere, uniformare e rendere più chiare le norme riferite all’accesso/uscita di ospiti e visitatori presso l’ospedale e le strutture socio-assistenziali, socio-sanitarie e hospice, al fine di permettere un maggiore accesso alle stesse in modo da tutelare il benessere non solo fisico ma anche mentale dei pazienti e degli ospiti. L’Importanza della relazione con i familiari e ospiti delle strutture, l’aiuto nella sorveglianza, nella mobilità, nell’assistenza per l’igiene o nella somministrazione dei pasti e nel processo di cura per facilitare la presa in carico e la dimissione dei pazienti, nonché, nel caso di pazienti terminali o anziani, la necessità di accompagnare i propri cari sono fra i motivi principali di questa richiesta. L’Assessore Barmasse, ha chiesto il ritiro della mozione ritenendo che non potesse essere accettata. Ha segnalato che la cessazione dello stato di emergenza ha segnato anche l’impossibilità da parte della Presidenza della Regione di proseguire con ulteriori ordinanze a disciplina di materie attinenti al Covid-19. A livello nazionale, le norme di regolamentazione degli accessi nelle strutture sanitarie e socio assistenziali sono contenute nel “Decreto riaperture” che ha prorogato fino al 31 dicembre 2022 le disposizioni già vigenti. Per quanto riguarda l’omogeneizzazione degli accessi ospedalieri nei vari reparti, la Direzione ospedaliera ha dato parere negativo, non ritenendola possibile a causa delle differenti fragilità dei pazienti e alla presenza di vari focolai di Covid che si stanno sviluppando nei reparti. La flessibilità negli accessi è stata demandata ai direttori dei reparti. Erika non ha ritenuto soddisfacenti le spiegazioni e nella replica ha evidenziato come questa scelta denoti scarsa attenzione al problema nonché una carenza di umanità. La mozione è stata respinta, con 17 voti di astensione (UV, FP-PD, AV-VdAU, SA, GM) e 17 a favore (Lega VdA, PlA, PCP, FI).