Comunicato stampa del 7 giugno 2022

Bisogna ricorrere alla favola di Esopo, del VI secolo avanti Cristo, per descrivere la diffusa sensazione che si prova prendendo atto delle conclusioni del Conseil Fédéral unionista di lunedì sera.

Dopo tanto travaglio, fumo, sommovimenti impressionanti la montagna ha partorito un topolino.

Non è stato deciso nulla, solo un tirare a campare, con una crisi che dura da oltre un anno e che non viene assolutamente risolta. La crisi è nata nei primi mesi  del 2021 dal rifiuto del capogruppo regionale Uv e di altri esponenti unionisti di dare attuazione al Programma di governo concordato fra Pcp e Autonomisti. Il disegno era di rompere con  Pcp e di lavorare per una intesa con la Lega. Dopo oltre un anno tale disegno si è clamorosamente concluso con un nulla di fatto. Quanto meno ci sarebbe da attendersi una qualche ammissione di responsabilità da parte di chi si è opposto a proseguire la collaborazione con Pcp ed ha determinato uno scenario di instabilità che ancora permane. L’esecuzione unionista è stata pessima. Si sono esplorate ipotesi disparate ed inverosimili e non si è voluta neppure prendere in considerazione l’unica strada che era praticabile e coerente con gli accordi postelettorali dell’ottobre 2020. Negli ultimi giri di incontro la delegazione unionista ha sentito tutti i gruppi salvo quello di Pcp. Un motivo c’è. Pcp chiedeva e chiede decisioni coerenti su programmi concordati, gli altri solo posti di potere.

Avanti con il topolino, la comunità valdostana guarda attonita!