Aosta non è solo una splendida città densa di storia, di cultura, di bellezza e di opportunità. E’ il cuore della nostra Regione, da dove concretamente, fluisce quella linfa vitale che dà forza e prospettiva a tutte le grandi risorse economiche, sociali, turistiche della Valle.
Per un periodo l’abbiamo considerata e qualificata come “capitale”, non in un senso anacronistico fuori dalla storia o gerarchico rispetto alle altre comunità, ma per la sua funzione di snodo dei processi sociali e di innovazione. Un ruolo che ha svolto in passato, e che può e deve assumere in futuro, dando un senso alla nostra autonomia.
Aosta non è, quindi, solo una città ma una grande sfida per tutta la Valle d’Aosta.
Sfida perché la pandemia, la crisi economica, i cambiamenti climatici, l’Europa e la “futura Italia” ci assegnano la responsabilità di costruire, tutti insieme, una dinamica nuova. Una risposta collettiva di cambiamento e di innovazione che possa farci attraversare questa fase più forti e migliori.
Chi immagina di tornare alla supposta “normalità” pre-covid non capisce la portata delle trasformazioni che stiamo vivendo. E chi immagina che poche parole d’ordine, qualche slogan e la strumentalizzazione della paura possa portarci fuori dalla crisi inganna noi e sé stessi.
La scelta che, come cittadini, abbiamo il 20 e il 21 Settembre per eleggere il Sindaco di Aosta, la sua Giunta e il Consiglio regionale non è una semplice scelta ammnistrativa. Rispetto a cinque anni fa è cambiato tutto e il voto che daremo non determinerà solo la direzione politica della nostra città ma anche della Regione. Ci sono problemi seri e concreti che vanno affrontati, c’è la necessità di rispondere celermente al disagio sociale ed economico crescente che la crisi porterà con sé; c’è l‘urgenza di ridisegnare l’assetto infrastrutturale che sostiene la città e che alimenta tutta la Regione (Ospedale, Università, Aeroporto, Ferrovia…); c’è da innovare l’offerta turistica, culturale e commerciale per ridare una nuova prospettiva alla vocazione turistica della valle c’è da ripensare il rapporto con le periferie e le frazioni.
Bisogna smettere di pensare alla politica del “comune” come se fosse scollegata dal mondo e come se fosse tutta e solo gestione del quotidiano. Nei cinque anni che ci hanno preceduti questa consapevolezza ha cominciato a farsi strada con l’Aosta Future Camp e l’investimento fatto sul Piano Strategico. Bene.
Ora c’è la necessità di tradurre quelle idee in scelte e di farlo ritrovando la forza di una visione collettiva, di una comunità che cammina insieme dando a quelle scelte non solo consenso ma anche impegno concreto.
Per questo sono convinto che, anche al di là delle proprie specifiche opinioni politiche, sia necessario andare a votare e scegliere Gianni Nuti per la carica di Sindaco.
Gianni, per indole, cultura personale e storia è la persona che più di ogni altra può svolgere il compito di unire la città anziché dividerla.
Altre proposte indicano il solito nemico fuori da noi, ma sono un inganno.
Altre ancora non esprimono una visione complessiva ma sono espressione di aspirazioni personali, settoriali o di corto respiro.
Noi abbiamo bisogno di molto di più!
Fabio Protasoni