Comunicato stampa dell’8 luglio 2022

Il Consiglio regionale del 13 luglio sarà un momento di verità per tanti.

È in discussione una Deliberazione della Presidenza del Consiglio per decidere sulla indizione del referendum consultivo sulla riforma del sistema elettorale regionale.

Una grande occasione, visto che è la prima volta in cui si può fare un referendum consultivo di iniziativa popolare e su un tema di grande rilevanza come il modo di eleggere il Consiglio regionale, il Presidente e la Giunta. I cittadini valdostani possono finalmente dire la loro su una scelta fondamentale per il buon governo della Valle d’Aosta.

Che faranno i 35 consiglieri ed i vari gruppi presenti in Consiglio regionale? Il Comitato per la riforma elettorale ha lanciato un appello per una intesa trasversale che riguardi tutto il Consiglio e auspica un voto unanime a favore dello svolgimento del Referendum consultivo.

È un auspicio non privo di fondamento se teniamo conto di dichiarazioni pubbliche di vari esponenti politici e se consideriamo vari aspetti.

Anzitutto è sicuro il voto favorevole dei consiglieri di Pcp e di Forza Italia che fanno parte del Cre e hanno presentato due proposte di legge che hanno in comune la questione centrale: l’elezione diretta di maggioranza e Presidente.

Veniamo poi al Presidente del Consiglio, che in questa vicenda ha un ruolo importante. È logico un suo voto favorevole perché si tratta di una sua proposta di deliberazione, ma anche perché sarebbe coerente con le sue decennali affermazioni sull’importanza e centralità degli strumenti referendari.

Per quanto riguarda il Gruppo Pd è nota l’indicazione data dal segretario, Luca Tonino, che ha pubblicamente e più volte dichiarato che il voto sarà favorevole allo svolgimento della consultazione referendaria.

La posizione della Lega pare più incerta, ma dovrebbe saper cogliere l’opportunità offerta dal referendum per arrivare ad un effettivo cambiamento del sistema elettorale valdostano; si tratterebbe del resto di un comportamento coerente con la posizione leghista in tutte le Regioni italiane.

Anche nell’Union Valdôtaine albergano posizioni diverse. Però è un movimento che dice di essere vicino al “peuple valdôtain”, paladino dell’ascolto del territorio e della partecipazione popolare, ammiratore dell’esempio luminoso della democrazia referendaria svizzera.

Infine per quanto riguarda il consigliere Claudio Restano dovrebbero esserci pochi dubbi sul suo voto favorevole, coerente con la firma che ha apposto sotto la richiesta di referendum consultivo e con la posizione del suo gruppo politico di riferimento che fa parte del CRE.

L’auspicio del voto unanime è quindi fondato. Certo è che il Consiglio regionale del 13 sarà tutto da seguire. E sarà un momento di verità per tanti.