Comunicato Stampa del 6 agosto 2022
L’elettrificazione della tratta ferroviaria Ivrea-Aosta è un fondamentale progetto di ammodernamento e di transizione ecologica previsto da una legge regionale approvata all’unanimità nel 2016, dall’Accordo Quadro Regione-RFI del 2017 e dal Programma strategico di interventi sulla ferrovia approvato dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta nel 2019.
Permetterà di ridurre l’inquinamento sostituendo ai treni diesel la trazione elettrica, di avere la disponibilità di un gran numero di treni e di tutte le dimensioni, di arrivare da qualsiasi città italiana ad Aosta, senza cambi od operazioni complicate, inserirà in pieno la ferrovia valdostana nella rete ferroviaria italiana ed europea.
Ora l’opera sta per essere realizzata, è stato approvato il progetto definitivo, ci sono i finanziamenti del Pnrr e c’è una procedura autorizzativa che permette anche di superare rapidamente obiezioni e ostacoli.
È del tutto comprensibile che la città di Ivrea esprima critiche ai due cantieri previsti in città, che determineranno problemi nella circolazione stradale per un periodo piuttosto lungo. È quindi logico che chieda correttivi all’organizzazione dei cantieri o eventuali compensazioni. Ma Ivrea, che in passato si è battuta perché la linea per la trazione elettrica arrivasse da Chivasso a Ivrea, sa bene che non può fare un ragionamento egoistico e pensare solo al disagio momentaneo nel suo traffico cittadino. I disagi per un’opera così rilevante ci saranno per tutti, ad Ivrea e in Valle d’Aosta, ma sono la condizione necessaria per realizzare un’opera fondamentale. L’elettrificazione sarà un vantaggio per la Valle d’Aosta, ma anche per tutto l’Eporediese e il Canavese perché permetterà a treni più capienti di servire l’intero territorio, superando gli attuali disagi che subiscono gli utenti. Ed infatti l’Associazione Utenti Ferrovia di Ivrea e Legambiente eporediese si sono espresse a favore della elettrificazione.
Quello che fa cadere le braccia è la Lega Valdostana, che ha sempre gufato contro l’elettrificazione osteggiandola in tutti i modi, propone di considerare i finanziamenti ottenuti, soprattutto grazie agli ambientalisti, come un risultato negativo, e vorrebbe continuare a far viaggiare i bimodali che inquinano, sono pochi, sottodimensionati e che creano evidenti disagi come denunciato dai pendolari. Altro che decarbonizzazione: in una Regione che dispone di grandi quantità di energia idroelettrica, pulita e prodotta in loco, vogliono continuare a far viaggiare i treni alimentati da combustibili fossili da cui dobbiamo liberarci. Una visione in contrasto con tutte le indicazioni di politica ferroviaria a tutti i livelli che raccomandano l’elettrificazione delle linee ovunque sia possibile realizzarle.