Approvato, nel Consiglio Comunale di Aosta, l’ordine del giorno sul “cosiddetto” Decreto sicurezza
Il gruppo comunale di Rete Civica esprime soddisfazione per l’approvazione, da parte del Consiglio comunale di Aosta, dell’Ordine del Giorno sul Decreto sicurezza presentato assieme alla consigliera Carpinello di Altra VdA. Il testo è stato auto-emendato con l’eliminazione della richiesta di impugnativa da parte della Regione poiché sono decorsi i 60 gg per presentare il ricorso.
L’odg esprime forti critiche all’impianto del Decreto e chiede che il Comune effettui approfondimenti su tutti i profili giuridici in tema di anagrafe al fine di verificare se il decreto possa intaccare i diritti fondamentali della persona e ad accettare, come documento valido per l’iscrizione all’anagrafe, il modulo C3 e cioè la domanda di asilo presentata in questura dal richiedente asilo. In particolare si afferma che il Decreto Salvini non ha modificato il Testo unico sull’immigrazione che prevede che allo straniero regolarmente soggiornante sia consentita l’iscrizione anagrafica.
Durante il dibattito sono state messe in evidenza le criticità del Decreto 113/2018, poi convertito in legge, relativamente ai profili di incostituzionalità, al rischio di incrementare problemi di sicurezza anziché ridurli come si vorrebbe far credere, a causa del fatto che molti richiedenti asilo diverranno di fatto irregolari con il forte rischio di cadere nel vortice della criminalità.
Con lo smantellamento del sistema SPRAR e il potenziamento dei centri CARA, definiti da Mimmo Lucano “i nuovi ghetti”, si getta alle ortiche quanto di positivo è stato realizzato in molti Comuni italiani ed anche nei tre comuni valdostani (Champorcher, Saint-Vincent e Saint-Rhémy-en-Bosses) ove le collettività locali, gli amministratori e gli operatori del settore esprimono piena soddisfazione circa i risultati di integrazione raggiunti.
Con questa iniziativa si è voluto dunque riportare al centro i diritti dei migranti che, fuggendo da situazioni di guerra, povertà estrema, discriminazioni ed abusi, hanno il diritto al riconoscimento di uno status civile che permetta loro una vita ed un futuro dignitoso.