Se un elettore attento legge con cura gli impegni programmatici del centrodestra valdostano sulla #mobilità ed ascolta le dichiarazioni variopinte dei suoi esponenti non potrebbe certo arrivare alla conclusione che si tratta di proposte serie e che si possa votare in quella direzione.

Nel documento degli impegni programmatici c’è scritto : “occorrerà avviare – impegnandosi per ottenere un accreditamento come “Regione pilota” da parte dello Stato – una serie di studi di interventi per la mobilità sostenibile a #idrogeno sul territorio, finalizzati alle verifiche economiche, ambientali e di integrazione tra i diversi vettori energetici, fermo restando il progetto di elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta già finanziato con i fondi del PNRR assegnati a Rete Ferroviaria Italia”. Quindi anzitutto mobilità a idrogeno, fermo però restando l’elettrificazione della tratta ferroviaria Ivrea-Aosta.

Un’impostazione quantomeno contraddittoria, e se poi affianchiamo a tale testo le dichiarazioni di esponenti della Lega, la confusione aumenta.

Il Consigliere leghista Aggravi da oltre un anno conduce una campagna di critica all’elettrificazione della Ivrea-Aosta, usando gli stessi inconsistenti argomenti sventolati per un decennio da Aurelio Marguerettaz, e ribaditi anche recentemente.
Dal canto suo il Ministro leghista #Garavaglia, in visita pastorale a Nus, non ha esitato ad affermare che per quanto riguarda la ferrovia valdostana occorre passare subito alla trazione ad idrogeno per arrivare fino a Pré-Saint-Didier. Un’opzione che non sta né il cielo né in terra, ma è espressione eloquente della confusione totale che caratterizza il campo del Centrodestra valdostano. Confusione pericolosa perché rischia di mettere in discussione un risultato storico per la ferrovia valdostana con il finanziamento della elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta, ottenuto soprattutto grazie all’iniziativa portata avanti da anni dal Comitato “la Valle d’Aosta Riparte” e da Progetto Civico Progressista.