Il programma di coalizione del Centrodestra contiene varie affermazioni di elogio dell’attività incisiva di esponenti di quell’area politica che in realtà sono senza fondamento. Abbiamo già fatto l’esempio della legge nazionale per la montagna data per approvata , ma in realtà ferma ad un progetto di legge.
Stesso discorso va fatto su alcune importanti Norme di attuazione dello Statuto che, nel programma del Centrodestra, vengono date per “licenziate” dalla Commissione paritetica, di cui è componente la candidata Rini: concessioni idroelettriche; equiparazione previdenziale dei Vigili del fuoco; equiparazione previdenziale del Corpo forestale della Valle d’Aosta.
In realtà bozze di quelle Norme erano all’esame della Commissione Paritetica Stato-Regione da anni e sono rimaste ferme alla fase istruttoria. NESSUNA delle tre Norme è stata licenziata dalla Commissione e trasmessa al Consiglio regionale che deve esprimersi prima che il provvedimento venga deliberato dal Consiglio dei Ministri.
Venerdì 16 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato 4 decreti legislativi concernenti Norme di attuazione di tre regioni a statuto speciale, Friuli-Venezia-Giulia, Trentino-Alto-Adige e Sardegna. Loro sono riusciti a concludere l’iter, la Valle d’Aosta NO.
Ora, con lo scioglimento del Parlamento, la Commissione paritetica deve essere ridefinita e ricostituita, quindi tutto è purtroppo di nuovo fermo. Una situazione negativa che si protrae da troppo tempo, evidenziata più volte dal Gruppo regionale di Progetto Civico Progressista, né la Commissione Paritetica, di cui fanno parte Rini e Lanièce, né il Governo regionale, né il Centrodestra hanno operato incisivamente.
La Valle d’Aosta, al contrario di altre regioni a statuto speciale, non riesce neppure ad ottenere l’emanazione di Norme di attuazione dello Statuto. Si vantano risultati mai raggiunti e contemporaneamente, senza alcun senso della misura e del ridicolo, autonomisti e destre si uniscono in coro a blandire i sostenitori di teorie quali “Pays Souverain” e “Indépendance”. In piemontese si direbbe “pissa pi curt”.