È durata solo tre anni l’epopea dei treni bimodali. I primi due treni sono infatti entrati in funzione domenica 6 ottobre 2019 e successivamente se ne sono aggiunti altri tre.
Ora però la musica è cambiata e lunedì 21 novembre con la Deliberazione n. 1426 la Giunta regionale ha deciso di utilizzare i finanziamenti statali originariamente destinati a tre ulteriori treni bimodali per l’acquisto di tre treni elettrici. Non solo, con l’art 35 del disegno di Legge n. 82, che fa parte della manovra di bilancio, ha deciso di acquistare un ulteriore treno elettrico.
Fino a pochi mesi fa, Giunta e maggioranza regionale avevano insistito per acquistare ulteriori bimodali, ma alla fine hanno dovuto arrendersi.
Era evidente a tutti che i nuovi treni, ancora da ordinare e costruire, non avrebbero potuto essere utilizzati come bimodali, visto che è ormai decisa l’elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta e quindi fra qualche anno l’intero servizio da Aosta a Torino si farà interamente con treni elettrici.
Brutta storia, questa dei bimodali, che ha avuto come maggiore sponsor l’allora assessore ai Trasporti Marguerettaz che, invece di insistere sull’elettrificazione della Ivrea-Aosta, aveva pensato improvvidamente di puntare su un costoso e discutibile taccone. Il risultato è stato quello di ritardare la decisione sull’elettrificazione e di offrire un servizio inadeguato perché i bimodali sono troppo piccoli per dare una risposta adeguata a tutta l’utenza che dalla Valle d’Aosta e dal Canavese pendola su Torino. La protesta per il sovraffollamento dei treni è stata frequente, in particolare nell’ultimo anno quando, superati i rallentamenti della mobilità determinati dal Covid, la domanda di servizio ferroviario è cresciuta. Una crescita che non solo è augurabile che continui, ma è anche prevedibile visto il costo proibitivo della mobilità automobilistica.