Comunicato stampa del 9 dicembre 2022
I giorni scorsi, gli assessori Bertschy e Caveri, appartenenti al gruppo Alliance Valdôtaine-Vda Unie, nel nome del popolo valdostano e di “maîtres chez nous” hanno fatto a gara nel cercare di denigrare il Club Alpino Italiano, colpevole di aver dato voce a oltre 2.300 valdostane e valdostani che ritengono che il Vallone delle Cime Bianche possa essere valorizzato per le tante unicità che possiede e non sfregiandolo con inutili impianti di risalita.
Il CAI avrebbe avuto il torto di fare dell’estremismo, di non aver cercato il dialogo con la Regione e addirittura di aver mancato di rispetto alle Istituzioni.
Non tocca a noi prendere le difese del CAI, ma intendiamo sottolineare l’indecenza di tali uscite volte ad intimidire e delegittimare chi la pensa diversamente.
È da due anni che il CAI e diverse altre organizzazioni si sono rivolte alla Regione per chiedere conto di uno studio di fattibilità ritenuto non conforme alla normativa SENZA mai ricevere un cenno di riscontro.
Nel frattempo, l’assessore Bertschy, che chiede a gran voce di non disturbare il manovratore e a chi non la pensa come lui di stare in silenzio, ha partecipato a svariati eventi propagandistici organizzati dal Comitato pro impianti, da Valtournenche ad Alagna, per sostenere il collegamento funiviario. Probabilmente considerati tavoli di studio.
Ancor più rozzamente l’Assessore Caveri, che ancora nel 2019 invitava alla cautela rispetto alle mirabolanti promesse elettoralistiche sul Vallone, augura al CAI di perdere iscritti, quel CAI dei cui servizi personalmente lo stesso beneficia.
È grazie alla petizione popolare, se la questione Cime Bianche viene affrontata per la prima volta in modo approfondito dalle Commissioni consiliari e approderà in Consiglio regionale.
È chiaro che gli assessori Bertschy e Caveri non gradiscono l’impegno civico dei valdostani e che apprezzano unicamente le platee plaudenti ove loro possono pontificare. Autocrazia alla valdostana.